Destra Libertaria denuncia il degrado presso le frazioni
orientali di Mortara proponendo una petizione popolare.
Se la massima “Stessi Diritti, Stessi Doveri” è uguale per
tutti, non vediamo il motivo per cui i cittadini delle frazioni
debbano vivere in simili condizioni. Strade comunali e
provinciali che assomigliano a campi da golf, piazze e vie
comunali trasformate in giungle, segnaletica divelta e dossi non
segnalati.
Circa mille abitanti lasciati al loro destino, pochi controlli
da parte delle forze dell’ordine fanno sì che i furti e le
insicurezze si moltiplichino.
Facendoci portavoce del disagio di tanti cittadini,residenti
alle frazioni,chiediamo al Sig.Sindaco, a gli assessori di
Mortara e ai responsabili della Provincia di Pavia,di porre
rimedio quanto prima.
Per la raccolta firme verranno effettuati banchetti e
volantinaggio a Mortara e frazioni.
Per info:
Antonio De Luca
Segretario provinciale Destra Libertaria Pavia
Co-coordinatore provinciale PDL Pavia
335 120 50 76
Mortara
(PV)
29 maggio 2010 di Ufficio stampa
Sostegno degli anziani di Mortara
Ieri sera in occasione della notte bianca di Mortara ha
debuttato la petizione ”Una sede alternativa ai medici
associati” sostenuta dal movimento Destra Libertaria in
affiancamento ad esponenti PDL. In due ore sono state raccolte
quasi 100 firme: un successo.
Del resto ormai la gente, e soprattutto gli anziani, sono
stanchi di dovere raggiungere i medici facendosi a piedi due
piani di scale a causa dell’ascensore quasi sempre guasto. Per
tale motivo abbiamo deciso di segnalare il loro disagio con una
raccolta firme.
Riteniamo inutile recriminare su scelte passate discutibili
operate in altri contesti e che l’importante sia agire,
supportando persone e movimenti che hanno individuato il
problema, facendosene carico al fine di giungere ad una
soluzione più adatta per un servizio migliore.
Come riferito da Antonio De Luca, Segretario Provinciale
Pavia di Destra Libertaria e Co-coordinatore provinciale PdL
PAVIA, la petizione proseguirà per tutto il mese di
giugno nelle giornate di:
venerdi mattino,
presso il mercato comunale
sabato pomeriggio,
in piazza Urbano.
Mortara
(PV)
12 aprile 2010 di Antonio De Luca
Mortara
(PV)Articolo da “La
Lomellina” del 24-03-2010
Mortara
(PV)
12 marzo 2010 di Antonio De Luca
Banchetto a Mortara del 12 marzo 2010 Destra
Libertaria Pavia con Pesato in Regione
Mortara
(PV)
11 marzo 2010 di Antonio De Luca
Destra Libertaria Pavia presenta Vittorio Pesato,
candidato PdL alla regione
Destra Libertaria Pavia, ieri sera 10 marzo, presso il
Ristorante ”Villa S.Espedito”, Mortara, ha presentato alla
cittadinanza mortarese e lomellina il candidato Pdl alla
regione: Vittorio Pesato.
Alla presenza di un centinaio di persone, tra cui gli esponenti
locali del PdL, sono stati esposti tutti i punti del programma
elettorale, di cui elenco i principali:
1) schedare e cacciare i clandestini, non permettere
insediamenti abusivi e la persistenza di campi rom
2) le strade della provincia di Pavia sono completamente
dissestate, e in vista dell’expo, urge fare qualcosa di concreto
3) un fondo speciale nella nostra provincia per il rilancio
della piccola media impresa
4) potenziare la nostra agricoltura avviando una strategia di
protezione dei nostri prodotti valorizzando il “made in Pavia”.
Al fianco di Vittorio Pesato erano presenti il sottoscritto e il
responsabile “Gioventù Libertaria”: Andrea Broglia.
Destra libertaria continuerà ad essere presente, con i gazebo,
manifestazioni e banchetti a Mortara e Lomellina,fino al termine
della campagna elettorale.
TOCCA A NOI!!!
Antonio De Luca
Responsabile Destra Libertaria(PDL)Pavia
Membro del Coordinamento provinciale PDL PAVIA
Milano
21 dicembre 2009 di Alessandro Schiavi
Cara Milano e cari concittadini,
sono quasi le ore 20,00 e da pochi minuti sono rientrato a casa,
lo so, molti di Voi
penseranno a quanto sono stato fortunato, perché siete in tanti
ancora chiusi nelle Vs. autovetture, fermi in coda senza una
luce in fondo al tunnel che Vi dia una speranza, di poter vedere
presto la via di casa.
Per consolarVi devo dire che ho trascorso le ultime due ore
anch'io in coda a causa dell'intensa nevicata che dalle 15.00 ha
iniziato a cadere sulla nostra amata città.
Ero preparato a questo, perché da più parti avevo ricevuto per
tempo informative sia
meteorologiche, che sono state rispettate, che
dall'amministrazione comunale, sul
possibile tilt del traffico, disgrazia questa che non si evita
mai.
Ero altresì consapevole che con la mia scelta di non rispettare
l'invito a lasciare a casa l'auto avrei certamente corso dei
rischi, sia per quanto concerne gli inevitabili ingorghi, sia
per quanto riguarda l'impraticabilità delle strade dovuta al
manto nevoso che
nessuno si è ancora degnato di spazzar via, e
sono già 5 ore che nevica, ed il sottoscritto non parla della
via sotto casa, parla avendo percorso a zig zag un quarto di
Milano questa sera, partendo dalla zona Niguarda, percorrendo
via Fermi, passando per il quartiere Affori e poi dalla Bovisa,
giungendo così in P.le Lugano per poi percorrere tutto il Viale
Monte Ceneri e così svoltare quindi in Viale Certosa,
attraversando piazza Firenze, imboccando Corso Sempione e
giungendo così finalmente a casa, non stradine laterali o viuzze
sconosciute, parliamo di importanti arterie della circolazione
stradale della metropoli lombarda, certo è in gran parte un
percorso opposto al traffico serale consueto, ma quando non
nevica tutte le sera ci metto 10 minuti non 120 !!!
Nessuna delle strade percorse aveva visto il passaggio di mezzi
adeguati alla pulizia e neppure gli spargisale, questo è un
fatto innegabile in quanto lo stato delle carreggiate è identico
a quello dei marciapiedi, con l'aggravante che il passaggio
della autovetture compatta la neve, si forma la lastra di
ghiaccio, (siamo a -3 gradi o ancor più freddo, come
temperatura), rendendo facili se non inevitabili i tamponamenti,
poi stupirsi che si formino code piuttosto che ingorghi,
devo dire fa sorridere.
Vi starete chiedendo ma perché questo milanese stasera invece di
buttarsi sul
divano a rilassarsi dopo una giornataccia di lavoro e ben 2 ore
di coda per percorrere 7 chilometri si è messo a scrivere queste
cose?
Chi lo ha spinto a rinunciare a trascorrere una tranquilla
serata in famiglia?
Cosa ha suscitato in lui sconcerto per non dire profonda
delusione?
