

Albinea (RE), 06 aprile 2010
Lettera pubblicata su "IL GIORNALE
DI REGGIO" e "IL RESTO DEL
CARLINO"

PAVIA. 17 marzo 2010. da
"Informatore".

PAVIA. 17 marzo 2010. da
"La Lomellina".

Albinea (RE), 05 marzo
2010
Lettera pubblicata su "IL RESTO DEL
CARLINO" il 05-03-2010

Albinea (RE), 23 febbraio
2010
Lettera pubblicata su "IL RESTO DEL
CARLINO" il 03-02-2010

Albinea (RE), 10 novembre 2009

DL-P.M.
Albinea (RE), 10 novembre
2009


DL-P.M.
CALABRIA, 16 marzo 2009


La Provincia Pavese
15
marzo 2009


12 novembre 2008 pag. 16


7 novembre 2008 pag. 18


23 ottobre 2008 pag. 6



Cronaca Milano, martedì 23
settembre 2008 pag. 49


martedì 23 settembre 2008 pag.
13

Politica:
22 settembre 2008
Pdl/ La
Russa: Non sarà un partito identitario
Ma non
lasceremo fuori neanche una goccia del nostro credo
Milano, 22 set. (Apcom) - Il Pdl non sarà un partito identitario.
Parola del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che questa sera è
intervenuto a Milano all'incontro della Destra libertaria di Luciano
Buonocore che entrerà a far parte del nascente Popolo della libertà. "Il Pdl
non potrà essere un partito identitario - ha tuonato La Russa - un partito
del 40 per cento non può e non deve essere identitario. Non lo era già più
An con il 13 per cento". "Ma un partito del 40 per cento - ha osservato
subito dopo - può contenere le nostre identità e noi non dobbiamo lasciare
fuori dal Pdl neanche una virgola, neanche una goccia del nostro credo. Al
suo interno ci sta per intero non solo An ma anche la vostra storia".
Il ministro della Difesa ha sottolineato davanti alla platea degli iscritti
alla Destra libertaria come "da quando è stata creata la lista del Pdl il
nuovo ceto politico realizza politiche più di destra di quanto non fosse
capace di fare da sola An". E qui ha snocciolato una serie di esempi
concreti in cui politiche strettamente di destra si sono inverate nel corso
degli ultimi anni. "Oggi tutto il Pdl non voterebbe mai l'indulto mentre col
Governo Prodi l'indulto era passato anche con i voti dell'Udc e di una larga
parte di Forza Italia - ha ricordato - stessa cosa vale per la politica
della prima casa. Sull'istruzione la Gelmini ha introdotto il voto di
condotta e il maestro unico, temi per cui noi abbiamo sempre lottato.
Brunetta, che aveva cominciato così così, ha poi chiarito bene il suo
pensiero. Stessa cosa per la prostituzione e perfino per il federalismo:
proprio quando si dice che la Lega è più forte il primo atto che questo
Governo ha fatto è stato giocarsi tutto per Napoli".
"Oggi però - ha argomentato La Russa - noi non svendiamo le nostre identità.
Certo è che quella del Pdl è la scelta giusta e lo dimostra la sintesi dei
risultati che questo Governo ha raggiunto, risultati di una destra europea e
moderna". E per tributare la giusta rilevanza al contributo che il movimento
della Destra libertaria apporterà al Popolo della libertà, il ministro ha
aggiunto: "Il Pdl è un soggetto politico che non dipenderà dal numero delle
persone, dalla massa ma la direttrice che prenderà nei momenti importanti
sarà decisa da minoranze, da gruppi non quantitativamente forti ma che sanno
guardare ai cielo del futuro".
14 settembre 2008
Il PDL apre alla destra
libertaria
Alle ore 19,00 a TERMOLI presso il
ristorante "IL PAVONE BIANCO" sito nel lungomare nord Cristoforo Colombo
76/90 si terrà una conferenza stampa per presentare anche in Molise il nuovo
movimento politico che va a rinforzare ulteriormente il PDL " Destra
Libertaria ".
Con orgoglio Luciano Padano
responsabile regionale del movimento annuncia l'arrivo nella città adriatica
dei vertici nazionali di Destra Libertaria saranno presenti i massimi
esponenti nazionali; il Segretario Nazionale dott. Luciano Buonocore, il
