Reggio
Calabria 26 settembre 2009 di Antonino Imbesi
IL MARE DEI VELENI, SI
SAPEVA MA SI E SEMPRE PREFERITO TACERE
Sperando che il direttore mi dia ampio spazio, vorrei dire la
mia per quanto riguarda ciò che in questi giorni occupa le prime
pagine dei quotidiani Regionali e Nazionali, e delle testate
giornalistiche di tutte le emittenti televisive.
Oggi parlarvi della Calabria, di questa terra, terra dove sono
nato e vivo, terra che il ns buon Dio ha donato coste stupende,
spiagge sabbiose, costiere impervie, isole magiche, golfi
incantati e mare cristallino,catene montuose incontaminate,
riserve naturali e paesaggi invidiati da tutto il mondo
Ma purtroppo ciò che il buon Dio ci ha donato, l’uomo è stato
abilissimo nel distruggere. Oggi la nostra Calabria e trattata
come se fosse la più grande discarica mondiale, subaffittata
alla ‘ndrangheta, a faccendieri e politicanti da quattro soldi,
il nostro martoriato territorio Mare/Monti, inizia a essere
saturo ,alcuni paesi che si affacciano sul Tirreno, ivi compresa
la COSTA VIOLA, hanno visto un’ aumento di malattie tumorali di
ogni genere, di tutto questo, qualcuno dovrà pagar dazio…
Nella mia qualità di Coordinatore Prov.di Destra Libertaria in
Calabria, mi sono sentito in dovere di intervenire, per cercare
di vederci chiaro, e allo stesso tempo dare delle notizie che
ancora oggi molta gente non conosce,ma sopratutto quando tutto
questo ebbe inizio.
Nei giorni scorsi, è stata scoperta una grossa nave mercantile,
adagiata, a circa 20miglia dalla costa e a 400metri di
profondità, sul fondale marino antistante il paese di Cetraro,
piccolo centro cittadino della costa Tirrena La nave è stata
scoperta dopo le segnalazioni di un pentito (Francesco Fonti)
dal mezzo sottomarino della nave che la Regione Calabria a
noleggiato per fare luce sulla vicenda che vede la zona di mare
del Tirreno come possibile deposito di scorie tossiche o forse
anche radioattive. Un mercantile (probabilmente si tratterebbe
del Cunski, affondata nel Tirreno insieme al suo carico di
veleni) del tipo ro-ro lungo almeno 120 metri con un
profondo squarcio sulla prua dal quale si intravedono anche dei
fusti. Due contenitori sono visibili anche all’esterno della
nave. Dai primi accertamenti risulta che la stiva è piena, ma
ancora non si sa di quale materiale. Una risposta forse ce la
darà la Motonave “Coopernaut Franca” alla quale sono state
affidate le ricerche, su disposizione del procuratore di Paola,
Bruno Giordano, nell’ambito di un’inchiesta sull’illecito
smaltimento di rifiuti tossici.
Da ricerche effettuate e da informazioni ottenute, vorrei
insieme a voi addentrarmi, ripercorrendo nello specifico le
tappe di quello che è uno dei più grandi scempi ambientali
conosciuti.
E’ una storia vecchia, lunga oltre 30 anni, che oggi ritorna a
“Galla” grazie al ritrovamento del mercantile. Si parla di oltre
30 navi), cariche di scorie radioattive e di rifiuti tossici,
affondate nel Mediterraneo. Potremmo essere di fronte un
disastro ecologico di proporzioni catastrofiche. Ma andiamo per
ordine
Stando agli atti, le prime inchieste in materia hanno inizio
all’alba degli anni ‘90 mediante un esposto del dott.
Enrico Fontana (all’epoca responsabile dei Centri di Azione
Giuridica di Legambiente) presso la Procura di Reggio Calabria
indicante i sospetti del traffico di rifiuti tossici tra le
regioni del nord e la Calabria. Ebbero cosi inizio le indagini
che venivano affidate al dott. Francesco Neri sostituto
procuratore presso la Procura della Repubblica della Pretura di
Reggio Calabria,e un piccolo pool di investigatori (tra i quali
– importante segnalarlo) figura il capitano di corvetta Natale
De Grazia, (che a causa della sua tenacia per portare a “Galla”
la verità, perderà la vita investigando sulla vicenda). Tutto
ebbe inizio, con lo strano spiaggiamento del mercantile Jolly
Rosso,da quel giorno nel silenzio tombale dei medium , schierati
a difesa dei potenti ,sono state aperte inchieste, si è
indagato, hanno parlato pentiti, sono stati setacciati mari e
montica nel frattempo, la Calabria continuava ad essere
inzuppata di rifiuti di ogni genere, dalle grandi industrie del
nord e dallo smantellamento delle centrali nucleari italiane.
Nel frattempo, l’inchiesta viene spostata dalla Procura di
Reggio Calabria a quella di Lamezia, per poi definitivamente
approdare alla Procura di Paola nel 2003.
Con lo stesso modus operandis, le navi, cariche di schifezze di
ogni genere, venivano fatte affondare in zone dove i fondali
marini erano particolarmente profondi; facendo passare il tutto
come un “normale” incidente, così da poter truffare le compagnie
di Assicurazioni. Erano tutti a conoscenza di questo traffico
illecito e di questo smaltimento assurdo di rifiuti ma, il tutto
era circondato da un alone di mistero e riservatezza che davano
un colorito leggendario all’intera faccenda.
Dalle cronache di allora, e da quanto è emerso successivamente
dalle indagini, viene ricostruita la seguente vicenda.
Il 14 Dicembre 1990 alle ore 7:55 dalla nave Rosso parte
un mayday. La nave si trovava al largo della costa di Falerna,
in balia delle onde, lo scafo bucato, stava per essere
inghiottita dalle acque del Mediterraneo. Alle 10:15 il capitano
e gli altri 15 membri dell’equipaggio vengono recuperati da due
elicotteri e trasportati a Lamezia Terme in ospedale per
controlli. Il comandante della nave si chiama Luigi Giovanni
Pestarino. La nave non affonda al largo ma viene trascinata
dalla corrente verso riva. Alle ore 14:00 avviene lo
spiaggiamento della nave ad Amantea, località Formiciche. La
nave, stando agli atti,era salpata dal porto di la Spezia il 4
dicembre, con scalo a Napoli, destinazione Malta, era il suo
viaggio di ritorno, fu anche il suo ultimo. Durante l’incidente
ci sono tante navi in zona, tra le tante, la Jolly Giallo prova
a prestare soccorso all’equipaggio ma il mare in burrasca non
permette le operazioni di soccorso. La cosa curiosa è, che,
entrambi le navi appartengono alla stessa ditta, Messina&Co. di
Genova. Il nome precedente della Rosso era Jolly Rosso, già
famosa nell’ambiente con il nome di “NAVE DEI VELENI”.
Macrabo nome derivato dal fatto che questa nave riportò in
Italia le “diossine di Seveso” sparse per il globo e in attesa
di smaltimento.