Poco sopra ho detto che fa sorridere chi si stupisce delle code,
ma non è un
sorriso divertito è sarcastico, perché rasenta la follia che
oltre al danno subito i tarTASSATI italiani automobilisti alla
guida nella Grande città di Milano, debbano subire pure la
beffa, vedendosi bacchettati per non aver scelto di parcheggiare
in periferia ed usare i mezzi pubblici. (mezzi che contribuisco
agli ingorghi vista la limitata manovrabilità).
Beffa che diventa insulto quando dall'alto dell'amministrazione
comunale, coloro che dovrebbero lavorare per noi, inventandosi
magari di considerare Milano una città del NORD ITALIA e
non solo una del SUD Europa, intervenendo, magari anche
copiandoli, con sistemi di prevenzione e pulizia adottati a
Sondrio, non serve andare fino a Stoccolma.
Ero in macchina, fermo, immerso quasi
incosciente nell'artificiale caldo soffocante dello smog che
entrava dalle bocchette d'areazione, che vengo assalito dai
ricordi di immagini viste la sera prima in televisione, immagini
di un tizio che si stava facendo bello e bravo mentre descriveva
il sistema GPS su un monitor al plasma di un centinaio di
pollici, sistema che controllava tutti i mezzi anti-neve sparsi
tra Milano e provincia, come se tutto ciò fosse la soluzione,
come se cotanta abbondanza tecnologica impedisse alla neve di
fare la neve e contribuisse al paese di andare avanti, non già
grazie agli incoscienti automobilisti che sono venuti a Milano a
lavorare, pagando molti dei quali anche lo smog-pass, ma
soprattutto, tutti con il loro sacrificio hanno prodotto P.I.L.,
permettendo con le loro TASSE di far entrare il termine GPS tra
i vocaboli conosciuti da quel tizio, evento questo che non ha
risolto, comunque NULLA, caos, code, ingorghi, incidenti, ore in
mezzo allo smog, come l'anno scorso o quello prima.
Sono quasi le 21.00, ogni tanto mentre scrivo mi affaccio per
constatare come la caduta non si arresti, la vista, che
domina il Corso Sempione, vede la coda di luci rosse che cerca
di lasciare la città, è ancora lunga ma soprattutto FERMA.
ConsolateVi qualcuno che anche oggi avete pagato con il Vs.
lavoro e che non VI AMA, Vi ha IRONICAMENTE augurato una buona
nottata di code.
Dimenticavo, era stato predisposto un piano d'emergenza, stasera
siamo al piano anti-crisi, vorrei che qualcuno si rendesse conto
che a pagare in tutti i sensi, sempre e comunque, sono i soliti,
facciamoli pagare che è inevitabile, ma senza prenderli anche
per i fondelli.
Grazie. Vs. Alessandro Schiavi
P.s.
cari amministratori comunali, evitateci da domani patetiche
giustificazioni tirando in
ballo la situazione disagiata dei parigini, perché costoro sino
a ieri hanno vissuto e da domani vivranno nuovamente in una
città che da servizi, che è pulita, organizzata, attraente,
amata, vissuta da cittadini civili che la rispettano e tutto
questo i francesi ce l'hanno perché chi li governa ha insegnato
loro il senso civico, l'educazione, il rispetto delle regole e
soprattutto li ha resi patriottici con una dignità da difendere.
Fate questo anche Voi a Milano se ne siete capaci, ed i milanesi
Vi ringrazieranno, e vedrete come d'incanto la neve si
scioglierà senza soffiarci sopra!
Merate (LC)
15 dicembre 2009 di Alleanza
Cristiana per Merate.
Da molti anni assistiamo ai continui tentativi di attacco
all'ordine naturale e cristiano. Questi tentativi non sono altro
che le azioni promosse dallo schema di quattro grandi
Rivoluzioni sovvertitrici, che hanno spezzato prima i legami
religiosi con la riforma protestante (I Rivoluzione), poi i
legami politici con la Rivoluzione francese (II Rivoluzione),
quindi i legami economici con la Rivoluzione comunista (III
Rivoluzione).
Infine i legami micro-sociali della famiglia, quelli fra madre e
figlio, con l’aborto. E perfino quelli dell’uomo con sé stesso e
interni al corpo umano con la droga e l’ideologia di genere (IV
Rivoluzione). Il gesto del medico abortista che taglia il
cordone ombelicale, non per la vita ma per la morte, simboleggia
in un modo che più tragicamente eloquente non potrebbe essere,
l’opera della Rivoluzione, che non sopporta i legami e li
distrugge.
Un quadro nella storia del pensiero contro-rivoluzionario
pre-esiste, almeno per le prime tre Rivoluzioni, a Corrêa de
Oliveira, il grande pensatore cattolico brasiliano; ma egli ha
il merito di averlo presentato con una chiarezza e un’eleganza
per molti versi nuove.
Il modo semplice e insieme profondo di presentare la storia
dell’Occidente moderno ha affascinato molti, ed è passato anche
nel Magistero Pontificio.
Papa Pio XII (1939-1958), nel suo celebre discorso Nel
contemplare agli Uomini di Azione Cattolica d’Italia, del 12
ottobre 1952, si serve di una formula che descrive la sequenza
dell’allontanamento dell’Occidente dalla verità cattolica
,precisamente attraverso tre tappe, che corrispondono al
protestantesimo che nega la Chiesa, al deismo illuminista e
all’ateismo marxista: «Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo
no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai
stato».
Il regnante Pontefice Benedetto XVI non è forse lettore dei
classici della scuola contro-rivoluzionaria.
Lo è però, in modo costante e appassionato, di Pio XII, che con
questa scuola aveva un contatto intellettuale diretto.
Nel discorso di Ratisbona del 2006, Benedetto XVI parla di
quattro fasi della rottura dell’armonia occidentale, fra fede e
ragione, che si presentano come attacco alla cultura filosofica
classica greca, che era entrata in fecondo dialogo con il
cristianesimo: quattro «deellenizzazioni» , che riferisce
rispettivamente al fideismo protestante, al razionalismo che
culmina nell’Illuminismo laicista, alle ideologie moderne e al
nichilismo postmoderno.
E nell’enciclica Spe salvi ripercorre le tappe della perdita
della nozione cristiana di speranza, anch’essa fondata
sull’armonia fra fede e ragione, articolandole nell’attacco alla
ragione di Martin Lutero (1483-1546), nello scientismo
illuminista che culmina con la Rivoluzione francese, nel
sanguinoso mito comunista del paradiso politico da realizzare
sulla terra, e nella disperazione postmoderna, successiva alla
caduta delle ideologie.
Alleanza Cristiana per Merate.
Mortara
(PV)
14 dicembre 2009 di Antonio De Luca
Presidente siamo con TE!!!
