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1° Congresso Nazionale PDL
 
 
 

 

 
 


Reggio Calabria 26 settembre 2009 di Antonino Imbesi

IL MARE DEI VELENI, SI SAPEVA MA SI E SEMPRE PREFERITO TACERE

Sperando che il direttore mi dia ampio spazio, vorrei dire la mia per quanto riguarda ciò che in questi giorni occupa le prime pagine dei quotidiani Regionali e Nazionali, e delle testate giornalistiche di tutte le emittenti televisive.

Oggi parlarvi della Calabria, di questa terra, terra dove sono nato e vivo, terra che il ns buon Dio ha donato coste stupende, spiagge sabbiose, costiere impervie, isole magiche, golfi incantati e mare cristallino,catene montuose incontaminate, riserve naturali e paesaggi invidiati da tutto il mondo

Ma purtroppo ciò che il buon Dio ci ha donato, l’uomo è stato abilissimo nel distruggere. Oggi la nostra Calabria e trattata come se fosse la più grande discarica mondiale, subaffittata alla ‘ndrangheta, a faccendieri e politicanti da quattro soldi, il nostro martoriato territorio Mare/Monti, inizia a essere saturo ,alcuni paesi che si affacciano sul Tirreno, ivi compresa la COSTA VIOLA, hanno visto un’ aumento di malattie tumorali di ogni genere, di tutto questo,  qualcuno dovrà pagar dazio…

Nella mia qualità di Coordinatore Prov.di Destra Libertaria in Calabria, mi sono sentito in dovere di intervenire, per cercare di vederci chiaro, e allo stesso tempo dare delle notizie che ancora oggi molta gente non conosce,ma sopratutto  quando tutto questo  ebbe inizio.

Nei giorni scorsi, è stata scoperta una grossa nave mercantile, adagiata, a circa 20miglia dalla costa e a 400metri di profondità, sul fondale marino antistante il paese di Cetraro, piccolo centro cittadino della costa Tirrena La nave è stata scoperta  dopo le segnalazioni di un pentito (Francesco Fonti) dal mezzo  sottomarino della nave che la Regione Calabria a noleggiato  per fare luce sulla vicenda che vede la zona di mare del Tirreno come possibile deposito di scorie tossiche o forse anche radioattive. Un mercantile (probabilmente si tratterebbe del Cunski, affondata nel Tirreno insieme al suo carico di veleni) del tipo ro-ro lungo almeno 120 metri con un profondo squarcio sulla prua dal quale si intravedono anche dei fusti. Due contenitori sono visibili anche all’esterno della nave. Dai primi accertamenti risulta che la stiva è piena, ma ancora non si sa di quale materiale. Una risposta forse ce la darà la Motonave “Coopernaut Franca” alla quale sono state affidate le ricerche, su disposizione del procuratore di Paola, Bruno Giordano, nell’ambito di un’inchiesta sull’illecito smaltimento di rifiuti tossici.

Da ricerche effettuate e da informazioni ottenute, vorrei insieme a voi addentrarmi,  ripercorrendo nello specifico le tappe di quello che è uno dei più grandi scempi ambientali conosciuti.

E’ una storia vecchia, lunga oltre 30 anni, che oggi ritorna a “Galla” grazie al ritrovamento del mercantile. Si parla di oltre 30 navi), cariche di scorie radioattive e di rifiuti tossici, affondate nel Mediterraneo. Potremmo essere di fronte un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche. Ma andiamo per ordine

Stando agli atti, le prime inchieste in materia hanno inizio all’alba degli anni ‘90 mediante un esposto del dott. Enrico Fontana (all’epoca responsabile dei Centri di Azione Giuridica di Legambiente) presso la Procura di Reggio Calabria indicante i sospetti del traffico di rifiuti tossici tra le regioni del nord e la Calabria. Ebbero cosi inizio le indagini che venivano affidate al dott. Francesco Neri sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica della Pretura di Reggio Calabria,e un piccolo pool di investigatori (tra i quali – importante segnalarlo) figura il capitano di corvetta Natale De Grazia, (che a causa della sua tenacia per portare a “Galla” la verità, perderà la vita investigando sulla vicenda). Tutto ebbe inizio, con lo strano spiaggiamento del mercantile Jolly Rosso,da quel giorno nel silenzio tombale dei medium , schierati a difesa dei potenti ,sono state aperte inchieste, si è indagato, hanno parlato pentiti, sono stati setacciati mari e montica nel frattempo, la Calabria continuava ad  essere inzuppata di rifiuti di ogni genere, dalle grandi industrie del nord e dallo smantellamento delle centrali nucleari italiane. Nel frattempo, l’inchiesta viene spostata dalla Procura di Reggio Calabria a quella di Lamezia, per poi definitivamente approdare alla Procura di Paola nel 2003.

Con lo stesso modus operandis, le navi, cariche di schifezze di ogni genere, venivano fatte affondare in zone dove i fondali marini erano particolarmente profondi; facendo passare il tutto come un “normale” incidente, così da poter truffare le compagnie di Assicurazioni. Erano tutti a conoscenza di questo traffico illecito e di questo smaltimento assurdo di rifiuti ma, il tutto era circondato da un alone di mistero e riservatezza che davano un colorito leggendario all’intera faccenda.

Dalle cronache di allora, e da quanto è emerso successivamente dalle indagini, viene ricostruita la seguente vicenda.

Il 14 Dicembre 1990 alle ore 7:55 dalla nave Rosso parte un mayday. La nave si trovava al largo della costa di Falerna, in balia delle onde, lo scafo bucato, stava per essere inghiottita dalle acque del Mediterraneo. Alle 10:15 il capitano e gli altri 15 membri dell’equipaggio vengono recuperati da due elicotteri e trasportati a Lamezia Terme in ospedale per controlli. Il comandante della nave si chiama Luigi Giovanni Pestarino. La nave non affonda al largo ma viene trascinata dalla corrente verso riva. Alle ore 14:00 avviene lo spiaggiamento della nave ad Amantea, località Formiciche. La nave, stando agli atti,era salpata dal porto di la Spezia il 4 dicembre, con scalo a Napoli, destinazione Malta, era il suo viaggio di ritorno, fu anche il suo ultimo. Durante l’incidente ci sono tante navi in zona, tra le tante, la Jolly Giallo prova a prestare soccorso all’equipaggio ma il mare in burrasca  non permette le operazioni di soccorso. La cosa curiosa è, che, entrambi le navi appartengono alla stessa ditta, Messina&Co. di Genova. Il nome precedente della Rosso era Jolly Rosso, già famosa nell’ambiente con il nome di “NAVE DEI VELENI”.

Macrabo nome derivato dal fatto che questa nave riportò in Italia le “diossine di Seveso” sparse per il globo e in attesa di smaltimento.

