Reggio
Emilia 20 febbraio 2010 di Mirco Pervilli
Nuovi Politici Cattolici
Le recenti dichiarazioni del Card. Bagnasco, basate sulla
richiesta d’una nuova classe politica cattolica, non sono poi
del tutto errate.
Purtroppo nel corso degli anni v’è stata una sorta di corsa
accelerata al disfattismo dei veri valori su cui una normale e
moderna società dovrebbe basarsi, ovvero il Rispetto (aspetto
questo che va dal semplice andar d’accordo tra persone di
differenti culture, all’osservazione delle normali regole di
convivenza civile), la Legalità, la Nazione (o Patria per
intenderci), la Sacralità della Vita e della Famiglia ed in
ultimo, ma non per ultimo, la Fede… tutti valori che con
l’utopica rivoluzione sessantottina sono andati per l’appunto
scomparendo, per lasciar spazio all’individualismo più totale,
sia in campo politico (il caso Mani Pulite nel ’93-‘94 per
citarne uno) che in ambito sociale (aborto, eutanasia, uso di
sostanze stupefacenti, abuso di alcool, ecc.).
Dio è amore, giustizia, carità e verità proprio come - mi si
perdoni qualora dicessi un'eresia - la politica che deve badare
al bene dell'uomo e della società; per questo i cattolici
(esclusa la Chiesa naturalmente, anche se essa stessa ha
all'interno alcuni "peccatori", come lo stesso Papa Benedetto
XVI ha affermato) devono portare avanti quelle battaglie che
fungano da stimolo per ricostruire una comunità ben salda sulla
propria storia, sui propri valori e sui propri principi, pronta
ad accogliere ed aiutare i bisognosi ma anche a far rispettare
le leggi vigenti, senza remore alcune, ma sempre al cospetto di
quelle che sono le necessità del popolo.
L’inno di Destra Libertaria/PDL recita in un punto così: “[…]
braccati dalla folla cieca e avulsa di ragion, l’orgoglio di
un’idea, la Fede nel Signor […]” e credo che Il Popolo
Della Libertà, con per l’appunto Destra Libertaria fra i
movimenti fondatori, nonché la dichiarazione del Cavaliere
Silvio Berlusconi in un recente incontro col Santo Padre
Benedetto XVI affermante che i valori cristiani sono ben saldi
nei valori della maggioranza possano rispondere – se non tutta
almeno in parte – alla richiesta del Card. Bagnasco per una
nuova classe di politici cattolici.
Mirco Pervilli
Reggio
Emilia 27 dicembre 2009 di Mirco Pervilli
Crocifisso…
Crocifisso: simbolo religioso di fede cristiana, sinonimo di
purezza, di libertà, di sacrificio ed amore per il prossimo...
Oggi
viviamo in un mondo individualista, in un’era egoista dove
ognuno pensa solo a sé stesso, senza provare il minimo
sentimento nei confronti dell’altro, pronto a vivere secondo il
motto mors tua vita mea, senza remore alcune.
I popoli
non fanno altro che combattersi fra loro, in qualsiasi ambito,
ma ciò che più preoccupa sono le istituzioni dei popoli che
permettono tutto quanto, basta vedere quel che sta accadendo: la
richiesta da parte della commissione europea di rimozione del
crocifisso all’interno degli istituti pubblici, delle scuole,
ecc. – l’introduzione (grandissimo errore!) della Turchia in UE
– il non riconoscimento delle nostre radici cristiane italiane
ed europee a favore d’un ateismo dilagante od un’integrazione
fondamentalista islamica atte a sminuire la nostra fede
religiosa – l’annullamento di quei valori per la difesa e la
legittimazione della famiglia (istituzione su cui si basa la
società, ndr), in modo da stimolare l’accrescimento delle
unioni di fatto tra persone ed i diritti – concepimento,
adozione di bambini anche tra omosessuali per citarne alcuni –
che verrebbero loro concessi, con conseguenze catastrofiche dal
punto di vista etico e morale, nonché psicologico in determinati
casi.