Il clima di odio innescato negli ultimi mesi dalla sinistra ha
raggiunto il suo culmine, le dichiarazioni di Di Pietro che
affermava:
«c'è un clima da scontro di piazza. Il Governo è sordo alle
richieste dei cittadini e se non si assume responsabilità ci
potrebbe scappare l'azione violenta»
sono state esaudite. Eravamo ormai abituati a tutto, leggere e
sentire continue prese in giro nei confronti del nostro Premier,
ma un atto cosi vile e ignobile è veramente troppo. Qualunque
sia l'orientamento politico, un atto di questo genere è da
condannare pienamente. Destra Libertaria vuole esprimere la sua
più sincera solidarietà nei confronti di Silvio Berlusconi. Noi
ci schieriamo dalla parte della politica libera, del confronto
delle idee, non vogliamo un ritorno a quei bui anni 70/80 che
hanno visto scaturire solo odio, sfociato anche con morti e
feriti. La politica deve essere un salotto libero dove discutere
degli avvenimenti in modo civile, per questo ci sentiamo vicino
al nostro Presidente, la cui unica colpa è volere bene
all'Italia e agli Italiani ed essere sempre disponibile per un
confronto pacifico e sereno.
Presidente siamo con TE!!!
Antonio De Luca
Destra Libertaria Pavia
Milano
13 dicembre 2009 di Alessandro Schiavi
Congratulazioni LIBERTARI
Cari amici,
oggi, credo si possa dire con assoluta serenita' ed orgoglio,
abbiamo dato il meglio di noi stessi ottenendo un giusto e
meritato successo.
Destra Libertaria in un anno e mezzo di vita ha percorso
l'ambiziosa strada che si era disegnata ed il merito dei
traguardi raggiunti e' innegabilmente del nostro segretario che
anche oggi ha dimostrato come la Sua visione politica sia
illuminata ed illuminante raccogliendo con varie evidenziazioni
il sincero apprezzamento dei nostri ospiti odierni di caratura e
serieta' politica non comuni!
Luciano ci ha piu' volte stimolato a tagliare il cordone
ombelicale invitandoci a cominciare a camminare da soli,
l'abbiamo fatto, ci abbiamo almeno provato con tutta la nostra
buona volontà e qualche risultato e' stato raggiunto, ma bisogna
anche dire che certe qualità, l'esperienza, la cultura, la
capacita' di sintesi e visione politica di Luciano sono
insostitubili e irrinunciabili ! Pertanto rinnovo il mio
auspicio che l'azione di Destra Libertaria non si fermi ed anzi
prosegua con il prezioso aiuto del nostro segretario su strade
coraggiose e sempre piu' con innovative e stimolanti visioni
politiche capaci di illuminarci il percorso e portare il nostro
movimento ed i principi fondanti ai traguardi che merita !
Grazie a Voi per avermi regalato emozioni e permesso di
contribuire all'odierno successo!
Grazie amici!
Ciao e buona domenica
Vs. Alessandro !
Milano
06 aprile 2009 di Antonello Sodo
Impressioni di un
Congressista
Fra-tel-li d’I-ta-lia, l’I-ta-li –a, s’è de-sta, parte l’inno di
Mameli e siamo tutti in piedi, sull’attenti; c’è chi si porta la
mano sul cuore. L’orchestra, elegante e molto televisiva,
esegue l’inno nazionale, potrei emozionarmi, ma il mio primo
pensiero si dirige al Libertario Perfetti, che doveva esserci ma
che ci ha fatto “lo scherzo” di marcare visita proprio
all’ultimo minuto. Camillo, non ci provare mai più!
Tra poco il Presidente Silvio Berlusconi, sancirà la nascita del
“partito degli italiani”, non ci sarà più lo spazio per
nostalgie e rimpianti. Neppure per i rimorsi. Non ci sarà la
lotta scheda-scheda tra Rauti e Fini, come a Rimini nel 1990,
non ci sarà l’ovazione del pubblico, salvo i pochi immancabili
musoni, nell’eleggere Giorgio Almirante all’Ergife,
quando ancora muovevo i miei primi passi nel “fronte”
e stazionavo da “abusivo” nel congresso del MSI a Roma. Molto
meno sfarzo, meno pretese, meno tecnologie, allora, ma tanta
voglia di “fare”, come adesso e qualche (eufemistico)
anno in meno.
Tu – non – vedrai – nessuna cosa – al mondo – ma-ggior – di
Ro-ma. Roma, sempre lei nei momenti più importanti. Mi ricordo
“il ritorno” di novembre 2007, molti ci sono anche oggi, altri
no, altri sono arrivati dopo. Anche allora il
Presidente/Cavaliere ci salutò con calore familiare. Poi
qualcosa andò storto. La “fiaccola” che eterna doveva
brillare si spense, viceversa, ignobilmente tra la cupidigia
e l’incapacità di qualcuno, la mania di protagonismo e la
superbia di qualcun’altra. Eppure noi siamo qua! A testa alta,
con le nostre idee, con i nostri valori e con i nostri uomini
senza piagnucolare per il tempo perduto.
Oggi è diverso. Siamo cresciuti. La nostra “pattuglia” è stata
schedata e dotata di lasciapassare (seppur con una certa
confusione all’ingresso) e pochi sono riusciti ad entrare in
possesso della “valigetta ricordo”. Ma cosa importa? Siamo qui.
Nessuno ancora quasi ci crede, molti, purtroppo hanno perso la
memoria. Tra i miei difetti, c’è pure questo. Non scordo.
Giovani sconosciuti (forse troppo) parlano alla platea. Poi
parla il sindaco di Roma, nonché mio caro amico d’un tempo.
L’amicizia vera, comunque si sia chiamata in passato, non si
scorda mai. Non c’è confluenza o svolta che tenga. Lo
riabbraccio dopo anni e qualche capello argentato qua e là.
A differenza di altri, non abbiamo bisogno di “scioglimento”,
“adesione” o “confluenza” alcuna. Destra Libertaria è nata
per essere il pensatoio critico e costruttivo del PDL e come
tale sarà consacrata, quella sera stessa dal leader del “partito
degli Italiani”. Un po’ d’orgoglio. Siamo nati da poco, ma
veniamo da lontano. Ci siamo sempre “armati” d’umiltà. Scusate.
Mi emoziono ancora. Non poche aquile bicipiti campeggiano
all’occhiello e spiccano dal bell’opuscolo. Il nostro Segretario
siede in prima fila.
E poi quanta fantasia e quanta fede hanno questi ventisei
“libertari” a farsi conoscere e ricordare dai diecimila
presenti, moltiplicandosi fra la moltitudine per dimostrare che
ci siamo anche noi ed intendiamo farci sentire. Patiamo anche la
nostra inesperienza, per il piacere dei soliti invidiosi “soloni”,
però noi paghiamo di persona, ogni volta, senza nasconderci nel
mucchio o nell’oblio e ci aiutiamo a vicenda, senza spararci
addosso con la pretesa di saper sempre tutto ed insegnarlo a
tutti.
Si, lo so, tralascio (forse troppo) di descrivere cosa avviene
sul palco. Lo faranno meglio altri. Lasciatemi rivivere la gioia
di essere stato fra i nanetti libertari, nella città
Eterna, anche a pranzo e cena, goliardicamente e con quella
stessa fede di anni prima. Meno folclore, certo, qualche
acciacco in più, probabilmente anche un po’ d’esperienza e
maturità. La politica deve adeguarsi ai tempi, alle persone,
alla realtà. Quello che non può e non deve cessare è la voglia
di lottare per il bene dell’Italia e dell’Europa.
