
Torino 23
maggio 2009 di Ufficio Stampa
COMUNICATO STAMPA
ANCORA AIUTI UMANITARI DA
DESTRA LIBERTARIA
Lanciano, 23 maggio 2009
E’ giunta
a Lanciano, a sostegno delle popolazioni colpite dal
terremoto, una delegazione piemontese di Destra Libertaria
guidata dal Sig. Rizzo Vincenzo, Coordinatore Regionale
Piemonte.
I
rappresentanti di Destra Libertaria sono stati ricevuti al
loro arrivo dall’Avv. Fabrizio Ciarla in rappresentanza di
Destra Libertaria Abruzzo.
Mentre
cala l’attenzione che i media riservano al tragico sisma del
6 aprile 2009, a quasi due mesi di distanza, Destra
Libertaria aumenta il proprio apporto in termini di
solidarietà civile.
La
delegazione piemontese ha portato un tir ricolmo di aiuti
umanitari di tutti i generi che necessitano alle vittime del
tragico evento che vivono ancora una situazione drammatica.
Tutto il
materiale, numerato e ottimamente diviso per genere e
categoria, è stata ancora una volta depositato presso la
Sede di Lanciano del Banco di Solidarietà Lanciano – Ortona
ed immediatamente messo a disposizione della Prefettura di
Chieti, della Protezione Civile e della C.R.I. per la
distribuzione alle popolazioni colpite dal terremoto.
La
delegazione piemontese di Destra Libertaria merita sentiti
ringraziamenti per il lodevole gesto di solidarietà civile.
Avv.
Fabrizio Ciarla
Destra
Libertaria Abruzzo
Torino 22
maggio 2009 di Vincenzo Rizzo
Insieme per l'Abruzzo
Questa mattina sono
partiti da Torino nuovi aiuti destinati alle famiglie Abruzzesi
colpite dal violento sisma. Questi ultimi saranno scaricati
presso il Banco di Solidarietà di Lanciano nell'odierno
pomeriggio. E' un aiuto concreto che numerose persone, aziende,
enti hanno voluto dare ai nostri fratelli Abruzzesi. Destra Libertaria Piemonte ringrazia tutte le persone che in
questo tempo hanno continuato a contribuire alla raccolta di
generi di prima necessità, sacrificando il loro tempo, per una
causa civile dall'altissimo valore morale.


Torino
14
maggio 2009, ore 01.00
Fiocco Rosa … è nata Claudia!

Auguri da
parte di tutti noi alla famiglia Rizzo.
Biella 30
aprile 2009 di Nicoletta Perino
Dopo aver letto la nota sulla Scuola Elementare
di Cossato (BI) un amico che fa parte del mondo di cui ho parlato mi fa
notare che dal 10 maggio Rai Due sarà visibile solo tramite decoder, come
accadrà per molti altri canali televisivi. Ora, poiché io ho la fortuna di poter accedere “normalmente” alle
informazioni ed ai Programmi che più preferisco, mi permetto di dare voce a
questa persona che parla a nome di molti altri disabili e riporto quanto
dallo stesso posto in evidenza: ……”questa è una grave violazione al diritto d'informazione in special modo
alle persone non udenti, cui vengono già negati i diritti d'interloquire o
di comprendere in assenza di una persona che conosca il loro linguaggio.
Oltre al danno quindi arriva la beffa: siamo veramente in un paese molto
democratico! I cittadini disabili oltre alle problematiche fisiche hanno
problemi finanziari in quanto diventa difficile per le persone disabili
accedere a posti di lavoro…..” E così, continua l’amico, si crea una situazione nella quale il disabile
viene ulteriormente discriminato rispetto alle persone abili, come del resto
(per quanto riguarda i decoder) vengono discriminati i pensionati a basso
reddito. Facciamo sentire la voce di chi dovrebbe poter avere la libertà di accedere
alle informazioni in modo equo e facile! Teniamo in nota anche che se volessimo essere proprio precisi anche il
canone Rai dovrebbe essere abolito per certe fasce...ricordiamo che per le
persone che vivono la disabilità a volte la televisione è compagna del tempo
libero...