L’incidente della Motonave genovese è diventata così una storia
di intrecci, omissioni, misteri, testimonianze, morti etc.
Durante il sopralluogo delle forze dell’ordine non fu trovata la
falla causa dell’incidente per cui si sospetta l’apertura di una
tubatura per lo scarico a mare di carburante o di materiali di
qualsiasi sorta. La falla in seguito viene trovata, nascosta
dalla sabbia ma, lo squarcio ha un forma sospetta, ovvero è un
buco da cannello ossidrico, quindi fatto volutamente. Le
indagini seguenti portano a pensare che questo buco sia stato
fatto mentre la nave era già arenata per portare via qualcosa
che qualcuno non doveva vedere. All’appello mancano cinque
container. Ci sono forti sospetti che la Rosso, (come in
passato) trasportasse rifiuti altamente pericolosi. Questi
sospetti divennero più forti che mai, quando fu chiamata la
società olandese Smit Tak per le operazioni di recupero. La
ditta è specializzata nella bonifica di incidente che vedono
interessato materiale radioattivo. I tecnici lavorano per 17
giorni sul relitto marino e poi mollano le tende sciogliendo il
contratto con la Messina&Co. L’armatore fa sapere che secondo la
Smit Tak il recupero della nave era impossibile. Ma in quei
giorni secondo fonti e testimonianze era un via vai continuo di
camion che trasportavano i rifiuti nelle vicine discariche di
Amantea di giorno e di notte i mezzi si addentravano nelle Serre
(la catena montuosa che costeggia il tirreno cosentino) fino
alla località Foresta.
Qui sotto il letto del fiume sono state rilevate elevate tracce
di radioattività e migliaia di metri cubi di fanghi industriali.
Si tratta di, trafficante d’armi, massone e feccendiere dei
grandi finanzieri internazionali. La era la. Nel 1995 il
sostituto procuratore Francesco Neri emette un mandato di
perquisizione per la villa di Comerio. del’ingegnere italiano
Giorgio Comerio proprietario della società Comerio Industry of
Malta società, produttrice delle telemine e specializzata nello
smaltimento illegale di riufiuti radioattivi . All’intero della
villa, vengono trovati i dossier dei paesi (Somali, Sierra
Leone, Congo etc.) che avrebbero venduto i siti marini per lo
stoccaggio delle scorie in cambio di armi. E poi viene trovata
un’agenda, dove a data 21 Settembre 1987 riporta una strana
scritta: lost the ship, ovvero nave affondata. Quello stesso
giorno affondò la motonave Rigel, 20 miglia a sud di Capo
Spartivento (RC), insieme al suo carico di 3000tonnellate.
Inoltre viene trovala la medesima mappa della ODM (Oceanic
Disposal Management) sugli eventuali siti di stoccaggio rifiuti
in mare rinvenuta nella Jolly Rosso. In seguito si scoprì che
l’ing. Comerio nel 1988 tentò di acquistare la Jolly Rosso.
Sempre nel 1995 il capitano De Grazia parte per La Spezia per
studiare viaggi e affondamenti sospetti di alcune navi. Le navi
su cui si indaga hanno peculiari caratteristiche comuni:
1)Sono tutte affondate nel Mar Mediterraneo;
2)Sono tutte affondate in circostanze misteriose;
3) Sono tutte affondate in zone in cui il mare è particolarmente
profondo;
4)Sono tutte sospettate di trasportare carichi pericolosi;
5)Erano carrette del mare;
Le navi in questione erano:
A) La motonave Aso, affondata il 6 Maggio 1979 a largo di
Locri(RC) insieme a 900 tonnellate di solfato di ammonio
(altamente tossico, derivato da prodotti di reazione nelle
industri chimiche);
B) La motonave Barbara, affondata il 26 Giugno 1982 in
direzione dell’isola di Zante, insieme a 1200tonnellate di
manganese (altamente tossico, ossida qualunque materiale
organico con cui viene a contatto ed è stato provato che
esposizioni a questo metallo possono provocare la prematura
comparsa del Morbo di Parkinson);
C) La motonave Mikigan, affonda il 31 Ottobre 1986 a
largo di Capo Vaticano (VV), con i suoi container pieni di
polvere di marmo e cemento;
D) La motonave Alessandro I, affonda il 1 Febbraio 1991 a
largo di Molfetta (in Puglia), insieme a 3500tonnellate di
rifiuti tossici provenienti da Gela derivati dalla lavorazione
del petrolio;
E) La motonave Marco Polo, va in balia delle onde nel
Maggio 1993 nel canale di Sicilia e si arena in Tunisia,
disperdendo i suoi container nel Mediterraneo;
F) La motonave Karoline, affonda il 7 Novembre 1995 nei
dintorni dell’isola di Ustica con tutto il carico di sostanze
imprecisate, tra cui il torio (metallo radioattivo);
G) La sopracitata Rigel;
H) La famosa Jolly Rosso;
La sceneggiatura la conosciamo, la scena è sempre la stessa, i
protagonisti li abbiamo presentati, ora manca la cosa
fondamentale…la regia. Eh sì, perché per dar vita a questa trama
machiavellica, vi è bisogno di grande organizzazione. Chi in
questa nostra terra così martoriata detiene il controllo e
organizza la vita economica? La ‘Ndrangheta’! Quello dello
smaltimento dei rifiuti è un business remunerativo tanto quanto
quello della droga e quello delle armi. E allora ecco spiegate
le case e le strade fatte di rifiuti nel crotonese (Black
Mountain), la pista dell’aeroporto di Reggio Calabria fatta con
sostanze tossiche, viale Giacomo Mancino a Cosenza in parte
ancora sotto sequestro per l’interramento di sostanze non
definite etc.(dati Legambiente). Qui la mafia ha il totale
controllo del territorio e di tutte le istituzioni, i veleni
sono interrati nella nostra terra e defluiscono nelle sorgenti,
nel mare, nei terreni agricoli e entrano nella catena alimentari
e ci uccido inesorabilmente. Tale scempio lo pagheranno anche le
generazioni future con malattie e sofferenze. Tutto ciò in nome
del profitto, è sconcertante.
Per anni questi vicende sono state taciute, le persona che hanno
cercato di fare luce e fare giustizia sono state minacciate,
depistate, intercettate, spiate, inseguite e come nel caso del
capitano Natale Di Grazie, uccisi. Ora col ritrovamento del
relitto del Cunski il caso della navi a perdere ritorna alla
ribalta.
E’ ora di rendere giustizia a chi, a spese della propria vita, a
inseguito la verità. Qui, in Calabria, la gente si ammala e
muore, leucemie e tumori si sono moltiplicati per dieci negli
ultimi anni.
Le istituzioni hanno il dovere di dar voce e seguito alle
indagini della Procura di Paola. La nostra terra siamo noi è ora
di smettere di piange, è ora di smettere di interessarsi a
gossip e calciatori miliardari, è ora di andarci a riprendere il
nostro futuro. Qui in questa terra la loro concezione di stato
non ha senso di esistere, una vita sola vale più di qualsiasi
somma di denaro immaginabile. In questi anni è nato il “comitato
per la verità” costituito da “Legambiente” insieme a magistrati,
giornalisti, esponenti politici, familiari di vittime,
ambientalisti, impegnati nel combattere vicende legate al
traffico illeciti di rifiuti, che hanno deciso di sostenere le
attività di indagine giudiziaria e giornalistica di contrasto
alle ecomafie.