Noi ci siamo e ci saremo, questo è solo il primo Congresso.
Libertari il futuro comincia adesso: cerchiamo di non mancare ai
prossimi appuntamenti. Non scordiamo il nostro ruolo, chi
eravamo, chi siamo e chi ci ha portati qui. Con l’inno ho
cominciato e lasciatemi cambiare, una volta tanto, il finale. Ma
lo si sa che “Insorgere è Risorgere” è la nostra libertà :“O
A-qui-la Bi-ci-pi-te… Lu-cia-no Buo-no-cor”
Milano
03 aprile 2009 di Basilio Viola
Carissimi amici,
è con vera gioia che vi scrivo per esternarVi quelle
straordinarie sensazioni che ho potuto provare, grazie a Luciano
Buonocore, Segretario Nazionale di Destra Libertaria, al 1°
CONGRESSO NAZIONALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA’.
Il tutto si è svolto nella cornice, ridotta rispetto a quella
milanese, della FIERA di ROMA.
Indubbiamente sono stati tre giorni vissuti intensamente e
faticosamente dovuti sia all’onere di parteciparvi attivamente e
concretamente, nella veste di Delegato Nazionale, sia per la
solennità dell’evento in quanto si era presenti al primo
congresso nazionale che avrebbe sancito la nascita del, ci
auguriamo, più grande partito d’Europa, “Il Popolo della
Libertà”, che avrà modo, avendone le potenzialità, di entrare a
buon titolo nel PPE.
La passerella di questi tre indimenticabili giorni, che
traboccavano di quei VALORI che tutti vogliamo ritornino in
auge, anche per quanto dovuto verso coloro che hanno immolato la
loro vita per essi, ha visto sfilare i nomi del firmamento
politico nazionale, sia di AN che di FI, tra di essi, Fini, La
Russa, Gasparri, Berlusconi, Formigoni, Pianetta, Gelmini, Lupi,
Cantoni, Mussolini, Carfagna, Schifani e moltissimi altri, sia
italiani che stranieri, per esempio il presidente della UE e un
rappresentante spagnolo.
L’inizio del Congresso veniva aperto dalla più giovane
parlamentare che siede in parlamento e che militava nelle fila
ieri di FI oggi PdL. Il ministro della difesa Ignazio La Russa,
proseguiva i lavori con un intervento molto significativo,
espresso con tutta quella carica, trasporto e passione che solo
lui possiede e che sa trasmettere con una maestria fuori
dell’ordinario, perché non è facile sciorinare uno ad uno quei
VALORI che hanno fatto grande l’Italia nel mondo.
E’ d’uopo ricordare anche quei momenti toccanti nei quali sono
stati pronunciati i nomi di coloro che non erano più presenti su
questa terra fisicamente,
ma che aleggiavano nella fiera, quali il MITICO Giorgio
Almirante, il PREVEGGENTE Pinuccio Tatarella ecc., che hanno
lottato affinché noi oggi potessimo tagliare quel traguardo e
raggiungere quell’obbiettivo al quale hanno dedicato tutto se
stessi e che noi oggi dobbiamo consolidare dimostrando LORO di
esserne degni.
Questo congresso ha messo in luce in modo preponderante la
lungimirante prospettiva di formare quei giovani che saranno il
futuro del nostro Paese, questa è un precipuo obbiettivo di
Berlusconi, infatti vi erano presenti un gran numero di ragazze
e ragazzi molto giovani che sono ben consci di essere la
speranza del domani della nostra Penisola.
Nel pomeriggio del primo giorno, venerdì 27, vi è stato
l’intervento, che definire eccelso sarebbe un eufemismo, del
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, acclamato leader di
FI prima e del PdL ora che ha toccato tutte quelle
argomentazioni attinenti alla attuale crisi
economica-finanziaria, ai problemi di giustizia,
dell’occupazione, della politica italiana e di quella estera,
nonché alle tematiche che da anni attanagliano il nostro Paese e
che è ora giunto il momento di affrontare e risolvere.
Il secondo giorno del convegno vi è stato l’intervento del
Presidente della Camera Fini, che ha ricevuto una ovazione
megagalattica, sia per la complessità delle argomentazioni
trattate, sia per la chiarezza espositiva, sia per quello
spessore politico che tutti gli riconosciamo. Quel giorno è
spuntata fuori una miriade di bandiere italiane e, credetemi,
vedere un così grande numero di tricolori che sventolavano in
quel salone, mi ha fatto venire sì la pelle d’oca e mi ha
riempito il cuore di gioia e l’animo di serenità.
Tre peculiari obbiettivi devono essere perseguiti dal PdL:
- il primo tra le generazioni, tra padri e figli, che renda
disponibili risorse per lo sviluppo attraverso una riforma
dell’attuale welfare;
- il secondo tra il Nord ed il Sud, che eviti al Mezzogiorno di
pagare il prezzo più alto della crisi;
- il terzo tra capitale e lavoro, che , nella consapevolezza del
fallimento delle vecchie distinzioni di classe di Marx realizzi
una nuova e più alta condizione di armonia sociale.
Non dobbiamo dimenticare l’entusiasmo con cui è stato accolto il
tanto vituperato ministro Brunetta, da imbarazzarlo al punto
tale da farlo commuovere.
Certo che questo Congresso si è rivelato all’altezza delle
aspettative, poiché è stato in grado di suscitare nei presenti,
ma ritengo anche in coloro che hanno seguito il suo iter per
televisione, una miriade di sensazioni emozionali.
Questi stati d’animo particolari hanno coinvolto sia le donne
che gli uomini presenti di qualsivoglia età, ma con una
componente rilevante di giovani, i quali sono stati attori di
questo palcoscenico che vedeva la rappresentazione di una
fantasmagorica commedia che raggiungeva il suo apice con la
nascita e la consacrazione del più grande partito Italia.
E’ evidente che il futuro è tutto da programmare ma è anche
evidente che questo nuovo partito necessita di tutto il nostro
apporto fisico, morale, materiale, sociale, intellettuale e
politico. Si prospetta un avvenire che ci vede protagonisti in
prima linea per quelle scelte e decisioni che l’attuale momento
storico richiede.
Provvedimenti forse anche impopolari ma necessari per una
Nazione come la nostra che deve, sì deve rimettersi al passo con
gli altri Paesi sotto il profilo dell’energia, della ricerca,
degli scambi commerciali, delle infrastrutture, dei trasporti e
di tutte quelle innumerevoli attività da troppo tempo trascurate
e che dovrebbero far sì che la società italiana progredisca,
consentendo così al nostro amato Paese di avere, nello scenario
mondiale, il suo giusto posto.
La giornata del 28 è stata caratterizzata da numerosi interventi
e dibattiti come quello di Roberto Formigoni, il quale ha
sollecitato la Lega Nord ad impegnarsi per chiarificare
l’ambigua contraddizione tra partito di lotta e di Governo.