L’incidente della Motonave genovese è diventata così una storia di intrecci, omissioni, misteri, testimonianze, morti etc. Durante il sopralluogo delle forze dell’ordine non fu trovata la falla causa dell’incidente per cui si sospetta l’apertura di una tubatura per lo scarico a mare di carburante o di materiali di qualsiasi sorta. La falla in seguito viene trovata, nascosta dalla sabbia ma, lo squarcio ha un forma sospetta, ovvero è un buco da cannello ossidrico, quindi fatto volutamente. Le indagini seguenti portano a pensare che questo buco sia stato fatto mentre la nave era già arenata per portare via qualcosa che qualcuno non doveva vedere. All’appello mancano cinque container. Ci sono forti sospetti che la Rosso, (come in passato) trasportasse rifiuti altamente pericolosi. Questi sospetti divennero più forti che mai, quando fu chiamata la società olandese Smit Tak per le operazioni di recupero. La ditta è specializzata nella bonifica di incidente che vedono interessato materiale radioattivo. I tecnici lavorano per 17 giorni sul relitto marino e poi mollano le tende sciogliendo il contratto con la Messina&Co. L’armatore fa sapere che secondo la Smit Tak il recupero della nave era impossibile. Ma in quei giorni secondo fonti e testimonianze era un via vai continuo di camion che trasportavano i rifiuti nelle vicine discariche di Amantea di giorno e di notte i mezzi si addentravano nelle Serre (la catena montuosa che costeggia il tirreno cosentino) fino alla località Foresta.

Qui sotto il letto del fiume sono state rilevate elevate tracce di radioattività e migliaia di metri cubi di fanghi industriali.

Si tratta di, trafficante d’armi, massone e feccendiere dei grandi finanzieri internazionali. La era la. Nel 1995 il sostituto procuratore Francesco Neri emette un mandato di perquisizione per la villa di Comerio. del’ingegnere italiano Giorgio Comerio proprietario della società Comerio Industry of Malta società, produttrice delle telemine e specializzata nello smaltimento illegale di riufiuti radioattivi . All’intero della villa, vengono trovati i dossier dei paesi (Somali, Sierra Leone, Congo etc.) che avrebbero venduto i siti marini per lo stoccaggio delle scorie in cambio di armi. E poi viene trovata un’agenda, dove a data 21 Settembre 1987 riporta una strana scritta: lost the ship, ovvero nave affondata. Quello stesso giorno affondò la motonave Rigel, 20 miglia a sud di Capo Spartivento (RC), insieme al suo carico di 3000tonnellate.  Inoltre viene trovala la medesima mappa della ODM (Oceanic Disposal Management) sugli eventuali siti di stoccaggio rifiuti in mare rinvenuta nella Jolly Rosso. In seguito si scoprì che l’ing. Comerio nel 1988 tentò di acquistare la Jolly Rosso. Sempre nel 1995 il capitano De Grazia parte per La Spezia per studiare viaggi e affondamenti sospetti di alcune navi. Le navi su cui si indaga hanno peculiari caratteristiche comuni:

1)Sono tutte affondate nel Mar Mediterraneo;
2)Sono tutte affondate in circostanze misteriose;
3) Sono tutte affondate in zone in cui il mare è particolarmente profondo;
4)Sono tutte sospettate di trasportare carichi pericolosi;
5)Erano carrette del mare;

Le navi in questione erano:

A) La motonave Aso, affondata il 6 Maggio 1979 a largo di Locri(RC) insieme a 900 tonnellate di solfato di ammonio (altamente tossico, derivato da prodotti di reazione nelle industri chimiche);

B) La motonave Barbara, affondata il 26 Giugno 1982 in direzione dell’isola di Zante, insieme a 1200tonnellate di manganese (altamente tossico, ossida qualunque materiale organico con cui viene a contatto ed è stato provato che esposizioni a questo metallo possono provocare la prematura comparsa del Morbo di Parkinson);

C) La motonave Mikigan, affonda il 31 Ottobre 1986 a largo di Capo Vaticano (VV), con i suoi   container pieni di polvere di marmo e cemento;

D) La motonave Alessandro I, affonda il 1 Febbraio 1991 a largo di Molfetta (in Puglia), insieme a 3500tonnellate di rifiuti tossici provenienti da Gela derivati dalla lavorazione del petrolio;

E) La motonave Marco Polo, va in balia delle onde nel Maggio 1993 nel canale di Sicilia e si arena in Tunisia, disperdendo i suoi container nel Mediterraneo;

F) La motonave Karoline, affonda il 7 Novembre 1995 nei dintorni dell’isola di Ustica con tutto il carico di sostanze imprecisate, tra cui il torio (metallo radioattivo);

G) La sopracitata Rigel;

H) La famosa Jolly Rosso;

La sceneggiatura la conosciamo, la scena è sempre la stessa, i protagonisti li abbiamo presentati, ora manca la cosa fondamentale…la regia. Eh sì, perché per dar vita a questa trama machiavellica, vi è bisogno di grande organizzazione. Chi in questa nostra terra così martoriata detiene il controllo e organizza la vita economica? La ‘Ndrangheta’! Quello dello smaltimento dei rifiuti è un business remunerativo tanto quanto quello della droga e quello delle armi. E allora ecco spiegate le case e le strade fatte di rifiuti nel crotonese (Black Mountain), la pista dell’aeroporto di Reggio Calabria fatta con sostanze tossiche, viale Giacomo Mancino a Cosenza in parte ancora sotto sequestro per l’interramento di sostanze non definite etc.(dati Legambiente). Qui la mafia ha il totale controllo del territorio e di tutte le istituzioni, i veleni sono interrati nella nostra terra e defluiscono nelle sorgenti, nel mare, nei terreni agricoli e entrano nella catena alimentari e ci uccido inesorabilmente. Tale scempio lo pagheranno anche le generazioni future con malattie e sofferenze. Tutto ciò in nome del profitto, è sconcertante.

Per anni questi vicende sono state taciute, le persona che hanno cercato di fare luce e fare giustizia sono state minacciate, depistate, intercettate, spiate, inseguite e come nel caso del capitano Natale Di Grazie, uccisi. Ora col ritrovamento del relitto del Cunski il caso della navi a perdere ritorna alla ribalta.

E’ ora di rendere giustizia a chi, a spese della propria vita, a inseguito la verità. Qui, in Calabria, la gente si ammala e muore, leucemie e tumori si sono moltiplicati per dieci negli ultimi anni.

Le istituzioni hanno il dovere di dar voce e seguito alle indagini della Procura di Paola. La nostra terra siamo noi è ora di smettere di piange, è ora di smettere di interessarsi a gossip e calciatori miliardari, è ora di andarci a riprendere il nostro futuro. Qui in questa terra la loro concezione di stato non ha senso di esistere, una vita sola vale più di qualsiasi somma di denaro immaginabile. In questi anni è nato il “comitato per la verità” costituito da “Legambiente” insieme a magistrati, giornalisti, esponenti politici, familiari di vittime, ambientalisti, impegnati nel combattere vicende legate al traffico illeciti di rifiuti, che hanno deciso di sostenere le attività di indagine giudiziaria e giornalistica di contrasto alle ecomafie.