Ora le massime istituzioni devono collaborare con la Regione
Calabria Chi si tirerà indietro potrà considerarsi complice,
basta mezze verità, qui si ha sete di giustizia…la verità deve
venire a “Galla”
(dati Lega Ambiente - e Cronache dell'Epoca).
Antonino IMBESI
Popolo della Libertà
Coordinatore Prov. Destra Libertaria
Reggio
Calabria 14 settembre 2009 di Antonino Imbesi
Con Scopelliti la Calabria può tornare a sorridere
Le mie
soddisfazioni per l’ufficializzazione alla sua candidatura a
Governatore della Calabria.
Dopo anni di
scandali e distruzione della nostra risorsa primaria, il
turismo, perpetrate da questo governo ci auguriamo si appresti a
dare un nuovo volto a questa terra stupenda e a questa
popolazione che non deve MAI mostrarsi arrendevole, ma reagire e
credere nelle sue ricchezze.
Per lei dev’essere
la sfida del cambiamento, interpretando il desiderio di molti
calabresi, di una politica migliore e concreta, più vicina alla
gente, politica che sia in grado di esprimere competenza, e che
pensi in primo luogo ad intervenire e risolvere le emergenze (
Sanità al primo posto), aiutando chi ha bisogno e nel contempo
dando avvio ad un grande piano strutturale di sviluppo
dell’intero sistema regionale.
La Calabria
oggi vive una crisi causata dall’incapacità di chi in questi
anni ha Governato la nostra regione e non ha saputo dare una
risposta concreta.
L’Economia è
ferma, nei settori portanti della nostra economia
(industria,edilizia,agricoltura,turismo) si perde occupazione,
facendo emergere un’economia ricca di cassintegrati.
La
disoccupazione in questi ultimi anni è aumentata a dismisura, e
cosa ancora più grave, facendo crollare i consumi delle
famiglie,riducendo la spesa media ai consumi alimentari e non.
Oggi oltre
la metà del reddito di un Calabrese, dev’essere utilizzata per
pagare le rate dei mutui contratti (nella maggior parte dei casi
per far fronte all’acquisto di beni di prima necessità)facendo
cosi aumentare le famiglie calabresi che si trovano nello status
di povertà. Questa è la situazione nonostante le promesse e i
precisi impegni dell’attuale giunta di centrosinistra.
Il grado di
apertura ai mercati esterni (import-export) è considerevolmente
peggiorato.
Il sistema
dei trasporti si contraddistingue per una situazione di deficit
infrastrutturale, (vedi SA-RC) sistemi portuali,aeroportuali
l’approvvigionamento idrico, energetico che oggi si trovano in
situazione di grave ritardo rispetto alle altre Regioni.
Il progetto ambizioso ma
non aleatorio di essere il “pensatoio critico e costruttivo nel
PDL” prosegue e deve andare avanti.
Democrazia
partecipata, progetto per lo sviluppo dell’economia agricola e
industriale del territorio, piano integrato di turismo, cultura,
ambiente e sviluppo sostenibile, pianificazione urbanistica e
paesaggistica, istruzione e ricerca, Grandi Opere e
infrastrutture, famiglia, welfare e sanità, nuovo patto
istituzionale. Sono i temi fondamentali del nostro programma.
Siamo certi che il
nostro caro amico Giuseppe Scopelliti Coordinatore Regionale
del PDL, com’ è riuscito nella sua qualità di sindaco di Reggio
Calabria a realizzare il grande sogno di Reggio Città
Metropolitana, frutto di grande impegno dedizione e amore per
la nostra terra. Saprà nella qualità di Governatore, costruire
una Calabria diversa, una Calabria con una gran voglia di
riscatto, avvicinando le istituzioni, che oggi i nostri
Calabresi avvertono lontane.
Siamo certi che con
l’aiuto di tutti i partiti fondatori del PDL, grandi e Piccoli
(ma non per questo meno importanti) e degli alleati, Scopelliti
saprà costruire una classe dirigente viva e presente su tutto il
territorio Calabrese, capaci tutti insieme a portare proposte,
idee e progetti concreti , per dimostrare a tutti i nostri
elettori e sostenitori, che il PDL e formato da una classe
dirigente capace di costruire e realizzare, dando voce a tutti i
calabresi.
Noi di Destra Libertaria
tra i partiti fondatori del PDL, componenti dei futuri
coordinamenti Regionali e Provinciali in Calabria, le saremo
sempre vicini offrendole tutto il nostro appoggio per
contribuire a costruire un futuro migliore per i giovani
Calabresi.
Mettiamoci
tutti seriamente e subito a lavorare per far diventare la nostra
preziosa terra il centro del mediterraneo. La Calabria con Lei
può tornare a sorridere.
Reggio
Calabria 21 luglio 2009 di Antonino Imbesi
Sostegno e vicinanza alla famiglia del col. Gildoni
20/07/2009 08:02
Esprimo
alla famiglia del col. Valerio Gildoni e all'Arma dei
Carabinieri tutta la mia personale solidarietà e il dolore di
tutta la comunità Calabrese, e di tutti gli appartenenti alle
forze dell'ordine. E' per tutti noi Operatori della Sicurezza un
giorno di grave lutto.
Quanto accaduto a Vicenza è gravissimo. Oggi ci troviamo a
piangere un eroico ufficiale dei Carabinieri e un'altra ferita
inferta dalla criminalità a tutta la società . Da quanto
accaduto e dalla dinamica che ha portato a questo barbaro
assassinio, dobbiamo trarre alcune lezioni che, mi auguro,
servano a ciascuno di noi per riuscire ad andare avanti.
Abbiamo la conferma, caso mai qualcuno ne avesse avuto bisogno,
che in Italia esistono servitori dello Stato che in ogni
condizione e a sprezzo di ogni pericolo, mettono sempre il
proprio dovere prima di ogni altra considerazione. Viviamo in un
territorio che, nonostante ogni progresso compiuto, è ancora a
rischio criminalità. Non dobbiamo mai abbassare la guardia,
infine, affinché l'insieme del corpo sociale e civile della
nostra terra sia in grado di respingere l'offensiva criminale e
sia capace di allertare i propri anticorpi allo scopo di
affermare i grandi valori in cui si riconosce la stragrande
maggioranza dei cittadini.
Antonino IMBESI
Popolo della Libertà
Coordinatore Desta Libertaria in Calabria
Reggio
Calabria 17 giugno 2009 di Antonino Imbesi
NOVE PUNTI DA RICORDARE DELL’AMMINISTRAZIONE ZAPPALA’
Chi governa attualmente Bagnara Calabra dal Giugno del 2006, è
la lista Zappalà, che è giunta alla metà del suo cammino
amministrativo.