Biella 28
aprile 2009 di Nicoletta Perino
A Cossato (Bi) esiste una realtà poco conosciuta:alunni
della V elementare partecipano al Progetto di Bilinguismo Li-Lis
(Lingua Italiana dei Segni).
Questo Progetto permette ai bambini di imparare il Linguaggio
dei Segni, utilizzato per poter comunicare con le persone
sordomute.
In questa Scuola Elementare studiano alcuni bimbi sordomuti, ma
pur con la "perspicacia" e la "malizia" di noi adulti NON si
possono riconoscere...
La
sinergia creata dai Docenti ha permesso ai bambini di
avvicinarsi a questo Progetto con molto entusiasmo e soprattutto
con molta energia.
Penso che questa sia senz'altro un'iniziativa che merita
riscontro, essendo progettata per eliminare le barriere del
linguaggio tra i disabili ed il mondo esterno e soprattutto per
aiutare i bambini a non sentirsi diversi.
Un fatto positivo che aiuta i bambini ad avvicinarsi al problema
della disabilità imparando che con un pò di buona volontà tutto
diventa possibile.
E se lo fanno i bambini...perché non mettere in campo anche noi
un briciolo di sensibilità?
Torino 25
aprile 2009 di Vincenzo Rizzo
COMUNICATO STAMPA
Ieri pomeriggio si è tenuto a Torino l'incontro di Destra
Libertaria con il Vice Vicario del PdL, On. Agostino Ghiglia. Alla presenza del Segretario Nazionale Luciano Buonocore e del
Responsabile della Regione Piemonte di Destra Libertaria Vincenzo Rizzo, sono stati presentati all'On. Ghiglia i
candidati del Movimento per i direttivi del PdL. Vincenzo Rizzo ha presentato all'On. Ghiglia la squadra di
Destra Libertaria in Piemonte proponendo per il Direttivo
Provinciale di Torino il Dott. Rodolfo Bellantone, per il
Direttivo Provinciale di Biella la Sig.ra Nicoletta Perino, per
il Direttivo Provinciale di Asti il Dott. Andrea Fehr e per il
Direttivo Grande Città Torino la Dott.sa Isabella Vivaldi. L'incontro è proseguito con l'intervento del nostro Segretario
Nazionale Luciano Buonocore che ha messo in evidenza il modo
in cui il Movimento si muoverà all'interno del PdL oltre che una
attenta ed arguta panoramica sullo stato economico e sociale
della nostra Nazione. Ha concluso l'On. Ghiglia che nel suo
intervento ha confermato la stima verso il Movimento Destra
Libertaria, ribadendo la piena e totale disponibilità ad
avere persone come noi che abbiano sempre voglia di fare. La giornata si è conclusa con una cena riservata ai componenti
di Destra Libertaria Piemonte insieme al Segretario Nazionale
Luciano Buonocore. I componenti Piemontesi del nostro Movimento
si ritroveranno insieme al Segretario Nazionale la prossima
settimana per iniziare a coordinare i lavori all'interno del
PdL.
Torino 24
aprile 2009 di Vincenzo Rizzo

Torino 09
aprile 2009 di Vincenzo Rizzo

INSIEME PER L'ABRUZZO
Come da senso civico anche il Piemonte si è mobilitato per la
raccolta di aiuti per i fratelli Abruzzesi. Moltissime
organizzazioni, privati cittadini, aziende hanno immediatamente
dimostrato l'alto senso civico della nostra Nazione mettendosi a
disposizione ognuno per le proprie possibilità a dare un
sostegno tangibile a quella sfortunata terra.
