Destra Libertaria - La nuova Destra culturale in Europa
Attività ed Eventi
Prima Pagina

Fabrizio Frosio

Responsabile Regionale

Veneto

Membro del Coordinamento
 Regionale PdL

 fabrizio.frosio@

destralibertaria.it

Anna Scapin

Responsabile Comunicazione

e Propaganda

Veneto

anna.scapin@

destralibertaria.it

Paolo Spadoni

Responsabile Provinciale

Verona

paolo.spadoni@

destralibertaria.it

Cristian Formisani

Responsabile Provinciale

Padova

cristian.formisani@

destralibertaria.it

Daniele Zamparo

Responsabile Provinciale

Venezia

daniele.zamparo@

destralibertaria.it

 

              

Stefano Cottini

Responsabile Provinciale

Treviso

Membro del Coordinamento Provinciale PdL - Treviso

stefano.cottini@
destralibertaria.it

 


Treviso 13 dicembre 2009 di Ufficio Stampa

 

 

MERCOLEDÌ 20 GENNAIO 2010 ore 21.00

Presso il ristorante “Anna Smania” in Via Damini n. 34

Castelfranco Veneto (TV)

 

PRIMA ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA DI

DESTRA LIBERTARIA PROVINCIA TREVISO

 

O.d.G. : Perché della nascita di Destra Libertaria (PDL)

Elezioni comunali Castelfranco Veneto

Inizio campagna adesioni Destra Libertaria (PDL)

Dibattito, varie ed eventuali.

 

SARÁ PRESENTE FABRIZIO FROSIO

(Coordinatore Regione Veneto Destra Libertaria

Membro Consiglio Regionale PDL)

 

Per informazioni: Stefano Cottini, 3471250150

stefanocottini@yahoo.it

 


Treviso 13 dicembre 2009 di Stefano Cottini

IN UN FINE SETTIMANA

Mamma mia, che giornate!!!

Certe volte penso che la realtà superi la fantasia.

Andiamo per ordine…

Ieri, 12 dicembre, a Milano c’è stata la “la grande prova” del Nostro giovane Movimento.

È andata meglio di qualsiasi aspettativa. Il PdL ha avuto, ancora una volta, la prova della nostra compattezza e della Nostra caparbietà rinforzando la convinzione che come colleghi di partito non hanno delle persone che sono saliti “sul carro dei più forti” ma dei veri Amici, di quelli che “ci si può fidare”.

Grazie a Luciano Buonocore si è riusciti a portare alla luce un progetto che ora aspetta solo di crescere. Io personalmente, ieri, mi sono immaginato Destra Libertaria come un bel bambino grassoccio di un anno e mezzo con tutta la vita davanti: appena lo vedi ti vien voglia d’invidiarlo per quanto può avere davanti a sé.

Ecco, le possibilità sono le più grandi chance che la vita può dare: bisogna assolutamente stare attenti a non perderle e soprattutto a non sciuparle.

Da quello che ho sentito e che spero di aver detto, ho l’assoluta percezione che i Nostri sforzi siano ben riposti e che con la guida di Luciano Buonocore si possa solo portare le Grandi Idee che hanno sempre contraddistinto la Vera Destra ad essere condivise per lo meno da tutto il PdL. Forse sarò troppo ottimista, ma lasciatemelo credere, non è un peccato ma una possibilità che aggiungo tra le altre.

Oggi, 13 dicembre, ho passato una giornata “politica” in giro per la provincia di Treviso per dare il primo sostegno personale ai banchetti PdL per la campagna tesseramenti. Tornato a casa, soddisfatto per avermi fatto un altro regalo, lavorando per la grande passione che mi anima, cioè la politica, apprendo con sgomento dell’aggressione del Nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da parte di un folle terrorista che poi è stato salvato dal linciaggio della folla solo perché portato via dalla Polizia.

Che dire, solo di stare veramente attenti.

Per fortuna le ferite del Presidente sono lievi ma tutto ciò ci deve far riflettere e deve riportarci, semmai non lo eravamo, all’azione politica che mai come ora risulta necessaria.

Compatti, sicuri e pronti perché dobbiamo essere coscienti di essere la parte Sana della Nostra meravigliosa Italia.

Da parte mia ci sarà tutto l’impegno possibile per riuscire in questo sogno che oramai mi contraddistingue da molti anni.

Da tutto il direttivo provinciale Treviso di Destra Libertaria auguri di pronta guarigione alla persona di Silvio Berlusconi e come membro del consiglio provinciale del Popolo della Libertà mi sento di dare piena solidarietà politica a tutte le sue azioni sia come leader del Nostro Partito sia come Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sentendomi onorato di aver conosciuto, ieri a Milano, tutti gli altri amici di tutta Italia che insieme a me hanno deciso di credere in Destra Libertaria, invio un affettuoso e commosso abbraccio.

Con Stima

Stefano Cottini


Verona 02 ottobre 2009 di Fabrizio Frosio

La libertà di stampa e il Paese dei fessi.

Questo è il commento di un lettore del gazzettino, che leggendo l'articolo che vi riporto qui sotto, ha subito capito quanto sia facile e normale per gli extracomunitari aggirare la legge.

Aveva ragione la Lega quando avanzava dei dubbi sulla regolarizzazione delle badanti e di fatti il risultato eccolo qui.

Al posto di essere gli italiani a regolarizzare le proprie badanti in modo da renderle regolare, nella maggior parte dei casi sono stati gli extracomunitari a regolarizzare parenti, amici o chi poteva pagare assumendoli come badanti con delle semplici autocertificazioni.