Ora le massime istituzioni devono collaborare con la Regione Calabria Chi si tirerà indietro potrà considerarsi complice, basta mezze verità, qui si ha sete di giustizia…la verità deve venire a “Galla”

(dati Lega Ambiente - e Cronache dell'Epoca).

Antonino IMBESI

Popolo della Libertà

Coordinatore Prov. Destra Libertaria


Reggio Calabria 14 settembre 2009 di Antonino Imbesi

 

               Con Scopelliti la Calabria può tornare a sorridere

 

Le  mie soddisfazioni per l’ufficializzazione alla sua candidatura a Governatore della Calabria.

Dopo anni di scandali e distruzione della nostra risorsa primaria, il turismo, perpetrate da questo governo ci auguriamo si appresti a dare un nuovo volto a questa terra stupenda e a questa popolazione che non deve MAI mostrarsi arrendevole, ma reagire e credere nelle sue ricchezze.

Per lei dev’essere la sfida del cambiamento, interpretando il desiderio di molti calabresi, di una politica migliore  e concreta, più vicina alla gente, politica che sia in grado di esprimere competenza, e che pensi in primo luogo ad intervenire e risolvere le emergenze ( Sanità al primo posto), aiutando chi ha bisogno e nel contempo dando avvio ad un grande piano strutturale di sviluppo dell’intero sistema regionale.

La Calabria oggi vive una crisi  causata dall’incapacità di chi in questi anni ha Governato la nostra regione  e non ha saputo dare una risposta concreta.

L’Economia è ferma, nei settori portanti della nostra economia (industria,edilizia,agricoltura,turismo) si perde occupazione, facendo emergere un’economia ricca di cassintegrati.

La disoccupazione  in questi ultimi anni è aumentata a dismisura, e cosa ancora più grave, facendo crollare i consumi delle famiglie,riducendo la  spesa media  ai consumi alimentari e non.

Oggi  oltre la metà del reddito di un  Calabrese,  dev’essere utilizzata per pagare le rate dei mutui contratti (nella maggior parte dei casi per far fronte all’acquisto di beni di prima necessità)facendo cosi aumentare le famiglie calabresi che si trovano nello status di povertà. Questa è la situazione nonostante le promesse e i precisi impegni dell’attuale giunta di centrosinistra.

Il grado di apertura ai mercati esterni (import-export) è considerevolmente peggiorato.

Il sistema dei trasporti si contraddistingue per una situazione di deficit infrastrutturale, (vedi SA-RC) sistemi portuali,aeroportuali l’approvvigionamento idrico, energetico che oggi si trovano in situazione di grave ritardo rispetto alle altre Regioni.

Il progetto ambizioso ma non aleatorio di essere il “pensatoio critico e costruttivo nel PDL” prosegue e deve andare avanti.

Democrazia partecipata, progetto per lo sviluppo dell’economia agricola e industriale del territorio, piano integrato di turismo, cultura, ambiente e sviluppo sostenibile, pianificazione urbanistica e paesaggistica, istruzione e ricerca, Grandi Opere e infrastrutture, famiglia, welfare e sanità, nuovo patto istituzionale. Sono i temi fondamentali del nostro programma.

Siamo certi che il nostro caro amico Giuseppe Scopelliti Coordinatore Regionale  del PDL, com’ è riuscito nella sua qualità di sindaco di Reggio Calabria a realizzare il grande sogno  di Reggio Città Metropolitana, frutto di grande impegno  dedizione e amore per la nostra terra. Saprà nella qualità di Governatore, costruire una Calabria diversa, una Calabria con una gran voglia di riscatto, avvicinando le istituzioni, che oggi i nostri Calabresi avvertono lontane.

Siamo certi che con l’aiuto di tutti i partiti fondatori del PDL, grandi e Piccoli (ma non per questo meno importanti) e degli alleati, Scopelliti  saprà costruire una classe dirigente viva e presente su tutto il territorio Calabrese, capaci tutti insieme  a portare proposte, idee e progetti concreti , per dimostrare a tutti  i nostri elettori e sostenitori, che il PDL e formato da una classe dirigente capace di costruire e realizzare, dando voce a tutti i calabresi.

Noi di Destra Libertaria tra i partiti fondatori del PDL, componenti dei futuri coordinamenti Regionali e Provinciali   in Calabria, le saremo sempre vicini  offrendole tutto il nostro appoggio per contribuire a costruire un futuro migliore per i giovani Calabresi.

Mettiamoci tutti seriamente e subito a lavorare per far diventare la nostra preziosa terra il centro del mediterraneo. La Calabria  con Lei può tornare a sorridere.


Reggio Calabria 21 luglio 2009 di Antonino Imbesi

Sostegno e vicinanza alla famiglia del col. Gildoni

20/07/2009 08:02

Esprimo alla famiglia del col. Valerio Gildoni e all'Arma dei Carabinieri tutta la mia personale solidarietà e il dolore di tutta la comunità Calabrese, e di tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine. E' per tutti noi Operatori della Sicurezza un giorno di grave lutto.
Quanto accaduto a Vicenza è gravissimo. Oggi ci troviamo a piangere un eroico ufficiale dei Carabinieri e un'altra ferita inferta dalla criminalità a tutta la società . Da quanto accaduto e dalla dinamica che ha portato a questo barbaro assassinio, dobbiamo trarre alcune lezioni che, mi auguro, servano a ciascuno di noi per riuscire ad andare avanti.
Abbiamo la conferma, caso mai qualcuno ne avesse avuto bisogno, che in Italia esistono servitori dello Stato che in ogni condizione e a sprezzo di ogni pericolo, mettono sempre il proprio dovere prima di ogni altra considerazione. Viviamo in un territorio che, nonostante ogni progresso compiuto, è ancora a rischio criminalità. Non dobbiamo mai abbassare la guardia, infine, affinché l'insieme del corpo sociale e civile della nostra terra sia in grado di respingere l'offensiva criminale e sia capace di allertare i propri anticorpi allo scopo di affermare i grandi valori in cui si riconosce la stragrande maggioranza dei cittadini.
Antonino IMBESI
Popolo della Libertà
Coordinatore Desta Libertaria in Calabria


Reggio Calabria 17 giugno 2009 di Antonino Imbesi

NOVE PUNTI DA RICORDARE DELL’AMMINISTRAZIONE ZAPPALA’

Chi governa attualmente Bagnara Calabra dal Giugno del 2006, è la lista Zappalà, che è giunta alla metà del suo cammino amministrativo.