Come Destra Libertaria Piemonte, abbiamo coinvolto aziende,
scuole, cittadini privati che hanno risposto in maniera
meravigliosa. Già nella prossima settimana partirà grazie anche
al coordinamento logistico degli amici Frosio e Gaudio e tutto
il loro staff anche una prima parte degli aiuti del
Piemonte.Voglio ringraziare per la sua opera preziosa in questa
raccolta la Sig.ra Nicoletta Perino che si è subito messa a
completa disposizione gestendo tutte le donazioni nel Biellese e
Vercellese. Un grazie di cuore. La nostra Regione sta comunque continuando la raccolta degli
aiuti e nella settimana dopo Pasqua, ricevute le necessarie
autorizzazioni dalla Protezione Civile, manderà un altro carico
di generi sia alimentari a lunga conservazione che di materiale
monouso. Chiaramente anche questo carico sarà seguito da una
delegazione di Destra Libertaria per verificare dove e come
saranno destinati questi aiuti. Ricordiamoci tutti che passato il momento della pura emergenza
sarà li che il sostegno alla genti Abruzzesi colpite da questo
tremendo terremoto diventerà essenziale.
ABBIAMO L'OBBLIGO
MORALE E CIVILE DI NON ABBANDONARLI.
Torino 07
aprile 2009 di Vincenzo Rizzo
La strage silenziosa
La
prima udienza preliminare del più grande processo europeo contro
i produttori di amianto è un elenco infinito di nomi e cognomi,
un susseguirsi lento e straziante di vicende umane dolorose che
si perdono nel tempo. Quei nomi e cognomi sono i nomi e i
cognomi dei parenti delle vittime della Eternit, i nomi e i
cognomi dei familiari degli operai uccisi dall’amianto,
ammazzati dalla polvere bianca assassina, sterminati dalla fibra
killer silenziosa. Quei nomi e cognomi, alla fine, sono 500.
Sono i nomi e i cognomi delle persone che hanno chiesto ieri di
entrare a far parte del processo del secolo, che hanno chiesto
di poter essere parte civile contro i responsabili di questa
strage silenziosa e maledetta. Cinquecento solo ieri mattina. Ma
saranno molti di più nel corso delle prossime udienze. Saranno
quasi tremila. Tanti saranno prima che il processi cominci sul
serio. Tremila, quasi tremila. A voler essere precisi, il numero esatto
è 2.889. È il numero delle vittime, il numero degli operai morti
dopo aver lavorato negli stabilimenti di Cavagnolo, Casale
Monferrato, Rubiera e Bagnoli. 2.889 è il numero maledetto
indicato nel fascicolo d’inchiesta che i pubblici ministeri
Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli hanno
aperto nei confronti degli unici due imputati di questo processo
monstre destinato a far parlare di sé, destinato a fare storia
in Italia e all’estero. Due imputati, un miliardario svizzero e
un nobile belga. Il primo si chiama Stephan Schmidheiny, ha 62
anni e da qualche tempo si è convertito all’ambiente e
all’ecologia, è diventato un guru dell’eco-compatibile e fa
discorsi all’Onu e al Santo Padre. È ricco, ricchissimo. È tra
gli uomini più ricchi del pianeta. Ma oggi si dice dispiaciuto
per quanto accaduto e fa sapere attraverso i propri avvocati (a
difenderlo dovrebbero essere almeno in 25) di essere pronto a
risarcire tutte le famiglie degli operai che hanno perso la vita
lavorando nelle sue fabbriche. Fabbriche della morte. Per ora,
Schmidheiny ha offerto 60mila e 30mila euro di risarcimento a
seconda dei casi. Qualcuno avrebbe già deciso di accettare la
sua offerta, qualcun altro ha risposto che non se ne fa nulla e
ha spiegato di credere ancora nella giustizia: «Andremo in
Tribunale e chiederemo che sia fatta giustizia». L’altro
imputato si chiama invece Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De
Marchienne, ha 88 anni, è belga, nella vita fa il nobile.
Barone, per l’esattezza. Stephan Schmidheiny e Jan Luis Marie
Ghislain De Cartier De Marchienne sono entrambi accusati di
disastro doloso e di omissione dolosa di controlli
antinfortunistici.
Non
solo familiari, però, alla prima assoluta del processo Eternit.