Inoltre non lesinava critiche ai processi elettivi meritocratici
per le cariche interne e sottolineava la peculiarità del
reinserimento, come vi era in passato, nelle elezioni politiche,
del voto di preferenza.
In ultima analisi, è giunta l’ora di smetterla con la
presentazione di liste bloccate, a lui si è associato il sindaco
di Roma, Gianni Alemanno: “dovremmo reintrodurre il voto di
preferenza a tutte le elezioni e soprattutto non dobbiamo essere
un partito di nominati, ma eletti attraverso le suddette
preferenze”.
Domenica 29 ci si è avviati lungo il viale della chiusura del
congresso che si è concluso, dopo gli interventi finali con le
esortazioni di Sandro Bondi, Denis Verdini ed Ignazio La Russa
(coordinatori PdL). Questo triunvirato avrà
una mole notevole di lavoro da affrontare, pertanto sarà nostro
precipuo dovere
sostenerli in tutti i modi possibili. “In bocca al lupo”.
Atto finale, la proclamazione quale Presidente del PdL, unica
candidatura, in una scrosciante ovazione al Cavaliere Silvio
Berlusconi, che ha dato ulteriormente sfoggio della sua
dialettica enunciando una lunga oratoria che è partita con la
descrizione del suo ingresso in campo, il 26 gennaio 1994 e
dell’impegno, di tutto quanto si dovrà fare in termini di
libertà, democrazia, dignità e famiglia per ridare all’Italia
una immagine nuova, pulita ed efficiente.
Il PREMIER, come è nel suo costume, ha messo in luce propositi
ed impegni per un rinnovamento della società italiana sia nel
campo prettamente nazionale che estero. Tra le varie tematiche
trattate e meritevoli di attenzione,possiamo annoverare, una
scuola e una università più efficienti, una economia sociale di
mercato, un impegno per i giovani e precari, una particolare
attenzione per le donne, una equa salvaguardia dell’ambiente,
una concreta attuazione delle riforme istituzionali sempre
osteggiate dalla sinistra, un federalismo equo e solidale, uno
studio per dare maggiori poteri al Premier, una realistica e
moderna riforma per un Parlamento al passo con i tempi, una
ristrutturazione per una Pubblica Amministrazione più consona
alle esigenze della società e del singolo cittadino,una
partecipazione corale alle elezioni amministrative, una riforma
della Costituzione, ecc.
Il “Silvio nazionale” prima di lasciare il palco, ha ritenuto
giusto rincuorare gli italiani con delle profezie che dovrebbero
far riflettere e responsabilizzare tutti noi, perché se è vero
che non può esistere UN COMANDANTE senza esercito, è anche vero
che non può esserci un ESERCITO senza un COMANDANTE.
Le profezie sono: usciremo dalla crisi; non lasceremo indietro
nessuno; cambieremo l’Italia; difenderemo la nostra democrazie e
la libertà; il popolo della Libertà è il Partito degli Italiani;
Questo Congresso è servito moltissimo a farci conoscere, a
socializzare fra di noi, a scambiarci impressioni e propositi, a
creare quelle relazioni fra componenti di varie regioni che
domani saranno, senza alcun dubbio utili ai singoli ma anche al
partito.
Ci si è lasciati con il proposito di rivederci presto.
E’ tempo di passare dalle parole ai fatti, senza più fare marcia
indietro, su ciò che si è promesso agli italiani, onde evitare
di correre il rischio che questo governo veda scendere l’indice
di fiducia acquisito.
Certo è che il lavoro che ci attende è molto oneroso, ma sapremo
far buon uso di quello che abbiamo e di quello che possiamo
raggiungere e se, con umiltà, avremo la saggezza di fare un
piccolo passo dopo l’altro, NON possiamo NON raggiungere quei
risultati che ci gratificheranno, poiché lasceremo ai nostri
figli e nipoti una ITALIETTA più sana, prospera, serena,
all’altezza della sua tradizione e dei suoi VALORI.
Peschiera
Borromeo
(MI)
31 marzo 2009 di
Stefano Tognolo
Roma 27-28-29 marzo 2009 - Congresso PDL
Il nostro spirito nel PDL.
A Roma è stato scritto un importante capitolo della storia
politica italiana ed è stato scritto anche con parole che ci
riguardano.
Proprio un anno fa iniziammo con Luciano Buonocore questa
esperienza che voleva raccogliere i desideri di sentirsi
rappresentati con dignità in un movimento finalizzato
all'ingresso in un disegno bipolare finale.
Sentirsi partecipi della Realtà del PDL mi sembra ancora
incredibile, ma aver avuto la responsabilità di essere invitato
a questo evento, mi obbliga a testimoniare quanto la forza di
un'idea può ancora unire persone di tutta Italia intorno a un
idea di Libertà, di Identità e di Destra.
In un anno sono state fatte tante cose che solo una passione
ritrovata in ogni evento mi ha dato caricato di forza creativa,
dalla prima presentazione al Senato all'ultima Conferenza di
Milano, così come in ogni iniziativa e manifestazione del
Movimento.
Trovarmi tra tutti i rappresentanti del PDL mi ha fatto sentire
la responsabilità di continuare a vivere la politica, perché sia
strumento di reale democraticità atta rappresentare in maniera
costruttiva il nostro spirito fondante.
Stefano Tognolo.
Pavia
- Rassegna stampa 15 marzo 2009
clicca sull'immagine per ingrandire
Lainate (Mi)14
febbraio 2009 di Camillo Perfetti
“CAPIRE IL PROSSIMO, QUALE DILEMMA”
Oggi 14 febbraio nell'anno del signore 2009 diventa sempre più
difficile per chi ha sempre creduto che fare politica, sia
sempre stato un servizio al bene della nazione, dei cittadini e
che il fine era per onorare la chiamata di parte dell'elettore
che indicava col voto deposto in una urna, la persona a cui
affidare con mandato istituzionale la gestione della nazione,
ognuno nei rispettivi ruoli spettanti sia Politici che
Amministrativi, rispettando le leggi e la costituzione a cui
tutti sono tenuti a rispettare senza deroga alcuna.
Si è giunti al limite della sopportazione verso quegli eletti
che hanno fatto del proprio mandato una “Snc” con obbiettivi a
delinquere, investiti dei poteri che acquisirono con il
consenso, ma tradito come volgari delinquenti al servizio del
male ripagando così nel tempo e senza nessuna remora chi ha
posto in loro fiducia credendo nella loro onestà e correttezza
nell'amministrare il bene comune.
E'
di questi giorni che si scoprono nuove malversazioni degli
amministratori che ritenevano che dell'amministrazione pubblica,
potessero disporre senza alcun ritegno a un loro feudo dove la
truffa ai danni della comunità era ed è un diritto acquisito per
grazia di Dio.
Sono personaggi di questa specie che creano a chi ancora crede
nel bene della politica, vergogna e sconforto nel proseguire
sulla strada che ogni cittadino è chiamato a decidere per
eleggere futuri amministratori che presto saranno chiamati ai
nuovi rinnovi amministrativi di comuni, province, regioni e
europee.