Il
problema di tutto questo degrado – A MIO PARERE – è causata da
quella buona parte di cattolici che, in nome della fede
cristiana, quindi in difesa del rispetto per gli altri, secondo
proprio ciò che Gesù Cristo ci ha insegnato (morto sulla Croce
per l’amore verso il prossimo) e quindi il porgere l’altra
guancia, talvolta fa scelte elettorali “sbagliate”,
fossilizzandosi di conseguenza e subendo ogni tipo di sopruso
rimanendo a guardare come in una sorta di omertà e, usando un
vecchio detto, resta seduta sulla riva del fiume aspettando che
passi il cadavere... peccato che quel cadavere rischierà di
rappresentare tutto il popolo italiano se si andrà avanti così!
Il
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando con il Santo
Padre Benedetto XVI ha detto che i valori cristiani son ben
saldi negli ideali della maggioranza e ciò non deve fare altro
che rassicurarci e darci speranza per un futuro migliore, anche
se il continuo rallentamento all’operato di Governo è dato dalla
scelta di quella metà degli italiani che alle precedenti
elezioni ha votato per l’opposizione, pronta a sferrare una
serie di “NO” e contraria – perdonando il gioco di parole – per
partito preso alle azioni di PDL/Lega Nord, quindi ai nostri
principi storici etici e morali; nondimeno anche coloro che, non
si sa bene quale sia il motivo o il loro modo di pensare, sono
favorevoli ad una comunità – meglio se atea – di
tossicodipendenti, transessuali, delinquenti di ogni sorta, dove
vi è una libera circolazione delle droghe, senza regole, dove
tutto è dovuto, ecc., ovvero il male assoluto per una sana
collettività.
Come se
non bastasse, a “buttar benzina sul fuoco” sono anche alcuni –
per fortuna non tutti – stranieri. Io personalmente sono
favorevole all’integrazione razziale ed all’immigrazione, quando
però alla base vi è il rispetto della nostra storia italiana ed
europea; quando vi è un lavoro che permetta il soggiorno nel
nostro Paese (ricordiamo la legge Bossi-Fini); quando vi è
l’osservanza delle nostre leggi; quando vi è un’educazione
civica che permetta una regolare convivenza fra tutti. Non è
possibile che talune persone giungano in Italia e, credendo di
essere nel proprio paese, si permettono di fare ciò che vogliono
e, nonostante ciò, si lamentano pure di vivere qui.
Come già
scrissi in un mio vecchio intervento, amo Dio, la mia Famiglia,
la mia Patria, la mia Bandiera e sono fiero del nostro passato
come Paese (non rinnegare, ma restaurare) e tutti coloro che, in
segno di provocazione, di maleducazione o agendo con odio,
oltraggiano questi miei principi offendono anche me e chi la
pensa così – nonostante secondo il cristianesimo si debba
rispettare le persone moleste, insegnare agli ignoranti,
diventare amici dei propri nemici, ecc. – e pertanto non sono
ben accetti e vanno sanzionati/puniti duramente, secondo la
legge italiana.
Che
l’amore di Dio ed i principi cristiani prevalgano sui
pregiudizi, sui fanatismi e soprattutto sul degrado e si arrivi
finalmente di comune accordo a lavorare per gli interessi e
l’amore del Paese. Non lo si faccia per noi adulti in grado di
decidere da soli, ma si agisca soprattutto per l’amore e la
sicurezza dei nostri figli.
Mirco Pervilli
Destra Libertaria/PDL
Reggio
Emilia 22 dicembre 2009 di Mirco Pervilli

Rassegna stampa
18 dicembre 2009
IL
GIORNALE DI REGGIO ed IL RESTO DEL CARLINO

Reggio
Emilia 14 dicembre 2009 di Mirco Pervilli
Anni di piombo... quarant’anni dopo
Milano, Piazza San Babila, 13 dicembre 1969.