Allora, ritorniamo al discorso che vi facevo nello scorso articolo, come mai io per ritirare una multa da pagare devo esibire due documenti, una delega e tre firme mentre la gente, forse più furba di noi, con un semplice stratagemma ha tranquillamente aggirato due leggi? La prima è la veridicità dei dati e delle generalità fornite a chi doveva essere in Italia occupato come badante già da mesi, e questo mi sembra molto difficile da parte di così tanti extracomunitari, il secondo è lo scavalcamento del decreto flussi, che non ammetteva allargamenti per

quest'anno.

Il risultato di ciò è che parecchie persone si sono regolarizzate aggirando la legge, e chissà se tra qualche anno scopriremo che qualcuno di questi ha partecipato a qualche atto terroristico, ha sgozzato la figlia e via via.

Il fatto più grave è che in tv anche ieri sera hanno fatto due ore di trasmissione per uno sbaglio commesso dalla polizia municipale di Parma, che costretta ogni giorno a combattere con gente armata che spaccia nei nostri parchi, a volte usa la mano pesante e chi non lo può capire è perché non ha i figli che vanno a scuola e devono combattere ogni giorno con la fortuna per non cadere nella mano di questa feccia di gente.

Ma perché in tv non facciamo una bella trasmissione su tutti gli omicidi commessi dagli extracomunitari in Italia? Troppo compromettente per l'informazione così imbavagliata che può parlare solo di ciò che le conviene, cioè del Premier, delle escort e delle veline?

 

 

     

 

 

Veneto. Sanatoria col trucco, colf

e badanti assunte dagli extracomunitari

Da Padova a Vicenza fino a Treviso, con la regolarizzazione

aggirato il "decreto flussi" che non prevedeva altri ingressi

 

VENEZIA (2 ottobre) - La regolarizzazione di colf e badanti porta una sorpresa: sono gli stranieri ad avere bisogno della colf. Alla Cgil di Padova, per esempio, il 90 per cento delle domande di datori di lavoro che volevano regolarizzare la "collaboratrice domestica" proviene da extracomunitari. Perché? Bastava essere immigrati regolarmente in Italia per poter assumere. E loro lo hanno fatto, badando a rispettare le etnie: i senegalesi assumevano i propri connazionali clandestini, i cinesi i propri, e così via.

Così la sanatoria di colf e badanti chiusa il 30 settembre è stata un modo per far emergere gli immigrati clandestini che lavorano in nero ma soprattutto ha potuto aggirare il "decreto flussi" che non permetteva più alcun ingresso. E gli immigrati ne hanno approfittato regolarizzando amici e parenti. Ma altri ci hanno guadagnato. Come l’agenzia del quartiere Arcella, sempre a Padova, la quale (come hanno scoperto Le Iene di Mediaset), si faceva pagare seimila euro dagli immigrati quando invece di euro ne bastano 500, quelli che lo stato ha stabilito servano per pagare i contributi dal primo di aprile al 30 giugno di quest’anno.

Fulvio Dal Zio, della segreteria della Cgil, racconta che sono stati 754 il mese scorso i "datori di lavoro" che hanno chiesto di fare emergere dalla clandestinità i propri dipendenti. Per le 250 colf abbiamo spiegato il meccanismo: domande fatte tutte da stranieri che riguardavano extracomunitari. Manco un italiano o un comunitario come i romeni.

Il fenomeno nella città del Santo però non è stato registrato dalla Cisl. Il segretario, Adriano Pozzato, afferma che «abbiamo avuto 340 domande tra colf e badanti, il 90 per cento fatte da italiani che mettevano in regola per il 70% moldavi, per il 6% senegalesi e per il 5% nigeriani e ucraini».

Ma a livello regionale ambienti vicini alla Cisl rilevano la stessa situazione registrata dalla Cgil di Padova. E cioè che una parte significativa delle domande è stata presentata da stranieri che hanno messo in regola la colf, non la badante. E i territori dove il fenomeno si è registrato maggiormente sarebbero Verona, Treviso e Vicenza.

C’è anche un altro aspetto importante da evidenziare che riguarda le badanti. Si stima che il numero delle domande presentate per la regolarizzazione siano più o meno la metà delle donne che effettivamente lavorano, che è come dire che quasi la metà delle badanti in Veneto resta "sommersa". «Sono mancate due cose - osserva Maurizio Cecchetto, responsabile delle politiche per l’immigrazione della Cisl - Da un parte norme più semplici per le famiglie; dall’altra incentivi che aiutassero il passaggio dall’illegalità alla legalità. Perchè una badante a tempo pieno costa circa 14 mila euro all’anno ma gli sgravi fiscali di euro ne valgono al massimo ottocento».

Treviso come Padova. La sanatoria nella Marca si ferma a 3.515. Pur non essendo ancora noti i numeri esatti, la maggioranza delle richieste di regolarizzazione riguarda le colf. Un dato che, secondo Franco Marcuzzo, responsabile dell’Anolf, associazione legata alla Cisl che si occupa di immigrazione, non fa che avallare i dubbi della vigilia: «Per le badanti è stato un flop – sottolinea - Come temevamo, la sanatoria da un lato è stata utilizzata solo da chi ha cospicue possibilità finanziarie, e dall’altro è stata un mezzo per sistemare altre posizioni lavorative».

Per l’associazione dietro il gran numero di colf, infatti, si celerebbero molti immigrati impiegati in altri settori o disoccupati a caccia del permesso di soggiorno. E che per ottenerlo ricorrono a datori di lavoro fittizi: un parente compiacente o, addirittura, prestanome italiani a pagamento. Tanto da far sospettare un vero “mercato dei padroni”, con tariffe da 3 ai 5 mila euro per farsi assumere.

