Destra Libertaria - La nuova Destra culturale in Europa
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Antonello Sodo
Responsabile Regionale

Lombardia
antonello.sodo
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Alessandro Schiavi

Responsabile della Grande Città

Milano

Membro del Coordinamento PdL Grande Città Milano

alessandro.schiavi
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Daniele Ligotti

Responsabile Provinciale

Milano

Membro del Coordinamento Regionale PdL

daniele.ligotti
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Antonio De Luca
Coordinatore Cittadino
Mortara

Membro del Coordinamento Provinciale PdL - Pavia
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Andrea Broglia

Coordinatore
Gioventù Libertaria
Pavia

andrea.broglia
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Tullio Bonomelli
Membro del Coordinamento Provinciale PdL - Brescia

tullio.bonomelli

@destralibertaria.it

 


Mortara (PV) 11 marzo 2010 di Antonio De Luca

 

Destra Libertaria Pavia presenta Vittorio Pesato, candidato PdL alla regione

 

Destra Libertaria Pavia, ieri sera 10 marzo, presso il Ristorante ”Villa S.Espedito”, Mortara, ha presentato alla cittadinanza mortarese e lomellina il candidato Pdl alla regione: Vittorio Pesato.

Alla presenza di un centinaio di persone, tra cui gli esponenti locali del PdL, sono stati esposti tutti i punti del programma elettorale, di cui elenco i principali:

1) schedare e cacciare i clandestini, non permettere insediamenti abusivi e la persistenza di campi rom

2) le strade della provincia di Pavia sono completamente dissestate, e in vista dell’expo, urge fare qualcosa di concreto

3) un fondo speciale nella nostra provincia per il rilancio della piccola media impresa

4) potenziare la nostra agricoltura avviando una strategia di protezione dei nostri prodotti valorizzando il “made in Pavia”.

Al fianco di Vittorio Pesato erano presenti il sottoscritto e il responsabile “Gioventù Libertaria”: Andrea Broglia.

Destra libertaria continuerà ad essere presente, con i gazebo, manifestazioni e banchetti a Mortara e Lomellina,fino al termine della campagna elettorale.

TOCCA A NOI!!!

Antonio De Luca

Responsabile Destra Libertaria(PDL)Pavia

Membro del Coordinamento provinciale PDL PAVIA

 

           

 

   

 


Milano 21 dicembre 2009 di Alessandro Schiavi

 

Cara Milano e cari concittadini,

sono quasi le ore 20,00 e da pochi minuti sono rientrato a casa, lo so, molti di Voi penseranno a quanto sono stato fortunato, perché siete in tanti ancora chiusi nelle Vs. autovetture, fermi in coda senza una luce in fondo al tunnel che Vi dia una speranza, di poter vedere presto la via di casa.

Per consolarVi devo dire che ho trascorso le ultime due ore anch'io in coda a causa dell'intensa nevicata che dalle 15.00 ha iniziato a cadere sulla nostra amata città.

Ero preparato a questo, perché da più parti avevo ricevuto per tempo informative sia meteorologiche, che sono state rispettate, che dall'amministrazione comunale, sul possibile tilt del traffico, disgrazia questa che non si evita mai.

Ero altresì consapevole che con la mia scelta di non rispettare l'invito a lasciare a casa l'auto avrei certamente corso dei rischi, sia per quanto concerne gli inevitabili ingorghi, sia per quanto riguarda l'impraticabilità delle strade dovuta al manto nevoso che nessuno si è ancora degnato di spazzar via, e sono già 5 ore che nevica, ed il sottoscritto non parla della via sotto casa, parla avendo percorso a zig zag un quarto di Milano questa sera, partendo dalla zona Niguarda, percorrendo via Fermi, passando per il quartiere Affori e poi dalla Bovisa, giungendo così in P.le Lugano per poi percorrere tutto il Viale Monte Ceneri e così svoltare quindi in Viale Certosa, attraversando piazza Firenze, imboccando Corso Sempione e giungendo così finalmente a casa, non stradine laterali o viuzze sconosciute, parliamo di importanti arterie della circolazione stradale della metropoli lombarda, certo è in gran parte un percorso opposto al traffico serale consueto, ma quando non nevica tutte le sera ci metto 10 minuti non 120 !!!

Nessuna delle strade percorse aveva visto il passaggio di mezzi adeguati alla pulizia e neppure gli spargisale, questo è un fatto innegabile in quanto lo stato delle carreggiate è identico a quello dei marciapiedi, con l'aggravante che il passaggio della autovetture compatta la neve, si forma la lastra di ghiaccio, (siamo a -3 gradi o ancor più freddo, come temperatura), rendendo facili se non inevitabili i tamponamenti, poi stupirsi che si formino code piuttosto che ingorghi, devo dire fa sorridere.

Vi starete chiedendo ma perché questo milanese stasera invece di buttarsi sul

divano a rilassarsi dopo una giornataccia di lavoro e ben 2 ore di coda per percorrere 7 chilometri si è messo a scrivere queste cose?

Chi lo ha spinto a rinunciare a trascorrere una tranquilla serata in famiglia?

Cosa ha suscitato in lui sconcerto per non dire profonda delusione?

Poco sopra ho detto che fa sorridere chi si stupisce delle code, ma non è un

sorriso divertito è sarcastico, perché rasenta la follia che oltre al danno subito i tarTASSATI italiani automobilisti alla guida nella Grande città di Milano, debbano subire pure la beffa, vedendosi bacchettati per non aver scelto di parcheggiare in periferia ed usare i mezzi pubblici. (mezzi che contribuisco agli ingorghi vista la limitata manovrabilità).

Beffa che diventa insulto quando dall'alto dell'amministrazione comunale, coloro che dovrebbero lavorare per noi, inventandosi magari di considerare Milano una città del NORD ITALIA e non solo una del SUD Europa, intervenendo, magari anche copiandoli, con sistemi di prevenzione e pulizia adottati a Sondrio, non serve andare fino a Stoccolma.

Ero in macchina, fermo, immerso quasi incosciente nell'artificiale caldo soffocante dello smog che entrava dalle bocchette d'areazione, che vengo assalito dai ricordi di immagini viste la sera prima in televisione, immagini di un tizio che si stava facendo bello e bravo mentre descriveva il sistema GPS su un monitor al plasma di un centinaio di pollici, sistema che controllava tutti i mezzi anti-neve sparsi tra Milano e provincia, come se tutto ciò fosse la soluzione, come se cotanta abbondanza tecnologica impedisse alla neve di fare la neve e contribuisse al paese di andare avanti, non già grazie agli incoscienti automobilisti che sono venuti a Milano a lavorare, pagando molti dei quali anche lo smog-pass, ma soprattutto, tutti con il loro sacrificio hanno prodotto P.I.L., permettendo con le loro TASSE di far entrare il termine GPS tra i vocaboli conosciuti da quel tizio, evento questo che non ha risolto, comunque NULLA, caos, code, ingorghi, incidenti, ore in mezzo allo smog, come l'anno scorso o quello prima.