Il Presidente del Consiglio è stato aggredito oggi in piazza da
un presunto psicopatico…
Ecco come sarebbe iniziato un articolo di giornale se il tutto
fosse accaduto durante gli anni di piombo; già, gli anni di
piombo, brutti ricordi, gente che si pestava a sangue, che si
uccideva solo per il colore del partito a cui apparteneva: rossi
contro neri, comunisti contro neo-fascisti, socialisti contro
comunisti, comunisti contro democristiani, ecc., di tutto un po’
e qualsiasi cosa andava bene, purché facesse male: sassi,
spranghe, chiavi inglesi (caso Ramelli docet) e, nei casi più
drammatici, armi da fuoco.
Ecco com’è apparsa agli occhi di tutti quella brutta domenica
del 13 dicembre, quando il Premier Silvio Berlusconi al termine
di un comizio – dove già prima era stato interrotto da un
manipolo di incivili, insolenti che gridavano impedendogli di
parlare – mentre stringeva mani, firmava autografi ai suoi
sostenitori, è stato colpito al volto da un oggetto (una
riproduzione in scala del Duomo di Milano) scagliato a breve
distanza da un presunto psicopatico (situazione ancora in corso
di accertamenti), il quale è stato prontamente fermato dagli
agenti della security e portato subito in Questura. Il Cavaliere
ha riportato in seguito all’accaduto la frattura del setto
nasale, una profonda lacerazione al labbro superiore e la
rottura di due denti.
Questo accaduto purtroppo era prevedibile, poiché il clima
d’odio e di continue calunnie – da ormai quindici anni, quando
nel 1994 Berlusconi decise di entrare in politica – attraverso
l’organizzazione di manifestazioni oltraggiose (il No B-Day),
campagne di demonizzazione da parte dei giornali e, nondimeno,
di magistrati (o ANM), che hanno permesso di costruire una serie
di false ed infamanti accuse intorno alla figura di Silvio
Berlusconi: mafioso, piduista, fascista, pedofilo a cui è stata
attribuito il nascere della crisi e quanto di più orrendo è
possibile affermare.
La vicenda che più fa rabbrividire, oltre al fatto che non si
era mai visto un accanimento tale nei confronti di una singola
persona – cosa veramente gravissima, si contesta un partito, non
solo il leader di esso – è che più di cinquantamila persone su
facebook ed altri social-network appoggiavano in pieno
l’aggressore, scrivendo frasi orribili nei confronti del Premier
e questo fa capire quale brutta situazione sta vivendo l’Italia
in questo momento. Come se non bastasse, altra circostanza assai
pesante, sono stati gli interventi degli onorevoli Di Pietro e
Bindi (poi ravveduta molto probabilmente a scopi politici, non
per reale sentimento), che anziché esprimere cordoglio ed
augurar al Cavaliere una pronta guarigione, lo hanno additato ed
accusato (ma con quale coraggio?!) d’essere egli stesso
l’artefice delle sue disgrazie... ora, di cose ce ne sarebbero
da dire a seguito di tali dichiarazioni infami, ma per
educazione e soprattutto per principi morali/religiosi è meglio
stendere un velo pietoso, poiché siamo persone civili e
sopportiamo i provocatori e le persone moleste!
Come già scrissi in un mio precedente intervento, ciò che fa
paura di Silvio Berlusconi sono la capacità di governare; il
coraggio e la sfrontatezza nelle sue dichiarazioni; la tenacia
che mette in quello che fa; l’avere creato un grande partito, IL
POPOLO DELLA LIBERTA’, formato da persone, storie e radici
differenti che, in nome della democrazia e della salvaguardia
del Paese, lavorano unite per un’Italia nuova, moderna,
all’avanguardia e, dulcis in fundo, Libera (e libertaria),
contro le vecchie demagogie che non hanno fatto altro che
affossare il nostro Paese.