Presidente Nazionale prof. Biagio Renato Cacciola, il vice Segretario
Nazionale Conte Fernando Crociani Baglioni, ed altri esponenti del movimento
sia nazionali che regionali. Alla conferenza sono stati invitati oltre ai
simpatizzanti, i consiglieri di opposizione del centrodestra al comune di
Termoli, i consiglieri regionali e tutta la giunta con il governatore IORIO.
I parlamentari del Pdl Molisani
On. De Camillis e il Sen. Di Giacomo, il sindaco di Frosolone Quintino
Pallante, il vice sindaco di Isernia Giancarmine Mancini e
l'Europarlamentare Aldo Patriciello. L'invito è rivolto anche ai cittadini
che vogliono partecipare alla manifestazione.
La madrina dell'evento sarà l'On.Alessandra Mussolini che ci onorerà della
sua presenza.
Al termine della conferenza stampa ci sarà per chi desidera restare, una
cena sociale al prezzo di € 25 nella quale ognuno potrà porre domande e
delucidazioni in merito al movimento e al suo organigramma in Molise.
Per gli amici che intendono
restare a cena con noi consigliamo di dare conferma all'organizzatore
dell'evento il responsabile regionale Sig. Luciano Paduano
telefonando al Cell. 333.45.24.408 oppure inviare una e-mail a:
destralibertariamolise@hotmail.it
oppure
info@destralibertariamolise.it
vi invitiamo anche a visitare il
nostro nuovo sito regionale:
http://www.destralibertariamolise.it
IL RESPONSABILE REGIONALE
Luciano Paduano
Corriere della Sera,
2 settembre 2008
L'Ue non punisce Mosca «Ma deve
rispettare i patti» di Ivo
Caizzi
Berlusconi mediatore: «Evitato il rischio di
Guerra fredda»
Il premier italiano «molto soddisfatto» per i
risultati del vertice.
Sarkozy:
«E' finita l'epoca di
Yalta»
L'Unione Europea ha lanciato un ammonimento alla
Russia di Vladimir Putin e Dmitry Medvedev sulla crisi del Caucaso e sul
rispetto dell'integrità territoriale della Georgia senza applicare
provvedimenti drastici. Ha così solo congelato i colloqui in corso con Mosca
per varare collaborazioni politico-economiche fino a quando il Cremlino non
avrà applicato i sei punti dell'accordo di «cessate il fuoco» con la Georgia
e in particolare quello sul ritiro delle sue truppe dal territorio georgiano
(riportandole alle posizioni occupate prima dell'attacco del 7 agosto
scorso).Questa linea moderata, sostenuta da Francia, Germania e Italia, è
stata annunciata dal presidente di turno dell'Unione Europea, il francese
Nicolas Sarkozy, al termine del vertice straordinario dei capi di Stato e di
governo, che aveva convocato a Bruxelles per affrontare la crisi esplosa
nelle regioni indipendentiste dell'Ossezia del Sud e dell' Abkhazia (dopo
una avventata azione militare georgiana, apprezzata di fatto solo dal
presidente degli Stati Uniti George Bush, e l'immediata reazione
dell'esercito russo). Sarkozy («E'
finita l'epoca di Jalta») ha detto che si recherà l'8 settembre prossimo
a Mosca e a Tbilisi per verificare la situazione insieme al presidente della
Commissione Europea José Manuel Barroso. Il premier Silvio Berlusconi ha
mediato per attenuare le pressioni della Gran Bretagna e di vari Paesi
membri dell'Est contro la Russia del suo amico Putin. Alla fine si è detto
soddisfatto di vedere evitato il rischio di ritorno alla «Guerra fredda» e
ha parlato di intenzione del Cremlino di rispettare in modo «graduale»
l'accordo del 12 agosto scorso promosso dall'Ue. La cancelliera tedesca
Angela Merkel ha confermato la disponibilità della Russia. Sarkozy ha
sottolineato di aver evitato una spaccatura del vertice e ha detto che «l'
Europa ha parlato con una voce sola» e che «tutti chiedono l'attuazione
integrale del piano in sei punti». Il presidente francese ha definito
«sproporzionata » l'invasione russa della Georgia in risposta all'azione
militare di Tbilisi nelle regioni separatiste. «Io ho chiesto cosa si