Poi con grande stupore ci si pone il motivo per cui l'affluenza
ai rinnovi elettivi dei cittadini, è
sempre più ridotta e che lo sconforto verso la politica aumenta
con progressivo disinteresse,
dando spazio ai drammaturghi che dai palchi delle piazze
propinano con linguaggio buffone arrogante e offensivo, accuse
verso anche chi con onestà prosegue il mandato espresso dagli
elettori (sarebbe interessante vedere Loro amministrare non con
slogan ma con i fatti cosa saprebbero fare), perché una cosa è
il circo, altro è investirsi di responsabilità e risponderne
personalmente.
E quindi necessario per evitare che tutto continui nel
malcostume operante sul territorio, rivedere con grande
oculatezza politica la scelta di persone destinate al governo
delle nostre amministrazioni e sarà necessario avere coraggio
politico davanti agli elettori di scacciare senza tentennamenti
di sorta chi riconosciuto colpevole di malversazioni ai danni
dello stato e dei cittadini.
E' il diritto alla politica che lo chiede e che ormai da troppo
tempo si continua a calpestare questo diritto, pensando forse
che i cittadini, assuefatti da una logica che “chi va al mulino
si infarina” permette la continua demolizione in tutte le sue
forme della “Politica al servizio dei cittadini”, altrimenti non
vi sarà altra scelta che soccombere alle spinte autoritarie e
reazionarie che potranno innescarsi da persone che della
democrazia non riconoscono nessun diritto istituito.
Sarà quindi dovere di ognuno che crede nel valore della politica
al servizio dello stato per i cittadini vegliare che
amministratori di malaffare possano creare le premesse che ciò
non avvenga, e per questo tutti nessuno escluso è chiamato alla
scelta oculata di chi presentare al mandato
politico/amministrativo, per non pentirsi dopo.
Lainate (Mi)12
febbraio 2009 di Camillo Perfetti
I CONTI NON TORNANO
Forse stiamo vivendo in un mondo che noi non si riesca più di
capire cosa stia succedendo al nostro paese, dove fino a ieri il
passatempo di molti era di imprecare sempre e ovunque con il
famoso detto “piove governo ladro”, e ci si rideva sopra nella
nostra semplicità ad affrontare o non affrontare il problema che
scherzosamente ci ponevamo, ma che comunque nel fittizio
benessere che ci circondava, la migliore propensione ere nell'
imitare lo struzzo nel non vedere le grandi deformazioni
applicate dalla politica nella gestione del potere, creando
grandissime voragini economiche che tuttora pesano come un
macigno sul petto di noi tutti e non ci permette di respirare
come il nostro corpo richiede creando in noi stessi una
eutanasia strisciante che ci porterà a delle inevitabili
conseguenze non ancora assimilate da buona parte della
popolazione.
Ma quello che sta avvenendo aldilà della congiuntura mondiale
che ha investito il mondo intero e quindi anche il nostro paese
è il perché molte città del nostro meridione stiano collassando
economicamente, portando lo stato a intervenire per evitare che
il sindaco porti i libri contabili in tribunale, chiedendo il
fallimento per bancarotta, mentre altri comuni di dimensioni più
grandi riescono anche se con difficoltà a gestire con
correttezza il proprio territorio. E' possibile che durante la
conduzione del governo con il proff. Prodi alla guida, nessuno
minacciava il fallimento strisciante che comunque imperversava
in molte amministrazioni e ora tutto esplode in un turbine di
richieste ricattatorie dove o aiuti o ti minaccio con
prospettive di sommosse che potrebbero scaturire anche nel
sangue.
Ma è possibile che sebbene vengono scoperte situazioni a dir
poco allucinanti per gli sprechi, le truffe verso il sistema
sanitario, le malvessazioni di ogni genere dove piccoli
“gerarchi di partito”, spalleggiati da potenti politici al
vertice della gestione politica di ambo le parti, gestiscono le
amministrazione con sistemi clientelari talmente evidenti da
richiedere l'intervento della Benemerita, senza passare in
nessuna AULA GIUDIZIARIA, dove la legge oramai sta scritto che
non è uguale per tutti, ma solo per i gonzi e gli onesti che
nella loro innocenza morale si vedono defraudati dalla gioia di
vivere in una democrazia che ancora credono esistere.
Come credere ancora se nessuno dall'alto delle istituzioni non
pone un freno a questo malcostume che ci fa divenire un popolo
di accattoni dove lo strisciare continuo ci porta a
immedesimarci in personaggi che di capacità come amministratori
di città, non sanno minimamente cosa significhi, ma che sanno
come delapidare risorse con sistemi clientelari oramai non più
nascosti, ma che nella lotta politica oramai grazie alle forze
preposte (carabinieri – finanza e magistratura non
politicizzata) riescono a mettere allo scoperto malversazioni di
ogni tipo perpetrato a volte con disinvoltura banditesca, nella
certezza che con importanti protettori non si venga colpiti e
quindi ci si arroga il diritto di applicare la propria suprema
volontà di gestione nell'incapacità totale, per poi chiedere il
risanamento delle loro nefandezze. Perché mi chiedo i nuovi
amministratori chiamati a gestire comuni di grandi, medie e
piccole dimensioni dopo aver visionato i bilanci reali che
dovranno gestire e trovandoli in situazioni fallimentari non
pongono subito loro una denuncia penale verso chi ha creato e a
partecipato alla distruzione economica della città che dovevano
per legge gestire con oculatezza amministrativa per il bene dei
loro cittadini e del paese intero?, non è più possibile coprire
con la polizza dello scambio situazioni che ormai non sono e
saranno più sopportabili da nessuna persona di buon senso, dove
si pone l'onestà verso il prossimo.
Ma credo che il mio sia solo un sogno di un illuso che crede
ancora alle favole, e che non si sia accorto che comunque l'uomo
è e sarà sempre quell'animale di razza umana che il buon Dio ha
dato qualche grammo in più di materia celebrale e che si sente
in diritto di porsi al disopra di tutti e tutto, calpestando la
propria dignità che oramai non riconosce più e non gli importa
di riavere.
Ecco perché i conti non potranno mai tornare, perché per farli
tornare dovremmo sfrattare gli abitanti di una delle isole
maggiori, costruire una grande muraglia intorno e riempirla di
tutti quei soggetti che mirano ad essere amministratori e lacchè
politici delle nostre città, ma che di amministrazione non sanno
neanche cosa sia, ma di malcostume ne sono maestri.
Che la forza e il bene sia con noi, nell'affrontare e nel
perseverare in una battaglia che ci aiuti a fermare tutta questa
indegna gestione del bene pubblico perché non vorrei divenire un
don Chisciotte il quale non ha saputo fare che abbattere molte
pale dei mulini a vento, ma non essere capaci di fermare quella
spirale che ci porterà immancabilmente a un tracollo economico
di pericolosità sociale e questo solo gli stolti e arrivisti non
sapranno vedere, perché gli stolti se lo saranno voluto nella
loro mediocrità mentre gli arrivisti lo vorranno calpestando
tutto e tutti, per il Loro potere.