Vicenza invece fa registrare un’inversione di tendenza. «Rispetto al decreto flussi 2007, con la sanatoria che si è chiusa mercoledì scorso abbiamo raccolto molte più domande vere di lavoro - osserva il responsabile del patronato Cgil Inca, Giacomo Toffanin - In tutto abbiamo raccolto solo 449 domande, meno di quante ne erano state previste, ma più di metà, cioè più di 250, riguardano badanti, mentre sono meno di 200 quelle per le colf».

In Friuli la sanatoria badanti, almeno in provincia di Pordenone, si chiude a metà del guado. Nel senso che solo il 50% delle famiglie ha risposto all’appello della regolarizzazione. Dai primi dati, sembra che le domande più numerose (la stima è dell’80-90%) siano per le badanti, mentre appare marginale la richiesta di stranieri di mettere in regola come colf altri stranieri privi di permesso di soggiorno.


Verona 24 settembre 2009 di Fabrizio Frosio

Quando in Italia le leggi sono solo per gli Italiani.

Nei giorni scorsi mi sono recato in posta per ritirare una contravvenzione (atto giudiziario) e siccome l'auto che guidavo era di mia moglie mi sono imbattuto in una serie di intoppi per poterla ritirare. In primis mi hanno chiesto chi ero e ho dovuto mostrare, oltre al mio documento, la delega firmata da mia moglie per il ritiro. In seguito hanno voluto anche il documento di mia moglie e alla fine, dopo aver archiviato tutte le generalità, mi hanno consegnato una multa di 170 euro (dentro di me mi chiedevo “ma chi è quello scemo che tenterebbe di ritirare una multa non sua?”), presa il 15 marzo dai vigili urbani di Campodarsego.

Lì per lì un po' per l'incazzatura, un po' per la fretta, non ci ho pensato molto e me ne sono andato a cercare di recuperare questi soldi sperando in una giornata di proficue vendite.

La sera nel mio angolo di riflessione (è un  posto segreto, non svelabile, coperto da segreti, dove sono ammessi solo quotidiani e cruciverba) mi chiedevo come mai, se io per ritirare una multa ho dovuto fare una così lunga trafila, si possa riuscire a portare via un bambino da una scuola, o fare delle manifestazioni con caschi e manganelli o entrare in uffici pubblici o luoghi pubblici a volto coperto.

Tutto questo sembrerà un po' sciocco, ma nel profondo del suo quotidiano disordine e dopo aver analizzato la cosa, mi si è presentata una visione oltre che sconcertante anche allarmante.

Di qui, il riferimento alla legge italiana, che dice che bisogna presentarsi in modo da essere palesemente riconoscibili quando ci è richiesto di fornire le proprie generalità. Detto questo voglio soffermarmi al problema del burqa, che oltre ad essere una vergogna per il genere umano, che annienta la personalità della donna e la rende simile ad un manichino telecomandato, dà adito a continue manifestazioni di disprezzo verso le nostre leggi.

Si aggiunga a questo che, neanche la polizia locale sa come applicare le leggi, forse per mancata informazione, e come potrete apprendere leggendo l'articolo qui sotto riportato, chi tenta di far applicare un giusto rispetto verso lo stato e le sue leggi viene "taggato" subito come "Razzista".

Qualcuno che vuole il rispetto delle leggi ancora c'è, non solo da parte degli italiani, ma anche da parte di chi, dopo anni di residenza in Italia, non ha ancora capito che la legge da rispettare non è la "sharia", ma la legge dello stato italiano.

Poi non stiamo a stupirci, se solo negli ultimi due anni, sono state sei le vittime dei padri carnefici, che piuttosto di vedere le proprie figlie amare un Italiano, preferiscono vederle sottoterra brutalmente assassinate come è nella loro tradizionale purificazione. Beh, viene inoltre da sottolineare che in Italia la gente che ha ammazzato, ha fatto 8 anni di carcere ( buona parte fuori dal penitenziario).

E' questa l'integrazione che volete?

Sono queste le persone che dovremmo far diventare Italiani dopo 5 anni? (il padre si Saana era in Italia da 17 anni)?

Fabrizio Frosio

 

 

    

 

 

Treviso. Va col burqa al supermercato
Una cliente si scandalizza: «Cacciatela»

La donna ha chiesto l'allontanamento della musulmana
Il direttore: «Non siamo razzisti, fare la spesa è un suo diritto»

 

TREVISO (23 settembre) - Ha visto tra i banchi di un supermercato una donna con il burqa e, sentendosi offesa, ha chiesto ai dipendenti che la musulmana venisse allontanata facendo intervenire anche le forze dell'ordine. È accaduto ad una cliente del supermercato Bennet di Pieve di Soligo, la cui protesta, però, è caduta nel vuoto.
La donna, seguita poi da altri clienti, ha invocato la legge italiana che stabilisce l'impossibilità di "girare mascherati" e pretendeva l'allontanamento della donna in burqa, una cliente abituale del supermercato che stava facendo la spesa insieme al marito.
«Se italia esiste una legge anti-burqa è giusto farla rispettare», ha affermato la cliente. I dipendenti del supermercato, per altro sorpresi dalla protesta, visto che una specifica legge anti-burqa non esiste,non hanno mostrato volontà di allontanare la cliente musulmana.
La signora non si è arresa e ha poi dichiarato:«Se la prossima volta non sarà il personale del supermercato a chiamare le forze dell'ordine, sarò io stessa a segnalare il fatto a chi di dovere. Non ne faccio una questione politica ma sono mossa solo dal senso di giustizia».
Alle parole della donna ha replicato il direttore del supermercato: «Fare la spesa è un suo diritto - ha spiegato all'Ansa -, noi non siamo razzisti e non troviamo nulla di male se uno osserva le proprie tradizioni». Tra l'altro, sottolinea il direttore, l'immigrata «è nota nel negozio perché lo frequenta da tempo, anche se non in modo assiduo, per di più accompagnata dal marito».


