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Luciano Buonocore
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1° Congresso Nazionale PDL
 


 
Popolo della Libertà
Comitato dei Cento
 

"Finchè un popolo esiste in senso politico è esso stesso a dover decidere, almeno nel caso estremo, (...) la distinzione fra amico e nemico.
In ciò consiste l'essenza della sua esistenza politica.
Se esso non ha più la capacità o la volontà di giungere a tale distinzione allora cessa di esistere politicamente.
Se si lascia indicare da un estraneo chi è il suo nemico e contro chi esso deve o no combattere, esso non è più un popolo politicamente libero
ed è invece integrato o subordinato ad un altro sistema politico"

Carl Schmitt

 

Milano, 11/01/2010
"Arieccola”…. Tocchiamo ferro!

Non siamo più solo in sette, disse Silvio dal palco di piazza Duomo, per annunciare l’apparentamento (non certo l’ingresso) con l’”ottava” componente, nota (anzi arcinota) Signora (Sua Eminenza Santissima) Guarnero Santanché, al PDL. Non parve una scelta molto condivisa (e di sicuro non di buon auspicio), visto che circa mezzora dopo,  qualcuno decise di manifestare tutto il suo disappunto verso il “premier” con il famoso “lancio della statuetta” ( che alcuni buontemponi a sinistra vorrebbero introdurre come specialità olimpica).

Ma, ormai quasi guarito il leader, già si parla della prossima collocazione ministeriale della “innominabile” (consentitecelo, ai fini politici e scaramantici) quella che dice di non avere, in polemica con quelli di AN, le “palle di velluto”.

E’ proprio vero che “l’Epifania tutte le feste si porta via”. Eppure appare alquanto complesso digerire anche questa novità, dopo le numerose abbuffate di cibo che le vacanze hanno regalato al nostro povero fegato.

E’ quasi un anno che si lavora per far grande il PDL. Tutti – nel proprio “piccolo” – hanno dato il proprio contributo. La nuovissima creatura sta assumendo le sembianze di un progetto condiviso. C’è ancora tempo per lavorare. Ce n’è di meno per sbagliare.

Forse il paragone non calzerà, ma non posso che ripensare ad un altr’anno e qualche mese prima: novembre 2007, congresso fondativo de LA DESTRA.

 EUR, un palazzo dei congressi gremito di persone, di speranze, di sogni e di progetti.  C’era una “sorpresa” che aleggiava, come la calza della befana in tempi più recenti, ma allora, noi che di tempo per riflettere ne avevamo avuto tanto, ci accontentavamo di poco. Poi arrivò “Lei”. Ne fummo alquanto contenti.

In seguito avemmo ancora più tempo per pentircene. Lei, qualche sua “amica” (tra cui la Signora DE ALBERTIS, la miliardaria che doveva la sua notorietà alla carica di assessore al comune di Milano con AN, ed altre), una vagonata di flussi e riflussi. Un sogno che si perse per strada, ma che ad alcuni, diede la forza di ricominciare ciò che si era interrotto, tanto grande era il bisogno di proseguire per la strada maestra. “LA DESTRA” divenne “LIBERTARIA” e le sorprese ci preparammo a farle agli altri, piuttosto che subirle. Coerentemente con la nostra fondazione, decidemmo di spostare i consensi sul nascente PDL, al senato, per evitare  eventuali sorprese spiacevoli per la coalizione di BERLUSCONI, ed ovviamente la Signora Santanchè e Storace presero le distanze da questa scelta, accecati dalle sete di potere e dal velleitarismo di loro progetti a discapito dell’attuale maggioranza di governo e senza alcun vantaggio per lo schieramento che si opponeva alla sinistra, che in seguito li porteranno a rimanere fuori dalla fondazione del PDL. Questa è storia non chiacchiere.