Da una parte c’è in questa cittadina di Bagnara Cal. chi cammina secondo una programmazione politica e civile, con un ordine che deriva dalla consapevolezza e dal rispetto dei diritti e dei doveri, del dialogo politico, dedicandosi a un impegno corretto, misurato e senza rumore, tipico di chi si è proposto ai cittadini senza chiasso, lavorando con costanza e dedizione per ricambiare la fiducia riscossa dagli elettori: tutto questo con misura, lontano dalla foia dei peggiori tifosi di calcio, sempre arrabbiati e destinati a trovarsi alla fine esclusi (senz’altro per loro scelta).

Dall’altra parte c’è il “gruppaccio” (in termini scolastici) dei bocciati, impegnati sempre, in ogni momento, a servire su piatti infuocati le porzioni di una rabbia incontenibile e degna compagna della disperazione, dunque privi di obiettività e incapaci di ogni dialogo.

A questo punto mi sento il dovere di:

1.            Ricordare, che a mio parere è stato svolto un lavoro duro e impegnativo con l’intento univoco del bene collettivo. Forse non tutto è andato bene, ma è certo che sono state gettate le basi per un futuro migliore.

2.            Aver dato alla città e al suo territorio un’immagine di ordine e di decoro, è COME PROMESSO IN CONSIGLIO nei prossimi giorni provvederà ad illuminare contrada Vermeni e rendere più percorribili le strade delle contrade; sia sotto l’aspetto del manto stradale, che per via della folta vegetazione, garantendo una maggiore presenza dell’Amministrazione nei luoghi fino ad oggi considerati di serie B.

3.            Avere provveduto alla sistemazione di alcune principali vie urbane, marciapiedi, Piazze.

4.            Avere realizzato finalmente una idonea sistemazione di parcheggi,alcune  aree finalmente funzionali, decorose e degne di questa cittadina.

5.            Avere provveduto, in mezzo a numerose difficoltà, a interventi diversificati per garantire sicurezza agli alunni delle Elementari.

6.            Avere organizzato la raccolta dei rifiuti solidi urbani con conseguente crescita della percentuale di raccolta differenziata;  il tutto in seguito ad un maggiore investimento economico per la pulizia della città.

7.            Realizzazione di una politica di collaborazione con le Associazioni sportive presenti nel territorio comunale per la realizzazione di importanti impianti sportivi- valorizzazione dei rapporti di collaborazione con le Associazioni di categoria per la realizzazione di importanti  progetti utili al rilancio economico della città.

8.            Ridato vita e promozione alle strade e alle attività del centro cittadino: un provvedimento, questo, che trova il sostegno di tutte le associazioni commerciali e di categoria che lo hanno più volte richiesto;(Notte Bianca ecc.ecc.).

9.            Avere operato affinché finalmente fossero presenti (con grande soddisfazione di tutti)  Gruppi di Volontari della Protezione Civile e Vigili del Fuoco.

Tutto questo grazie a Questa Amministrazione Comunale, che con  una politica nuova mai verificatasi in passato, è riuscita a far cambiare l’immagine del nostro paese, di avere dedicato un impegno puntuale e costante nella ricerca di sostegni economici, sociali e psicologici nei confronti dei disoccupati e di coloro che hanno perduto il lavoro in seguito alla crisi economica.

In questo quadro quest’Amministrazione coadiuvata alcune volte anche dall’opposizione, ha lavorato con impegno e senso del dovere sempre con l’intento univoco del bene collettivo.

Adeguamenti legittimi  che nulla tolgono agli equilibri decisi dai cittadini nel voto del 2006, ma soprattutto al ruolo e al contributo che ogni Consigliere Comunale anche d’opposizione ha dato e deve dare alla vita amministrativa per il governo della città. Direi anzi, che questa rinnovata vivacità dialettica e la franchezza del confronto, al di là delle posizioni dei singoli, sono serviti e servono per stimolare gli approfondimenti necessari ad assicurare l’assunzione consapevole di decisioni determinanti per la collettività. Di questo senso di responsabilità verso i cittadini, esprimo la mia personale gratitudine verso il Consiglio Comunale tutto.

Infrastrutture, urbanistica, cultura e turismo, bilancio comunale: quattro i punti fondamentali su cui credo bisogna puntare e su cui necessita ancora lavorare per rilanciare lo sviluppo di Bagnara Calabra  e su questi temi  ci si deve  impegnare sino alla scadenza del mandato. Per lo sviluppo della città servono infrastrutture.

Antonino IMBESI

Popolo della Libertà

Coordinatore Prov.Destra Libertaria RC


Reggio Calabria 15 giugno 2009 di Antonino Imbesi

Necessario un’incontro per risolvere i disagi legati alla chiusura della SS18

Ritengo che sia necessario un’incontro con i sindaci di Bagnara Cal. - Scilla e l’Anas per decidere il da farsi in merito alla chiusura della Strada Statale 18 che collega i comuni di Scilla-Bagnara Cal.

La strada infatti è chiusa al transito da oggi fino al 29 c.m. Salvo complicazioni, per lavori di messa in sicurezza e ammodernamento del tratto che va dal km 509,000 al km 509,800 da oggi gli abitanti soprattutto di Bagnara sono costretti ad un percorso alternativo - Via Autostrada, molto più lungo ma soprattutto meno sicuro della SS 18 considerato i lavori di ammodernamento della SA-RC, per Raggiungere Reggio Calabria, località che  interessa la maggior parte dei lavoratori Bagnaresi. La chiusura della S.S. 18 creerà gravi disagi alle popolazioni di Bagnara Cal-Scilla-Favazzina visto, che questa arteria è l’unica via (oltre la SA-RC) di comunicazione per gli studenti, per chi ha bisogno di cure ospedaliere, per i lavoratori, per chi ha scambi commerciali e per tutti coloro che si recano quotidianamente a Reggio Calabria. o nei due comuni interessati.Pertanto è necessario  invitare  l’ANAS a porre in essere, tutte le iniziative per evitare  che i tempi di riapertura della strada si protraggono oltre la data indicata.

E' necessario inoltre, un’incontro con il Sindaco del comune limitrofe, accomunato dallo stesso disagio, per invitare l’Anas la quale oltre che a garantire che i lavori siano terminati entro il periodo previsto di intervenire in modo radicale, (considerando lo stato precario in cui versa l’intera S.S.18) approfittando del periodo di chiusura, al fine di metterla in sicurezza nei tratti dove vi è priorità di manutenzione che vanno dalla località S.Barbara del comune di Bagnara Calabra – a Scilla le quali puntualmente nei mesi invernali sono interessati da frane.