Verona 09 settembre 2009 di Fabrizio Frosio

 

mike_bongiorno

Ciao Mike

Dire che era un grande? Sarebbe riduttivo. Il fatto é che lui era” la televisione italiana” e senza di lui nello schermo ci sarà un grande spazio vuoto.

Mike Buongiorno ”l’immortale”  ci ha lasciati ieri con grande commozione di tutti gli Italiani, il ricordo di lui va dagli albori della nascita della televisione fino alle ultime puntate di viva radio 2 con Fiorello e gli stupendi spot della nuova e vecchia coppia Fiore-Mike.

Mi ricordo che da piccolo non  perdevo mai il mitico Flash (non posso ricordarmi lascia o raddoppia, non c’ero) ed ancora il gioco di tutte le famiglie “La ruota della Fortuna”, ma Mike non era solo questo, lui era l’uomo che pur usando un linguaggio semplice e normale, ed assolutamente mai volgare, riusciva a farti entrare nel sapere e nella cultura della gente, quella provinciale si ma reale ed umana.

Quanti Italiani hanno conosciuto veramente l’unita’ d’Italia intensamente come nei suoi Quiz, memorabile dagli archivi della Rai “Campanile Sera” che vado sempre a guardare quando posso, e quanta gente incollata a seguire questo Saggio della televisione che impartiva lezioni e rimproveri, e ti inteneriva con le sue memorabili e spontaneamente ingenue gaffe, ti incuriosiva e ti stupiva quando facendo una semplice offerta promozionale sembrava offrirti la “via”.

Il suo modo di essere spontaneo, professionale ma altamente umano era la cosa che più si poteva amare in una persona di spettacolo, e al diavolo chi stupidamente non capiva questo e con delle grandi panzane come quelle di Umberto Eco lo sminuiva, la fenomenologia, l’unico vero mediocre e’ stato lui a non capire la grandezza che c’era nell’umiltà e nell’ umanità di Mike, e al diavolo chi di lui ha sempre trovato i difetti e chi non li ha? Pensate forse che gli intellettuali come Eco valgano umanamente di più? Di più e in base a cosa, non vi era forse cultura popolare di tradizione e di valore nei programmi di Mike? Parliamone.

Di lui resteranno tutte le ore in cui ci ha fatto compagnia, di lui resterà nelle nostre menti il suo “Allegria”, non mancheranno altre barzellette come quelle della signora Longari, e personalmente mi mancherà la sua partecipazione a Viva Radio 2 che seguivo giornalmente dalla mia auto.

Per  chi conosceva Mike solo dalla televisione come me non può sapere di quanto fosse innamorato della natura, della neve, dell’amore e della curiosità, ma quella sana e solo ora si scopriranno i lati più affettuosi di questo Mito vivente, pensate che era il conduttore con la carriera più lunga di tutto il mondo.

Classe 1924, Aldo Grasso lo ha definito "Padre della patria" perchè lui, come altri della sua generazione, hanno fatto gli italiani”, ed e’ forse per questo che con la sua Allegria scaturita anche dalla sua sofferenza, ha saputo entrare nei sogni e nelle speranze degli italiani del dopoguerra che volevano divertirsi per dimenticare. Amante della sua infantile America con un “Colpo di scena” Come solo lui poteva fare ha scelto Montecarlo per non offendere ne L’Italia ne l’America e se ne e’ andato come era arrivato, con un Riskyatutto nel cassetto, sarà il segno di un ciclo che si chiude con lui e che lascerà tutti gli addetti ai lavori con un nodo al fazzoletto, Mike non ha mai smesso, non e’ mai crollato, non ha mai fallito ed ora sicuramente sarà tra gli Angeli Celesti con cuffie e scaletta alla mano per il quiz finale, quello per il Padre Celeste.

Addio Mike ci mancherai…..


Treviso 06 giugno 2009 di Stefano Cottini

CORDOGLIO E AIUTI IMMEDIATI

Oggi 6 Giugno 2009, nel primo pomeriggio, il Comune di Riese Pio X e i Comuni limitrofi nella Provincia di Treviso (sud-ovest) sono stati colpiti da una violenta tromba d’aria.

Dalle nostre case, per fortuna colpite non gravemente, abbiamo subito sentito le sirene dei Vigili del Fuoco, delle autoambulanze e della Protezione Civile invadere le strade.

Guardando fuori dalle finestre si vedevano alberi sradicati, tetti di case scoperchiati, capannoni divelti, campi coltivati devastati, gente presa dal panico ma subito pronta a rimboccarsi le maniche per rassettare i cocci.

Per qualche ora è mancata la corrente e siamo stati isolati. C’era un silenzio inusuale e foriero di brutte notizie.

Solo accendendo la televisione, dopo il ritorno della corrente, e sentendo i primi resoconti, ci siamo potuti rendere conto che le brutte notizie non finivano lì.

Nel Comune di Riese Pio X, casa natale di, al secolo, Giuseppe Melchiorre Sarto (Riese, 2 giugno 1835 – Roma, 20 agosto 1914), la tromba d’aria in proporzione è stata peggio del terremoto all’Aquila.

Più di trenta i feriti, 200 gli sfollati, case distrutte; questo è stato il tremendo pomeriggio di Riese, tutto svoltosi in pochi minuti.

I residenti con orgoglio e senza lasciarsi sopraffare dagli eventi hanno desiderato vegliare fuori dalle loro macerie.

A tutt’ora le strade sono impraticabili, i Pronti Soccorsi della zona pieni.

L’unica cosa che noi, di Destra Libertaria, possiamo fare è questo articolo di cordoglio e mettere a disposizione il link della Provincia di Treviso nel sito www.destralibertaria.it per qualsiasi contatto e aiuto per la popolazione colpita.