Lei, quella che del “cambio di pelle” (come di cognome) ne ha fatto un vezzo, inghiottì amaro l’isolamento. E già! Ma come si fa a star lontano per tanto tempo dalla stanza dei bottoni. Cosa ci farò mai all’ “opposizione” (quella che qualcuno, che di “cambi di pelle” non fu capace di insegnarci alcun pregio, definì, un tempo “Sua Maestà La Opposizione”)? Però intanto infuocava le telecamere, per l’orgoglio di “Franceschiello” Storace (prima di subire l’abbandono anche di “lei”) e che importava se il “peso” dei personaggi (e talune frequentazioni da “dopolavoro”) faceva venire la pelle d’oca ai ragazzi che qualche anno prima, nelle piazze impiombate degli anni 70/80, scandivano lo slogan: ”Marchese Berlinguer dicci come mai…”. Ora il Billionaire aveva preso il posto delle umili ma fiere sezioni della “Fiamma”.

Apparire, apparire, apparire! Neppure il presunto “veto finiano” è stato sufficiente per posizionarla in stand by. Non mi volete come madrina del governo? Mi avrete come leader dell’estrema destra!
Quando l’apparire prevale sull’agire, quando l’esibizionismo ed i personalismi arginano il bene comune, non né può derivare nulla di buono. Ormai il fare politica si è ridotto a una mera campagna di comunicazione mediatica, sempre più scarsa di contenuti autentici e concreti. E’ ora che la sostanza prevalga sull’apparenza e che con un po’ di sana autocritica riusciamo, tutti, a guardare ai “fatti” e “alle persone” della politica in modo critico e costruttivo.

Così, giusto per fare un esempio, traggo lo spunto da un recente avvenimento che ci ha visto protagonisti: un convegno sul tema della politica internazionale che si è svolto a Milano presso il circolo della stampa. La nostra autorevole ospite (forse meno conosciuta, seppur parlamentare in carica, perché poco abituata al “chiasso” dei circoli e dei salotti, delle apparizioni in TV, delle sortite programmate da presunta vittima sacrificale della cristianità), che – precisò il Segretario – si “autodefinisce un uomo”, ci sorprese, viceversa per la semplicità e la concretezza del suo essere Donna, del saper fare le cose per bene, senza alcun intento di apparire. Una Libertaria per antonomasia, insomma. Ancora grazie Barbara, per averci fatto recuperare l’ormai perduta speranza che anche nel silenzio, ma con competenza e moltissimo impegno, si possono fare grandi cose per il Nostro Paese, anche se a volte tale silenzio si paga a caro prezzo.

Certo non si può pretendere l’impossibile, ma insomma, possiamo pretendere che una Donna, comunque ami definirsi, sappia resistere alle tentazioni di decantare al mondo <<caro Silvio è inutile che insisti tanto “non te la do”>>, oppure che a proposito del Premier ne descriva la caratteristica visione delle donne “solo in posizione orizzontale”, ovvero, ben che vada, in cucina, piuttosto che in camera da letto.

Qualcuno forse avrebbe dovuto riferire a Silvio della sua collocazione nella “banda bassotti” (immagine e slogan) pronta ad entrare in azione, nella propaganda delle scorse politiche, quale simbolo della “DESTRA” (miliardaria, fino alle dimissioni dell’amichetta…), in cui il beneamato premier non aveva certo la funzione del “Basettoni”…

Già, ma c’è ancora il tempo di lanciare una “scialuppa” a Silvio quando arrivò la grana della Veronica. Do ut des? Arrivano le germinazioni di chi non dimentica? Ma a chi gioverà? Sarà un punto guadagnato o tanta strada a marcia indietro?

Ma  è possibile che questa sia l’Italia del tutto e del contrario di tutto? Oggi sparo a zero sul Nostro Premier e domani cerco di imbonirlo in ogni modo per ottenere un posto? A questo si è ridotta ormai la nostra politica? Basta con comportamenti infantili ed irresponsabili, gli elettori sono ormai esausti di queste comparsate.

Certo, si dirà, che in politica tutto è possibile, che la memoria è ancora più corta, ma… possiamo augurarci che una volta per tutte qualcosa cambi davvero….ed in positivo?

Altrimenti, ci si “consenta”… almeno l’uso di un metallo pregiato, per i nostri scongiuri.

di Antonello Sodo

 

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