Sono quasi le 21.00, ogni tanto mentre scrivo mi affaccio per constatare come la caduta non si arresti, la vista, che domina il Corso Sempione, vede la coda di luci rosse che cerca di lasciare la città, è ancora lunga ma soprattutto FERMA.

ConsolateVi qualcuno che anche oggi avete pagato con il Vs. lavoro e che non VI AMA, Vi ha IRONICAMENTE augurato una buona nottata di code.

Dimenticavo, era stato predisposto un piano d'emergenza, stasera siamo al piano anti-crisi, vorrei che qualcuno si rendesse conto che a pagare in tutti i sensi, sempre e comunque, sono i soliti, facciamoli pagare che è inevitabile, ma senza prenderli anche per i fondelli.

Grazie. Vs. Alessandro Schiavi

P.s. cari amministratori comunali, evitateci da domani patetiche giustificazioni tirando in ballo la situazione disagiata dei parigini, perché costoro sino a ieri hanno vissuto e da domani vivranno nuovamente in una città che da servizi, che è pulita, organizzata, attraente, amata, vissuta da cittadini civili che la rispettano e tutto questo i francesi ce l'hanno perché chi li governa ha insegnato loro il senso civico, l'educazione, il rispetto delle regole e soprattutto li ha resi patriottici con una dignità da difendere.

Fate questo anche Voi a Milano se ne siete capaci, ed i milanesi Vi ringrazieranno, e vedrete come d'incanto la neve si scioglierà senza soffiarci sopra!


Merate  (LC) 15 dicembre 2009 di Alleanza Cristiana per Merate.

Da molti anni assistiamo ai continui tentativi di attacco all'ordine naturale e cristiano. Questi tentativi non sono altro che le azioni promosse dallo schema di quattro grandi Rivoluzioni sovvertitrici, che hanno spezzato prima i legami religiosi con la riforma protestante (I Rivoluzione), poi i legami politici con la Rivoluzione francese (II Rivoluzione), quindi i legami economici con la Rivoluzione comunista (III Rivoluzione).
Infine i legami micro-sociali della famiglia, quelli fra madre e figlio, con l’aborto. E perfino quelli dell’uomo con sé stesso e interni al corpo umano con la droga e l’ideologia di genere (IV Rivoluzione). Il gesto del medico abortista che taglia il cordone ombelicale, non per la vita ma per la morte, simboleggia in un modo che più tragicamente eloquente non potrebbe essere, l’opera della Rivoluzione, che non sopporta i legami e li distrugge.
Un quadro nella storia del pensiero contro-rivoluzionario pre-esiste, almeno per le prime tre Rivoluzioni, a Corrêa de Oliveira, il grande pensatore cattolico brasiliano; ma egli ha il merito di averlo presentato con una chiarezza e un’eleganza per molti versi nuove.
Il modo semplice e insieme profondo di presentare la storia dell’Occidente moderno ha affascinato molti, ed è passato anche nel Magistero Pontificio.
Papa Pio XII (1939-1958), nel suo celebre discorso Nel contemplare agli Uomini di Azione Cattolica d’Italia, del 12 ottobre 1952, si serve di una formula che descrive la sequenza dell’allontanamento dell’Occidente dalla verità cattolica ,precisamente attraverso tre tappe, che corrispondono al protestantesimo che nega la Chiesa, al deismo illuminista e all’ateismo marxista: «Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato».
Il regnante Pontefice Benedetto XVI non è forse lettore dei classici della scuola contro-rivoluzionaria.
Lo è però, in modo costante e appassionato, di Pio XII, che con questa scuola aveva un contatto intellettuale diretto.
Nel discorso di Ratisbona del 2006, Benedetto XVI parla di quattro fasi della rottura dell’armonia occidentale, fra fede e ragione, che si presentano come attacco alla cultura filosofica classica greca, che era entrata in fecondo dialogo con il cristianesimo: quattro «deellenizzazioni» , che riferisce rispettivamente al fideismo protestante, al razionalismo che culmina nell’Illuminismo laicista, alle ideologie moderne e al nichilismo postmoderno.
E nell’enciclica Spe salvi ripercorre le tappe della perdita della nozione cristiana di speranza, anch’essa fondata sull’armonia fra fede e ragione, articolandole nell’attacco alla ragione di Martin Lutero (1483-1546), nello scientismo illuminista che culmina con la Rivoluzione francese, nel sanguinoso mito comunista del paradiso politico da realizzare sulla terra, e nella disperazione postmoderna, successiva alla caduta delle ideologie.

Alleanza Cristiana per Merate.


Mortara (PV) 14 dicembre 2009 di Antonio De Luca

Presidente siamo con TE!!!

Il clima di odio innescato negli ultimi mesi dalla sinistra ha raggiunto il suo culmine, le dichiarazioni di Di Pietro che affermava: «c'è un clima da scontro di piazza. Il Governo è sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilità ci potrebbe scappare l'azione violenta» sono state esaudite. Eravamo ormai abituati a tutto, leggere e sentire continue prese in giro nei confronti del nostro Premier, ma un atto cosi vile e ignobile è veramente troppo. Qualunque sia l'orientamento politico, un atto di questo genere è da condannare pienamente. Destra Libertaria vuole esprimere la sua più sincera solidarietà nei confronti di Silvio Berlusconi. Noi ci schieriamo dalla parte della politica libera, del confronto delle idee, non vogliamo un ritorno a quei bui anni 70/80 che hanno visto scaturire solo odio, sfociato anche con morti e feriti. La politica deve essere un salotto libero dove discutere degli avvenimenti in modo civile, per questo ci sentiamo vicino al nostro Presidente, la cui unica colpa è volere bene all'Italia e agli Italiani ed essere sempre disponibile per un confronto pacifico e sereno.

Presidente siamo con TE!!!