Antonino IMBESI

Popolo della Libertà

Coordinatore Prov.Destra Libertaria RC


Reggio Calabria 09 giugno 2009 di Antonino Imbesi

BAGNARA CALABRA

Sono preoccupato per lo scenario politico del momento segnato da polemiche prive di contenuti propositivi.

Credo che sia arrivato il momento di lasciare le polemiche da parte e pensare a rilanciare gli obiettivi posti alla base del progetto politico e di governo di questa esperienza amministrativa rispettando il mandato elettorale e gli impegni assunti nei confronti dei cittadini; recuperare pienamente il valore della coesione e della condivisione e la tanta auspicata svolta amministrativa rispetto alle passate gestioni", rilanciare cioè il carattere innovativo dell'amministrazione comunale voluta dai cittadini e non dimenticare gli obiettivi legati al rispetto delle istituzioni. Vorrei ricordare  al sindaco di voler considerare l'esigenza, di rimuovere le difficoltà politiche e amministrative riscontrate e favorire la ricostruzione di un clima di sobrietà e di distensione al fine di recuperare pienamente le ragioni e lo spirito di coalizione, e consentire il raggiungimento degli obbiettivi di governo – sono contento nell’apprendere che una parte dei consiglieri che hanno realizzato il famoso documento, hanno chiesto un dialogo e garantito il sostegno al primo cittadino per recuperare un rapporto amministrativo in cui si era creduto, un percorso di trasparenza amministrativa che e' stato sempre alla base degli obiettivi del gruppo di maggioranza, fondamento e necessario presupposto per ogni azione amministrativa.
Bagnara - con la vittoria per la seconda legislatura della Lista Zappalà tre anni or sono, ha ritrovato entusiasmo e stimoli per guardare avanti dopo lustri caratterizzati dall'immobilismo. Questo patrimonio - deve servire a tutti da sprone per avviare un rilancio dell'azione amministrativa, che sappia essere virtuoso e all'insegna del riformismo praticato e non blaterato. - sono assolutamente convinto, che Santi Zappalà e la sua nuova compagine amministrativa sapranno dare segnali positivamente forti alla cittadinanza. Restando uniti si  può affrontare qualsiasi sfida, poiché esistono ancora le condizioni ottimali, per far crescere ancora la nostra cittadina, tenendo conto anche delle nuove esigenze di questi tempi. Chissà, forse potrebbe essere una buona idea assegnare (come altri sindaci hanno già fatto) oltre agli  assessori, deleghe anche a consiglieri comunali in modo che sia più ampio il numero di amministratori con specifici compiti nella gestione della cosa pubblica.

Antonino IMBESI

Popolo della Libertà

Coordinatore Prov.Destra Libertaria RC


Reggio Calabria 27 maggio 2009 di Antonino Imbesi

Destra Libertaria nei Coordinamenti Regionali e Provinciali del PdL

Abbiamo portato all’interno del più grande partito italiano ed europeo, il PDL, i principi e le idee di una Destra cattolica, rinnovatrice e antitotalitaria.

Non è stato facile, qualcuno ha tentato di fermarci o di rallentare il nostro percorso politico, con la sincera amicizia ed apertura politica di Ignazio La Russa e Denis Verdini, siamo riusciti a raggiungere la prima tappa del nostro lungo viaggio.

Siamo quindi entrati, non come semplici iscritti ma come FONDATORI, assieme a grandi forze politiche come FI e AN ed altri movimenti e partiti politici, il 29 marzo 2009, nel Partito del Popolo della Libertà, che non è, come qualcuno sussurra, la nuova Democrazia Cristiana.

Al contrario, il PDL è un partito nuovo, che nasce dalla volontà del nostro Presidente Silvio Berlusconi di lanciare un appello a tutte le culture politiche, non marxiste, della storia d’Italia, con l’obiettivo di riformare tutto il nostro sistema politico e dar vita ad un nuovo Rinascimento italiano.

In questo nuovo partito, dove sono presenti culture diverse, con lo scopo di rifondarsi e poi fondersi assieme, noi di Destra Libertaria dobbiamo portare, partendo dai nostri principi, il nostro contributo politico e culturale.

Non siamo e non saremo mai una destra totalitaria, velleitaria, nostalgica, retorica, settaria; siamo invece Libertari cattolici, amici di Dio.

Noi Libertari vogliamo andare oltre le ideologie e le nostalgie del passato.

Il fallimento del sistema comunista ieri e quello globale e finanziario oggi, hanno fatto cadere molte illusioni; tra queste la teoria di poter vivere in un mondo avente come fine un edonismo sostenuto da una possibilità di ricchezza illimitata.

Siamo per queste ragioni per il ritorno ad una dimensione spirituale della vita, della centralità della persona umana; poniamo come fine la famiglia, la comunità di uomini liberi, la vicinanza a Dio.

Siamo convinti che la complessità dei problemi del mondo di oggi, che non ha precedenti nella storia dell’uomo , richiede da parte di tutte le nazioni una riflessione comune. Per affrontare e risolvere i problemi della fame nel mondo, della difesa dell’ambiente, delle energie alternative, della giustizia sociale, di un mercato libero e non alterato dall’usura monetaria e finanziaria, della convivenze dei popoli senza annullare le loro tradizioni, occorre pensare ad un nuovo modello di sviluppo più equo e stabile. 

Da questo momento, per la Destra Libertaria inizia una seconda fase.

Il progetto ambizioso ma non velleitario di essere il “pensatoio critico e costruttivo nel PDL” prosegue e deve andare avanti.

Siamo certi che il nostro caro amico Giuseppe Scopelliti Coordinatore Regionale  del PDL , com’ è riuscito nella sua qualità di sindaco di Reggio Calabria a realizzare il grande sogno  di Reggio Città Metropolitana, frutto di grande impegno  dedizione e amore per la nostra terra, Saprà nella qualità di Coordinatore Regionale del PDL , costruire una Calabria diversa, una Calabria con una gran voglia di riscatto, avvicinando le istituzioni, che oggi i nostri Calabresi avvertono lontane .

Siamo certi che con l’aiuto di tutti i partiti fondatori del PDL, grandi e Piccoli (ma non per questo meno importanti) i nostri coordinatori Regionali e provinciali,sapranno costruire una classe dirigente viva e presente su tutto il territorio Calabrese, capaci tutti insieme  a portare proposte, idee e progetti concreti , per dimostrare a tutti  i nostri elettori e sostenitori, che il PDL e formato da una classe dirigente capace di costruire e realizzare , dando voce a tutti i calabresi.

Noi della Destra Libertaria, tra i partiti fondatori del PDL, componenti dei futuri coordinamenti, saremo sempre vicini  offrendo tutto il nostro appoggio ai nostri Coordinatori  Regionali e Provinciali   in Calabria, per contribuire a costruire un futuro migliore per i giovani Calabresi,per l’Italia e per l’Europa.