Oltre alle 500 persone fisiche (la prima sezione dell’udienza è
stata dedicata solo all’appello delle aspiranti parti civili
dalla lettera “A” alla lettera “L”, mentre domani è in programma
il resto), anche enti, associazioni e istituti hanno infatti
presentato richiesta di costituzione di parte civile nei
confronti dei due imputati. E tra gli istituti c’è anche
l’Inail, che per gli indennizzi alle famiglie delle vittime e
dei malati di tumore da amianto ha speso, secondo un conteggio
elaborato durante le indagini della Procura e reso noto ieri
all’apertura dell’udienza preliminare, la bellezza di 246
milioni di euro. L’Istituto ha chiesto di costituirsi perché, in
caso di riconoscimento di colpevolezza dei due imputati,
potrebbe esercitare il diritto di rivalsa nei confronti
dell’azienda e ottenere indietro le somme finora versate alle
famiglie degli operai. "Sarà un
processo giusto per tutti, sia per le vittime che per gli
imputati": lo ha detto il pm Raffaele Guariniello, e
in tutta franchezza tutti lo speriamo. Tante persone credono
fermamente nella Giustizia che in questo processo dovrà fare il
suo corso in maniera determinata rispettando sia imputati che
vittime ma che dovrà emettere un verdetto chiaro se fosse
provata la colpevolezza degli imputati, un verdetto che non
lasci dubbi, un verdetto che faccia capire che non si può
scherzare sulla sicurezza del lavoro e con le vite delle persone
solo per il proprio profitto personale.
Torino 01
aprile 2009 di Vincenzo Rizzo
Congresso Costituente del PdL 27 – 29 marzo 2009
''Come Berlusconi ha in odio il comunismo, così noi abbiamo in
odio Berlusconi''. Lo dice il segretario del Pdci Oliviero
Diliberto, intervistato da Maria Latella sulle reti Sky.
E' da questo spunto che la nostra presenza al Congresso
Fondativo del PDL ha un senso. Il senso è quello di essere
entrati a far parte di uno dei più grandi partiti d'Europa, di
un partito democratico, liberale e cattolico, di un partito dove
si fondono insieme esperienze diverse ma con obiettivi comuni,
di un partito dove non manca il dibattito interno ma che anche
se aspro e talvolta duro riesce sempre a portare a termine i
propri obiettivi. L'odio per Berlusconi che il Segretario Diliberto ha sempre
avuto è sintomo di non rispetto per quei 6000 delegati di cui
anche io ho fatto parte grazie al nostro Segretario Luciano
Buonocore, dei 5000 invitati e del 43% della popolazione
Italiana. Prima del suo inizio, la scadenza del Congresso
non era stata presa troppo sul serio dai mezzi di informazione e
dal mondo politico-culturale cosiddetti “ufficiali”. A suo
tempo, la costituzione del Partito democratico è stata scandita
da un’intensa discussione pubblica, che in alcuni momenti ha
persino sfiorato lo psicodramma collettivo. La comparsa di un
sinistra riformatrice e post-ideologica ha prodotto, sin dal
primo momento, speranze ed entusiasmi, dibattiti articolati e
pubblicazioni ponderose, ma ciò non ha evitato il naufragio
politico che abbiamo avuto dinnanzi agli occhi in questi mesi e
settimane. La sufficienza che ha accompagnato l’avventura del
PdL, motivata dall’errata convinzione che si tratti
dell’ennesimo giocattolo berlusconiano, potrebbe dunque suonare
come un auspicio di lunga vita. Si direbbe che la sinistra pensa
molto e gode di grandi attenzioni mediatiche, ma ciononostante
fallisce drammaticamente i propri obiettivi. Mentre la destra,
poco avvezza al dibattito interno e ancora largamente ignorata
dagli opinionisti, raggiunge silenziosamente e con decisione