intendesse per reazione proporzionata e nessuno mi ha risposto», ha
commentato Berlusconi, che avrebbe voluto limitare le critiche dell'Ue al
riconoscimento dell'indipendenza delle due regioni dalla Georgia,
giustificato dal Cremlino in quanto simile a quello europeo della provincia
serba del Kosovo. Il premier italiano ha aggiunto che a Mosca ritengono di
aver rispettato l'accordo in sei punti perché le truppe in Georgia ora si
limiterebbero alla difesa dei separatisti di origine russa. Sarkozy ha
ammesso l'interesse a sviluppare accordi con la Russia nell'incontro del 14
novembre, che garantiscono anche forniture energetiche indispensabili per
l'Ue. Ma ha aggiunto che «per ballare il tango bisogna essere in due».
Ivo Caizzi su Corriere della Sera 2 settembre
2008.
n. 29 del 2008-07-21 pagina 9
Si sfascia la Destra Storace: «Mai nel Pdl Piuttosto me
ne vado»
di Massimo Malpica
A meno di un anno dalla fondazione, il partito si spacca sull’ipotesi di
accordo con Berlusconi. Il segretario: «Non ci penso nemmeno». E rimette il
mandato. Aria di smobilitazione nella base da Roma
Nemmeno il tempo di spegnere la prima candelina che c’è già aria di crisi per
La Destra. Il partito di Francesco Storace, che rimette il mandato ma
mantiene i poteri fino al congresso di novembre, si ritrova a Orvieto per la
conferenza programmatica nel momento più difficile della sua breve storia.
Venuto alla luce il 27 luglio dell’anno scorso, battezzato alle urne da un
risultato non troppo lusinghiero, il movimento politico della destra
sociale, nello sforzo di restare fuori dal processo di aggregazione del Pdl,
pare a un passo dal collassare su se stesso, spaccato al suo interno proprio
dal discrimine del «restare soli», e proprio mentre, negli interventi del
meeting umbro, si ripete come un mantra l’importanza di preservare «l’unità
del partito» e la «purezza dei nostri valori».
Prima c’è stato l’addio doloroso di uno dei fondatori, Luciano Buonocore,
garante degli iscritti e membro del comitato politico, che saluta e poi
fonda il movimento «destra libertaria», piantandone i picchetti dentro al
campo del Pdl. Poi, giovedì scorso, l’attacco al governo di Storace per lo
sbarramento alle prossime elezioni europee, bollato come un modo «per
sbarazzarsi degli avversari». E ieri, la scelta del segretario della Destra
di rimettere il proprio mandato, in polemica con quanti dentro al suo
partito appaiono sedotti, in modo non troppo celato, dalle sirene del
partito unico. «Non sono più disponibile a sopportare ipocrisie al nostro
interno», tuona dal palco di Orvieto il segretario: «Abbiamo dato la
possibilità di presentare altre candidature, altre mozioni, e se ci fossero
due, tre, quattro candidature in campo mi batterei come un leone affinché il
segretario del nostro partita lo scelga la nostra base e non Silvio
Berlusconi». Insomma, il messaggio è che se altri si faranno avanti al
congresso di novembre, il fondatore Storace lascerà l’incarico, continuando
a «militare» per mantenere l’indipendenza del partito. Ma per l’ex
Buonocore quanto avviene a Orvieto è il segnale che La Destra «si sta
frantumando» nell’esplosione di «giochi di potere per la lotta alla
segreteria». Duro anche il commento del presidente della Destra, Teodoro
Buontempo, che concorda con Storace sull’esistenza di «manovre fuori di casa
nostra per farci arrivare a ottobre con la legge elettorale sulle europee e
poterci così cancellare». Pure il presidente del partito però non nasconde i
timori di una fronda, attaccando certe dichiarazioni di apertura al
Cavaliere lette sulla stampa: «Non sono disponibile - avverte - in un
momento importante come questo a consentire qui a Orvieto un linguaggio e
sui giornali un altro».
La divisione c’è, l’unità un po’ meno. Perché, mentre Buontempo e Storace