Antonio De Luca

Destra Libertaria Pavia


Milano 13 dicembre 2009 di Alessandro Schiavi

Congratulazioni LIBERTARI

Cari amici,
oggi, credo si possa dire con assoluta serenita' ed orgoglio, abbiamo dato il meglio di noi stessi ottenendo un giusto e meritato successo.
Destra Libertaria in un anno e mezzo di vita ha percorso l'ambiziosa strada che si era disegnata ed il merito dei traguardi raggiunti e' innegabilmente del nostro segretario che anche oggi ha dimostrato come la Sua visione politica sia illuminata ed illuminante raccogliendo con varie evidenziazioni il sincero apprezzamento dei nostri ospiti odierni di caratura e serieta' politica non comuni!
Luciano ci ha piu' volte stimolato a tagliare il cordone ombelicale invitandoci a cominciare a camminare da soli, l'abbiamo fatto, ci abbiamo almeno provato con tutta la nostra buona volontà e qualche risultato e' stato raggiunto, ma bisogna anche dire che certe qualità, l'esperienza, la cultura, la capacita' di sintesi e visione politica di Luciano sono insostitubili e irrinunciabili ! Pertanto rinnovo il mio auspicio che l'azione di Destra Libertaria non si fermi ed anzi prosegua con il prezioso aiuto del nostro segretario su strade coraggiose e sempre piu' con innovative e stimolanti visioni politiche capaci di illuminarci il percorso e portare il nostro movimento ed i principi fondanti ai traguardi che merita !
Grazie a Voi per avermi regalato emozioni e permesso di contribuire all'odierno successo!
Grazie amici!
Ciao e buona domenica
Vs. Alessandro !


Milano 06 aprile 2009 di Antonello Sodo

Impressioni di un Congressista

Fra-tel-li d’I-ta-lia, l’I-ta-li –a, s’è de-sta, parte l’inno di Mameli e siamo tutti in piedi, sull’attenti; c’è chi si porta la mano sul cuore. L’orchestra, elegante e molto televisiva, esegue l’inno nazionale, potrei emozionarmi, ma il mio primo pensiero si dirige al Libertario Perfetti, che doveva esserci ma che ci ha fatto “lo scherzo” di marcare visita proprio all’ultimo minuto. Camillo, non ci provare mai più!

Tra poco il Presidente Silvio Berlusconi, sancirà la nascita del “partito degli italiani”, non ci sarà più lo spazio per nostalgie e rimpianti. Neppure per i rimorsi. Non ci sarà la lotta scheda-scheda tra Rauti e Fini, come a Rimini nel 1990, non ci sarà l’ovazione del pubblico, salvo i pochi immancabili musoni, nell’eleggere Giorgio Almirante all’Ergife, quando ancora muovevo i miei primi passi nel “fronte” e stazionavo da “abusivo” nel congresso del MSI a Roma. Molto meno sfarzo, meno pretese, meno tecnologie, allora, ma tanta voglia di “fare”, come adesso e qualche (eufemistico) anno in meno.

Tu – non – vedrai – nessuna cosa – al mondo – ma-ggior – di Ro-ma. Roma, sempre lei nei momenti più importanti.  Mi ricordo “il ritorno” di novembre 2007, molti ci sono anche oggi, altri no, altri sono arrivati dopo. Anche allora il Presidente/Cavaliere ci salutò con calore familiare. Poi qualcosa andò storto. La “fiaccola” che eterna doveva brillare si spense, viceversa, ignobilmente tra la cupidigia e l’incapacità di qualcuno, la mania di protagonismo e la superbia di qualcun’altra. Eppure noi siamo qua! A testa alta, con le nostre idee, con i nostri valori e con i nostri uomini senza piagnucolare per il tempo perduto.

Oggi è diverso. Siamo cresciuti. La nostra “pattuglia” è stata schedata e dotata di lasciapassare (seppur con una certa confusione all’ingresso) e pochi sono riusciti ad entrare in possesso della “valigetta ricordo”. Ma cosa importa? Siamo qui. Nessuno ancora quasi ci crede, molti, purtroppo hanno perso la memoria. Tra i miei difetti, c’è pure questo. Non scordo. Giovani sconosciuti (forse troppo) parlano alla platea. Poi parla il sindaco di Roma, nonché mio caro amico d’un tempo. L’amicizia vera, comunque si sia chiamata in passato, non si scorda mai. Non c’è confluenza o svolta che tenga. Lo riabbraccio dopo anni e qualche capello argentato qua e là.

A differenza di altri, non abbiamo bisogno di “scioglimento”, “adesione” o “confluenza” alcuna. Destra Libertaria è nata per essere il pensatoio critico e costruttivo del PDL e come tale sarà consacrata, quella sera stessa dal leader del “partito degli Italiani”. Un po’ d’orgoglio. Siamo nati da poco, ma veniamo da lontano. Ci siamo sempre “armati” d’umiltà. Scusate. Mi emoziono ancora. Non poche aquile bicipiti campeggiano all’occhiello e spiccano dal bell’opuscolo. Il nostro Segretario siede in prima fila.

E poi quanta fantasia e quanta fede hanno questi ventisei “libertari” a farsi conoscere e ricordare dai diecimila presenti, moltiplicandosi fra la moltitudine per dimostrare che ci siamo anche noi ed intendiamo farci sentire. Patiamo anche la nostra inesperienza, per il piacere dei soliti invidiosi “soloni”, però noi paghiamo di persona, ogni volta, senza nasconderci nel mucchio o nell’oblio e ci aiutiamo a vicenda, senza spararci addosso con la pretesa di saper sempre tutto ed insegnarlo a tutti.

Si, lo so, tralascio (forse troppo) di descrivere cosa avviene sul palco. Lo faranno meglio altri. Lasciatemi rivivere la gioia di essere stato fra i nanetti libertari, nella città Eterna, anche a pranzo e cena, goliardicamente e con quella stessa fede di anni prima. Meno folclore, certo, qualche acciacco in più, probabilmente anche un po’ d’esperienza e maturità. La politica deve adeguarsi ai tempi, alle persone, alla realtà. Quello che non può e non deve cessare è la voglia di lottare per il bene dell’Italia e dell’Europa.

Noi ci siamo e ci saremo, questo è solo il primo Congresso. Libertari il futuro comincia adesso: cerchiamo di non mancare ai prossimi appuntamenti. Non scordiamo il nostro ruolo, chi eravamo, chi siamo e chi ci ha portati qui. Con l’inno ho cominciato e lasciatemi cambiare, una volta tanto, il finale. Ma lo si sa che “Insorgere è Risorgere” è la nostra libertà :“O A-qui-la Bi-ci-pi-te… Lu-cia-no Buo-no-cor”


Milano 03 aprile 2009 di Basilio Viola

Carissimi amici,

è con vera gioia che vi scrivo per esternarVi quelle straordinarie sensazioni che ho potuto provare, grazie a Luciano Buonocore, Segretario Nazionale di Destra Libertaria, al 1° CONGRESSO NAZIONALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA’.

Il tutto si è svolto nella cornice, ridotta rispetto a quella milanese, della FIERA di ROMA.