tutti i suoi traguardi. Sono stati 3 giorni intensi di emozioni. Sono stati 3 giorni in
cui si è capito in maniera chiara e netta il perché andava
costituito un Partito come il Popolo della Libertà. Eravamo tantissimi ma a parte qualche normale timore,
l'obiettivo comune era di fondare immediatamente questo grande
soggetto Politico, che non cerca voti disprezzando gli avversari
ma li ottiene raggiungendo gli obiettivi e parlano un linguaggio
semplice ma efficace al popolo Italiano. Ho parlato in quei tre
giorni con molti delegati, onorevoli e senatori su come dovrebbe
essere il PdL, e cosa dovrebbe evitare per non ripetere le
difficoltà del suo omologo oggi in pieno marasma. La leadership
è essenziale, ma per risultare efficace non può agire in una
sorta di eterno vuoto politico. Per conseguire i suoi obiettivi
di lungo periodo un tale partito avrà anche bisogno di regole
chiare e cogenti, che ne garantiscano la democrazia interna e
assicurino dunque un effettivo pluralismo tra le sue diverse
componenti ideali; di un radicamento efficace sul territorio,
condizione indispensabile affinché la sua classe politica, ad
ogni livello, venga selezionata nel fuoco della lotta politica e
non cooptata dall’alto, come oggi spesso avviene; e per finire
di un apparato, leggero quanto si vuole, di militanti e iscritti
che possa realmente partecipare alla sua vita istituzionale,
arricchendola di esperienze e contenuti. Tra i pericoli da
evitare, visto ciò che è accaduto nel Pd, il principale è quello
di accontentarsi di far convivere al proprio interno tradizioni
politiche e identità radicate nel passato ma che la storia ha
largamente reso obsolete: il comunismo è fallito da un pezzo, ma
anche il liberalismo oggi non se la passa tanto bene. Forse
occorre, sotto ogni latitudine politica, un generale
rinnovamento delle idee. Entrando nel PdL, gli ex di ogni
partito dovranno accettare di mettersi in discussione, di
ricercare nuove e inedite sintesi ideologiche, di creare un
nuovo senso di appartenenza, di declinare in forme nuove le
visioni ideali e politiche che hanno ricevuto in eredità.
Nemmeno lontanamente, poi, il partito che nasce dovrà
assomigliare ad una coalizione o, peggio, ad una aggregazione di
forze tenute insieme solo da un temporaneo vincolo di fedeltà
personale al leader, senza che maturi una visione politica
condivisa: un tale partito non avrebbe alcun futuro. Ma il
rischio peggiore sarebbe la chiusura oligarchica dei suoi gruppi
dirigenti, con la messa a punto di meccanismi di partecipazione
fittizi o soltanto coreografici. Sarebbe una colpa mortale per
un partito che nasce nel nome del popolo e della libertà. Per concludere Destra Libertaria è entrata a far parte di un
movimento di uomini e donne liberi e Libertari, che comunando
insieme le varie esperienze politiche hanno dato vita ad un
Partito che determinerà cambiamenti assai importanti nella vita
politica Italiana. Un grazie di cuore a tutti gli amici di
Destra Libertaria hanno condiviso con me questi tre giorni di
intense emozioni, intensi dibattiti e anche di tante risate e
momenti davvero simpatici.
Permettetemi un ringraziamento particolare al nostro Segretario
Luciano Buonocore, che mi ha dato l'onore di essere uno dei 6000
delegati. Sarà un momento della mia vita che rimarrà impresso
per sempre.


 

Torino 23
marzo 2009 di Vincenzo Rizzo
Il populismo della Destra anche in Piemonte
E' notizia di scorsa settimana la proposta di legge al Comune di
Alessandria depositata dal consigliere della Destra Rovito in
merito all'acquisto della prima casa con "mutuo sociale".
