
Macerata,
25 novembre di Tonino Quattrini
Ambientalismo, tradizione e Destra Libertaria
(Il nostro impegno per il Popolo delle Libertà)
“Un brutto giorno nella foresta scoppiò un incendio. Tutti gli animali si
diedero alla fuga terrorizzati. Anche il leone, il re, fuggi pensando:
“L’incendio è troppo grande, per quanta acqua ciascuno di noi possa portare,
sarà sempre troppo poca per spegnere cosi grandi fiamme”. Proprio in quel
momento il leone e le migliaia di animali che erano radunati attorno a lui,
videro il COLIBRÌ, più piccolo tra gli uccelli, dirigersi verso l’incendio
con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa pensi di fare con quella piccola
goccia d’acqua?” chiese sarcastico il leone.
E il Colibrì rispose: “FACCIO LA MIA PARTE”.
La fiaba africana è evidente,
ci dice che se tutti noi facciamo la nostra parte per quanto piccola possa
essere, se unita a quella di tutti gli altri, potremmo spegnere l’incendio.
Animato da un inguaribile sincero ottimismo, dalla speranza che in un
prossimo futuro l’umanità prenda coscienza dei problemi capitali che al
momento sembra ignorare e si decida a fermare l’assurda corsa verso
l’autodistruzione. Se pensiamo a tutti i pericoli che ci minacciano
(radioattività, distruzione del verde, inquinamento), si impone la domanda:
arriveremo ad una catastrofe? In futuro ci attende un mondo senza uomini? Di
anno in anno i pericoli che incombono sul nostro pianeta, derivati
dall’irresponsabile sfruttamento cui sottoponiamo la natura, si fanno più
minacciosi. Resta soltanto da sperare che l’uomo, appartenente all’unica
specie capace di distruggere se stessa, si renda conto in tempo che occorre
trovare delle contromisure sostenibili dal punto di vista morale e
abbastanza efficaci da salvare la natura.
Ciascuno di noi può fare la sua parte, passare dall’indifferenza all’azione
vera e propria è il grande investimento che possiamo fare per il futuro. Per
salvare il territorio occorre l’intervento non solo di coloro che
ammoniscono, ma anche di coloro che agiscono, cioè i politici.
Oggi la lunga alleanza tra la sinistra e la cultura e l’azione degli
ecologisti italiani è fallita. Rovinosamente. Sul quadrante costituzionale
della conservazione della tutela del paesaggio e del patrimonio storico e
artistico della Nazione; su quello delle città storiche; su quello del
territorio; su quello dell’inquinamento dell’aria e delle acque e, infine,
sui dossier vitali dell’energia e dei rifiuti. Ne sono conferma due crisi:
l’agonia della regione Campania per i rifiuti bloccati, e la sterile
predicazione ansiogena-ribellistica sulle questioni climatiche ed
energetiche.
A partire dal 2007 si è rotto l’incanto: quando in Toscana prima, poi in
Umbria, poi a Mantova, poi nell’Agro romano, poi a Roma, poi in Campania,
poi in Puglia, è partito l’assalto al territorio di massimo pregio, nei
luoghi più integri fino a tempi recentissimi. Molti hanno scoperto che il
potere regionale, provinciale e comunale del centrosinistra si trovava
sempre dall’altra parte, con il business immobiliare, contro la tutela e la
conservazione del paesaggio e delle città storiche. Da Fiesole al Pincio, da
Perugia a Spoleto fino a Ravello, nella divina costiera.
Così nel 2007 sono nati in pochi mesi centinaia di comitati spontanei di
cittadini, ferocemente contrapposti ai poteri locali di centrosinistra
percepiti come prova del tradimento esercitato dai propri eletti, “Templari
del solo Pil”.
La sinistra in Italia ha ucciso l’ambientalismo, dopo averlo disarmato,
invecchiato, imbolsito con la ripetizione acritica e gli arcaismi. Almeno in
due regioni dove la sinistra governa ormai da lungo tempo senza saggezza, si
è arrivati con i rifiuti all’antivigilia della rovina che inghiotte Napoli e
la Campania. Intendo il Lazio con Roma e in Umbria Terni e Perugia. Si è
dunque all’anno zero. Mai la questione ambientale è stata così presente e
insieme così negletta. Mai prima la Repubblica si è trovata senza tutela,
senza conservazione, con le Sovrintendenze disperse, mortificate, degradate.
Mai prima l’Italia è stata così sfigurata, neppure nella concitazione
dell’immediato dopoguerra.