Indubbiamente sono stati tre giorni vissuti intensamente e faticosamente dovuti sia all’onere di parteciparvi attivamente e concretamente, nella veste di Delegato Nazionale, sia per la solennità dell’evento in quanto si era presenti al primo congresso nazionale che avrebbe sancito la nascita del, ci auguriamo, più grande partito d’Europa, “Il Popolo della Libertà”, che avrà modo, avendone le potenzialità, di entrare a buon titolo nel PPE.

La passerella di questi tre indimenticabili giorni, che traboccavano di quei VALORI che tutti vogliamo ritornino in auge, anche per quanto dovuto verso coloro che hanno immolato la loro vita per essi, ha visto sfilare i nomi del firmamento politico nazionale, sia di AN che di FI, tra di essi, Fini, La Russa, Gasparri, Berlusconi, Formigoni, Pianetta, Gelmini, Lupi, Cantoni, Mussolini, Carfagna, Schifani e moltissimi altri, sia italiani che stranieri, per esempio il presidente della UE e un rappresentante spagnolo.

L’inizio del Congresso veniva aperto dalla più giovane parlamentare che siede in parlamento e che militava nelle fila ieri di FI oggi PdL. Il ministro della difesa Ignazio La Russa, proseguiva i lavori con un intervento molto significativo, espresso con tutta quella carica, trasporto e passione che solo lui possiede e che sa trasmettere con una maestria fuori dell’ordinario, perché non è facile sciorinare uno ad uno quei VALORI che hanno fatto grande l’Italia nel mondo.

E’ d’uopo ricordare anche quei momenti toccanti nei quali sono stati pronunciati i nomi di coloro che non erano più presenti su questa terra fisicamente, ma che aleggiavano nella fiera, quali il MITICO Giorgio Almirante, il PREVEGGENTE Pinuccio Tatarella ecc., che hanno lottato affinché noi oggi potessimo tagliare quel traguardo e raggiungere quell’obbiettivo al quale hanno dedicato tutto se stessi e che noi oggi dobbiamo consolidare dimostrando LORO di esserne degni.

Questo congresso ha messo in luce in modo preponderante la lungimirante prospettiva di formare quei giovani che saranno il futuro del nostro Paese, questa è un precipuo obbiettivo di Berlusconi, infatti vi erano presenti un gran numero di ragazze e ragazzi molto giovani che sono ben consci di essere la speranza del domani della nostra Penisola.

Nel pomeriggio del primo giorno, venerdì 27, vi è stato l’intervento, che definire eccelso sarebbe un eufemismo, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, acclamato leader di FI prima e del PdL ora che ha toccato tutte quelle argomentazioni attinenti alla attuale crisi economica-finanziaria, ai problemi di giustizia, dell’occupazione, della politica italiana e di quella estera, nonché alle tematiche che da anni attanagliano il nostro Paese e che è ora giunto il momento di affrontare e risolvere.

Il secondo giorno del convegno vi è stato l’intervento del Presidente della Camera Fini, che ha ricevuto una ovazione megagalattica, sia per la complessità delle argomentazioni trattate, sia per la chiarezza espositiva, sia per quello spessore politico che tutti gli riconosciamo. Quel giorno è spuntata fuori una miriade di bandiere italiane e, credetemi, vedere un così grande numero di tricolori che sventolavano in quel salone, mi ha fatto venire sì la pelle d’oca e mi ha riempito il cuore di gioia e l’animo di serenità.

Tre peculiari obbiettivi devono essere perseguiti dal PdL:

- il primo tra le generazioni, tra padri e figli, che renda disponibili risorse per lo sviluppo attraverso una riforma dell’attuale welfare;

- il secondo tra il Nord ed il Sud, che eviti al Mezzogiorno di pagare il prezzo più alto della crisi;

- il terzo tra capitale e lavoro, che , nella consapevolezza del fallimento delle vecchie distinzioni di classe di Marx realizzi una nuova e più alta condizione di armonia sociale.

Non dobbiamo dimenticare l’entusiasmo con cui è stato accolto il tanto vituperato ministro Brunetta, da imbarazzarlo al punto tale da farlo commuovere.

Certo che questo Congresso si è rivelato all’altezza delle aspettative, poiché è stato in grado di suscitare nei presenti, ma ritengo anche in coloro che hanno seguito il suo iter per televisione, una miriade di sensazioni emozionali.

Questi stati d’animo particolari hanno coinvolto sia le donne che gli uomini presenti di qualsivoglia età, ma con una componente rilevante di giovani, i quali sono stati attori di questo palcoscenico che vedeva la rappresentazione di una fantasmagorica commedia che raggiungeva il suo apice con la nascita e la consacrazione del più grande partito Italia.

E’ evidente che il futuro è tutto da programmare ma è anche evidente che questo nuovo partito necessita di tutto il nostro apporto fisico, morale, materiale, sociale, intellettuale e politico. Si prospetta un avvenire che ci vede protagonisti in prima linea per quelle scelte e decisioni che l’attuale momento storico richiede.

Provvedimenti forse anche impopolari ma necessari per una Nazione come la nostra che deve, sì deve rimettersi al passo con gli altri Paesi sotto il profilo dell’energia, della ricerca, degli scambi commerciali, delle infrastrutture, dei trasporti e di tutte quelle innumerevoli attività da troppo tempo trascurate e che dovrebbero far sì che la società italiana progredisca, consentendo così al nostro amato Paese di avere, nello scenario mondiale, il suo giusto posto.

La giornata del 28 è stata caratterizzata da numerosi interventi e dibattiti come quello di Roberto Formigoni, il quale ha sollecitato la Lega Nord ad impegnarsi per chiarificare l’ambigua contraddizione tra partito di lotta e di Governo. Inoltre non lesinava critiche ai processi elettivi meritocratici per le cariche interne e sottolineava la peculiarità del reinserimento, come vi era in passato, nelle elezioni politiche, del voto di preferenza.

In ultima analisi, è giunta l’ora di smetterla con la presentazione di liste bloccate, a lui si è associato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “dovremmo reintrodurre il voto di preferenza a tutte le elezioni e soprattutto non dobbiamo essere un partito di nominati, ma eletti attraverso le suddette preferenze”.

Domenica 29 ci si è avviati lungo il viale della chiusura del congresso che si è concluso, dopo gli interventi finali con le esortazioni di Sandro Bondi, Denis Verdini ed Ignazio La Russa (coordinatori PdL). Questo triunvirato avrà una mole notevole di lavoro da affrontare, pertanto sarà nostro precipuo dovere sostenerli in tutti i modi possibili. “In bocca al lupo”.