Sarà nostro compito informare e attivare tramite i contatti a nostra disposizione (comunali, provinciali, regionali e non per ultimo nazionali) tutti i politici che possono aiutare per trasformare la famigerata politica del dire ad un’ immediata politica del fare.

Non avendo più parole, per altre informazioni rimandiamo ai siti:

·         www.comune.riese-pio-x.tv.it

·         www.provincia.treviso.it

Movimentandoci immediatamente salutiamo tutti.

Luana Marcon & Stefano Cottini

Padova 04 giugno 2009 di Anna Scapin

FORZA FABRIZIO FROSIO!!!

Chi desiderasse capire le origini, le aspirazioni e le dinamiche del Cristianesimo sarà meno curioso di sapere se Gesù camminasse davvero sulle acque e più interessato alla figura di Cristo come emerge dalla fede, dalle credenze e dalle pratiche dei primi cristiani e di quelli che li seguirono nel corso dei secoli. Per capire le motivazioni e le aspirazioni da cui trassero vita le prima Comunità Europee, dobbiamo calarci negli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale e vestire i panni dei leader politici e della classe dirigente dei principali stati europei dell’epoca. Solo tre decenni prima i leader politici che in seguito avrebbero dato vita alle Comunità europee avevano combattuto la cosiddetta Grande Guerra che all’epoca sembrò un’esperienza devastante; faticosamente trovarono un accordo di pace con il trattato di Versailles. Ma all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, la stessa classe dirigente si trovò di fronte al fallimento di quell’ordine internazione faticosamente costruito. La nuova guerra fece apparire poca cosa tutte le carneficine avvenute precedentemente colpendo militari e civili. Esso costituiva l’esito di un modello di conflitto europeo che per duecento anni aveva causato l’esplosione di scontri armati. La genialità dei padri fondatori dell’integrazione europea fu quella di cercare una soluzione che abbracciasse sia la sfera politica sia quella economica. L’Unione Europea è sin dalle origini un progetto politico che ha fatto ricorso a strumenti economici. Ciò che contava nelle menti dei fondatori era non ripetere gli errori precedentemente commessi. La migliore espressione di questo disegno può trovarsi nella dichiarazione di Schuman del 9 maggio 1950 in cui affermò che “la pace nel mondo non può essere salvaguardata se non facendo sforzi costruttivi proporzionati ai pericoli che la minacciano”.

L’anno prossimo scade il decennio entro il quale l’Unione Europea, secondo gli accordi di Lisbona del 2000, rilanciati nel 2005, doveva diventare la società basata sulla conoscenza più avanzata del mondo; sarebbe il caso di avviare una seria riflessione sui motivi del fallimento degli obiettivi perseguiti con i Piani di riforma nazionali. Il tema delle riforme è ritornato prepotente nel dibattito politico, innalzandone il basso livello. Tutti hanno riforme da proporre ma manca un comune sforzo per redigere una lista di priorità e dei costi da sopportare per ottenere i ricavi futuri che da esse si attendono. Le speranze dei firmatari degli accordi europei di parte italiana è che il Paese, sottoposto al vincolo esterno, le avrebbe accettate e in parte, ha avuto ragione. Ma il processo si è arrestato di fronte alla volontà dei grandi Paesi di procedere per proprio conto ma soprattutto perché è venuto meno il convincimento che sia la concorrenza l’unica disciplina delle crisi, la spinta più efficace allo sviluppo e il viatico più efficace alla meritocrazia e all’etica degli affari. Invocare un’Unione Europea diversa non contrasta con la richiesta di chi chiede al Paese di dare innanzitutto prova, con comportamenti coerenti, che è questo ciò che vuole affinché i meccanismi democratici trasmettano l’urgenza del bisogno alla politica. Questa è quindi la prima verifica da fare e la candidatura europea si porta con sé questa grande responsabilità in un momento economico e politico non semplice ma anche con un bagaglio storico e culturale di non poca rilevanza. Credo sinceramente che votare Fabrizio Frosio sarà la miglior scelta che noi del nord est potremmo fare. Egli infatti rappresenta il cittadino veneto e del nord est nella sua semplicità, concretezza e disponibilità. E’ inoltre una figura nuova e credo profondamente che la politica oggi abbia bisogno di nuovi slanci e di nuove persone. Frosio dovrà essere portavoce delle esigenze dal punto di vista economico oltre ad interessi socio culturali della nostra nazione; e in questo mondo di concezioni contrastanti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non avrà paura di esprimere il proprio pensiero quando saranno in gioco i valori con cui è cresciuto. Negli incontri fatti in questo mese con la gente ho avvertito un grande necessità di dialogo con il cittadino che spesso si sente dimenticato. La politica oggi ha la reale necessità di riacquistare la propria essenza di “polis”. Concludo semplicemente dicendo che la candidatura di Frosio è per noi una grande sfida e una grande opportunità per tutti.


Riproduci nel player

 

 

Intervista a Fabrizio Frosio

 

candidato alle elezioni europee (PDL)

  da Radio Radicale 2 giugno 2009

 

 


Treviso 02 giugno 2009 di Stefano Cottini

Storia della festa del 2 giugno

E’ dal 2001 che è stata ripristinata la festa del 2 giugno.

Atto che dovrebbe ridare agli Italiani la memoria storica, forse, chi lo sa.

Sta di fatto che, se si guarda la televisione, si vedono solo colonne autostradali e Italiani “beoti” pronti al ritorno da un ponte buono per la tintarella e non per il ricordo.

Ricordo in bene o in male ma che, come tutte le altre date storiche, devono trovare un posto d’onore nel cuore della Patria.