Noi di Destra Libertaria possiamo permetterci di fare critiche
costruttive agli amici di AN o FI o altri partiti/movimenti
all’interno del PDL e viceversa senza imbatterci in malintesi o
tafferugli, cosa che non può avvenire ad esempio nel PD, il
quale ricordiamolo si sta sgretolando giorno dopo giorno,
perdendo con persone importanti (quali Rutelli, ecc.) anche
consensi, oppure partiti come l’IdV che inneggiano alla violenza
e ricorrono alla menzogna pur di distruggere l’avversario.
L’attuale condizione politica italiana non è affatto tranquilla…
c’è da chiedersi solamente dove arriveremo e se saremo in grado
di impedire altri atti tragici, prima che – forse drammatizzo ma
non credo – si ritorni a nuovi anni di piombo… quarant’anni
dopo.
Auguriamo al di là di tutto una pronta guarigione a Silvio
Berlusconi, come uomo, come leader del PDL e come Presidente del
Consiglio d'Italia (e di tutti gli italiani).
Rassegna stampa
03 dicembre 2009


Rassegna stampa
03 dicembre 2009

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21 novembre 2009

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11 novembre 2009

Mirco Pervilli
Rassegna stampa
11 novembre 2009


Mirco
Pervilli
Reggio Emilia
27 ottobre 2009 di Mirco Pervilli
Non giudicare se non si vuol essere giudicati. Chi è senza
peccato, scagli la prima pietra.
Non giudicare se non si vuol essere giudicati e chi è senza
peccato, scagli la prima pietra. Questa citazione calza proprio
a pennello, in riferimento allo scandalo scoppiato sul
caso-Marrazzo con tanto di filmato che sostiene il tutto,
nonostante la sinistra cerchi di smorzare gli animi e le
polemiche, senza riuscirvi. Persino la vittoria di Bersani alle
primarie del PD è quasi passata in secondo piano.
Ricordiamo benissimo tutti i recenti, assillanti attacchi ai
danni del Cavaliere sulla sua presunta storia con una escort o
la partecipazione ad alcuni festini privati, dei quali non
esiste una minima prova (neanche la più piccola), ma soltanto
dichiarazioni (più semplicemente montature) che hanno suscitato
uno scalpore tale da mettere per un attimo in discussione, senza
alcun successo, la credibilità del Presidente del Consiglio il
quale, rispondendo sin da subito alle accuse, ha lanciato un
allarme per possibili attacchi alla democrazia ed alla vita
privata (di tutti), mantenendo però la calma nonostante le
successive ininterrotte insinuazioni, sapendo benissimo che
quelle voci erano in realtà illazioni atte a screditarlo, basate
su pettegolezzi da riviste di gossip, nulla più.
La cosa s’è dimostrata diversa per i cari amici/compagni/signori
del PD, poiché le vicenda di Marrazzo è documentata da foto o
filmati. Vogliamo anche ricordare, giusto per rinfrescarci la
memoria, l’episodio di Sircana (ex-Ulivo), anch’esso
testimoniato prove attendibili?
Ora ciò che viene da chiedersi è se realmente la sinistra era
consapevole di ciò che sarebbe successo accusando il Cavaliere
d’essere l’artefice di tutti quegli scandali (di cui ribadiamo
NON esiste alcuna prova), quando quella a sua volta ha fatto lo
stesso se non peggio; forse una risposta a tutto questo c’è,
ovvero rischiare il tutto per tutto: dato che ogni giorno l’On.