E proprio per restare nell’argomento Europa, noi come componenti del PDL Calabrese, non faremo mancare il nostro sostegno al nostro candidato alle Europee Dott. Giuseppe PEDA’, sono certo che saprà dare un contributo importante alla nostra amata terra.

Antonino IMBESI

Popolo della Libertà

Coordinatore Prov.Destra Libertaria Calabria


Reggio Calabria 24 aprile 2009 di Antonino Imbesi

Sisma Abruzzo

Il coordinamento delle Associazioni, ha approvato mercoledì 22 Aprile, l'iniziativa proposta dal Coordinatore di Destra Libertaria  Antonino IMBESI, relativa al soggiorno vacanza per il periodo estivo dei 25 bambini provenienti dall' Orfanotrofio colpito dal sisma, "Casa Famiglia Immacolata Concezione" di San.Giorgio in l'Aquila.

Il coordinamento delle Associazioni, si riunirà nei primi giorni di Maggio (la data verrà comunicata con lettera alle Associazioni) per definire  la sede che ospiterà i bambini (si è in attesa tra gli altri siti, di conoscere la disponibilità dell'ex asilo del Palazzo De Leo di Bagnara Calabra) e il periodo di soggiorno - Vacanza  da dedicare ai bambini.


Reggio Calabria 19 aprile 2009 di Antonino Imbesi

Nel giorno di giovedì 16 aprile 2009 il Coordinatore Destra Libertaria di Reggio Calabria Antonino Imbesi, ha convocato, presso i locali della Società Operai, una riunione durante la quale hanno partecipato le seguenti associazioni: Associazione Capo Marturano, Centro Turistico Giovanile “F. Barilà”, Società Operaia S.M., Azione cattolica Centro, Gruppo Famiglia, Insieme per Riaprire la Città, Alba Nuova Culturale, Archivio Storico, Avis.

Durante l'incontro, con il punto all'ordine del giorno “Progetti di volontariato per i bambini orfani sfollati dal terremoto”, si è discusso della possibilità di realizzare un campus estivo per poter ospitare i 25 bambini dell'orfanotrofio dell'Aquila, colpiti dal disastroso evento sismico.

A conclusione della riunione, dopo aver discusso accuratamente del progetto, i partecipanti hanno deciso di effettuare un nuovo incontro nel giorno di Mercoledì 23 alle ore 18,00 presso i locali della Società Operai con il punto all'ordine del giorno “Partecipazione Associazioni Volontariato per l'esecuzione del Progetto”

INVITANDO

le seguenti Associazione alla partecipazione:

  • A.P.C.S.A.

  • A.C. Bagnarese

  • Languages All Togheter

  • Andromeda

  • G.S. Ciclistico

  • Capo Marturano

  • A.Ge.S.S.

  • A.S.C. Olimpia Pallavolo

  • Centro Turistico Giovanile “F. Barilà”

  • Arcobaleno

  • Sintesi

  • Ar.Go.S.

  • Pro Loco

  • Circolo Unione

  • Ariadne

  • Alice

  • Cultura e Spettacolo “I.R.C.”

  • Società Operaia di M.S.

  • Arci Caccia

  • Circolo Abla

  • Legambiente “Feluca”

  • Alba Nuova A.N.S.P.L “Cacciola”

  • Avis

  • Ass. Emigranti

  • Polymnia

  • A.S.F.B.

  • Ass. Muicale “Bagnara”

  • Ass. Carnascialesca

  • Ass. Italia-Israele

  • Gruppo Famiglia

  • Azione Cattolica Centro

  • Archivio Storico

Si ringrazia la S.V. Per l'attenzione alla seguente

Bagnara, li 19 Aprile 2009

Antonino Imbesi


Reggio Calabria 14 aprile 2009 di Antonino Imbesi

Tre scosse in due giorni, ora la Calabria ha paura

L'ultima scossa è stata registrata ieri pomeriggio nel Cosentino, ma l'escalation era cominciata il 7 aprile scorso, all'indomani del terribile sisma dell'Abruzzo tra Crotone e Catanzaro.

Tre scosse di terremoto in due giorni. Anche la Calabria trema e lo fa a solo una settimana dai tragici fatti dell'Abruzzo. L'ultima scossa è stata registrata ieri pomeriggio nel Cosentino, alle ore 13,39, con una magnitudo 3.3 sulla scala Richter e una profondità di 6,2 chilometri. Attimi di panico per gli abitanti dei centri di Acri, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia D'Epiro e Vaccarizzo Albanese. La popolazione ha avvertito il movimento tellurico, ma non sono stati segnalati danni o particolari disagi. Il distretto in cui sono avvenuti i movimenti è sempre quello della Sila, così come è identificato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e comprende tutta la parte montana del centro e nord Calabria. I primi due terremoti sono stati registrati nella mattina di Pasqua, quando a tremare sono state le zone comprese nei territori di Cerva, Cropani, Belcastro, Andali, Marcedusa, Petronà e Sersale nel Catanzarese, oltre a Mesoraca e Petilia Policastro nel Crotonese. Per due volte è tremata la terra a cavallo tra le due province: la prima alle ore 10,11, con una magnitudo di 2.5 e 5,9 chilometri di profondità; la seconda, nella stessa zona, alle ore 11,23 di magnitudo 1.8 e 6,8 chilometri di profondità. Anche in questi casi i movimenti sono stati avvertiti dalle popolazioni e, nonostante non siano mancati i momenti di panico, non sono stati registrati danni a cose e persone. Qualche momento di tensione è stato registrato, in particolare, nelle chiese della Presila dove in alcuni casi erano già in corso le funzioni religiose, ma tutto è rientrato in pochissimo tempo.
In questi ultimi giorni, in Calabria sono state registrate altre scosse telluriche. La prima, in particolare, è stata quella di martedì 7 aprile, alle ore 22,24, con epicentro la Sila Crotonese. In questo caso la magnitudo registrata dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia è stata di 3.2, con una profondità di 13,8 chilometri. I comuni interessati, dove la popolazione ha anche vissuto momenti di panico, erano concentrati tutti nella provincia di Crotone.


Reggio Calabria 10 aprile 2009 di Antonino Imbesi

Pdl, Scopelliti promosso

Pd, scontro Minniti-Veraldi per le candidature europee. Ok a Frascà e Pirillo. Il senatore Gentile ottiene la vicesegreteria.