Finalità della Legge è di dare una casa a chi non ce l'ha e non
può permettersi i costi perversi di un mutuo bancario o di un
canone di locazione usuraio. Con la originale formula del Mutuo
Sociale (ideata dai giovani di "CasaPound" di Roma e fatta
propria dal programma de LA DESTRA di Storace nel Congresso
dello scorso Novembre), invece anche chi ha un basso reddito può
accedere alla proprietà della casa, in quanto la rata mensile
versata dagli assegnatari rappresenta una quota, in nessun caso
superiore ad un quinto del reddito del nucleo famigliare
assegnatario del totale del debito - calcolato aggiungendo al
costo di costruzione dell'alloggio la quota interessi sulla base
del tasso ufficiale annualmente stabilito - ripartito secondo
piani di ammortamento personalizzati, appunto, sulla base del
reddito disponibile del nucleo familiare assegnatario e, se
necessario, rimodulati secondo le variazioni del reddito di
riferimento. Inoltre la proposta del Consigliere Rovito prevede
anche che, in fase di realizzazione delle nuove costruzioni,
siano privilegiati criteri di bioarchitettura tradizionale, a
bassa densità abitativa,e siano applicate tecniche innovative in
materia di fonti energetiche rinnovabili e siano previsti ampi
spazi verdi comuni, attrezzati e fruibili dagli abitanti. Da
precisare che la formula del Mutuo Sociale non rientra nel
sistema di assistenza alloggiativa, sistema che, peraltro,
rimane in vigore, ma presuppone un rapporto "vita natural
durante" tra la famiglia proprietaria dell'alloggio costruito
dal dipartimento per il Mutuo Sociale e il Dipartimento stesso e
pertanto è applicabile solo ai cittadini italiani residenti
nella Regione Piemonte da almeno 5 anni.
In tutta franchezza tutto ciò dal mio punto di vista sarebbe
ineccepibile se non fosse per qualche piccolo particolare per
cui tutto ciò è irrealizzabile :
1) NON SI PUO' con legge regionale introdurre una figura
radicalmente nuova di diritto reale come la "proprietà
invendibile degli assegnatari" come pare emerga dal comma 4 art.
4 del disegno di legge regionale di Rovito. Solo allo Stato
compete stabilire con legge l'ordinamento del diritto civile e
quindi dei diritti reali come la proprietà
2) Come dice la Consulta esiste: "un limite alla potestà
legislativa regionale rimasto fondamentalmente invariato nel passaggio dal vecchio al
nuovo testo dell'art. 117 Cost.: vale a dire il limite,
individuato dalla costante giurisprudenza di questa Corte (ed oggi espresso nella riserva
alla potestà esclusiva dello Stato della materia "ordinamento
civile", ai sensi del nuovo art. 117, secondo comma, lettera l,
della Costituzione), consistente nel divieto di alterare le
regole fondamentali che disciplinano i rapporti privati (cfr.,
da ultimo, sentenze n. 82 del 1998, n. 352 del 2001)."
Quindi mi domando a che scopo presentare una legge comunale
quando sono chiari ed insindacabili i difetti di
costituzionalità della stessa. Questa proposta, che chiaramente
porta alla Destra un bel fardello di pubblicità gratuita, è
sullo stile populista di Grillo ma chiaramente rimane
irrealizzabile. E' chiaro che con l'avvicinarsi delle prossime
tornate elettorali "spot pubblicitari" di questo genere possono
portare a casa un po' di voti, ma dopo come sarà spiegato agli
elettori che tutto ciò non era realizzabile per problemi di
costituzionalità? Il populismo non ha mai pagato, la serietà si.
Torino 19
marzo 2009 di Vincenzo Rizzo
UNA REGIONE "TRISTE"
Purtroppo è arrivata, inesorabile, immediata, spaventosa. Vi
domanderete di chi sto parlando, della crisi economica. Nello
specifico parlo del Piemonte, regione fortemente legata al
settore auto per ovvie ragioni storiche. I dati che oggi abbiamo
a nostre mani sono a dir poco da rabbrividire, cassa
integrazione + 400% rispetto ai primi 2 mesi del 2008, aziende
fallite nel 2008 solo nella provincia di Torino + 40% rispetto
al 2007. Essendo un piccolo imprenditore vivo molto da vicino
questo momento che ha pochi precedenti nella storia moderna. E'
consuetudine ormai vedere giornalmente "picchetti" di operatori
fuori dalla propria azienda a reclamare i propri stipendi, ed i
propri diritti. La zona industriale dove è ubicata la mia
azienda è una delle più grandi ed importanti di Torino; fino a
qualche mese fa era un viavai continuo di camion dalle prime ore
del mattino fino a tarda sera, oggi ci si accorge che il
traffico pesante è calato drasticamente. Percorrendo la via
principale molti capannoni industriali sono vuoti e sfitti,
molte aziende hanno al loro esterno le bandiere rosse della
Cgil, il servizio navetta è stato ridotto come orari.