Lainate (Mi)11
febbraio 2009 di Camillo Perfetti
Oltre la nebbia
Che il 2009 non sia nato sotto buoni auspici era già davanti
agl'occhi di tutti, grazie alla spregiudicatezza e malversazione
dell'apparato "POLITICO/FINANZIARIO - TOSSICO" che con grande
cura dei loro miserabili interessi e senza nessun controllo da
parte di chi era demandato al compito, e grazie alle
fantomatiche e purtroppo ancora esistenti agenzie di reting, che
sdolcinavano nel loro mieloso linguaggio garanzie di stabilità e
rassicuravano tramite banchieri a Loro soggiogati nelle diverse
situazioni, ognuno nel salvaguardare i loro interessi che fino
all'ultimo minuto prima della caporetto economica che ormai
aleggiava da tempo, somministravano ai poveri cristi fiduciosi
del rapporto personale con gli addetti agli sportelli quel Virus
velenoso e letale che ormai tutti conosciamo e che ha dato il
via a questa crisi di spaventosa portata, che porterà, stiamone
certi forti e sicuramente tumultuose tensioni sociali in tutto
il mondo.
Un assaggio lo stiamo già provando con la chiusura di numerose
aziende a cui il credito a mezzo Banche, che possono permettere
di continuare a sopravvivere e superare con la voglia di NOI
ITALIANI di saper e voler fare, è stato con mille scusanti,
lungaggini e altre motivazioni irrazionali non degne di
Banchieri che hanno in grandissima misura contribuito allo
sfacelo a cui noi tutti andremo incontro e creando non più su
previsioni, ma in una realtà che molte famiglie operanti presso
queste piccole e medie aziende stanno ormai vivendo sulla
propria pelle, investite in un turbine di angosce per Loro, i
propri figli, senza che nessuno attualmente possa dargli un
conforto economico per la sopravvivenza, dimenticandoli al loro
destino, con l'unica colpa di non essere stato parte di aziende
con coperture e diritti x la media e grande azienda, dove
lavoratori appartenenti alla "vecchia" Alitalia, FIAT ecc. ecc.
creatori insieme a dirigenti e politici di ogni sorta, di
voragini immani di denaro pubblico si trovano sebbene senza
lavoro, con una situazione economica talmente protetta x anni,
che i lavoratori della piccola azienda metterebbero due firme x
averla anche loro, ma LORO non fanno parte di questo mondo
sindacale che ha sempre difeso il malcostume che vigeva e che
loro stessi ne facevano parte con le ammucchiate di tessere
"obbligatorie".
Questo 2009 è sarà un anno che nessuno dimenticherà facilmente
perché su una tragedia umana che ha portato alla morte un essere
umano, una burrasca politica, morale e ricca di spregiudicatezza
sia nel linguaggio che nella forma, ha portato questo paese ad
uno scontro di immane devastazione politica e culturale tra le
alte cariche politiche istituzionali e chi non riconosce questo
terremoto a moto sussultorio costante nel tempo, non avrà
capito niente di ciò che lo circonda e che cosa porterà in
futuro tutto questo nel nostro paese.
Personalmente non so e non riesco a dare una risposta su cosa
era giusto o sbagliato nelle due diverse visioni, anche se mi
considero cristiano come molti altri che non hanno saputo
pronunciarsi, ma ringrazio Dio (spero) che nella sua grande
misericordia ha accolto questa persona che un triste e tragico
destino ha sconvolto, e invito tutti nel proprio silenzio a
invocare con una preghiera che colui che sta al disopra di noi
tutti l'accolga nel suo regno.
Per noi rimasti una sola preghiera, basta approfittarsi delle
disgrazie altrui, perché un giorno non lontano ne dovremo
rispondere personalmente, NESSUNO ESCLUSO.
Lainate (Mi)08
febbraio 2009 di Camillo Perfetti
La voglia di fare
In questo inizio 2009 e con mutamenti che oramai stravolgono
ogni pensiero e previsione di strategie, obbiettivi, visioni
dettate dalla nostra storia e cultura sia intellettuale
che pratica nello svolgere la normale vita di ogni famiglia,
legata da affetti che il nostro credo ci ha portati a essere un
popolo, sebbene con molti difetti che con grande riluttanza
portiamo nel riconoscerli, a essere diventati asettici e
diffidenti verso il prossimo, e che ci vede rinchiuderci in un
guscio protettivo verso gli altri, provenienti da culture
diverse
dalla nostra e che ci induce a non essere un popolo e in
particolare una Nazione, che ci vede agli occhi di chi non
conosce il nostro vero essere, come popolo discriminante
delle culture altrui, e che grande egoismo crede di prevaricare
verso di loro.
Non siamo così e non lo saremo mai perché non abbiamo mai
creduto nella violenza di alcun tipo e siamo sempre stati aperti
e disponibili verso chiunque avesse bisogno
di aiuto e comprensione che il loro paese non garantiva, nel
diritto di ogni essere umano.
Ma da parecchio tempo nel nostro paese natio e di Loro attuale
appartenenza come ospiti, si sono e stanno verificando
situazioni di una pesantezza mentale per noi, a indurre parte
della popolazione a credere che l'umiltà, il buonismo e l'essere
disponibili nei confronti di tutti senza distinzioni di razze e
religioni, a sentirci prevaricati e derisi da una
violenza che non può essere più sopportata, violenza che non
viene, a diversi livelli della NOSTRA SOCIETA', politica e
civile, considerata per la sua gravità e che instaura
nell'immediato un rigurgito xenofobo che non è parte della
nostra cultura cristiana, ma che può portare in frange con
deboli sentimenti di accettazione verso gl'altri a creare
pericolosissime situazioni di violenza sia verbale che pratica,
nei confronti di chi con la violenza convive.
E' quindi indispensabile che visti i mutamenti che stanno
imperversando nel mondo intero, (economici, sociali e religiosi)
porci una grande domanda e una riflessione sul perché a tempi
ciclici
la razza umana crea sempre e senza alcuna comprensione
dell'essere UMANO, creare sempre con diverse motivazioni che le
possano permettere di usare verso gl'altri quelle prevaricazioni
che l'essere umano che crede in un Dio d'amore non può
accettare, anche se invita a porgere l'altra guancia, ma che non
può essere sempre la stessa.
E' comunque indubbio che persone di buon senso non possano
nascondere che questo è e sarà per diverso tempo un grave
passaggio che crea grandi difficoltà, innanzitutto economiche
e quindi portatore di tensioni sociali che possono sfociare in
grandi turbative non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo
con particolare violenza in Europa, dove dopo anni di benessere
(anche se non per tutti), ci si è abituati a un livello di vita
che non potrà più essere uguale, ma che sarà per molti difficile
da accettare e quindi vedrà nello (straniero) fonte
dei sui problemi e che con le violenze perpetrate in questi
ultimi giorni, nei confronti di donne offese nel più ignobile e
immondo crimine e idioti alla guida in stato mentale beota e
causa di lutti portatrici di immenso dolore, una motivazione per
alimentare tensioni e rivendicazioni di tutela verso "gl'altri",
innescando un pericoloso percorso che ha certamente un inizio ma
che non si potrà da nessuno immaginare la fine.