ringhiano anche in direzione del loro stesso recinto, e l’ex ministro della
Salute insiste nel non concedere aperture in direzione del Popolo della
libertà («non ci penso nemmeno un istante, io non c’entrerò mai», dice
ancora dal palco), l’ex candidata premier del partito, Daniela Santanché,
tra i distinguo («non abbiamo intenzione di svenderci») lascia aperta la
porta: «Col Pdl dobbiamo parlare e discutere». E i percorsi futuri di un
partito che scopre di avere due anime, dopo Orvieto non sono più chiari.
18.07.2008 pag 8
L'intervista Denis Verdini, coordinatore nazionale di FI: «Indietro non si
torna, questo è il partito del futuro»
«Nel Pdl verranno anche Storace e
Santanché»
Paolo Zappitelli
p.zappitelli@iltempo.it
«Ma sì che alla fine Storace verrà con noi nel Pdl. È inevitabile, lui e la
Santanché fanno parte della nostra stessa area politica. Francesco è stato
Governatore del Lazio e ministro, non è mica uno che non conosce la
politica».
Denis Verdini, coordinatore nazionale di Forza Italia, è l'uomo al quale
Berlusconi ha dato l'incarico di condurre il partito alla «fusione» con An e
con gli altri alleati della coalizione per arrivare a far nascere
ufficialmente il partito del Popolo della Libertà. E lui, battuta facile e
lingua tagliente che, se non bastasse l'accento, rivelano la sua origine
fiorentina, lascia aperte le porte a tutti. Anche agli ex popolari che hanno
trovato ospitalità a sinistra. E ovviamente anche all'Udc. «È un peccato che
ora che stiamo finalmente costruendo quello che sarà il Ppe italiano Casini
rimanga fuori. È una cosa che comunque la gente non capisce, gli elettori
vogliono modernizzazione e semplificazione, non i particolarismi. Indietro
non si può tornare non ci possono essere mille partitini».
Ricucire con Casini sarà comunque difficile. Con Berlusconi non si sono
lasciati proprio in modo amichevole...
«Non c'è dubbio che le classi dirigenti hanno commesso un pasticcio. Ma alla
fine bisognerà arrivare a un contenitore unico, non c'è alternativa».
Però anche dentro Forza Italia c'è chi vorrebbe più autonomia. Il Governatore
del Veneto Galan ha detto, ad esempio, di volere una Pdl del nord.
«È un progetto che non ha senso. Perché non lo capirebbero gli elettori. Se
Galan pensa di valorizzare il Veneto trattandolo come entità a se stante non
ci siamo proprio. Sbaglia, oggi le decisioni si prendono in Europa, basta
vedere cosa accade in Francia e Spagna. E poi il Veneto non è una regione a
sé stante come la Catalogna, non è paragonabile».
Berlusconi ha già stabilito i tempi per arrivare al Pdl, dovrà nascere entro
gennaio, al massimo febbraio. Ce la farete?
«Per i primi dell'anno saremo pronti. Faremo un'assemblea costituente che
consacri definitivamente quello che hanno già deciso gli elettori. È la
gente che ha scelto, quando abbiamo fatto i gazebo a novembre, di fare il
nuovo partito. È stato un risultato straordinario, che ha fatto perdere la
testa anche a Berlusconi. E da lì è nato il famoso discorso del "predellino"
in piazza San Babila».
Fu una vera sorpresa o voi sapevate già che avrebbe fatto quell'annuncio?
«Quella domenica, man mano che arrivavano i risultati dai gazebo, saliva
l'euforia. Lui ci telefonò e ci disse "vi farò una sorpresa". Sapevamo che
Berlusconi aveva in testa questo nuovo partito ma non avevamo idea ancora di
come volesse realizzarlo. E probabilmente non lo sapeva ancora neppure lui.
Lo ha deciso quel giorno. E gli elettori gli hanno dato ragione».
Più difficile forse è mettere d'accordo tutti i partiti, An e FI prima di
tutto.
«No, con La Russa ci vediamo costantemente, An vuole arrivare al Pdl quanto
noi. In questi mesi ognuno elaborerà la sua strategia di partito per
arrivare alla Costituente. Io, ad esempio, in queste settimane ho girato