Da una parte c’è in questa cittadina di Bagnara Cal. chi cammina
secondo una programmazione politica e civile, con un ordine che
deriva dalla consapevolezza e dal rispetto dei diritti e dei
doveri, del dialogo politico, dedicandosi a un impegno corretto,
misurato e senza rumore, tipico di chi si è proposto ai
cittadini senza chiasso, lavorando con costanza e dedizione per
ricambiare la fiducia riscossa dagli elettori: tutto questo con
misura, lontano dalla foia dei peggiori tifosi di calcio, sempre
arrabbiati e destinati a trovarsi alla fine esclusi (senz’altro
per loro scelta).
Dall’altra parte c’è il “gruppaccio” (in termini scolastici) dei
bocciati, impegnati sempre, in ogni momento, a servire su piatti
infuocati le porzioni di una rabbia incontenibile e degna
compagna della disperazione, dunque privi di obiettività e
incapaci di ogni dialogo.
A questo punto mi sento il dovere di:
1.
Ricordare, che a mio parere è stato svolto un lavoro duro e
impegnativo con l’intento univoco del bene collettivo. Forse non
tutto è andato bene, ma è certo che sono state gettate le basi
per un futuro migliore.
2.
Aver dato alla città e al suo territorio un’immagine di ordine e
di decoro, è COME PROMESSO IN CONSIGLIO nei prossimi giorni
provvederà ad illuminare contrada Vermeni e rendere più
percorribili le strade delle contrade; sia sotto l’aspetto del
manto stradale, che per via della folta vegetazione, garantendo
una maggiore presenza dell’Amministrazione nei luoghi fino ad
oggi considerati di serie B.
3.
Avere provveduto alla sistemazione di alcune principali vie
urbane, marciapiedi, Piazze.
4.
Avere realizzato finalmente una idonea sistemazione di
parcheggi,alcune aree finalmente funzionali, decorose e degne
di questa cittadina.
5.
Avere provveduto, in mezzo a numerose difficoltà, a interventi
diversificati per garantire sicurezza agli alunni delle
Elementari.
6.
Avere organizzato la raccolta dei rifiuti solidi urbani con
conseguente crescita della percentuale di raccolta
differenziata; il tutto in seguito ad un maggiore investimento
economico per la pulizia della città.
7.
Realizzazione di una politica di collaborazione con le
Associazioni sportive presenti nel territorio comunale per la
realizzazione di importanti impianti sportivi- valorizzazione
dei rapporti di collaborazione con le Associazioni di categoria
per la realizzazione di importanti progetti utili al rilancio
economico della città.
8.
Ridato vita e promozione alle strade e alle attività del centro
cittadino: un provvedimento, questo, che trova il sostegno di
tutte le associazioni commerciali e di categoria che lo hanno
più volte richiesto;(Notte Bianca ecc.ecc.).
9.
Avere operato affinché finalmente fossero presenti (con grande
soddisfazione di tutti) Gruppi di Volontari della Protezione
Civile e Vigili del Fuoco.
Tutto questo grazie a Questa Amministrazione Comunale, che con
una politica nuova mai verificatasi in passato, è riuscita a far
cambiare l’immagine del nostro paese, di avere dedicato un
impegno puntuale e costante nella ricerca di sostegni economici,
sociali e psicologici nei confronti dei disoccupati e di coloro
che hanno perduto il lavoro in seguito alla crisi economica.
In questo quadro quest’Amministrazione coadiuvata alcune volte
anche dall’opposizione, ha lavorato con impegno e senso del
dovere sempre con l’intento univoco del bene collettivo.
Adeguamenti legittimi che nulla tolgono agli equilibri decisi
dai cittadini nel voto del 2006, ma soprattutto al ruolo e al
contributo che ogni Consigliere Comunale anche d’opposizione ha
dato e deve dare alla vita amministrativa per il governo della
città. Direi anzi, che questa rinnovata vivacità dialettica e la
franchezza del confronto, al di là delle posizioni dei singoli,
sono serviti e servono per stimolare gli approfondimenti
necessari ad assicurare l’assunzione consapevole di decisioni
determinanti per la collettività. Di questo senso di
responsabilità verso i cittadini, esprimo la mia personale
gratitudine verso il Consiglio Comunale tutto.
Infrastrutture, urbanistica, cultura e turismo, bilancio
comunale: quattro i punti fondamentali su cui credo bisogna
puntare e su cui necessita ancora lavorare per rilanciare lo
sviluppo di Bagnara Calabra e su questi temi ci si deve
impegnare sino alla scadenza del mandato. Per lo sviluppo della
città servono infrastrutture.
Antonino IMBESI
Popolo della Libertà
Coordinatore Prov.Destra Libertaria RC
Reggio
Calabria 15 giugno 2009 di Antonino Imbesi
Necessario
un’incontro per risolvere i disagi legati alla chiusura della
SS18
Ritengo che sia necessario un’incontro con i sindaci di Bagnara
Cal. - Scilla e l’Anas per decidere il da farsi in merito alla
chiusura della Strada Statale 18 che collega i comuni di
Scilla-Bagnara Cal.
La strada infatti è chiusa al transito da oggi fino al 29 c.m.
Salvo complicazioni, per lavori di messa in sicurezza e
ammodernamento del tratto che va dal km 509,000 al km 509,800 da
oggi gli abitanti soprattutto di Bagnara sono costretti ad un
percorso alternativo - Via Autostrada, molto più lungo ma
soprattutto meno sicuro della SS 18 considerato i lavori di
ammodernamento della SA-RC, per Raggiungere Reggio Calabria,
località che interessa la maggior parte dei lavoratori
Bagnaresi. La chiusura della S.S. 18 creerà gravi disagi alle
popolazioni di Bagnara Cal-Scilla-Favazzina visto, che questa
arteria è l’unica via (oltre la SA-RC) di comunicazione per gli
studenti, per chi ha bisogno di cure ospedaliere, per i
lavoratori, per chi ha scambi commerciali e per tutti coloro che
si recano quotidianamente a Reggio Calabria. o nei due comuni
interessati.Pertanto è necessario invitare l’ANAS a porre in
essere, tutte le iniziative per evitare che i tempi di
riapertura della strada si protraggono oltre la data indicata.
E' necessario inoltre, un’incontro con il Sindaco del comune
limitrofe, accomunato dallo stesso disagio, per invitare l’Anas
la quale oltre che a garantire che i lavori siano terminati
entro il periodo previsto di intervenire in modo radicale,
(considerando lo stato precario in cui versa l’intera S.S.18)
approfittando del periodo di chiusura, al fine di metterla in
sicurezza nei tratti dove vi è priorità di manutenzione che
vanno dalla località S.Barbara del comune di Bagnara Calabra – a
Scilla le quali puntualmente nei mesi invernali sono interessati
da frane.
Antonino IMBESI
Popolo della Libertà
Coordinatore Prov.Destra Libertaria RC
Reggio
Calabria 09 giugno 2009 di Antonino Imbesi
BAGNARA CALABRA
Sono preoccupato per lo scenario politico del momento segnato da
polemiche prive di contenuti propositivi.