Atto finale, la proclamazione quale Presidente del PdL, unica candidatura, in una scrosciante ovazione al Cavaliere Silvio Berlusconi, che ha dato ulteriormente sfoggio della sua dialettica enunciando una lunga oratoria che è partita con la descrizione del suo ingresso in campo, il 26 gennaio 1994 e dell’impegno, di tutto quanto si dovrà fare in termini di libertà, democrazia, dignità e famiglia per ridare all’Italia una immagine nuova, pulita ed efficiente.

Il PREMIER, come è nel suo costume, ha messo in luce propositi ed impegni per un rinnovamento della società italiana sia nel campo prettamente nazionale che estero. Tra le varie tematiche trattate e meritevoli di attenzione,possiamo annoverare, una scuola e una università più efficienti, una economia sociale di mercato, un impegno per i giovani e precari, una particolare attenzione per le donne, una equa salvaguardia dell’ambiente, una concreta attuazione delle riforme istituzionali sempre osteggiate dalla sinistra, un federalismo equo e solidale, uno studio per dare maggiori poteri al Premier, una realistica e moderna riforma per un Parlamento al passo con i tempi, una ristrutturazione per una Pubblica Amministrazione più consona alle esigenze della società e del singolo cittadino,una partecipazione corale alle elezioni amministrative, una riforma della Costituzione, ecc.

Il “Silvio nazionale” prima di lasciare il palco, ha ritenuto giusto rincuorare gli italiani con delle profezie che dovrebbero far riflettere e responsabilizzare tutti noi, perché se è vero che non può esistere UN COMANDANTE senza esercito, è anche vero che non può esserci un ESERCITO senza un COMANDANTE.

Le profezie sono: usciremo dalla crisi; non lasceremo indietro nessuno; cambieremo l’Italia; difenderemo la nostra democrazie e la libertà; il popolo della Libertà è il Partito degli Italiani;

Questo Congresso è servito moltissimo a farci conoscere, a socializzare fra di noi, a scambiarci impressioni e propositi, a creare quelle relazioni fra componenti di varie regioni che domani saranno, senza alcun dubbio utili ai singoli ma anche al partito.

Ci si è lasciati con il proposito di rivederci presto.

E’ tempo di passare dalle parole ai fatti, senza più fare marcia indietro, su ciò che si è promesso agli italiani, onde evitare di correre il rischio che questo governo veda scendere l’indice di fiducia acquisito.

Certo è che il lavoro che ci attende è molto oneroso, ma sapremo far buon uso di quello che abbiamo e di quello che possiamo raggiungere e se, con umiltà, avremo la saggezza di fare un piccolo passo dopo l’altro, NON possiamo NON raggiungere quei risultati che ci gratificheranno, poiché lasceremo ai nostri figli e nipoti una ITALIETTA più sana, prospera, serena, all’altezza della sua tradizione e dei suoi VALORI.


Peschiera Borromeo (MI) 31 marzo 2009 di Stefano Tognolo

Roma 27-28-29 marzo 2009 - Congresso PDL

Il nostro spirito nel PDL.

A Roma è stato scritto un importante capitolo della storia politica italiana ed è stato scritto anche con parole che ci riguardano.

Proprio un anno fa iniziammo con Luciano Buonocore questa esperienza che voleva raccogliere i desideri di sentirsi rappresentati con dignità in un movimento finalizzato all'ingresso in un disegno bipolare finale.

Sentirsi partecipi della Realtà del PDL mi sembra ancora incredibile, ma aver avuto la responsabilità di essere invitato a questo evento,  mi obbliga a testimoniare quanto la forza di un'idea può ancora unire persone di tutta Italia intorno a un idea di Libertà, di Identità e di Destra.

In un anno sono state fatte tante cose che solo una passione ritrovata in ogni evento mi ha dato caricato di forza creativa, dalla prima presentazione al Senato all'ultima Conferenza di Milano,  così come in ogni iniziativa e manifestazione del Movimento.

Trovarmi tra tutti i rappresentanti del PDL mi ha fatto sentire la responsabilità di continuare a vivere la politica, perché sia strumento di reale democraticità atta rappresentare in maniera costruttiva il nostro spirito fondante.

Stefano Tognolo.

 

      

 

   

    

    

    


Pavia - Rassegna stampa 15 marzo 2009

 

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Lainate (Mi) 14 febbraio 2009  di Camillo Perfetti

“CAPIRE IL PROSSIMO, QUALE DILEMMA”

Oggi 14 febbraio nell'anno del signore 2009 diventa sempre più difficile per chi ha sempre creduto che fare politica, sia sempre stato un servizio al bene della nazione, dei cittadini e che il fine era per onorare la chiamata di parte dell'elettore che indicava col voto deposto in una urna, la persona a cui affidare con mandato istituzionale la gestione della nazione, ognuno nei rispettivi ruoli spettanti sia Politici che Amministrativi, rispettando le leggi e la costituzione a cui tutti sono tenuti a rispettare senza deroga alcuna.

Si è giunti al limite della sopportazione verso quegli eletti che hanno fatto del proprio mandato una “Snc” con obbiettivi a delinquere, investiti dei poteri che acquisirono con il consenso, ma tradito come volgari delinquenti al servizio del male ripagando così nel tempo e senza nessuna remora chi ha posto in loro fiducia credendo nella loro onestà e correttezza nell'amministrare il bene comune.

E' di questi giorni che si scoprono nuove malversazioni degli amministratori che ritenevano che dell'amministrazione pubblica, potessero disporre senza alcun ritegno a un loro feudo dove la truffa ai danni della comunità era ed è un diritto acquisito per grazia di Dio.

Sono personaggi di questa specie che creano a chi ancora crede nel bene della politica, vergogna e sconforto nel proseguire sulla strada che ogni cittadino è chiamato a decidere per eleggere futuri amministratori che presto saranno chiamati ai nuovi rinnovi amministrativi di comuni, province, regioni e europee.

Poi con grande stupore ci si pone il motivo per cui l'affluenza ai rinnovi elettivi dei cittadini, è sempre più ridotta e che lo sconforto verso la politica aumenta con progressivo disinteresse, dando spazio ai drammaturghi che dai palchi delle piazze propinano con linguaggio buffone arrogante e offensivo, accuse verso anche chi con onestà prosegue il mandato espresso dagli elettori (sarebbe interessante vedere Loro amministrare non con slogan ma con i fatti cosa saprebbero fare), perché una cosa è il circo, altro è investirsi di responsabilità e risponderne personalmente.