Comunque la si pensi bisogna ricordare, onorare ed essere coscienti nella nostra storia.

Per i più smemorati ricorderò (dati presi da internet), per punti, gli eventi principali:

Il 2 giugno 1946 si svolse il Referendum istituzionale che mise fine alla monarchia nel nostro Paese.
Gli italiani scelsero la Repubblica e insieme votarono per eleggere i 556 deputati dell'Assemblea Costituente che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale.

Fu la prima tornata elettorale a vero suffragio universale, in quanto per la prima volta nella storia del paese andarono alle urne anche le donne: si recò a votare l’89,1% degli aventi diritto al voto, pari a 24.947.187 italiani.

Il risultato delle urne fu di 12.717.923 voti a favore della Repubblica, contro i 10.719.284 a favore della Monarchia. Al nord Repubblica e Monarchia avevano ottenuto, rispettivamente il 64,8% ed il 35,2%. al centro il 63, 4% ed il 36,6%. La situazione era rovesciata al Sud, dove la Monarchia aveva vinto dappertutto con percentuali del 67,4% contro il 32,6%.
Il capoluogo di provincia più repubblicano era Ravenna con una percentuale del 91,2%; seguiva a ruota Forlì con l'88,3%. Siciliani i comuni più monarchici: Messina (85,4%) e Palermo (84,2%).

Il 13 giugno, Umberto II, "il re di maggio" (10 maggio-13 giugno 1946), partì per l’esilio e la XIII disposizione transitoria della nuova Costituzione vietò l'esercizio dei diritti politici ai membri e ai discendenti di Casa Savoia e l'ingresso in Italia ai discendenti maschi della famiglia.
I Savoia sono tornati in Italia solo il 15 marzo 2003, dopo 57 anni di esilio.

La festività nazionale del 2 giugno, data della fondazione della Repubblica italiana, venne istituita nel 1949. Nel 1977 venne soppressa a causa dell'elevato numero delle festività infrasettimanali e della loro negativa incidenza sulla produttività sia delle aziende che degli uffici pubblici e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di giugno.

La festività è stata ripristinata nel 2001 con la Legge 20 novembre 2000 n.336, in quanto parte fondamentale della memoria storica italiana.

Sperando che questo piccolo ricordo sia per tutti un monito per prendere meno sole e un libro in più in mano, auguro a tutti buona festa del 2 giugno!


Treviso 31 maggio 2009 di Ufficio stampa

 

                                          Rassegna stampa

    

                   

 

                         

            

 

            

 


Verona 31 maggio 2009 di Ufficio stampa

 

                                   Rassegna stampa

 

 


Treviso 24 maggio 2009 di Ufficio stampa

 

            

 

                                    


Treviso 22 maggio 2009 di Ufficio stampa

 

                

 


Padova 16 maggio 2009 di Anna Scapin

Oggi a Camposampiero (PD) si è svolta la cerimonia d’inaugurazione del  restauro all’Oratorio della Madonna della Salute. Eretto nel secolo XV  dai Querini divenne nel XIX secolo un luogo di preghiera molto frequentato in seguito alla liberazione di Camposampiero dal colera per interecessione della Beata Vergine.

Erano presenti tutti coloro che hanno contribuito al restauro, il Ministro Brunetta e il nostro responsabile provinciale, Formisani Cristian oltre ad altri noti rappresentanti dell’economia e della politica locale. Come ha giustamente affermato il nostro Ministro, siamo in piena campagna elettorale ma la vera politica è fatta di gesti come questo che vedono nel concreto un impegno nei confronti del proprio territorio.

 

    

 



 

 

 


Treviso 26 aprile 2009 di Luana Marcon

CANE NON MANGIA CANE !

Sono l’ennesima testimone del mal funzionamento della “Zia Burocrazia”.

Dopo un incidente lavorativo accadutomi circa da un anno, ebbi attualmente a che fare con un’odissea burocratica ancora lunga da finire perché lo stesso trauma mi ricapitò quindici giorni fa.

Tutti sappiamo che quando si subisce un infortunio sul lavoro le competenze relative sono dell’Istituto Nazionale Assistenza Infortuni Lavorativi (INAIL).

Trascorsi i primi giorni di malattia (competenza dell’INPS), mi balenò nella testa che la mia situazione di ”limitata autonomia” fosse, quindi, di competenza dell’INAIL.

Mi rivolsi a quest’ultimo ed effettivamente valutò l’evento capitatomi conseguente all’incidente iniziale per cui iniziò la procedura per spostare la mia posizione dal primo al secondo Istituto.

Per fare ciò mi diedero un modulo da far compilare al mio medico di base che non volle prendersi nessuna responsabilità sostenendo che il Pronto Soccorso è l’organo competente per la compilazione del modulo. Andai al Pronto Soccorso.

Incontrai un medico che mi fece aspettare nel suo studio, davanti a tutti i suoi bei diplomi, venti minuti. Mi disse, dopo aver parlato con un suo superiore perché non sapeva come comportarsi, che loro non potevano fare nulla e in malo modo, iniettandomi molta sfiducia, m’inviò all’INAIL della mia Provincia.

Arrivata all’ennesimo sportello, un altro laureato in medicina legale dette dell’incompetente al collega del mio paese. Riconfermò la sua tesi aggiungendo che l’errore iniziale era nell’aver trasformato la posizione da malata ad infortunata. ERRORE, secondo quest’ultimo, dovevo restare semplicemente come all’inizio.

Nella mia testa, allora, lo sconforto prese il sopravvento. Unico consiglio che mi diede fu di rivolgermi ad un “Patronato sindacale di assistenza ai lavoratori” per mettermi in contatto con un altro laureato in medicina legale.