Siamo diventati una regione triste. Insieme ad alcuni miei
colleghi imprenditori ci siamo riuniti per verificare le
possibilità che allo stato attuale ci sono per cercare almeno di
rallentare o superare questo momento economicamente tremendo
senza dover affrontare il rischio del fallimento e diminuire i
posti di lavoro. Vi sono molteplici considerazioni che abbiamo
fatto ma sicuramente la più importante è quella che in questo
momento la cosa fondamentale è l'unità di intenti tra varie
componenti (imprenditore, maestranze,parti sindacali, banche
e Governo Regionale). E' sicuramente fuori luogo ad oggi il
comportamento da "vecchio sindacalista" che vede l'imprenditore
come il "tiranno" approfittatore del dipendente. Oggi tutti
dobbiamo andare solo ed unicamente in una direzione e cioè
quella del salvataggio dei posti di lavoro e delle aziende. Le
commesse sono diminuite e chiaramente vi è un utilizzo maggiore
degli ammortizzatori sociali nelle realtà che possono usufruirne
ma quante realtà invece perché piccole aziende non ne possono
usufruire? Molte, moltissime ed è qui che l'unità di intenti
deve portare a ridurre al minimo le chiusure delle aziende. Non
vi sono ricette magiche allo stato attuale, sicuramente una
riduzione di orari per permettere a tutti di lavorare porterebbe
sicuramente un beneficio. La domanda che mi pongo è cosa sta cercando di fare la nostra
Governatrice. Nelle ultime settimane sono stati stanziati alcuni
milioni di euro (circa 15) dalla Regione Piemonte per il
rifacimento di alcune strade e per il finanziamento delle
attività ricreative estive per i ragazzi. Sicuramente sono soldi
stanziati per attività giuste, più che altro quelle per i
ragazzi, ma la cosa che mi lascia basito è l'assoluta immobilità
nei confronti della crisi economica. La Regione ha la
possibilità di concertare con Istituti di Credito
(che oggi hanno chiuso i "rubinetti") azioni di finanziamenti
garantiti e destinati alle piccole realtà imprenditoriali
che sono quelle più a rischio. La Regione ha il dovere di
difendere tutte quelle famiglie che oggi hanno i propri cari
impiegati nelle piccole aziende che non godono degli
ammortizzatori sociali. Queste piccole realtà sono quelle che
stanno risentendo maggiormente della politica di completa
chiusura del credito degli Istituti Bancari, sono quelle realtà
su cui è fondata l'economia nazionale, sono quelle realtà che
hanno permesso all'Italia di essere all'eccellenza su tanti
settori. Per troppi anni sono stati dati aiuti indiscriminati
solo alle grandi realtà imprenditoriali, che hanno sempre
abusato e male utilizzato il denaro pubblico messo a loro
disposizione. Oggi dobbiamo cambiare rotta in maniera drastica.
Destra Libertaria Piemonte, ha richiesto ai responsabili
regionali di An e Forza Italia di istituire subito un tavolo di
discussione a cui dovranno partecipare i piccoli imprenditori,e
portare le conclusioni di questo momento di discussione
all'attenzione della Giunta Regionale. Oggi difendere le piccole
aziende significa difendere centinaia di migliaia di posti di
lavoro, non significa difendere una "casta" (parola oggi di gran
moda).
Come Destra Libertaria, siamo certi che un confronto con i
diretti interessati su questo tema potrà altro che portare
ottimi risultati che poi dovranno essere tramutati in fatti.