E quindi necessario per evitare che tutto continui nel malcostume operante sul territorio, rivedere  con grande oculatezza politica la scelta di persone destinate al governo delle nostre amministrazioni e sarà necessario avere coraggio politico davanti agli elettori di scacciare senza tentennamenti di sorta chi riconosciuto colpevole di malversazioni ai danni dello stato e dei cittadini.

E' il diritto alla politica che lo chiede e che ormai da troppo tempo si continua a calpestare questo diritto, pensando forse che i cittadini, assuefatti da una logica che “chi va al mulino si infarina” permette la continua demolizione in tutte le sue forme della “Politica al servizio dei cittadini”, altrimenti non vi sarà altra scelta che soccombere alle spinte autoritarie e reazionarie che potranno innescarsi da persone che della democrazia non riconoscono nessun diritto istituito.

Sarà quindi dovere di ognuno che crede nel valore della politica al servizio dello stato per i cittadini vegliare che amministratori di malaffare possano creare le premesse che ciò non avvenga, e per questo tutti nessuno escluso è chiamato alla scelta oculata di chi presentare al mandato politico/amministrativo, per non pentirsi dopo.


Lainate (Mi) 12 febbraio 2009  di Camillo Perfetti

I CONTI NON TORNANO

Forse stiamo vivendo in un mondo che noi non si riesca più di capire cosa stia succedendo al nostro paese, dove fino a ieri il passatempo di molti era di imprecare sempre e ovunque con il famoso detto “piove governo ladro”, e ci si rideva sopra nella nostra semplicità ad affrontare o non affrontare il problema che scherzosamente ci ponevamo, ma che comunque nel fittizio benessere che ci circondava, la migliore propensione ere nell' imitare lo struzzo nel non vedere le grandi deformazioni applicate dalla politica nella gestione del potere, creando grandissime voragini economiche che tuttora pesano come un macigno sul petto di noi tutti e non ci permette di respirare come il nostro corpo richiede creando in noi stessi una eutanasia strisciante che ci porterà a delle inevitabili conseguenze non ancora assimilate da buona parte della popolazione.

Ma quello che sta avvenendo aldilà della congiuntura mondiale che ha investito il mondo intero e quindi anche il nostro paese è il perché molte città del nostro meridione stiano collassando economicamente, portando lo stato a intervenire per  evitare che il sindaco porti i libri contabili in tribunale, chiedendo il fallimento per bancarotta, mentre altri comuni di dimensioni più grandi riescono anche se con difficoltà a gestire con correttezza il proprio territorio. E' possibile che durante la conduzione del governo con il proff. Prodi alla guida, nessuno minacciava il fallimento strisciante che comunque imperversava in molte amministrazioni e ora tutto esplode in un turbine di richieste ricattatorie dove o aiuti o ti minaccio con prospettive di sommosse che potrebbero scaturire anche nel sangue.

Ma è possibile che sebbene vengono scoperte situazioni a dir poco allucinanti per gli sprechi, le truffe verso il sistema sanitario, le malvessazioni di ogni genere dove piccoli “gerarchi di partito”, spalleggiati da potenti politici al vertice della gestione politica di ambo le parti, gestiscono le amministrazione con sistemi clientelari talmente evidenti da richiedere l'intervento della Benemerita, senza passare in nessuna AULA GIUDIZIARIA, dove la legge oramai sta scritto che non è uguale per tutti, ma solo per i gonzi e gli onesti che nella loro innocenza morale si vedono defraudati dalla gioia di vivere in una democrazia che ancora credono esistere.

Come credere ancora se nessuno dall'alto delle istituzioni non pone un freno a questo malcostume che ci fa divenire un popolo di accattoni dove lo strisciare continuo ci porta a immedesimarci in personaggi che di capacità come amministratori di città, non sanno minimamente cosa significhi, ma che sanno come delapidare risorse con sistemi clientelari oramai non più nascosti, ma che nella lotta politica oramai grazie alle forze preposte (carabinieri – finanza e magistratura non politicizzata) riescono a mettere allo scoperto malversazioni di ogni tipo perpetrato a volte con disinvoltura banditesca, nella certezza che con importanti protettori non si venga colpiti e quindi ci si arroga il diritto di applicare la propria suprema volontà di gestione nell'incapacità totale, per poi chiedere il risanamento delle loro nefandezze. Perché mi chiedo i nuovi amministratori chiamati a gestire comuni di grandi, medie e piccole dimensioni dopo aver visionato i bilanci reali che dovranno gestire e trovandoli in situazioni fallimentari non pongono subito loro una denuncia penale verso chi ha creato e a partecipato alla distruzione economica della città che dovevano per legge gestire con oculatezza amministrativa per il bene dei loro cittadini e del paese intero?, non è più possibile coprire con la polizza dello scambio situazioni che ormai non sono e saranno più sopportabili da nessuna persona di buon senso, dove si pone l'onestà verso il prossimo.

Ma credo che il mio sia solo un sogno di un illuso che crede ancora alle favole, e che non si sia accorto che comunque l'uomo è e sarà sempre quell'animale di razza umana che il buon Dio ha dato qualche grammo in più di materia celebrale e che si sente in diritto di porsi al disopra di tutti e tutto, calpestando la propria dignità che oramai non riconosce più e non gli importa di riavere.

Ecco perché i conti non potranno mai tornare, perché per farli tornare dovremmo sfrattare gli abitanti di una delle isole maggiori, costruire una grande muraglia intorno e riempirla di tutti quei soggetti che mirano ad essere amministratori e lacchè politici delle nostre città, ma che di amministrazione non sanno neanche cosa sia, ma di malcostume ne sono maestri.

Che la forza e il bene sia con noi, nell'affrontare e nel perseverare in una battaglia che ci aiuti a fermare tutta questa indegna gestione del bene pubblico perché non vorrei divenire un don Chisciotte il quale non ha saputo fare che abbattere molte pale dei mulini a vento, ma non essere capaci di fermare quella spirale che ci porterà immancabilmente a un tracollo economico di pericolosità sociale e questo solo gli stolti e arrivisti non sapranno vedere, perché gli stolti se lo saranno voluto nella loro mediocrità mentre gli arrivisti lo vorranno calpestando tutto e tutti, per il Loro potere.


