mercoledì 29 ottobre 2008 15.01

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LETTERA APERTA "PER ELUANA"

Cara Eluana,
ti scrivo perché sono certa che, se qualcuno ti legge adagio questa mia, tu la capisci benissimo, non solo perché sei pienamente cosciente, pur nel tuo stato di apparente vit
a vegetativa, ma anche perché di solito la sofferenza innocente come la tua attira particolari aiuti e benedizioni dal Cielo a tal punto che lo Spirito Santo illumina con grazie speciali sia te, sia coloro che ti assistono da molti anni con tanto amore, anche se ultimamente è comprensibile il loro cedimento psicologico.
Purtroppo, cara Eluana, la nostra società impostata sull'efficientismo pragmatico, ha dimenticato il vero senso della vita, anche di quella malata o apparentemente inutile come la tua, perché sta rincorrendo come una pazza fantasmi inutili, spesso costituiti da piaceri effimeri o da poteri futili e non si accorge più che dentro tiene nascosto un cuore che batte e che reclama la vita, come il tuo, che rifiuta di essere soffocato, come il tuo cuore, Eluana. Con l'unica differenza che a noi è toccato il compito di correre come pazzi, mentre tu sei stata posta sull'altare, quasi per unire cielo e terra, forse per ricordare a noi ammalati di frenesia, che prima o poi anche le nostre corse finiranno e, se non abbiamo corso bene, per tutti ci sarà il giudizio di Dio.
D'altra parte, cara Eluana, se pensi che ci sono persone che si battono per uccidere i bambini prima ancora che nascano, o i vecchietti ai loro primi acciacchi, se pensi che si accaniscono per far nascere i bambini dal freddo, senza l'amore di mamma e papà, soli e disperati, orfani prima ancora di nascere, se pensi a tutto ciò, ti meravigli se si accaniscono contro la tua vita innocente? Vogliono eliminare l'amore, cara Eluana, per lasciare spazio solo al delirio di potere e di morte.
Pensa che vendono alle donne certe pillole per abortire da sole, in silenzio, come ladri nella notte, senza conforto, cioè pillole per uccidere i loro bambini appena sbocciati nel loro grembo, come se fosse una ciste qualunque da estirpare. E un gesto così traumatico viene realizzato nella più spaventosa delle solitudini grazie alle ultime tecnologie! E lo chiamano progresso.
A proposito di solitudine, un certo prof. Veronesi in un suo libro che si intitola "L'ombra e la luce" invita gli uomini a fare come gli elefanti che, quando sanno che sta giungendo la loro ora, si ritirano dal branco e vanno a morire da soli. Come vedi, in questa società del ben-godi", si nasce da soli, si vive da soli perché non si ama più, e si muore da soli. Che bel conforto cristiano! Ma c'è di peggio, cara Eluana: lo stesso prof. Veronesi che in Italia gode, purtroppo, di molta fama, ha scritto in un suo libro, assieme ad un giornalista del Corriere, un certo Giorello, quanto segue: "Per l'evoluzione l'elemento vitale è la procreazione. L'individuo è quello che fa più figli e dopo aver procreato e allevato la prole, il suo compito è finito. Occupa spazio destinato ad altri. Bisognerebbe che le persone a 50 - 60 anni sparissero". Si comincia a eliminare i bambini non nati e si finisce con l'eliminare un po' alla volta tutta l'umanità, considerata inutile e inquinante quando non realizza un compito specifico. Non aveva detto la Madonna in una delle sue apparizioni che Satana vuole distruggere l'uomo e il pianeta su cui viviamo?Ma noi siamo per la vita, sempre e comunque, non è vero, Eluana?
Tutti sono capaci di dire, quando stanno bene "Se mi ammalo gravemente, uccidetemi" ma poi, al momento decisivo, la forza della vita prorompe con tutto il suo vigore e reclama di vivere fino all'ultimo respiro, e allora capiamo che ciascuno di noi è persona unica e irripetibile, nata per amare e per essere amata, qualunque sia la propria condizione. E' solo la forza dell'amore che dà significato alla nostra esistenza, sana o malata, breve o lunga. Oltretutto che cosa sono i nostri 90 o 100 anni qui sulla terra di fronte all'eternità? "Sono come un soffio, come il giorno di ieri che è passato", dice la Scrittura, e allora perché accorciarli violentemente? Quando l'ora della nostra morte è affidata a Dio, nostro Padre, e non al testamento biologico, non può che essere dolce e confortevole, anche nella sofferenza, finché l'ultimo battito del nostro cuore aprirà la via luminosa del nostro incontro con Cristo. Senza queste certezze profonde, avrebbe ragione Sartre quando dice che tutta la vita dell'uomo sulla terra è solo una passione inutile che non vale la pena di vivere.

Patrizia.stella@alice.it


venerdì, 18 luglio 2008
La Russia vera speranza
Anche Napolitano l'ha scoperto. I legami con la Russia di Medviedev e Putin vanno rafforzati. Dalla crisi si esce solo guardando a est. La Russia e' la vera speranza di un'Europa ingolfata con un euro troppo forte sul dollaro e senza materie prime. E' tramontato, per ora, lo sguardo atlantico e le nuove rotte dello sviluppo e del superamento della crisi sono dalla parte opposta. La Russia ha risorse infinite di gas , petrolio e altre materie prime. Un'economia che marcia a ritmi di sviluppo impensabili per la plafonata Europa occidentale. Ha un rublo che sta diventando sempre piu moneta di riferimento internazionale. In piu' il contesto culturale e religioso e' quello di una nazione sempre più legata all'Ortodossia cristiana. Bisogna muoversi ,e in fretta ,dal punto di vista politico e non lasciare fare gli accordi solo al vero ministro degli esteri italiano da anni:l'ENI..
postato da: biagiocacciola alle ore 10:47


venerdì 18 luglio, 2008
"Dobbiamo stare in guardia contro ogni tentazione di considerare la dottrina come fonte di divisione e perciò come impedimento a quello che sembra essere il più urgente ed immediato compito per migliorare il mondo nel quale viviamo. In realtà, la storia della chiesa dimostra che la praxis non solo è inseparabile dalla Didachè, dall'insegnamento, ma anzi ne promana quanto più assiduamente ci dedichiamo a raggiungere una comune comprensione dei divini misteri, tanto più eloquentemente le nostre opere di carità parleranno dell'immensa bontà di Dio e del suo amore verso tutti".

Lapidarie le parole di Sua Santità in materia di dottrina.

Ne restiamo entusiasti, confortati, edificati ! "A voi desidero offrire il mio incoraggiamento: avvicinatevi all'amorevole abbraccio di Cristo; riconoscete la chiesa come vostra casa. Nessuno è obbligato a rimanere all'esterno, poiché dal giorno di Pentecoste la Chiesa è una e universale".

Assolutamente "decise" le parole del sommo Pontefice dal continente australiano dinanzi a mezzo milione di giovani entusiasti.

Ed a proposito di libertà, tolleranza e relativismo tuona la parola del Romano Pontefice:  "Vi è anche qualcosa di sinistro che sgorga dal fatto che libertà e tolleranza sono così spesso separate dalla verità.

Questo è alimentato dall'idea, oggi ampiamente diffusa, che non vi sia una verità assoluta a guidare le nostre vite. Il relativismo, dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l'"esperienza" importante più di tutto. In realtà, le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre non ad una genuina libertà, bensì ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei princìpi, alla perdita dell'autostima e persino alla disperazione".

Inchiniamoci riverenti a queste parole di forza del supremo Magistero del Romano Pontefice Benedetto XVI.

Fernando Crociani Baglioni


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