Presi il mio caro compagno di viaggio, il faldone di documenti medici, e me ne tornai a casa con la bile in fiamme. A questo punto della storia mi faccio delle domande:

·         E’ l’INAIL un istituto che dà chiare informazioni al lavoratore?

·         Vista la legge, perché l’INAIL non rimborsa le spese di viaggio per raggiungere i mille uffici di sua competenza?

·         L’INAIL prende seriamente l’operato degli amici sindacati o se ne beffa?

Sono sicura che la strada sarà lunga e tortuosa. La mia stanchezza è al massimo ma sono una CITTADINA che vuole far valere i propri DIRITTI nonché una LIBERTARIA convinta.

Forte delle leggi che dovrebbero tutelarci ma che non vengono applicate, combatterò sino ad arrivare alla soluzione di questa Battaglia Burocratica, dove CANE NON MANGIA CANE !!!


Treviso 25 aprile 2009 di Stefano Cottini

Il giorno dopo

Ho poco più di trent’anni ma non ho memoria di un anno dove le polemiche non si sprecassero per giudicare o essere giudicati a causa del 25 Aprile.

Sono molto stanco!!!

Ora potrei dire la mia, ma perché, non altro per fare un’altra goccia del mare nell’oceano dell’ipocrisia. No grazie!!!

Quindi, questo articolo non doveva essere scritto. Pensai allora di unire qualche riga per la resistenza. Aspettate, non quella ufficiale ma quella che morì per l’ideale giusto o sbagliato che fosse stato.

Si osanna il 25 Aprile come “liberazione” dall’occupazione “nazi-fascista” dell’Italia (o meglio di Milano), ok, nulla da dire, è vero. Ma…

Può essere vero che in un giorno tutto un esercito in guerra, malconcio quanto si voglia, venga sconfitto definitivamente? NO, la Vera Storia, quella con la S maiuscola… dice un’altra cosa.

Quasi nessun libro ufficiale ne fa menzione ma dal 26 Aprile 1945 un manipolo di fedelissimi alla “Repubblica Sociale Italiana” disse di no.

Lungi da me voler fare dietrologia o apologia, ma quel vizio che ho di essere un appassionato di storia m’impone una correttezza troppe volte non esercitata dalle “penne forti”.

Siamo abituati ad identificare “la resistenza” abbinandola ai combattenti italiani che si opposero, con alterne vicende (giuste e sbagliate), al Fascismo e più in grande alla guerra dell’ Asse. Vero!!!

Etimologicamente le parole “Resistenza” e “Partigiano” hanno rispettivamente un significato di forza e di parte.

A che cosa? Agli occupanti o ai vincitori !!!

Così fu anche per i Fascisti dal 26 Aprile 1945. Si chiamarono “Lupi Grigi” scapparono sulle montagne del nord Italia non valicando mai il confine.

Non ebbero contatto alcuno con le città del “nuovo corso storico”, non ebbero nessuna informazione e, come spesso capita, la fantasia prese il sopravvento.

Molti erano convinti che Mussolini, scappato alla cattura, li dovesse raggiungere nei covi di fortuna per comandarli ed organizzare una resistenza stremata sino alla fine, sino alla morte più onorevole che un combattente possa conoscere: il campo di battaglia.

Molti altri erano convinti che, addirittura, i giapponesi con i tedeschi stessero riorganizzando le file a Berlino, sotto terra, nelle fogne. Dovevano solo aspettare l’arrivo dei rinforzi per riconquistare quelle città che per loro era naturale fare ritornare “alla normalità”.

Con le scarpe rotte, un moschetto con poche pallottole, pochi viveri e nulli contatti, questi giovani o vecchi che fossero non mollarono e morirono per il loro ideale.

Erano loro i veri Partigiani del giorno dopo, il 26 Aprile 1945.

Quindi, cari lettori scusate se, oltre al 25 Aprile di ogni anno (festa oramai di tutti ed era ora),  festeggerò o meglio avrò una preghiera anche per il “giorno dopo”. Farò menzione di quegli Uomini convinti, come oramai troppo pochi, della giustezza delle loro idee.

Vorrei dedicare queste poche righe, piccolo segno dei suoi insegnamenti, a Giano Accame.

Fu mio maestro grazie ai suoi scritti.

Fu mio mentore grazie alle sue posizioni.

Fu mio ispiratore quando pensavo di essere il solo a pensarla diversamente.

Ciao Giano, sempre presente.


Verona 08 aprile 2009 di Fabrizio Frosio

 

                   COMUNICATO STAMPA

 

Grande senso di vergogna ed immenso stupore nel denunciare la mancanza di tatto e di senso civile dimostrato dal tg1 delle 13.30 del 7 aprile, dove si decanta l’incredibile audience; record di ascolti per l’edizione speciale sul terremoto dimenticando forse, che non era la spettacolarizzazione dell’evento ad alzare gli ascolti, ma la consapevolezza di un dramma fatale per 272 persone, famiglie distrutte, 1000 feriti e più di 27mila persone senza tetto.

Prima di festeggiare questi ascolti, ricordiamoci chi sono “protagonisti” di questo show; gente a cui è crollato il mondo addosso.

Come responsabile Regionale di Destra Libertaria (PdL), chiedo che venga fatta luce su questa mancanza di rispetto, e che il direttore di questo telegiornale ne risponda personalmente e chiederemo alla dirigenza Rai delle scuse per quanto accaduto.


Verona 08 aprile 2009 di Ufficio Stampa

 

Veronaoggi.it

 

                    Destra Libertaria: raccolta aiuti per Abruzzo

 

Destra Libertaria Veneto organizza una raccolta di pannolini per bambini e assorbenti igienici femminili da portare in Abruzzo per le famiglie colpite dal terremoto.