tutte le Regioni per spiegare agli elettori cosa faremo. Sabato concludo con
la Sardegna».
Però quando si è formato il governo qualche discussione c'è stata, non tutti
hanno accettato le decisioni senza protestare.
«È vero. Ma è un fatto fisiologico. Poi si è risolto tutto».
Con la Lega invece i rapporti sono tornati un po' tesi dopo la decisione di
Berlusconi di mettere come priorità il tema della giustizia e non il
federalismo.
«Siamo alleati con Bossi, quindi si discute insieme. E poi la riforma della
giustizia fa parte del programma elettorale».
Però è un tema che vi chiude qualsiasi possibilità di dibattito con il
centrosinistra.
«Io credo che alla fine anche la sinistra farà la riforma con noi perché non
si tratta di abolire l'ordinamento giudiziario, piuttosto di rivederlo. Non
ci sono i buoni da una parte e i cattivi da un'altra, nessuno ce l'ha con i
giudici, nessuno vuole demonizzarli, ma la revisione di questo tipo di
giustizia è un problema che riguarda tutta la società, non solo Forza Italia
o Berlusconi».
comunicato stampa inviato via mail (12 volte) dall'account
segreteria@la-destra.it il 18.07.2008 alle 17,09 circa
"La dichiarazione che l’onorevole Verdini ha rilasciato al
quotidiano Il Tempo, “Nel Pdl verranno anche Storace e Santanchè", (non è
noto se fatta a titolo personale oppure su mandato dei vertici del suo
partito), non è un'apertura di confronto del Pdl con La Destra, ma si tratta
semplicemente di una polpetta avvelenata data in pasto alla stampa alla
vigilia della conferenza programmatica de La Destra, che si svolgerà domani
pomeriggio a Orvieto". E' quanto dichiara il presidente de La Destra,
Teodoro Buontempo, che aggiunge: "Non è, infatti, assolutamente ipotizzabile
che La Destra possa confluire nel Pdl, obiettivo questo che era stato
proposto già alla vigilia della campagna elettorale e respinto dall’intera
classe dirigente, pagando un altissimo prezzo per difendere la propria
libertà e autonomia".
"La Destra - prosegue Buontempo - è invece disponibile per una riapertura di
dialogo con il Pdl solo a condizione che nella coalizione di centrodestra ci
si possa stare con il proprio simbolo e con la propria identità. Noi abbiamo
fatto il nostro dovere anche facendo votare a Roma per il candidato a
sindaco del Pdl, senza nulla contrattare ma solo per alto senso di
responsabilità e di rispetto verso gli elettori di centrodestra. Anche dopo
questa sofferta e nobile decisione dal Pdl sono arrivate solo chiusure,
ostilità e tentativi di emarginazione. I militanti de La Destra stiano pur
certi che, a cominciare dal segretario nazionale Francesco Storace, una
eventuale intesa con il Pdl non sarà lesiva delle scelte che sono state
fatte e che l’intera classe dirigente difenderà con dignità e orgoglio".
"Questo maldestro tentativo - conclude Buontempo - di introdurre nel dibattito
di Orvieto un argomento che è più materia congressuale che non di conferenza
programmatica, dovrà essere respinto, assicurando un dibattito libero sulle
linee programmatiche che La Destra si è data. Il tema è molto chiaro e
significativo: 'Quanta destra c’è nel governo del Paese?'. A Orvieto
risponderemo a questo quesito".
segreteria@la-destra.it - movimento politico La Destra.
Comunicato n° 21 del 15 Luglio 2008
APPELLO DI SCIENZA & VITA
“NO ALLA CONDANNA A MORTE
DI ELUANA ENGLARO”
“No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla
sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana
Englaro”.
In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come
una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano,
che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la
vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla
sentenza di un tribunale – peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari
dell’opinione pubblica e della medicina – è a questo punto un dovere
insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende
il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale
essendo ciò che si sta per commettere.
Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e
della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale
perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande “Sì” alla
vita e un “No” insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere
recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e
della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha
dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che
un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli
sforzi per garantire la vita di Eluana.
I presidenti
Maria Luisa Di Pietro Bruno Dallapiccola
Le adesioni a questo appello dovranno essere inviate all’indirizzo mail
segreteria@scienzaevita.org o via fax al numero 06/68195205
Associazione Scienza&Vita
Lungotevere dei Vallati 10, 00186 Roma
tel.: 06.6819.2554 fax: 06.6819.5205
e-mail: segreteria@scienzaevita.org
Il Messaggero 07.07.2008 pag.3
di LUCA CIFONI
Il Pontefice e il ministro, le
stesse parole
E domani arriva all’Ecofin il piano anti-speculatori
ROMA Prima la prudente apertura della commissione europea, poi le parole di
Jean-Claude Trichet che, pur applicando alla lettera la dottrina del rigore
monetario, ha menzionato la speculazione nel descrivere quanto sta accadendo
sui mercati finanziari. Ma probabilmente Giulio Tremonti non si aspettava di
poter presentare a Bruxelles il suo piano contro il caro-petrolio proprio
all’indomani di un’esortazione papale che ricorre alla stessa terminologia.
Certo non è una novità che un Pontefice si appelli ai potenti del mondo in
favore dei poveri, in particolare alla vigilia del vertice G-8; Benedetto
XVI però ha parlato esplicitamente di “speculazioni”, anche se ha
accompagnato a questo concetto quello un po’ più neutrale di turbolenza.
Dunque oggi e domani il ministro dell’Economia inizierà a parlare con i
colleghi europei delle proprie idee in materia di corsa globale dei prezzi.
E spiegherà perché a suo parere è possibile usare i Trattati europei contro
chi compra e vende petrolio di carta, cioè contratti e strumenti slegati dal
reale possesso delle materie prime, ma in grado di dirigerne il prezzo
amplificando le tendenze dettate da domanda e offerta.
La chiave di volta della strategia tremontiana è l’articolo 81 del Trattato
di Roma, quello che vieta «tutte le pratiche concordate che possano
pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per effetto di
impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza». Ora è chiaro
che i movimenti finanziari per definizione non sono ristretti nei confini di
un singolo Stato o di quelli dell’Unione europea. Però per la Ue non sarebbe
una novità perseguire le minacce alla concorrenza anche all’esterno, come
dimostrano i ripetuti pronunciamenti contro la Microsoft. Più complesso, a
livello tecnico, è dimostrare che gli speculatori si mettono d’accordo tra
loro per far volare verso l’alto i prezzi delle materie prime. Molto
dipenderà dall’effettiva volontà degli Stati membri di muoversi; in ogni
caso questo Ecofin è solo un primo appuntamento, dal quale non sono attese
decisioni in materia.
Tremonti spera evidentemente di poter contare su un’Europa diversa da quella
di qualche anno fa, su un clima che al suo primo ritorno a Bruxelles, nel
maggio scorso, aveva trovato cambiato: nell’occasione i ministri misero nel
mirino, pur senza arrivare a decisioni definitive, i superstipendi dei
manager. Quella su petrolio e alimentari è una battaglia potenzialmente
altrettanto popolare, e certo molto più rilevante.

