Dopo quanto siamo costretti ad assistere, inorriditi, al, sicuramente, quello che non sarà l' ultimo episodio di violenza fatta contro cariche istituzionali in questo Paese, come di recente, avvenuto all' On. Silvio Berlusconi, c'e' solo da scongiurare che non prendano, davvero, piede, emulazioni squilibrate di fanatismo, a cui atti di violenza il popolo italiano risulta essere, purtroppo, un profondo conoscitore! Questa strana Democrazia è concepita da un modello di "equilibrio", a mio avviso, vecchio, perchè imposto da una Costituzione che, quando fu scritta era il clima politico dell' epoca che, nolente o volente, lo richiedeva. E' un fatto! Attenzione! E' storia, non una mia interpretazione! Solo che a fare la storia, per il normale processo di sopravvivenza, si sa che non tutto può filare sempre liscio! In Italia, dal 1946, mi sembra che se ne siano viste di situazioni incresciose e tumultuose, da pensare più e più volte che, forse, forse, probabilmente, chissà... prima...si stava pure meglio! Ma prima di che cosa? Ma prima di una mini imposizione di Yalta, io dico, ovvero di un necessario equilibrio, reso da una Carta Costituzionale, i cui artefici altro non furono che ex partigiani della Brigata Garibaldi e della Brigata Osoppo! Quanto affermo è realtà, non fantascienza! E allora, siamo così sicuri che, di continuo, ogni secondo minuto, a qualsiasi minimo problema, di carattere sociale, si debba, perentoriamente, chiamare in causa la Costituzione, come se questo trattato abbia un valore infinito, di "sine die", una specie di Vangelo, un codice morale laico, propugnatore di civiltà e di cultura? Ma siamo così sicuri che la nostra Costituzione sia sempre, così, eccellentemente, adatta ai tempi attuali, di cui tutti ne recepiscano appieno il suo intrinseco contenuto? Io esprimo profonde perplessità. Io dico, intanto, che, affinchè possa essere perdurevole una democrazia, concepita su una società liberale e non certo su quella a cui, da molti anni, siamo abituati a vedere, piena di morti, di attentati, di eccidi, di ruberie, di soprusi e di corruzioni, la si deve rispettare nel suo pieno rigore, applicando leggi ed osservando, ciascuno, i regolamenti e non far finta di niente, impietosirsi, o dire..."ma sì vabbè...!" Giungo, mio malgrado, ad una triste, sconfortante, conclusione che dopo ben 64 anni lunghi, di un' "espiazione", peraltro, assurda, perchè, anch'essa frutto di una conseguenza imposta, questa Nazione non può che ritornare a subire una forma di governo di tipo autarchico: rigoroso ed inflessibile, a cui, mi permetto di aggiungere pure, se necessario, anche con un tantino di restrizione della libertà individuale, che non guasta. Visti gli aspetti di una vita che avrebbe potuto essere semplice, serena e mirata solo a tutto ciò che, normalmente, si richiede come costruttivo ed equilibrato, no, questo non è possibile, perchè in uno Stato liberale un certo andazzo prende corpo al punto che tutto, diventa prima o poi, lecito! Dalle stragi, agli attentati, alle malvessazioni di ogni tipo, atte a destabilizzare, distruggere, senza pensare che fame, odio e disperazione sono stati l' epopea di una tragedia immane, di sconfinate proporzioni da renderle a chi le ha vissute, e sopravvive ancora oggi, devastanti nello spirito, mi sa, al punto da lasciare persino profonde e laceranti ossessioni da trauma. Tutto l'album fotografico del '900 ha reso, penso, a tutti ben chiaro un dato inopinabile: che gli equilibri politici, come si sfasciano, procurano sfaceli di ogni tipo, oltre a quelli umani! Sembrava che con due guerre mondiali, a "lezioncina, da imparare a memoria", dovesse servire alle future generazioni per non ripetersi nel nel porsi antagonisti pletoriali, a sostegno di idee o fedi di vario tipo che, prima o poi, è inevitabile finiscano per incrinare quegli equilibri