Torino 03
febbraio 2009 di Vincenzo Rizzo
Relazione presentata alla 1° Conferenza Nazionale di Destra
Libertaria del 31 gennaio 2009
La crisi in Piemonte coinvolge più di 500 aziende, di cui 391
nella sola provincia di Torino. Sono 49 quelle in provincia di
Alessandria, 32 a Novara, 19 nel Verbano Cusio-Ossola, 16 ad
Asti, 12 a Cuneo, 9 a Biella e 5 a Vercelli. Ciò che colpisce in
Piemonte e' la rapidità del contagio; da poco più di un
centinaio di aziende in crisi a fine giugno-inizio luglio, si e'
passati alle oltre 500 di oggi. A preoccupare, poi, e' il fatto
che la cassa non riguarda un prodotto o un settore, ma riguarda
un po' tutto. La cassa integrazione e' esplosa, si e' espansa
con una rapidità che non ha precedenti negli ultimi 20 anni. In
totale, sono circa 60mila i dipendenti delle aziende piemontesi
attualmente in crisi, più di 30mila quelli coinvolti dalla cassa
integrazione. Nel Torinese sono in difficoltà aziende
siderurgiche, di stampaggio, di conformazione lamiere. In altre
parole, si sta fermando l'inizio del ciclo produttivo e questa
e' una cosa che non si è mai vista. Ad aggravare la situazione
vi è la sconsiderata politica di gestione economica attuata nei
3 anni di governo della giunta Bresso e della Giunta Comunale di
Chiamparino che stanno portando la nostra regione in un baratro
mai visto prima. Improvvisamente siamo tornati agli anni '70,
dopo il periodo dei trionfi olimpici. La situazione è seria ed è
destinata a mutare profondamente il ruolo del Comune nell'area
metropolitana. Torino ha un passivo accumulato di 6 mila
miliardi di lire, una cifra che supera il 200% del bilancio
annuo (il deficit dello Stato è del 105%); in proporzione al
numero degli abitanti Roma e Milano stanno molto meglio di noi.
Nel 2006 la grande opportunità delle Olimpiadi Invernali si è
trasformata di fatto in un colossale flop finanziario. I debiti
contratti per le operazioni finanziarie effettuate dalla Giunta
Regionale sui “derivati” si stima siano intorno ai 115 milioni
di euro. Purtroppo nella nostra Regione vige un dualismo anche
poco sommesso tra il primo cittadino di Torino e la presidente
della Regione. Favorevole il primo cittadino alle grandi intese,
impegnata la presidente nella difesa degli accordi con la
sinistra radicale, anche dopo la sconfitta di Bertinotti. Ad
oggi la nostra Regione ha bisogno di strumenti chiari ed
immediati per limitare al massimo i danni che una crisi a
livello mondiale potrà portare. La preoccupazione maggiore è per
tutte quelle piccole e medie imprese che costituiscono il 70%
dell’economia regionale le quali ad oggi si trovano con una
drastica riduzione delle commesse e una difficoltà enorme ad
accedere al credito bancario. La manovra messa a punto dal
governo va certamente apprezzata per l'attenzione che riserva ai
lavoratori dipendenti e ai pensionati sul fronte della
distribuzione delle risorse. In questo momento di vera crisi è
assolutamente sbagliato rimanere ognuno sulle proprie posizioni
ma è necessario immediatamente convocare un tavolo a livello
regionale tra maggioranza ed opposizione per favorire l'adozione
di misure anticicliche per sostenere i consumi, favorire
l'accesso ai finanziamenti delle imprese, avviare opere già
cantierabili, rafforzare il sistema degli ammortizzatori
sociali. Se la nostra giunta regionale continuerà nel proprio
immobilismo e assolutismo decisionale la nostra regione si
troverà in brevissimo tempo a fare i conti con una crisi
talmente forte da cambiare in maniera assoluta il tessuto
economico regionale. Invito la giunta Bresso a convocare
immediatamente un tavolo di discussione con l’opposizione poiché
le decisioni in questo momento devono essere veloci, chiare e
soprattutto destinate al bene comune cosa che ad oggi questa
giunta non ha mai fatto privilegiando solo l’interesse di pochi.

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