Finisce dunque, nel disonore, l’Alleanza innaturale. La sinistra comunista
al potere ha provocato il maggior collasso ambientale della storia europea,
a cominciare per lunghi decenni con le piogge acide che hanno scortecciato
le foreste della Mitteleuropa. I comunisti al potere in Cina, Corea,
Vietnam, Cuba, hanno prodotto la maggiore sofferenza ambientale di questi
nostri anni contemporanei. Che fare in Italia? Prima di tutto uscire dalla
rassegnazione e dare forza e idee nei luoghi nuovi della elaborazione, lì
dove da qualche tempo si studia, si ricerca, ci si confronta, a cominciare
da noi, Destra Libertaria e al nuovo progetto politico del Centro Destra, il
POPOLO delle LIBERTÀ. Poi collegare tutte le persone che scrivono e
studiano, e che da sole hanno cominciato a contro-informare, smascherando le
parole malate, le informazioni fraudolente. Infine, non lasciando isolata la
recente mobilitazione del cattolici sul tema, come loro lo definiscono,
della difesa del Creato. Gli ecologisti liberi da una parte. I
professionisti dei raggiri dall’altra.
Macerata,
31 agosto 2008 di Tonino Quattrini
LA
SCUOLA "E ed È" LA SOCIETÀ DEL FUTURO
Il
dibattito creatosi sulle proposte della Gelmini rasenta l'incosciente pazzia
della società.
Pensare
che il grembiule o il voto al posto dei giudizi, compreso il voto di condotta
sia la soluzione del disagio e dell'inefficienza della scuola è pazzia. Come è
pazzia pensare che le nuove disposizioni siano un ritorno indietro e che
aggravano la situazione.
Il voto
di condotta deve essere considerato solo un affermare il valore del rispetto
delle regole di comportamento.
Ma
quale può essere l'insegnamento del comportamento e il rispetto delle regole,
quando i giovani ascoltano i "grandi", e ascoltano il nostro linguaggio pieno
di odio, molte volte dispregiativo anche sull'aspetto fisico e sulle idee,
quando la sconto di "parte" in politica si esprime con il bollare l'altra
parte da "ignoranti", da "incapaci" per non ripetere i termini usati nei
giornali, in tv e nelle piazze.
Se i
ragazzi ascoltassero nelle loro case gli stessi termini riferiti ai loro
professori, quelli che noi adulti usiamo verso il ministro, "avoglia" ad
utilizzare il voto di condotta come argine.
Per
quale motivo i nostri ragazzi devono essere differenti da noi? Il voto è il
metro di valutazione dello studio e delle nozioni studiate, ed è questo che il
professore deve valutare.
Il
giudizio è un concetto che nessuno si può arrogare. Neanche il professore.
Giudicare un bambino con l'età da grande è una delle ingiustizie più
discriminatorie che si possa perpetrare, è togliere al giovane la libertà di
formarsi una coscienza libera e autonoma. Il professore torni ad essere colui
che valuta lo studio delle nozioni non deve mai dare giudizi altrimenti crea
automi a propria immagine e somiglianza. Molti professori nella vita reale non
riescono a darla ai propri figli e pretendono di darla ad altri? L'adulto deve
essere esempio, l'esempio si dà quando i figli ti vedono leggere un libro,
quando ti ascoltano e usi un linguaggio di dialogo e rispetto verso tutti,
quando parli con i tuoi vecchi con amore ed affetto, quando il risultato del
lavoro è esempio tangibile del proprio vivere.
Nei
primi anni di vita il bambino cresce e si forma per imitazione, guarda,
assimila e imita.
Così
impara a camminare, cosi impara a mangiare, cosi impara a parlare e i giovani
che abbiamo oggi sono lo specchio del nostro fare sociale, dei nostri
comportamenti, del nostro vivere.
Il
grembiule non è un fatto economico, non è perché le famiglie non riescono a
comperare abiti alla "firma".
Il
grembiule è un segno di uguaglianza dell'essere tutti studenti, il senso di
appartenenza ad una istituzione, quella scolastica, dove si apprendere nozioni
e cultura.
Se noi
ragioniamo solo in termini di DENARO e di imposizione autoritaria, il
grembiule non serve a niente nell'educazione.
I libri
di testo stampati ogni cinque anni, è un fatto tecnico, di economicità nei
costi delle famiglie.
Ma è
più importante quello che contiene quei libri.
Ma noi
adulti la polemica la facciamo solo sul "DENARO" mai sui contenuti.
Scatta
subito la propaganda di "parte", l'accusa: "si vuole tornare indietro di 50
anni". NO signori si deve andare avanti, e non di 50 anni, ma giorno dopo
giorno, prendendo insegnamenti dal passato, dalle tradizioni, dalla storia:
Così come si utilizza la "Divina Commedia" o "L'Eneide" o i "promessi sposi"
per aprire le menti e la cultura della formazione, così si deve concepire il
grembiule o il voto.
O tutto
quello che è di più di 50 fa deve essere cancellato? I VALORI di riferimento,
condivisi da un popolo, sono la reale dimensione del futuro e della società a
venire.
Mi
scuso per la veemenza espressa, ma è un dibattito che mi prende.
Comprendo anche di non aver espresso in modo completo il mio pensiero, ma
l'argomento è complesso e troppo importante da esaudire con un commento, non
bastano libri e libri scritti da importanti studiosi e filosofi è impensabile
che ci possa riuscire io.
Ma
ognuno la sua parte, da una goccia dopo goccia si può sperare di riempire il
secchio.
Tonino Quattrini - Destra Libertaria Marche
|