Lainate (Mi) 11 febbraio 2009  di Camillo Perfetti

Oltre la nebbia

Che il 2009 non sia nato sotto buoni auspici era già davanti agl'occhi di tutti, grazie alla spregiudicatezza e malversazione dell'apparato "POLITICO/FINANZIARIO - TOSSICO" che con grande cura dei loro miserabili interessi e senza nessun controllo da  parte di chi era demandato al compito, e grazie alle fantomatiche e purtroppo ancora esistenti agenzie di reting, che sdolcinavano nel loro mieloso linguaggio garanzie di stabilità e rassicuravano tramite banchieri a Loro soggiogati nelle diverse situazioni, ognuno nel salvaguardare i loro interessi che fino all'ultimo minuto prima della caporetto economica che ormai aleggiava da tempo, somministravano ai  poveri cristi fiduciosi del rapporto personale con gli addetti agli sportelli quel Virus velenoso e letale che ormai tutti conosciamo e che ha dato il via a questa crisi di spaventosa portata, che porterà, stiamone certi forti e sicuramente tumultuose tensioni sociali in tutto il mondo.

Un assaggio lo stiamo già provando con la chiusura di numerose aziende a cui il credito a mezzo Banche, che possono permettere di continuare a sopravvivere e superare con la voglia di NOI ITALIANI di saper e voler fare, è stato con mille scusanti, lungaggini e altre motivazioni irrazionali non degne di Banchieri che hanno in grandissima misura contribuito allo sfacelo a cui noi tutti andremo incontro e creando non più su previsioni, ma in una realtà che molte famiglie operanti presso queste piccole e medie aziende stanno ormai vivendo sulla propria pelle, investite in un turbine di angosce per Loro, i propri figli, senza che nessuno attualmente possa dargli un conforto economico per  la sopravvivenza, dimenticandoli al loro destino, con l'unica colpa di non essere stato parte di aziende con coperture e diritti x la media e grande azienda, dove lavoratori appartenenti alla "vecchia" Alitalia, FIAT ecc. ecc. creatori insieme a dirigenti e politici di ogni sorta, di voragini immani di denaro pubblico si trovano sebbene senza lavoro, con una situazione economica talmente protetta x anni, che i lavoratori della piccola azienda metterebbero due firme x averla anche loro, ma LORO non fanno parte di questo mondo sindacale che ha sempre difeso il malcostume che vigeva e che loro stessi ne facevano parte con le ammucchiate di tessere "obbligatorie".

Questo 2009 è sarà un anno che nessuno dimenticherà facilmente perché su una tragedia umana che ha portato alla morte un essere umano, una burrasca politica, morale e ricca di spregiudicatezza sia nel linguaggio che nella forma, ha portato questo paese ad uno scontro di immane devastazione politica e culturale tra le alte cariche politiche istituzionali e chi non riconosce questo terremoto a moto sussultorio costante nel tempo, non avrà  capito niente di ciò che lo circonda e che cosa porterà in futuro tutto questo nel nostro paese.

Personalmente non so e non riesco a dare una risposta su cosa era giusto o sbagliato nelle due diverse visioni, anche se mi considero cristiano come molti altri che non hanno saputo pronunciarsi, ma ringrazio Dio (spero) che nella sua grande misericordia ha accolto questa persona che un triste e tragico destino ha sconvolto, e invito tutti nel proprio silenzio a invocare con una preghiera che colui che sta al disopra di noi tutti l'accolga nel suo regno.

Per noi rimasti una sola preghiera, basta approfittarsi delle disgrazie altrui, perché un giorno non lontano ne dovremo rispondere personalmente, NESSUNO ESCLUSO.


Lainate (Mi) 08 febbraio 2009  di Camillo Perfetti

La voglia di fare

In questo inizio 2009 e con mutamenti che oramai stravolgono ogni pensiero e previsione di strategie, obbiettivi, visioni dettate dalla nostra storia e cultura sia intellettuale che pratica nello svolgere la normale vita di ogni famiglia, legata da affetti che il nostro credo ci ha portati a essere un popolo, sebbene con molti difetti che con grande  riluttanza portiamo nel riconoscerli, a essere diventati asettici e diffidenti verso il prossimo, e che ci vede rinchiuderci in un guscio protettivo verso gli altri, provenienti da culture diverse dalla nostra e che ci induce a non essere un popolo e in particolare una Nazione, che ci vede agli occhi di chi non conosce il nostro vero essere, come popolo  discriminante delle culture altrui, e che grande egoismo crede di prevaricare verso di loro.

Non siamo così e non lo saremo mai perché non abbiamo mai creduto nella violenza di alcun tipo e siamo sempre stati aperti e disponibili verso chiunque avesse bisogno di aiuto e comprensione che il loro paese non garantiva, nel diritto di ogni essere umano.

Ma da parecchio tempo nel nostro paese natio e di Loro attuale appartenenza come ospiti, si sono e stanno verificando situazioni di una pesantezza mentale per noi, a indurre parte della popolazione a credere che l'umiltà, il buonismo e l'essere disponibili nei confronti di tutti senza distinzioni di razze e religioni, a sentirci prevaricati e derisi da una violenza che non può essere più sopportata, violenza che  non viene, a diversi livelli  della NOSTRA SOCIETA', politica e civile, considerata per la sua gravità e che instaura nell'immediato un rigurgito xenofobo che non è parte della nostra cultura cristiana, ma che può portare in frange con deboli sentimenti di accettazione verso gl'altri a creare pericolosissime situazioni di violenza sia verbale che pratica,  nei confronti di chi con la violenza convive.

E' quindi indispensabile che visti i mutamenti che stanno imperversando nel mondo intero, (economici, sociali e religiosi) porci una grande domanda e una riflessione sul perché a tempi ciclici la razza umana crea sempre e senza alcuna comprensione dell'essere UMANO, creare sempre con diverse motivazioni che le possano permettere di usare verso gl'altri quelle prevaricazioni che l'essere umano che crede in un Dio d'amore non può accettare, anche se invita a porgere l'altra guancia, ma che non può essere sempre la stessa.

E' comunque indubbio che persone di buon senso non possano nascondere che questo è e sarà per diverso tempo un grave passaggio che crea grandi difficoltà, innanzitutto economiche e quindi portatore di tensioni sociali che possono sfociare in grandi turbative non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo con particolare violenza in Europa, dove dopo anni di benessere (anche se non per tutti), ci si è abituati a un livello di vita che non potrà più essere uguale, ma che sarà per molti difficile da accettare e quindi vedrà nello (straniero) fonte dei sui problemi e che con le violenze perpetrate in questi ultimi giorni, nei confronti di donne offese nel più ignobile e immondo crimine e idioti alla guida in stato mentale beota e causa di lutti portatrici di immenso dolore, una motivazione per alimentare tensioni e rivendicazioni di tutela verso "gl'altri", innescando un pericoloso percorso che ha certamente un inizio ma che non si potrà da nessuno immaginare la fine.