Credo che sia arrivato il momento di lasciare le polemiche da
parte e pensare a rilanciare gli obiettivi posti alla base del
progetto politico e di governo di questa esperienza
amministrativa rispettando il mandato elettorale e gli impegni
assunti nei confronti dei cittadini; recuperare pienamente il
valore della coesione e della condivisione e la tanta auspicata
svolta amministrativa rispetto alle passate gestioni",
rilanciare cioè il carattere innovativo dell'amministrazione
comunale voluta dai cittadini e non dimenticare gli obiettivi
legati al rispetto delle istituzioni. Vorrei ricordare al
sindaco di voler considerare l'esigenza, di rimuovere le
difficoltà politiche e amministrative riscontrate e favorire la
ricostruzione di un clima di sobrietà e di distensione al fine
di recuperare pienamente le ragioni e lo spirito di coalizione,
e consentire il raggiungimento degli obbiettivi di governo –
sono contento nell’apprendere che una parte dei consiglieri che
hanno realizzato il famoso documento, hanno chiesto un dialogo e
garantito il sostegno al primo cittadino per recuperare un
rapporto amministrativo in cui si era creduto, un percorso di
trasparenza amministrativa che e' stato sempre alla base degli
obiettivi del gruppo di maggioranza, fondamento e necessario
presupposto per ogni azione amministrativa.
Bagnara - con la vittoria per la seconda legislatura della Lista
Zappalà tre anni or sono, ha ritrovato entusiasmo e stimoli per
guardare avanti dopo lustri caratterizzati dall'immobilismo.
Questo patrimonio - deve servire a tutti da sprone per avviare
un rilancio dell'azione amministrativa, che sappia essere
virtuoso e all'insegna del riformismo praticato e non blaterato.
- sono assolutamente convinto, che Santi Zappalà e la sua nuova
compagine amministrativa sapranno dare segnali positivamente
forti alla cittadinanza. Restando uniti si può affrontare
qualsiasi sfida, poiché esistono ancora le condizioni ottimali,
per far crescere ancora la nostra cittadina, tenendo conto anche
delle nuove esigenze di questi tempi. Chissà, forse potrebbe
essere una buona idea assegnare (come altri sindaci hanno già
fatto) oltre agli assessori, deleghe anche a consiglieri
comunali in modo che sia più ampio il numero di
amministratori con specifici compiti nella gestione della cosa
pubblica.
Antonino IMBESI
Popolo della Libertà
Coordinatore Prov.Destra Libertaria RC
Reggio
Calabria 27 maggio 2009 di Antonino Imbesi
Destra Libertaria nei Coordinamenti Regionali e Provinciali del
PdL
Abbiamo portato all’interno del più grande partito italiano ed
europeo, il PDL, i principi e le idee di una Destra cattolica,
rinnovatrice e antitotalitaria.
Non è stato facile, qualcuno ha tentato di fermarci o di
rallentare il nostro percorso politico, con la sincera amicizia
ed apertura politica di Ignazio La Russa e Denis Verdini, siamo
riusciti a raggiungere la prima tappa del nostro lungo viaggio.
Siamo quindi entrati, non come semplici iscritti ma come
FONDATORI, assieme a grandi forze politiche come FI e AN ed
altri movimenti e partiti politici, il 29 marzo 2009, nel
Partito del Popolo della Libertà, che non è, come qualcuno
sussurra, la nuova Democrazia Cristiana.
Al contrario, il PDL è un partito nuovo, che nasce dalla volontà
del nostro Presidente Silvio Berlusconi di lanciare un appello a
tutte le culture politiche, non marxiste, della storia d’Italia,
con l’obiettivo di riformare tutto il nostro sistema politico e
dar vita ad un nuovo Rinascimento italiano.
In questo nuovo partito, dove sono presenti culture diverse, con
lo scopo di rifondarsi e poi fondersi assieme, noi di Destra
Libertaria dobbiamo portare, partendo dai nostri principi, il
nostro contributo politico e culturale.
Non siamo e non saremo mai una destra totalitaria, velleitaria,
nostalgica, retorica, settaria; siamo invece Libertari
cattolici, amici di Dio.
Noi Libertari vogliamo andare oltre le ideologie e le nostalgie
del passato.
Il fallimento del sistema comunista ieri e quello globale e
finanziario oggi, hanno fatto cadere molte illusioni; tra queste
la teoria di poter vivere in un mondo avente come fine un
edonismo sostenuto da una possibilità di ricchezza illimitata.
Siamo per queste ragioni per il ritorno ad una dimensione
spirituale della vita, della centralità della persona umana;
poniamo come fine la famiglia, la comunità di uomini liberi, la
vicinanza a Dio.
Siamo convinti che la complessità dei problemi del mondo di
oggi, che non ha precedenti nella storia dell’uomo , richiede da
parte di tutte le nazioni una riflessione comune. Per affrontare
e risolvere i problemi della fame nel mondo, della difesa
dell’ambiente, delle energie alternative, della giustizia
sociale, di un mercato libero e non alterato dall’usura
monetaria e finanziaria, della convivenze dei popoli senza
annullare le loro tradizioni, occorre pensare ad un nuovo
modello di sviluppo più equo e stabile.
Da questo momento, per la Destra Libertaria inizia una seconda
fase.
Il progetto ambizioso ma non velleitario di essere il “pensatoio
critico e costruttivo nel PDL” prosegue e deve andare avanti.
Siamo certi che il nostro caro amico Giuseppe Scopelliti
Coordinatore Regionale del PDL , com’ è riuscito nella sua
qualità di sindaco di Reggio Calabria a realizzare il grande
sogno di Reggio Città Metropolitana, frutto di grande impegno
dedizione e amore per la nostra terra, Saprà nella qualità di
Coordinatore Regionale del PDL , costruire una Calabria diversa,
una Calabria con una gran voglia di riscatto, avvicinando le
istituzioni, che oggi i nostri Calabresi avvertono lontane .
Siamo certi che con l’aiuto di tutti i partiti fondatori del PDL,
grandi e Piccoli (ma non per questo meno importanti) i nostri
coordinatori Regionali e provinciali,sapranno costruire una
classe dirigente viva e presente su tutto il territorio
Calabrese, capaci tutti insieme a portare proposte, idee e
progetti concreti , per dimostrare a tutti i nostri elettori e
sostenitori, che il PDL e formato da una classe dirigente capace
di costruire e realizzare , dando voce a tutti i calabresi.
Noi della Destra Libertaria, tra i partiti fondatori del PDL,
componenti dei futuri coordinamenti, saremo sempre vicini
offrendo tutto il nostro appoggio ai nostri Coordinatori
Regionali e Provinciali in Calabria, per contribuire a
costruire un futuro migliore per i giovani Calabresi,per
l’Italia e per l’Europa.
E proprio per restare nell’argomento Europa, noi come componenti
del PDL Calabrese, non faremo mancare il nostro sostegno al
nostro candidato alle Europee Dott. Giuseppe PEDA’, sono certo
che saprà dare un contributo importante alla nostra amata terra.