11 luglio 2008. Articolo pubblicato.
Articoli pubblicati il 2 e il 3 luglio 2008 da:

Apc-DESTRA/ BONOCORE LANCIA MOVIMENTO 'DESTRA LIBERTARIA'
In Pdl rappresentiamo coscienza legata valori cristiano-sociali
Roma, 2 lug. (Apcom) - Alla presenza del capogruppo di Forza Italia
al Parlamento Europeo Stefano Zappalà, di Alessandra Mussolini, Presidente
del comitato interministeriale per l`infanzia, di Luca Bagliani, presidente
degli italiani all`estero patria Italia, il Segretario Nazionale Luciano
Buonocore Ha evidenziato le ragioni identitarie per cui destra libertaria è
nata. Lo si legge in una nota.
La Destra Libertaria, prosegue la nota, nasce non per essere un ennesimo
partito ma per rappresentare all`interno del PDL una coscienza legata al
ruolo strategico dei valori cristiano-sociali e al legame indissolubile tra
Europa Occidentale e la Russia di Putin. Zappalà ha salutato con entusiasmo
la funzione di Destra libertaria all`interno del PDL come laboratorio di
idee e di funzioni culturali.
Alessandra Mussolini, madrina del battesimo ha rivendicato nel processo di
formazione del PDL l`apporto di idee come quelle di Destra libertaria
mettendosi a disposizione di ogni iniziativa culturale. Borghezio ha inviato
un saluto di auguri, rafforzando il concetto di federalismo fiscale. Il
presidente Biagio Cacciola ha concluso rivendicando per la Destra libertaria
il ruolo di vero pensatoio della costituente PDL. Riguardo alla funzione del
cattolicesimo di Benedetto XVI e legame con la Russia vero alleato politico,
culturale e religioso. Presente alla manifestazione anche lo scultore
dell`Accademia Pontificia Maestro Ernesto La Magna.
Red
022030 lug 08
Apc-DESTRA/ MATTEOLI: DESTRA LIBERTARIA BENVENUTA IN PDL
Da loro verranno contributi positivi
Roma, 2 lug. (Apcom) - "Quando si condividono gli ideali politici e i
programmi per il Paese tutti sono benvenuti nel Popolo delle Libertà. Lo
sono quindi anche Luciano Buonocore e gli altri amici che hanno dato vita al
movimento politico 'Destra libertaria'".
Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero
Matteoli.
"Sono certo che anche da loro verranno contributi positivi e costruttivi in
vista della nascita del grande soggetto unitario del centrodestra che presto
nascerà come conseguenza del grande risultato elettorale e politico ottenuto
alle ultime elezioni", conclude.
Sorgente:
ANSA Tema:
Politica Interna Tipo:
Testo
ZCZC0644/SXA
WPP30315
R POL S0A QBXB
PDL: MATTEOLI, BENVENUTO A BUONOCORE E DESTRA LIBERTARIA
(ANSA) - ROMA, 2 LUG - 'Quando si condividono gli ideali politici e i
programmi per il Paese tutti sono benvenuti nel Popolo delle Liberta'. Lo
sono quindi anche Luciano Buonocore e gli altri amici che hanno dato vita al
movimento politico 'Destra libertaria'. Sono certo che anche da loro
verranno contributi positivi e costruttivi in vista della nascita del grande
soggetto unitario del centrodestra che presto nascera' come conseguenza del
grande risultato elettorale e politico ottenuto alle ultime elezioni'. Lo ha
dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero
Matteoli. (ANSA).
ANSA Tema:
Politica Interna Tipo:
Testo
ZCZC0514/SXA
WPP30268
R POL S0A QBXB
LA DESTRA: NASCE'DESTRA LIBERTARIA', PENSATOIO VERSO IL PDL
(ANSA) - ROMA, 2 LUG - Torna al Pdl una parte de La Destra di Storace. E'
stato presentato oggi un nuovo movimento politico, 'Destra libertaria', che
raccoglie 'centinaia di iscritti e dirigenti di tutta Italia' de La Destra,
delusi da quella 'fallimentare esperienza'. Luciano Buonocore, segretario
nazionale del nuovo movimento, spiega: 'rappresentiamo quegli elettori del
partito che gia' alle ultime elezioni politiche hanno deciso di votare per
La Destra alla Camera, ma per il Pdl al Senato. Ora vogliamo proseguire su
quella via, dando il nostro contributo di idee e di ideali al nascente
Popolo della liberta''.
Hanno dato il benvenuto nel Pdl al nuovo soggetto politico la deputata
Alessandra Mussolini e Stefano Zappala', capogruppo di Forza Italia al
Parlamento europeo. 'Io sono qui come madrina - ha detto Mussolini - perche'
e' importante non essere soli in questa traversata. 'Destra libertaria' puo'
portare il suo valore aggiunto nel grande contenitore del Pdl, che non e'
ancora un partito unico'. 'Credo che gli spazi ci siano tutti' ha concordato
Zappala'.
'Vero pensatoio della costituente Pdl', fucina di idee e coscienza
cristiano-sociale. Si presenta cosi' 'Destra libertaria', che ha scelto per
simbolo un'aquila bicipite su bandiera tricolore. 'Abbiamo due direttive
fondamentali - spiega il presidente Biagio Cacciola - La prima e' l'identita'
cristiano-sociale propria delle radici culturali europee, la seconda e' la
capacita' di guardare anche verso Est'.
L'obiettivo e' una sempre piu' ampia apertura di dialogo verso la Russia,
'perche' riteniamo che il peso degli Stati Uniti sia sovradimensionato'.
Il movimento, assicurano i dirigenti, 'potra' contare sull'appoggio di tanti
parlamentari del Pdl'. E un messaggio di stima e' arrivato anche dalla Lega,
con gli auguri dell'europarlamentare Mario Borghezio che si e' augurato che
'Destra libertaria' non dimentichi il federalismo. 'Avvieremo una campagna
di proposte - ha assicurato il presidente Cacciola - Che Dio ci
assista'.(ANSA).
I21-PAG 02-LUG-08 18:28 NNNN

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