E' quindi per queste motivazioni che nessuna persona alla guida di questo Paese, dell'Europa e del Mondo intero, non possono permettersi di sottovalutare questo virus malefico che va oltre alle vecchie "mine vaganti" che in tempi non molto remoti crearono le premesse di devastanti situazioni belliche, dove il valore della vita umana era al servizio di menti "MALATE" e altre portate all'oblio di potenza e arrivismo personale, povere di cultura e rispetto delle razze e religioni.

Questo 2009 sarà un momento della nostra vita dove si vedrà veramente chi saprà essere un conduttore POLITICO e RELIGIOSO di ogni credo, che la storia potrà ricordare o disprezzare per quello a cui è stato chiamato per il bene di tutti e non dei soliti "MERCIFICATORI DEL TEMPIO" che da sempre sono e saranno gl'angeli di Satana.

A noi TUTTI di Destra LIBERTARIA  il compito con altri di buona volontà di vegliare sul loro operato e saper proporre con umiltà proposte e consigli, ognuno nelle proprie capacità creative e intellettuali al fine del superamento di questo e altri momenti che DEVONO CONTRASTARE la vittoria dei "CAVALIERI dell' EPOCALISSE" sempre pronti a ogni nefandezza sia economica che sociale all'avverarsi dei loro turpi progetti.

Tutta la razza umana è chiamata alla corresponsabilità del proprio futuro, avendo in questi frangenti una visione della gravità da non sottovalutare e eliminare personalismi egoisti  che possano far credere di non farne parte tanto a loro non tocca, ma che quando le loro menti si apriranno al cataclisma che sta investendoli, saranno i primi a soffrire per impreparazione e ottusità della loro arroganza, e saranno i peggiori nel rivendicare azioni e comportamenti che di democraticità e convivenza civile non sapranno cosa sia e che farsene e ogni fine per loro giustifica il mezzo usato calpestando tutti e tutto perché useranno ogni violenza con chiunque minacci il loro benessere.

Siamo sempre stati un grande popolo che nel tempo a vissuto momenti difficili e pieni di lutti, ma che con grande volontà e molta inventiva è riuscita a superare avversità che sembravano invalicabili, ai molti, ora è tornato il momento di dimostrare chi siamo e cosa sappiamo fare, RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE e diamoci da fare, NOI LO POSSIAMO.


 


Milano 25 Gennaio 2009  Gazebo in piazza San Babila.

 


Milano 13 dicembre 2008 di Ufficio stampa.

Anche Destra Libertaria è presente nei 10 mila gazebo del PdL in tutta Italia.

Nei giorni 13, 14, 20 e 21 dicembre, Destra Libertaria ha in gestione il gazebo del PdL a Milano in P.zza S.ta Maria Beltrade dove saranno presenti alcuni dei nostri dirigenti Nazionali.

 

Da sinistra: Daniele Ligotti, Basilio Viola, Alessandro Schiavi, Stefano Tognolo
 

  


Mortara (PV) 05 dicembre 2008 di Antonello Roberto Sodo.

 

 

Si è svolta a Mortara (PV) il 4 dicembre 2008 la cerimonia che ha sancito la nascita del primo nucleo territoriale di Destra Libertaria nella Lomellina.

L’evento, svoltosi presso il Palazzo Cambieri, organizzato dagli ottimi Antonio De Luca (coordinatore cittadino), Andrea Broglia (responsabile di zona di “Gioventù Libertaria”) e Francesco Gaudio (coordinatore provinciale di Pavia), ha visto la partecipazione di Antonello Sodo (Garante Nazionale degli Iscritti), Stefano Tognolo (Responsabile Nazionale Tesseramento), Fabrizio Frosio (Coordinatore Regionale del Veneto)  e Alessandro Schiavi (presidente commissione naz.le Fiscalità e Lavoro), rappresentanti locali dei partiti aderenti al Popolo delle Libertà, la stampa ed il pubblico, con numerosi aderenti e simpatizzanti.

Dopo una breve introduzione di Antonio De Luca, soffermatosi – in particolare – sulle problematiche inerenti la città di Mortara, ha preso la parola il rappresentante di Gioventù Libertaria, Andrea Broglia, il quale ha illustrato le prospettive giovanili, scolastiche ed universitarie nell’ambito di D.L.

Francesco Gaudio, nel portare il saluto del coordinamento provinciale, ha ricordato ai presenti il lavoro svolto nella zona e fatto gli onori di casa nell’introdurre gli ospiti (rappresentanti di Forza Italia ed Alleanza Nazionale) ad un breve ma sentito saluto e ringraziamento. E’ emersa una vibrante volontà, con reciproco impegno e soddisfazione, di lavorare nell’ambito della “casa comune” del Popolo delle Libertà, in cui Destra Libertaria viene accolta a braccia aperte, ma con la certezza della decisività dell’apporto dato per la comune causa,  qui in Lomellina, così come in ogni manifestazione nel resto d’Italia.

Le peculiarità del Movimento, l’importanza dei compiti della struttura principale, rappresentata dalle commissioni di studio, il ruolo da esse svolto ed il rapporto con le istituzioni, sono stati sottolineati da Stefano Tognolo e successivamente rimarcati da Antonello Sodo, il quale si è soffermato sulla genesi, sulle caratteristiche e gli imprimatur ricevuti in occasione delle manifestazioni di Roma e Milano, dall’On.le Alessandra Mussolini (“pensatoio critico e costruttivo nell’ambito del popolo delle libertà”)  e dal Ministro della Difesa, On.le Ignazio La Russa (“necessaria componente identitaria nel costituendo contenitore politico”), ma anche sulle prospettive di Destra Libertaria, ed il ruolo che si prefigge di svolgere nel panorama politico nazionale ed europeo.

Interessanti spunti di riflessione sono stati evidenziati dall’intervento di Alessandro Schiavi, autore di una breve ma significativa descrizione pratica sul ruolo della “commissione” nell’ambito dell’attività politica di DL, suscitando l’interesse e la partecipazione del pubblico.

Non sono mancate piacevoli sorprese e momenti di accorato entusiasmo, in occasione della nomina seduta stante della responsabile femminile di Gioventù Libertaria, la quale ha preso la parola – senza alcuna apparente emozione – ringraziando per l’incarico il coordinatore provinciale Francesco Gaudio, per il saluto portato dal graditissimo ospite, coordinatore del veneto, Fabrizio Frosio, ma, soprattutto, per l’intervento telefonico del Segretario Nazionale, Luciano Buonocore, il quale, pur assente per impegni fuori zona, non ha voluto mancare al corale in bocca al lupo a questa nuova realtà, ulteriore tassello dell’inarrestabile marcia verso il nuovo modo di fare politica, di cui Destra Libertaria ed i suoi componenti ne sono testimonianza e concreta, esaltante realtà.


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venerdì 12 marzo 2010 05.55.26