Antonino
IMBESI
Popolo della
Libertà
Coordinatore
Prov.Destra Libertaria Calabria
Reggio
Calabria 24 aprile 2009 di Antonino Imbesi
Sisma
Abruzzo
Il coordinamento delle Associazioni, ha approvato mercoledì 22
Aprile, l'iniziativa proposta dal Coordinatore di Destra
Libertaria Antonino IMBESI, relativa al soggiorno
vacanza per il periodo estivo dei 25 bambini provenienti dall'
Orfanotrofio colpito dal sisma, "Casa Famiglia Immacolata
Concezione" di San.Giorgio in l'Aquila.
Il coordinamento delle Associazioni, si riunirà nei primi giorni
di Maggio (la data verrà comunicata con lettera alle
Associazioni) per definire la sede che ospiterà i bambini (si
è in attesa tra gli altri siti, di conoscere la disponibilità
dell'ex asilo del Palazzo De Leo di Bagnara Calabra) e il
periodo di soggiorno - Vacanza da dedicare ai bambini.
Reggio
Calabria 19 aprile 2009 di Antonino Imbesi
Nel giorno di giovedì
16 aprile 2009 il Coordinatore Destra Libertaria
di Reggio Calabria Antonino Imbesi, ha convocato, presso i locali della
Società Operai, una riunione durante la quale hanno partecipato
le seguenti associazioni: Associazione Capo Marturano, Centro
Turistico Giovanile “F. Barilà”, Società Operaia S.M., Azione
cattolica Centro, Gruppo Famiglia, Insieme per Riaprire la
Città, Alba Nuova Culturale, Archivio Storico, Avis.
Durante l'incontro, con
il punto all'ordine del giorno “Progetti di volontariato per i
bambini orfani sfollati dal terremoto”, si è discusso della
possibilità di realizzare un campus estivo per poter ospitare i
25 bambini dell'orfanotrofio dell'Aquila, colpiti dal disastroso
evento sismico.
A conclusione della
riunione, dopo aver discusso accuratamente del progetto, i
partecipanti hanno deciso di effettuare un nuovo incontro nel
giorno di Mercoledì 23 alle ore 18,00 presso i locali della
Società Operai con il punto all'ordine del giorno
“Partecipazione Associazioni Volontariato per l'esecuzione del
Progetto”
INVITANDO
le seguenti
Associazione alla partecipazione:
-
A.P.C.S.A.
-
A.C. Bagnarese
-
Languages All
Togheter
-
Andromeda
-
G.S. Ciclistico
-
Capo Marturano
-
A.Ge.S.S.
-
A.S.C. Olimpia
Pallavolo
-
Centro Turistico
Giovanile “F. Barilà”
-
Arcobaleno
-
Sintesi
-
Ar.Go.S.
-
Pro Loco
-
Circolo Unione
-
Ariadne
-
Alice
-
Cultura e
Spettacolo “I.R.C.”
-
Società Operaia di
M.S.
-
Arci Caccia
-
Circolo Abla
-
Legambiente
“Feluca”
-
Alba Nuova
A.N.S.P.L “Cacciola”
-
Avis
-
Ass. Emigranti
-
Polymnia
-
A.S.F.B.
-
Ass. Muicale
“Bagnara”
-
Ass. Carnascialesca
-
Ass. Italia-Israele
-
Gruppo Famiglia
-
Azione Cattolica
Centro
-
Archivio Storico
Si ringrazia la S.V.
Per l'attenzione alla seguente
Bagnara, li 19 Aprile
2009
Antonino Imbesi
Reggio
Calabria 14 aprile 2009 di Antonino Imbesi
Tre scosse in due giorni, ora la Calabria ha paura
L'ultima
scossa è stata registrata ieri pomeriggio nel Cosentino, ma
l'escalation era cominciata il 7 aprile scorso, all'indomani del
terribile sisma dell'Abruzzo tra Crotone e Catanzaro.
Tre scosse di terremoto
in due giorni. Anche la Calabria trema e lo fa a solo una
settimana dai tragici fatti
dell'Abruzzo. L'ultima scossa è stata registrata
ieri pomeriggio nel Cosentino, alle
ore 13,39, con una magnitudo 3.3 sulla scala Richter e una
profondità di 6,2 chilometri. Attimi di panico per gli abitanti
dei centri di Acri, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San
Giorgio Albanese, Santa Sofia D'Epiro e Vaccarizzo Albanese. La
popolazione ha avvertito il movimento tellurico, ma non sono
stati segnalati danni o particolari disagi. Il distretto in cui
sono avvenuti i movimenti è sempre quello della Sila, così come
è identificato dall'Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia, e comprende tutta la parte montana del centro e
nord Calabria. I primi due terremoti sono stati registrati nella
mattina di Pasqua, quando a tremare sono state le zone comprese
nei territori di Cerva, Cropani, Belcastro, Andali, Marcedusa,
Petronà e Sersale nel Catanzarese,
oltre a Mesoraca e Petilia Policastro nel Crotonese. Per due
volte è tremata la terra a cavallo tra le due province: la prima
alle ore 10,11, con una magnitudo di 2.5 e 5,9 chilometri di
profondità; la seconda, nella stessa zona, alle ore 11,23 di
magnitudo 1.8 e 6,8 chilometri
di profondità. Anche in questi casi i movimenti sono stati
avvertiti dalle popolazioni e,
nonostante non siano mancati i momenti di panico, non sono stati
registrati danni a cose e persone. Qualche momento di tensione è
stato registrato, in particolare, nelle chiese della Presila
dove in alcuni casi erano già in corso le funzioni religiose, ma
tutto è rientrato in pochissimo tempo.
In questi ultimi giorni, in Calabria
sono state registrate altre scosse telluriche. La prima, in
particolare, è stata quella di martedì 7 aprile, alle ore
22,24, con epicentro la Sila
Crotonese. In questo caso la magnitudo registrata
dall’Istituto nazionale di Geofisica
e Vulcanologia è stata di 3.2, con una profondità di 13,8
chilometri. I comuni interessati, dove la popolazione ha anche
vissuto momenti di panico, erano concentrati tutti nella
provincia di Crotone.
Reggio
Calabria 10 aprile 2009 di Antonino Imbesi
Pdl, Scopelliti promosso
Pd,
scontro Minniti-Veraldi per le candidature europee. Ok a Frascà
e Pirillo. Il senatore Gentile ottiene la vicesegreteria.
Da una parte il Pdl si affida a due pezzi da novanta: il sindaco
Giuseppe Scopelliti a Reggio Calabria e il senatore Antonio
Gentile a Cosenza. Dall’altra c’è un Partito Democratico in
dissoluzione, a cui non crede nemmeno il gruppo dirigente che da
mesi si accapiglia sulle candidature. Un film già visto nel 2005
a parti invertite. E’ con questo clima che si va verso le
elezioni amministrative ed europee di giugno. Ieri il Pdl, su
proposta dei coordinatori Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis
Verdini, ha scelto i coordinatori regionali del Pdl con la
benedizione del presidente Silvio Berlusconi.