Franceschini & Co (ora Bersani & Co) perdono credibilità, e non
avendo idee attendibili da proporre per contrastare l’attuale
Governo, hanno deciso di giocare d’astuzia ed utilizzare
qualsiasi strumento in loro possesso pur di denigrare l’operato
del PDL, ma questa scelta s’è dimostrata un’arma a doppio
taglio, poiché ha rivelato agli italiani il “lato migliore”
della sinistra, ovvero l’ipocrisia e l’arroganza usata
nell’affrontare certe tematiche delicate (quando si tratta di
avversari politici), che ahimè (anzi “ahiloro”) non hanno
portato a nulla di buono, ma al contrario hanno permesso al
centro-destra di guadagnare maggior stima ed affetto da parte
dei propri elettori. E non solo.
Reggio Emilia 20 ottobre 2009 di
Mirco Pervilli
Il 50% degli italiani è stolto?
Sono stanco e tanto. Sono stanco di tutte le lamentele, di tutte
le falsità e le negatività rivolte al nostro Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi.
La sinistra (e non solo) continua la sua campagna di
demonizzazione ai danni del Cavaliere (ed i suoi Ministri),
senza dimostrare né capacità propositive per contrastare il buon
operato del Governo, né valide soluzioni da presentare in sede
delle future elezioni regionali. Come se no bastasse, tutto ciò
che possiamo apprendere dagli organi di stampa sono elenchi di
ciò che il Cavaliere, in vita privata o in carica di Presidente
del Consiglio, “avrebbe fatto” per i propri interessi ma a danno
del Paese, cose che, nel caso risultassero veritiere, potrebbero
anche suscitare scalpore e darebbero da pensare, ma si tende a
dimenticare una cosa buona, capace a mio modesto parere, di
‘cancellare’ quelle irregolarità dell’attuale Governo (sempre se
veritiere) citate dagli avversari: la consegna delle prime case
ai terremotati dell’Abruzzo. È vero che questi edifici sono
stati costruiti col contributo di Mediafriends (1 € ogni sms
inviato da noi tramite i nostri cellulari) però, quei soldi non
sono andati a finire in qualche tasca sbagliata, o utilizzati
per finanziare chissà quali attività illecite, anzi sono serviti
a ridare un tetto ed una dignità a quelle persone che hanno
ormai perso tutto, purtroppo familiari compresi; questo, né in
Italia e tantomeno all’estero, non viene considerato… no,
l’importante è attaccare quella che è la figura di Silvio
Berlusconi, a qualsiasi costo, senza remore, senza pudore,
facendolo così passare da uomo di poco conto, anziché un
politico con idee ben chiare in testa, che non ha paura degli
altri, tenace e che sa di agire, forse un po’ impulsivamente, ma
nel giusto, per il bene del Paese, capace di guardare avanti
senza doversi aggrappare al passato (cosa che la sinistra non
riesce a fare).
Le puerili sciocchezze ed i falsi scandali, attribuiti al
Cavaliere in maniera recidiva da organi di stampa e/o giudici,
che anche in passato hanno provato a farlo crollare senza
riuscirci, sono le stesse che si ripetono di volta in volta,
senza ottenere i risultati sperati, ed è qui che allora entrano
in campo gli avversari dall’estero, dato che il Presidente del
Consiglio aumenta ogni giorno i consensi verso gli elettori (e
non solo), visti i continui successi in campo internazionale;
bisogna pertanto fermarlo a tutti i costi (è di recente la
notizia della lettera minatoria ai danni di Berlusconi), onde
evitare che diventi un personaggio troppo importante per
l’Italia, per l’Europa e per la Storia, ma attenzione, qui si
mette in gioco la salute della democrazia! Zittire gli avversari
con la violenza, minare la libertà di pensiero e di parola è un
fatto gravissimo, che rasenta la dittatura!