Da una parte il Pdl si affida a due pezzi da novanta: il sindaco Giuseppe Scopelliti a Reggio Calabria e il senatore Antonio Gentile a Cosenza. Dall’altra c’è un Partito Democratico in dissoluzione, a cui non crede nemmeno il gruppo dirigente che da mesi si accapiglia sulle candidature. Un film già visto nel 2005 a parti invertite. E’ con questo clima che si va verso le elezioni amministrative ed europee di giugno. Ieri il Pdl, su proposta dei coordinatori Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, ha scelto i coordinatori regionali del Pdl con la benedizione del presidente Silvio Berlusconi.
Promosso sul campo come coordinatore in Calabria il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, che sarà il probabile candidato alla presidenza della Regione.
Vicario il senatore Antonio Gentile, ripagato per il sacrificio del fratello Pino ad accettare la candidatura alla Presidenza della Provincia di Cosenza.
Una sfida difficile, ma Pino Gentile, alla prima uscita pubblica è stato chiaro: «La mia è una candidatura di servizio». Quindi guai a presentargli il conto in caso di sconfitta elettorale, la sua ambizione è la presidenza della Regione, non lo ha mai nascosto, ma si trova con un concorrente non di poco conto. Se dovesse vincere le elezioni provinciali, negli ambienti del Pdl si ipotizza una candidatura alle regionali del nipote, figlio di Antonio, che raccoglierà l’eredità politica della famiglia. Passando al Pd, le cose vanno malissimo. Ieri si è riunita la direzione regionale per stabilire le candidature alle europee ed è stato uno stillicidio. Sono volate parole grosse tra l’uscente Donato Veraldi e il segretario regionale Marco Minniti. Il primo ha accusato il secondo di averlo scaricato: e in effetti non figurava tra i candidati.
Il partito ha proposto l’assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo e l’assessore al Personale Liliana Frascà. Per gli uscenti, ha puntualizzato più volte il segretario, la riconferma è una decisione della direzione nazionale.
Veraldi, proposto solo dalla federazione di Catanzaro, è diventato un caso: è risaputa l’influenza del presidente Loiero sulla segreteria, ma quest’ultimo anziché arrivare a uno scontro sul suo “fedelissimo” Pirillo, ha preferito mollare la presa e lasciare decidere in autonomia. Alla fine della lunga riunione dove sono stati in molti a prendere la parola, si segnala l’intervento critico del capogruppo del Pd Nicola Adamo, da tempo in silenzio che ieri ha sfogato il disappunto per un partito che sembra di plastica dove ormai «non si discute più dei problemi della Calabria e di come risolverli».
Dopo il faccia a faccia a porte chiuse, la comunicazione dell’ufficialità della «rosa» delle candidature che verrà proposta agli organismi dirigenti nazionali per la definizione della lista per le elezioni europee di giugno.
Veraldi ha preteso che la direzione si esprimesse anche sul suo operato e così è stato. «L’organismo dirigente del Pd calabrese ha espresso un giudizio positivo all'operato di Donato Veraldi che, nel suo intervento, dopo avere messo in evidenza l’impegno profuso in termini di assiduità ai lavori del Parlamento europeo, ha sottolineato la necessità di ricandidare tutti gli uscenti».
A margine si è discusso anche delle candidature alle Provinciali. A Crotone c’è il caos più assoluto: gode Salvatore Lucà, fedelissimo di Loiero che ha deciso di correre in autonomia. A Cosenza, dove si prevede una battaglia tra big, nel Pd ancora si litiga per la composizione delle liste.
Lo scontro più forte è per i collegi di Rende e Cosenza, dove Sandro Principe non vuole disturbatori, e a Cosenza dove si è rischiato un incidente diplomatico tra Nicola Adamo e Franco Petramala (dg della sanità) per la candidature delle rispettive signore. Problema superato negli ultimi giorni.


Reggio Calabria 10 aprile 2009 di Antonino Imbesi

DESTRA LIBERTARIA  IN CALABRIA SI MOBILITA

OFFERTA D’ AIUTO – la Segretaria Nazionale della Destra Libertaria  ha messo a disposizione del Sottosegretario Bertolaso, la propria struttura Nazionale per  raccogliere adesioni di volontari pronti a partire qual’ora fosse necessario un numero maggiore di uomini e mezzi .

Nei prossimi giorni il Coordinatore della Destra Libertaria Antonino IMBESI  contatterà le  Associazioni  presenti nel territorio per formare , un comitato di raccolta  di generi di prima necessità da inviare alle famiglie colpite dal terremoto. Le associazioni e i volontari che vogliono aderire all’iniziativa possono contattare la segretaria della Destra Libertaria  al seguente indirizzo e-mail  antonino.imbesi@destralibertaria.it oppure direttamente sul sito Nazionale www.destralibertaria.it 

 

N.B.Reggio Calabria 9 APR - Come per i contributi agli enti benefici anche le donazioni per i terremotati sono fiscalmente deducibili. Lo ricorda l'Agenzia delle Entrate. ''Le erogazioni - spiega una nota - sono detraibili nelle misura del 19% calcolato su importo massimo di 2.065,83 euro, anche se effettuate tramite amministrazioni pubbliche statali, regionali o locali, o enti pubblici non economici''. Per ottenere le detrazioni basta conservare la ricevuta e presentarla con la dichiarazione dei redditi del 2009


Reggio Calabria 03 aprile 2009 di Antonino Imbesi

Carissimi amici Libertari e del Popolo della Libertà

Vorrei iniziare raccontando questa mia esperienza meravigliosa e irripetibile dove anche io posso dire “ IO C’ERO” ringraziando il nostro Segretario Nazionale Luciano Buonocore, che mi ha dato la possibilità nella qualità di Delegato Nazionale per la Destra Libertaria di vivere quest’esperienza.

Ho avuto il piacere di conoscere i Delegati e Invitati Libertari di Tutte le Regioni d’Italia e di fare amicizia con Vincenzo Rizzo, Giuseppe l’Abate, Marco Puccinelli, la simpatica Daniela, il Gen. Basilio Viola, e con tutti gli altri Delegati del nuovo partito nascente – PdL, con i quali ho trascorso e condiviso tre giorni di forti emozioni, che resteranno nella storia della Politica Italiana.

27/03/2009

Tutto iniziò dal «discorso del predellino» di piazza San Babila; non saranno trascorsi neppure 500 giorni, quando – oggi alle 17 – nel padiglione 8 della Fiera di Roma, nascerà ufficialmente il Popolo della Libertà. A dominare il padiglione vi è un gigantesco palco bianco su cui è allestito un ponte, che rappresenterà il passaggio dal “vecchio al nuovo”.

Si accendono le luci della diretta per il debutto del Popolo della Libertà.

Il partito unico del centrodestra si inizia a materializzare su tre maxischermi e davanti ai 6 mila Delegati si inizia questa “tre giorni” con l’Inno alla Gioia e l’ inno di Mameli affidati ad un coro di cento elementi.

Ad aprire la cerimonia è la giovanissima deputata Annagrazia Calabria (classe '82), che dopo il suo attento discorso ha dato la parola ai rappresentati del PPE Poettering e Wilfried Mertens e ad altri cinque giovani.

Finalmente alle 18.30 il tanto atteso discorso di Silvio Berlusconi

A lui la relazione di apertura a lui quella di chiusura.