Promosso sul campo come coordinatore in Calabria il sindaco di
Reggio, Giuseppe Scopelliti, che sarà il probabile candidato
alla presidenza della Regione.
Vicario il senatore Antonio Gentile, ripagato per il sacrificio
del fratello Pino ad accettare la candidatura alla Presidenza
della Provincia di Cosenza.
Una sfida difficile, ma Pino Gentile, alla prima uscita pubblica
è stato chiaro: «La mia è una candidatura di servizio». Quindi
guai a presentargli il conto in caso di sconfitta elettorale, la
sua ambizione è la presidenza della Regione, non lo ha mai
nascosto, ma si trova con un concorrente non di poco conto. Se
dovesse vincere le elezioni provinciali, negli ambienti del Pdl
si ipotizza una candidatura alle regionali del nipote, figlio di
Antonio, che raccoglierà l’eredità politica della famiglia.
Passando al Pd, le cose vanno malissimo. Ieri si è riunita la
direzione regionale per stabilire le candidature alle europee ed
è stato uno stillicidio. Sono volate parole grosse tra l’uscente
Donato Veraldi e il segretario regionale Marco Minniti. Il primo
ha accusato il secondo di averlo scaricato: e in effetti non
figurava tra i candidati.
Il partito ha proposto l’assessore regionale all’Agricoltura
Mario Pirillo e l’assessore al Personale Liliana Frascà. Per gli
uscenti, ha puntualizzato più volte il segretario, la riconferma
è una decisione della direzione nazionale.
Veraldi, proposto solo dalla federazione di Catanzaro, è
diventato un caso: è risaputa l’influenza del presidente Loiero
sulla segreteria, ma quest’ultimo anziché arrivare a uno scontro
sul suo “fedelissimo” Pirillo, ha preferito mollare la presa e
lasciare decidere in autonomia. Alla fine della lunga riunione
dove sono stati in molti a prendere la parola, si segnala
l’intervento critico del capogruppo del Pd Nicola Adamo, da
tempo in silenzio che ieri ha sfogato il disappunto per un
partito che sembra di plastica dove ormai «non si discute più
dei problemi della Calabria e di come risolverli».
Dopo il faccia a faccia a porte chiuse, la comunicazione
dell’ufficialità della «rosa» delle candidature che verrà
proposta agli organismi dirigenti nazionali per la definizione
della lista per le elezioni europee di giugno.
Veraldi ha preteso che la direzione si esprimesse anche sul suo
operato e così è stato. «L’organismo dirigente del Pd calabrese
ha espresso un giudizio positivo all'operato di Donato Veraldi
che, nel suo intervento, dopo avere messo in evidenza l’impegno
profuso in termini di assiduità ai lavori del Parlamento
europeo, ha sottolineato la necessità di ricandidare tutti gli
uscenti».
A margine si è discusso anche delle candidature alle
Provinciali. A Crotone c’è il caos più assoluto: gode Salvatore
Lucà, fedelissimo di Loiero che ha deciso di correre in
autonomia. A Cosenza, dove si prevede una battaglia tra big, nel
Pd ancora si litiga per la composizione delle liste.
Lo scontro più forte è per i collegi di Rende e Cosenza, dove
Sandro Principe non vuole disturbatori, e a Cosenza dove si è
rischiato un incidente diplomatico tra Nicola Adamo e Franco
Petramala (dg della sanità) per la candidature delle rispettive
signore. Problema superato negli ultimi giorni.
Reggio
Calabria 10 aprile 2009 di Antonino Imbesi
DESTRA LIBERTARIA IN CALABRIA SI MOBILITA
OFFERTA
D’ AIUTO – la Segretaria Nazionale della Destra Libertaria ha
messo a disposizione del Sottosegretario Bertolaso, la propria
struttura Nazionale per raccogliere adesioni di volontari
pronti a partire qual’ora fosse necessario un numero maggiore di
uomini e mezzi .
Nei prossimi giorni il Coordinatore della Destra Libertaria
Antonino IMBESI contatterà le Associazioni
presenti nel territorio per formare , un comitato di raccolta
di generi di prima necessità da inviare alle famiglie colpite
dal terremoto. Le associazioni e i volontari che vogliono
aderire all’iniziativa possono contattare la
segretaria della Destra Libertaria al seguente indirizzo
e-mail
antonino.imbesi@destralibertaria.it
oppure direttamente sul sito Nazionale
www.destralibertaria.it
N.B.Reggio Calabria 9 APR - Come per i contributi agli
enti benefici anche le donazioni per i terremotati sono
fiscalmente deducibili. Lo ricorda l'Agenzia delle Entrate. ''Le
erogazioni - spiega una nota - sono detraibili nelle misura del
19% calcolato su importo massimo di 2.065,83 euro, anche se
effettuate tramite amministrazioni pubbliche statali, regionali
o locali, o enti pubblici non economici''. Per ottenere le
detrazioni basta conservare la ricevuta e presentarla con la
dichiarazione dei redditi del 2009
Reggio
Calabria 03 aprile 2009 di Antonino Imbesi
Carissimi amici
Libertari e del Popolo della Libertà
Vorrei
iniziare raccontando questa mia esperienza meravigliosa e
irripetibile dove anche io posso dire “ IO C’ERO” ringraziando
il nostro Segretario Nazionale Luciano Buonocore, che mi ha dato
la possibilità nella qualità di Delegato Nazionale per la Destra
Libertaria di vivere quest’esperienza.
Ho avuto il
piacere di conoscere i Delegati e Invitati Libertari di Tutte le
Regioni d’Italia e di fare amicizia con Vincenzo Rizzo, Giuseppe
l’Abate, Marco Puccinelli, la simpatica Daniela, il Gen. Basilio
Viola, e con tutti gli altri Delegati del nuovo partito nascente
– PdL, con i quali ho trascorso e condiviso tre giorni di forti
emozioni, che resteranno nella storia della Politica Italiana.
27/03/2009
Tutto iniziò dal
«discorso del predellino» di piazza San Babila; non saranno
trascorsi neppure 500 giorni, quando – oggi alle 17 – nel
padiglione 8 della Fiera di Roma, nascerà ufficialmente il
Popolo della Libertà. A dominare il padiglione vi è un
gigantesco palco bianco su cui è allestito un ponte, che
rappresenterà il passaggio dal “vecchio al nuovo”.
Si accendono le luci
della diretta per il debutto del Popolo della Libertà.
Il partito unico del
centrodestra si inizia a materializzare su tre maxischermi e
davanti ai 6 mila Delegati si inizia questa “tre giorni” con
l’Inno alla Gioia e l’ inno di Mameli affidati ad un coro di
cento elementi.
Ad aprire la cerimonia è
la giovanissima deputata Annagrazia Calabria (classe '82), che
dopo il suo attento discorso ha dato la parola ai rappresentati
del PPE Poettering e Wilfried Mertens e ad altri cinque giovani.