Facciamo ora un piccolo tuffo nel passato: nelle precedenti
elezioni politiche l’Unione ha vinto per meno di un misero punto
percentuale cosa che non ha permesso un buon operato a causa del
poco distacco tra maggioranza (Unione per l’appunto) ed
opposizione (Casa Delle Libertà [FI, AN, UDC]), infatti dopo
quasi 2 anni nel 2007 abbiamo assistito alla caduta del Governo
Prodi; nelle successive elezioni politiche del 2008, l’alleanza
PDL-Lega Nord ha letteralmente sconfitto gli avversari PD-Italia
Dei Valori con ben più di 10 punti percentuali di divario. Ora
mi chiedo… Berlusconi ed i suoi alleati, hanno sempre lavorato
male ed ai danni del Paese? Se sì, come mai la metà degli
italiani ha continuato a dar loro il voto? Sono quindi tutti
stolti, ‘senza cervello’, oppure sono ben consci del fatto che
tanto è stato portato a termine e pertanto bisogna essere
propositivi e positivi verso l’attuale Governo e lasciarlo
operare, cosicché questo lavori ancor meglio e porti a termine
gli altri obiettivi prefissati, permettendo all’ITALIA di
diventare un grande Paese competitivo e all’avanguardia?
Se credere in Silvio Berlusconi come uomo, come Presidente del
Consiglio, ne Il Popolo Della Libertà/Destra Libertaria, nei
suoi valori, nei suoi principi, nel suo programma e nel suo
operato significa essere stolti, allora che ci definiscano come
tali, ma se c’è qualcuno dalla parte del torto, quelli non siamo
noi.
Reggio Emilia 28
maggio 2009 di Mirco Pervilli
Il Tricolore
Abito
in provincia di Reggio Emilia, città del Tricolore.
Già, il Tricolore… a chi importa oggi realmente la nostra
bandiera e la sua storia? è possibile che ce ne si ricordi
solamente per i grandi avvenimenti sportivi? Ogni anno nella mia
città si celebra l’anniversario della sua nascita ma, ahimè, non
ho visto da parte di molti quell’entusiasmo che caratterizzava
un tempo questo tipo di ricorrenza. Solamente gli anziani mi
hanno dimostrato di essere ancora veramente legati ai mitici
verde-bianco-rosso, nonostante l’amore per il Tricolore venga
erroneamente associato solo a qualche credo pseudo-fascista o di
destra radicale, perdendone i reali sentimenti e trascurando il
fatto che la nostra bandiera non ha colore politico, ma che è
nata da e per il Popolo Italiano.
Non mi sembra nemmeno giusto ed anzi lo trovo irrispettoso che
ci si dimentichi di tutti quei caduti, civili e militari, che
nelle passate guerre - non solo nell’ultimo, che speriamo
rimanga tale, conflitto mondiale - hanno lottato per difendere
anche il più piccolo lembo di quelli che sono i colori del
nostro Paese, e mi fece rabbia, ma allo stesso tempo sconforto,
leggere sui giornali alcuni slogan di persone – o pseudo tali –
che gridavano nelle piazze “10, 100, 1000 Nassiriya”, contente
che erano caduti dei soldati Italiani!!! E mi fermo qui, perché
i casi sono numerosi…
Il Tricolore non è solo una semplice bandiera, è un elemento
importante delle nostre radici, della nostra cultura, della
nostra tradizione, che dobbiamo proteggere assolutamente da
qualsiasi tipo di insolenza o di profanazione e di cui dobbiamo
trasmetterne la storia con amore e passione alle generazioni
future, per evitare un giorno di svegliarci e chiederci chi
eravamo un tempo, perciò anche se purtroppo - o quasi - stiamo
andando verso una società multietnica, continuiamo a mostrare la
nostra fierezza dell’essere italiani, libertari, cristiani e
sventoliamo con orgoglio i tre, come sovrascritto, mitici
colori: VERDE, BIANCO e ROSSO!
Come Popolo, come Nazione, come ITALIANI dobbiamo essere pronti
a difendere con le unghie e con i denti ciò che ci appartiene ed
a cui siamo legati (e non sputarci su), naturalmente non in
senso sovversivo e violento, ma con quella diplomazia
intelligente e vincente che ci contraddistingue da altri paesi
europei.