Un discorso che è partito dalla decisione di entrare in politica, nonostante i suoi più stretti consiglieri (Fedele Confalonieri e Gianni Letta in testa) glielo sconsigliassero.

Presidente Berlusconi ha ribadito di averlo fatto per amore del Paese e per difendere la libertà dai «comunisti». Ha ripercorso la vittoria elettorale, gli anni convulsi del primo governo, la sua caduta per colpa della magistratura e la lunga traversata nel deserto. Poi la nuova vittoria del 2001, la maggioranza e le riforme fatte. E ancora la sconfitta elettorale, sempre per mano di Romano Prodi, e la nuova stagione all'opposizione. Stavolta, però, la traversata dura meno. Appena due anni. E di nuovo al governo. Con una coalizione più compatta, pur senza l'Udc di Pier Ferdinando Casini, ma con le liste del Popolo della Libertà a sancire l'avvio del percorso che ha portato al Congresso Costituente.

Un ricordo a Bettino Craxi. Fedele negli anni, il Cavaliere non si discosta molto nelle sue analisi dal credo politico (di cui cita una parte) che lo condusse alla famosa «discesa in campo» del 1994, anche se oggi la situazione è assai diversa e la sinistra «risparmiata in modo chirurgico dalle inchieste in quegli anni» ora si avvia «a sparire di scena». Per colpa sua: tramontato il disegno veltroniano, il Pd è tornato sui suoi passi, dimostrandosi incapace di una vera trasformazione e di una revisione critica delle radici comuniste.

28/03/2009

Sono le ore 07,30 e siamo tutti riuniti nel salone dell’hotel, pronti a iniziare il secondo giorno; oggi il leader della giornata sarà Fini.

Quella del presidente della Camera è stata una vera e propria «controrelazione» al congresso del PdL: una sorta di manifesto politico in cui ha esposto la sua linea a 360 gradi, senza nascondere i punti di contrasto con l'ortodossia berlusconiana (e con le sensibilità della Lega Nord) sui temi come il testamento biologico, la laicità dello Stato, l'immigrazione, il referendum elettorale, la crisi economica, il federalismo. Il tutto arricchito dalla proposta di rilanciare una stagione costituente per la riforma della seconda parte della Costituzione.

Fini conclude chiedendo «lealtà»; Gianfranco aveva aperto con un riconoscimento alla leadership di Berlusconi, aggiungendo che il futuro presidente del PdL avrà «l'onere» di garantire «pluralismo e democrazia»; concetti appena più sfumati di quel «no al pensiero unico», con cui aveva chiuso il congresso di An giusto una settimana fa.

Nei 50 minuti del suo intervento ha posto un'agenda che in più punti si discosta da quella ufficiale del PdL.

Il primo affondo è sul referendum elettorale, che la Lega vede come il fumo negli occhi. La premessa è che il PdL e il Pd già oggi «rendono l'Itlalia più europea, più vicina alla democrazia dell'alternanza». Ma l'ideale sarebbe un sistema bipartitico, come ha detto Berlusconi, e il referendum elettorale va in quella direzione. Il referendum è sempre la forma più alta di coinvolgimento del popolo, e non si può derubricare l'appuntamento di giugno come un piccolo incidente di percorso».

La proposta di Fini è di «rilanciare una grande stagione costituente» per arrivare a una democrazia «che sia insieme rappresentativa e decidente», che «siano garantite più opportunità ai deboli e ai giovani»; un patto tra Nord e Sud, per evitare che il Mezzogiorno «paghi più degli altri le ragioni della crisi» e sia penalizzato dal federalismo. A questo proposito, Fini sottolinea che «la bandiera della legalità deve essere alzata ovunque, ma nel Mezzogiorno ancor prima e con maggiore nettezza».

Finisce con Silvio Berlusconi che sale sul palco e abbraccia Gianfranco Fini «per scacciare via le malignità di chi dice che io e Gianfranco non ci vogliamo bene».

29/03/2009

Nonostante l'ora legale, alla nove in punto, siamo già in fila assieme agli altri delegati del PdL per entrare al padiglione 8, dove Silvio Berlusconi chiuderà i lavori del congresso. All’ingresso veniamo muniti di bandiere del nuovo partito che vengono sventolate all'arrivo del Cavaliere in sala. Tutti i delegati hanno ricevuto un libro in simil-pergamena, scritto con caratteri medievali, per ricordarsi il loro compito di ambasciatori del PdL.

La giornata si apre con l'adempimento «burocratico» della votazione dello Statuto. Sul palco viene chiamato per l’occasione il notaio, Antonio Patella, a verificare la correttezza delle procedure e dal microfono il ministro Giorgia Meloni spiega: “ sono le regole”. Iniziano a “scaldare” la platea i tre neocoordinatori del PdL: Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Una votazione, quella dello Statuto, rapida e dall'esito scontato: su 5.820 delegati, 4 hanno votato contro e 5 si sono astenuti.

Poi tocca al Presidente del partito.

Anche Silvio Berlusconi è eletto per alzata di mano. La procedura di ratifica delle nuove regole e di elezione del leader avviene nel giro di pochi minuti. Fu Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, a proclamare formalmente eletto il nuovo leader.

Nei 51 articoli e nelle norme transitorie sono previsti i «superpoteri» del Presidente con una serie di compiti per gli Organi Dirigenti. Il Presidente ha il compito di convocare il Congresso in via ordinaria ogni 3 anni, salvo la diversa richiesta del Ufficio di Presidenza, o in alternativa del 40% dei componenti del Consiglio Nazionale. Inoltre il Presidente rappresenta il PdL in tutte le sedi, definisce le linee politiche e programmatiche. Presiede l'Ufficio di Presidenza, la Direzione e il Consiglio Nazionale. Procede inoltre, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza, alle nomine del partito, come ad esempio quelle dei Coordinatori Regionali.

Il congresso si chiude con una foto ricordo con i Dirigenti del nuovo partito e il gruppo dei leader, con in prima fila le ministre, stretti attorno al Presidente Berlusconi. Sul palcoscenico sale anche il grande coro: prima canta l'Inno alla Gioia, poi l'Inno di Mameli. Finiti gli inni, parte la canzone «Meno male che Silvio c'è», intonata dall'intera platea festante.

Mi guardo intorno nel padiglione 8; vedo tutti i delegati abbracciati che fanno le foto ricordo di un giorno, che oltre ad aver trasmesso commozione, ha fatto nascere delle grandi amicizie, che difficilmente nel tempo riusciremo a dimenticare, perché questi tre giorni resteranno indelebili nella storia della politica Italiana.

Grazie Silvio,grazie Luciano.

 

           

 

    

 

            

 

            

 


Rassegna stampa 16 marzo 2009


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martedì 29 dicembre 2009 06.39.27