E' quindi per queste motivazioni che nessuna persona alla guida
di questo Paese, dell'Europa e del Mondo intero, non possono
permettersi di sottovalutare questo virus malefico che va oltre
alle vecchie "mine vaganti" che in tempi non molto remoti
crearono le premesse di devastanti situazioni belliche, dove il
valore della vita umana era al servizio di menti "MALATE" e
altre portate all'oblio di potenza e arrivismo personale, povere
di cultura e rispetto delle razze e religioni.
Questo 2009 sarà un momento della nostra vita dove si vedrà
veramente chi saprà essere un conduttore POLITICO e RELIGIOSO di
ogni credo, che la storia potrà ricordare o disprezzare per
quello a cui è stato chiamato per il bene di tutti e non dei
soliti "MERCIFICATORI DEL TEMPIO" che da sempre sono e saranno
gl'angeli di Satana.
A noi TUTTI di Destra LIBERTARIA il compito con altri di buona
volontà di vegliare sul loro operato e saper proporre con umiltà
proposte e consigli, ognuno nelle proprie capacità creative e
intellettuali
al fine del superamento di questo e altri momenti che DEVONO
CONTRASTARE la vittoria dei "CAVALIERI dell' EPOCALISSE" sempre
pronti a ogni nefandezza sia economica che sociale
all'avverarsi dei loro turpi progetti.
Tutta la razza umana è chiamata alla corresponsabilità
del proprio futuro, avendo in questi frangenti una visione della
gravità da non sottovalutare e eliminare personalismi egoisti
che possano far credere di non farne parte tanto a loro non
tocca, ma che quando le loro menti si apriranno al cataclisma
che sta investendoli, saranno i primi a soffrire per
impreparazione e ottusità della loro arroganza,
e saranno i peggiori nel rivendicare azioni e comportamenti che
di democraticità e convivenza civile non sapranno cosa sia e che
farsene e ogni fine per loro giustifica il mezzo usato
calpestando
tutti e tutto perché useranno ogni violenza con chiunque minacci
il loro benessere.
Siamo sempre stati un grande popolo che nel tempo a vissuto
momenti difficili e pieni di lutti, ma che con grande volontà e
molta inventiva è riuscita a superare avversità che sembravano
invalicabili,
ai molti, ora è tornato il momento di dimostrare chi siamo e
cosa sappiamo fare, RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE e diamoci da fare,
NOI LO POSSIAMO.
Milano25
Gennaio 2009 Gazebo in piazza San Babila.
Milano13 dicembre
2008
di Ufficio stampa.
Anche Destra Libertaria è presente nei 10 mila gazebo del
PdL in tutta Italia.
Nei
giorni 13, 14, 20 e21 dicembre, Destra Libertaria ha in
gestione il gazebo del PdL a Milano in P.zza S.ta
Maria Beltrade dove saranno presenti alcuni dei nostri
dirigenti Nazionali.
Da sinistra: Daniele Ligotti, Basilio Viola, Alessandro
Schiavi, Stefano Tognolo
Mortara
(PV)05 dicembre 2008
di Antonello Roberto Sodo.
Si è svolta a Mortara (PV) il
4
dicembre 2008 la cerimonia che ha sancito la nascita del primo
nucleo territoriale di Destra Libertaria nella Lomellina.
L’evento, svoltosi presso il
Palazzo Cambieri, organizzato dagli ottimi Antonio De Luca
(coordinatore cittadino), Andrea Broglia (responsabile di
zona di “Gioventù Libertaria”) e Francesco Gaudio
(coordinatore provinciale di Pavia), ha visto la partecipazione
di Antonello Sodo (Garante Nazionale degli Iscritti),
Stefano Tognolo (Responsabile Nazionale Tesseramento),
Fabrizio Frosio (Coordinatore Regionale del Veneto)
e Alessandro Schiavi (presidente commissione naz.le
Fiscalità e Lavoro), rappresentanti locali dei partiti aderenti
al Popolo delle Libertà, la stampa ed il pubblico, con numerosi
aderenti e simpatizzanti.
Dopo una breve introduzione di
Antonio De Luca, soffermatosi – in particolare – sulle
problematiche inerenti la città di Mortara, ha preso la parola
il rappresentante di Gioventù Libertaria, Andrea Broglia, il
quale ha illustrato le prospettive giovanili, scolastiche ed
universitarie nell’ambito di D.L.
Francesco
Gaudio, nel portare il saluto del coordinamento provinciale, ha
ricordato ai presenti il lavoro svolto nella zona e fatto gli
onori di casa nell’introdurre gli ospiti (rappresentanti di
Forza Italia ed Alleanza Nazionale) ad un breve ma sentito
saluto e ringraziamento. E’ emersa una vibrante volontà, con
reciproco impegno e soddisfazione, di lavorare nell’ambito della
“casa comune” del Popolo delle Libertà, in cui Destra Libertaria
viene accolta a braccia aperte, ma con la certezza della
decisività dell’apporto dato per la comune causa, qui in
Lomellina, così come in ogni manifestazione nel resto d’Italia.
Le peculiarità del Movimento,
l’importanza dei compiti della struttura principale,
rappresentata dalle commissioni di studio, il ruolo da
esse svolto ed il rapporto con le istituzioni, sono stati
sottolineati da Stefano Tognolo e successivamente rimarcati da
Antonello Sodo, il quale si è soffermato sulla genesi,
sulle caratteristiche e gli imprimatur ricevuti in
occasione delle manifestazioni di Roma e Milano,
dall’On.le
Alessandra Mussolini (“pensatoio critico e costruttivo
nell’ambito del popolo delle libertà”) e dal Ministro
della Difesa, On.le Ignazio La Russa (“necessaria componente
identitaria nel costituendo contenitore politico”), ma anche
sulle prospettive di Destra Libertaria, ed il ruolo che si
prefigge di svolgere nel panorama politico nazionale ed europeo.
Interessanti spunti di riflessione
sono stati evidenziati dall’intervento di Alessandro Schiavi,
autore di una breve ma significativa descrizione pratica sul
ruolo della “commissione” nell’ambito dell’attività politica di
DL, suscitando l’interesse e la partecipazione del pubblico.
Non
sono mancate piacevoli sorprese e momenti di accorato
entusiasmo, in occasione della nomina seduta stante della
responsabile femminile di Gioventù Libertaria, la quale ha preso
la parola – senza alcuna apparente emozione – ringraziando per
l’incarico il coordinatore provinciale Francesco Gaudio, per il
saluto portato dal graditissimo ospite, coordinatore del veneto,
Fabrizio Frosio, ma, soprattutto, per l’intervento telefonico
del Segretario Nazionale, Luciano Buonocore, il quale, pur
assente per impegni fuori zona, non ha voluto mancare al corale
in bocca al lupo a questa nuova realtà, ulteriore
tassello dell’inarrestabile marcia verso il nuovo modo di fare
politica, di cui Destra Libertaria ed i suoi componenti ne sono
testimonianza e concreta, esaltante realtà.