Cito una frase del nostro inno che mi suscita sempre ardore e
fierezza nel cuore: […] siam pronti alla morte, l’Italia chiamò,
sì!
W il Tricolore, W l’Italia!
Reggio Emilia 11
maggio 2009 di Mirco Pervilli
Punto di vista
Amo l’Italia, amo il Tricolore, amo Dio e, soprattutto la mia
Famiglia, nonostante i giudizi sgradevoli che sistematicamente
ricevo a causa di ciò, infatti ho scoperto che ad essere
cattolici praticanti (ed amanti del proprio Paese) si finisce
per l’esser tacciati per estremisti-fascisti, dato che spesso
vengo ‘additato’ come tale, poiché i miei principi (e ciò che
vorrei per il mio Paese) sono considerati dalle persone con cui
spesso parlo, troppo radicali: - la tutela dell’identità
cristiana dell’Italia e dell’Europa; - la difesa della sacralità
della vita e della famiglia; - guardare, nella massima
tolleranza, verso tutti gli altri culti religiosi, promuovendo
il dialogo tra le culture e le civiltà purché ci sia alla base
un rispetto per la storia e la simbologia cristiana del nostro
Paese; - impedire l’allargamento dell’Unione Europea a tutti
quei paesi la cui storia sia incompatibile con quella degli
altri stati europei; - chiedere il ripristino del concordato
Stato-Chiesa del 1929 (Patti Lateranensi), in modo che la Chiesa
Romana riprenda pienamente il ruolo di guida spirituale del
popolo; - reclamare l’aumento di ore per l’insegnamento della
religione all’interno delle scuole dell’obbligo.
Perché dovrei sentirmi un estremista se voglio bene a DIO ed al
mio Paese? Perché devo essere accusato d'essere un 'fascista'
quando NON lo sono? Sbaglio forse nell’esser turbato
dall’avanzamento, senza controllo, dell'integralismo islamico o,
ancor peggio, dell’ateismo in Europa e nel mondo? Perché non
dovrebbe inquietarmi il massacro dei cristiani in India? Perché
non dovrei cercare di difendere i miei principi, qualora
venissero calpestati?
Tutti parliamo di integrazione razziale, e ciò è giusto, ma come
possiamo accettare liberamente altre culture, talune
diversissime dalla nostra, se non riflettiamo bene sul nostro
passato politico e religioso? Oltre duemila anni di
cristianesimo non si possono cancellare con un colpo di spugna,
eppure sembra che al giorno d'oggi nessuno vi dia importanza…
Sono convinto allo stesso tempo, che sia giunto il momento (ed è
già tardi) di dire basta con le vecchie ideologie, i contrasti
devono esserci solo nel presentare le proposte e le idee, perciò
smettiamola con i pugni chiusi (saluto comunista) o le braccia
tese (saluto romano), non rinnegando però il passato, e pensiamo
a guardare al futuro rivolti verso tutte le categorie di
interlocutori, che non debbono essere per forza ‘rossi’ o
‘neri’; bisogna rappresentare il popolo nell’aspetto più ampio
del significato, perché l’importante è portare avanti quelli che
sono i programmi per migliorare il Paese a livello
socio-culturale ed economico, specie con i tempi che corrono.
Moderati sì, con i valori di una destra sociale forte, fondata
sui principi della dignità della persona: Casa, Famiglia, Lavoro
e Fede, senza cadere però nella pericolosità degli estremismi.
Quanti sono d’accordo con me? Quanti mi danno torto? Io ciò che
voglio è solo il rispetto per le mie radici, poiché alla storia
del mio Paese ed al Crocifisso nei luoghi pubblici ci tengo,
perché fa parte della mia Identità, del mio essere Cristiano,
del mio essere Cattolico, del mio essere Italiano.
Forse gli altri no, ma DIO mi capirà e, qualora avrò sbagliato,
mi perdonerà.

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