che tanto furono incastonati a forza nel 1945, con il noto trattato di Yalta! In questo ultimo decennio, si può dire, a partire da grossi eventi, quali l' omologazione della moneta unica in Europa, gli attentati alle Torri Gemelle e lo schianto dei mercati chiusi, a favore di quelli liberi, i cui effetti si sono materializzati in profonde crisi economiche, questi fatti attestano una progressione di negatività su scala mondiale. Allarmante diventa, poi, il ricorrere a riparo con appuntamenti di riunioni internazionali che il più delle volte non servono proprio a nulla. Tanto sarà sempre costante e cronico il divario tra economie e culture, perchè in aumento dappertutto e non certo in diminuzione! Oggi la vita si misura in un mondo globale, dove per globale s' intende che ogni aspetto dell'esistenza si correlazioni a banda larga, ad identità enormemente stratificate, spaventosamente disomogenee che, per un normale processo del loro divenire, finiscono per creare forti squilibri nazionali ed intenazionali, di ogni tipo, su cui predominano mescolanza di usi, costumi, atteggiamenti, manifestazioni del pensiero ed uso improprio della parola. Ad un sempre più viscerale e schiacciante materialismo, dove tutto, dico tutto diventa rigorosamente lecito, sta corrispondendo, in parallelo, una decadenza della visione evolutiva antropologica. Si assiste, nel quotidiano, a manifestazioni emotive che sono davvero variegate e stravaganti, che vanno dalle più banali a quelle che, grazie a Dio, richiedono ancora preparazione ed impegno. Tuttavia, entrambe, assieme, rischiano di dover essere identificate solo attraverso una sindrome robotica, fatta di un isterismo collettivo, proteso nella concorrenziale arte di volersi procacciare, con affanno ed a qualsiasi costo, pena anche il suicidio, il gusto del piacere, perchè il piacere dà privilegio, comodità, vantaggio! Ecco come ci stiamo riducendo! Si tenta di sopprimere i più normali istinti della modestia, della percezione dell'umiltà, a percezione, invece, di un insano virtuosismo, solo pontificatorio, perchè si regge solo sul nulla, sulle idiozie, sulle scemenze e basta, da cui, gioco forza, traspare, inevitabilmente, un incolmabile vuoto, enormi e dilatanti voragini di ignoranza inaudita, dove la parola etica è fuori luogo! Nonostante ciò, una sparuta parte di individui, si ostina ancora a ricercare sane soluzioni che sono il frutto di maturate, approfondite, analisi, ma quasi di colpo, ecco che vanno a spiaccicarsi contro un muro gigantesco umano, di chi rifiuta, a priori, qualsiasi soluzione, nonostante possa ugualmente dare, anche modesti risultati. Questi individui, perciò, politici, uomini di cultura, scienziati, vengono visti come dei marziani e quindi inadatti ai loro ruoli, perchè "perniciosi" ad amministrare la cosa pubblica. Pazzesco! Folle! Eppure è così che sta andando a farsi benedire la nostra Italia, ma non solo "lei"; ad essa esiste una lunga fila di altri Stati che sono piuttosto malconci! La globalizzazione, se la vogliamo analizzare da questo punto di vista, che mi sembra adatto, s' identifica con una visione catastrofica del futuro, a cui, però, nel quotidiano, mi sembra che non si faccia, poi, molto, da allarmarsi per l'incalzare di una paurosa verità che, a mio avviso, sta prendendo sempre più forma e corpo, in tante realtà che, una ad una, si presentano irreversibili. Fino a quando la pervicacia di un atteggiamento, quale quello che mostrano certi politici, montato, poi, da editoriali di setta, persiste, nel non volere affrontare i problemi, ma renderli superabili, tamponandoli, "gli inquilini" di questa vita autodistruggente saranno sempre la discordia, il forte dissenso sociale e l'odio, da cui quest' ultimo è troppo tardi pentirsene, dopo, una volta dimostrato, reso palese, in pubblico!
di Adalberto de Bartolomeis |