Finalmente alle 18.30 il
tanto atteso discorso di Silvio Berlusconi
A lui la relazione di
apertura a lui quella di chiusura.
Un discorso che è
partito dalla decisione di entrare in politica, nonostante i
suoi più stretti consiglieri (Fedele Confalonieri e Gianni Letta
in testa) glielo sconsigliassero.
Presidente Berlusconi ha
ribadito di averlo fatto per amore del Paese e per difendere la
libertà dai «comunisti». Ha ripercorso la vittoria elettorale,
gli anni convulsi del primo governo, la sua caduta per colpa
della magistratura e la lunga traversata nel deserto. Poi la
nuova vittoria del 2001, la maggioranza e le riforme fatte. E
ancora la sconfitta elettorale, sempre per mano di Romano Prodi,
e la nuova stagione all'opposizione. Stavolta, però, la
traversata dura meno. Appena due anni. E di nuovo al governo.
Con una coalizione più compatta, pur senza l'Udc di Pier
Ferdinando Casini, ma con le liste del Popolo della
Libertà a sancire l'avvio del percorso che ha portato al
Congresso Costituente.
Un ricordo a Bettino
Craxi. Fedele negli anni, il Cavaliere non si discosta molto
nelle sue analisi dal credo politico (di cui cita una parte) che
lo condusse alla famosa «discesa in campo» del 1994, anche se
oggi la situazione è assai diversa e la sinistra «risparmiata in
modo chirurgico dalle inchieste in quegli anni» ora si avvia «a
sparire di scena». Per colpa sua: tramontato il disegno
veltroniano, il Pd è tornato sui suoi passi, dimostrandosi
incapace di una vera trasformazione e di una revisione critica
delle radici comuniste.
28/03/2009
Sono le ore 07,30 e
siamo tutti riuniti nel salone dell’hotel, pronti a iniziare il
secondo giorno; oggi il leader della giornata sarà Fini.
Quella del presidente
della Camera è stata una vera e propria «controrelazione» al
congresso del PdL: una sorta di manifesto politico in cui ha
esposto la sua linea a 360 gradi, senza nascondere i punti di
contrasto con l'ortodossia berlusconiana (e con le sensibilità
della Lega Nord) sui temi come il testamento biologico, la
laicità dello Stato, l'immigrazione, il referendum elettorale,
la crisi economica, il federalismo. Il tutto arricchito dalla
proposta di rilanciare una stagione costituente per la riforma
della seconda parte della Costituzione.
Fini conclude chiedendo
«lealtà»; Gianfranco aveva aperto con un riconoscimento alla
leadership di Berlusconi, aggiungendo che il futuro presidente
del PdL avrà «l'onere» di garantire «pluralismo e democrazia»;
concetti appena più sfumati di quel «no al pensiero unico», con
cui aveva chiuso il congresso di An giusto una settimana fa.
Nei 50 minuti del suo
intervento ha posto un'agenda che in più punti si discosta da
quella ufficiale del PdL.
Il primo affondo è sul
referendum elettorale, che la Lega vede come il fumo negli
occhi. La premessa è che il PdL e il Pd già oggi «rendono l'Itlalia
più europea, più vicina alla democrazia dell'alternanza». Ma
l'ideale sarebbe un sistema bipartitico, come ha detto
Berlusconi, e il referendum elettorale va in quella direzione.
Il referendum è sempre la forma più alta di coinvolgimento del
popolo, e non si può derubricare l'appuntamento di giugno come
un piccolo incidente di percorso».
La proposta di Fini è di
«rilanciare una grande stagione costituente» per arrivare a una
democrazia «che sia insieme rappresentativa e decidente», che
«siano garantite più opportunità ai deboli e ai giovani»; un
patto tra Nord e Sud, per evitare che il Mezzogiorno «paghi più
degli altri le ragioni della crisi» e sia penalizzato dal
federalismo. A questo proposito, Fini sottolinea che «la
bandiera della legalità deve essere alzata ovunque, ma nel
Mezzogiorno ancor prima e con maggiore nettezza».
Finisce con Silvio
Berlusconi che sale sul palco e abbraccia Gianfranco Fini «per
scacciare via le malignità di chi dice che io e Gianfranco non
ci vogliamo bene».
29/03/2009
Nonostante l'ora legale,
alla nove in punto, siamo già in fila assieme agli altri
delegati del PdL per entrare al padiglione 8, dove Silvio
Berlusconi chiuderà i lavori del congresso. All’ingresso veniamo
muniti di bandiere del nuovo partito che vengono sventolate
all'arrivo del Cavaliere in sala. Tutti i delegati hanno
ricevuto un libro in simil-pergamena, scritto con caratteri
medievali, per ricordarsi il loro compito di ambasciatori del
PdL.
La giornata si apre con
l'adempimento «burocratico» della votazione dello Statuto. Sul
palco viene chiamato per l’occasione il notaio, Antonio Patella,
a verificare la correttezza delle procedure e dal microfono il
ministro Giorgia Meloni spiega: “ sono le regole”. Iniziano a
“scaldare” la platea i tre neocoordinatori del PdL: Sandro
Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Una votazione, quella
dello Statuto, rapida e dall'esito scontato: su 5.820 delegati,
4 hanno votato contro e 5 si sono astenuti.
Poi tocca al Presidente
del partito.
Anche Silvio Berlusconi
è eletto per alzata di mano. La procedura di ratifica delle
nuove regole e di elezione del leader avviene nel giro di pochi
minuti. Fu Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, a proclamare
formalmente eletto il nuovo leader.
Nei 51 articoli e nelle
norme transitorie sono previsti i «superpoteri» del Presidente
con una serie di compiti per gli Organi Dirigenti. Il Presidente
ha il compito di convocare il Congresso in via ordinaria ogni 3
anni, salvo la diversa richiesta del Ufficio di Presidenza, o in
alternativa del 40% dei componenti del Consiglio Nazionale.
Inoltre il Presidente rappresenta il PdL in tutte le sedi,
definisce le linee politiche e programmatiche. Presiede
l'Ufficio di Presidenza, la Direzione e il Consiglio Nazionale.
Procede inoltre, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza, alle
nomine del partito, come ad esempio quelle dei Coordinatori
Regionali.
Il congresso si chiude
con una foto ricordo con i Dirigenti del nuovo partito e il
gruppo dei leader, con in prima fila le ministre, stretti
attorno al Presidente Berlusconi. Sul palcoscenico sale anche il
grande coro: prima canta l'Inno alla Gioia, poi l'Inno di
Mameli. Finiti gli inni, parte la canzone «Meno male che Silvio
c'è», intonata dall'intera platea festante.
Mi guardo intorno nel
padiglione 8; vedo tutti i delegati abbracciati che fanno le
foto ricordo di un giorno, che oltre ad aver trasmesso
commozione, ha fatto nascere delle grandi amicizie, che
difficilmente nel tempo riusciremo a dimenticare, perché questi
tre giorni resteranno indelebili nella storia della politica
Italiana.
Grazie Silvio,grazie
Luciano.




Rassegna stampa
16 marzo 2009
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