Comunichiamo inoltre, che saranno consegnati personalmente da noi e sarò presente per testimoniare, che arriveranno direttamente sul posto nei giorni di lunedì e martedì di settimana prossima.

Per chi ha il modo di farceli pervenire o darci delle informazioni su chi ce li può donare lascio il mio numero e la mia mail.

Per info: Fabrizio Frosio 3461390040

mail: fabrizio.frosio@destralibertaria.it


Treviso 06 aprile 2009 di Stefano Cottini

La via per le Stelle

Quanta acqua sotto i ponti, quante “case” lasciate per un briciolo di speranza, quante liti buttate giù da un terrazzino di ricordi!

Tutto questo è stato parte di un passato tanto vicino per me quanto lontano nella realtà attuale.

Noi Libertari siamo entrati nella Storia, quella con la “S” maiuscola.

Non abbiamo chiuso nessuna porta e abbiamo aperto il portone del Popolo della Libertà.

Vivaddio forse, allora, tutte quelle battaglie passate non sono state vane!

Facendo un passo indietro e guardando al passato potrei chiedermi perché la destra? Perché proprio “Destra Libertaria”? Perché schierarsi? Perché sentire il bisogno di divulgare le proprie idee? Perché combattere? Perché voler entrare nel gioco della competizione elettorale?

Nati alla fine degl’anni ’70, agli albori dell’era Craxi, dove tutto si anestetizzava con piccole battute bonarie, dove tutto si risolveva con una schiacciante botta sulla spalla, dove i nostri governatori avevano l’abbonamento decennale a Montecitorio, dove le scorrettezze per il “bell’apparire” erano quotidiane, ci si gongolava nel risultato di un post boom economico oramai destinato al crepuscolo.

Cresciuti nella bambagia, rassicurati dallo sguardo dei nostri genitori fieri di poter sfoggiare un lavoro a tempo indeterminato e frementi nell’aspettare quelle due settimane di ferie estive per portarci al mare a giocare con altri bambini ignari come  noi del triste futuro che c’aspettava.

E’ si, è dura essere scaraventati senza preavviso nella recessione, è dura vedere il proprio padre, che avrebbe dato la vita per noi, correre a destra e a manca per racimolare qualche quattrino per pagare quel mutuo cominciato all’inizio dei tempi o l’affitto che con gli scatti ISTAT diventava sempre più insopportabile, ma ne siamo stati testimoni e, senza averlo chiesto, inconsapevoli protagonisti nella stessa nostra difficile costruzione del domani.

Amici, compagni dei tanti giochi al parco e poi delle mitiche bevute nei pub, dei primi tragici approcci con l’altro sesso, lasciati morire dalla noia, dalla rassegnazione, dallo sbarcare un lunario in un cielo che di stelle non ne ha più.

Mia gente costretta all’espatrio per far valere una laurea costruita mattone su mattone lasciando per terra un po’ di sangue ogni giorno, ogni volta che la loro mano stringeva altre mani ipocrite capaci solo di chiedere senza rendere una giusta gratificazione a GENTE CHE VALE.

Si, è proprio qui che vanno a parare le mie domande: dove, come si possono dare delle risposte alle persone che valgono?

La mia risposta era, è e sarà sempre LA POLITICA FATTA DALLE STESSE PERSONE.

30 anni, anni di scelte, di coraggio, di discese in campo. Ecco perché secondo me il “fare” politica e non il “dire” politica è la scelta migliore, ecco perché Il Popolo della Libertà è il giusto porto dove attraccare la nostra barca per entrare nel Transatlantico della politica fattiva.

30 di una persona sono anni dove il ragazzo diventa uomo e si prende le sue responsabilità.

Io lo sto facendo e ho scelto.

Chi esce dal gioco, non è che perda, ma rimane avvinghiato, comunque, nelle strame dello stesso e potrebbe morirne soffocato.

Io ho scelto di entrare con D.L. nel Popolo della Libertà. Mi sono schierato.

Perché?

Penso che a questa domanda, per onesta intellettuale, si debba rispondere con parecchie parentesi: storia personale, esperienze fatte e subite, comunicazione, amicizie e tante altre piccole cose che solo ognuno di noi potrebbe dare dei nomi.

Forse da giovani si entra per scherzo pensandolo come una compagnia di amici che, ogni tanto, fa un po’ di goliardia alzando il braccio destro al cielo, puntando verso le stelle perché è li che si voleva arrivare; con il naso verso l’alto quasi a voler perdersi e scappare da una realtà che per la maggior parte dei casi ci diceva sempre di no.

Pochi, forse nessuno sapeva che significato avesse quel braccio levato al cielo; ma non si doveva aspettare molto per saperlo almeno cosi volevano farci credere.

C’era la scuola, le ore di storia, con professori fatti con lo stampo, da dove uscivano le stesse parole, con lo stesso vocabolario, piene di infamie verso i nostri avi e la Nostra Patria.


Verona 03 aprile 2009 di Fabrizio Frosio

 

                   COMUNICATO STAMPA

 

                                      "Tutto il Pdl va al Vinitaly"

 

              

 

La giornata di ieri è stata veramente fuori dal comune. Anche io, come tutto il PDL Veneto, ero in fiera a Verona per l’apertura del Vinitaly 2009. Do per scontato, che sappiate che i vini in fiera sono sempre ottimi, poiché fanno degustare prettamente le migliori riserve e devo dire che è stato difficile uscirne indenni.

La polemica più sentita però, non è quella delle presenze illustri, tra cui il governatore Galan, il ministro Zaia, le veline Canalis e Corvaglia ed altri nomi famosi; la comunità politica è rimasta sconcertata dal fatto che tutto il PdL Veneto abbia “marinato” il Consiglio Regionale per partecipare a questa kermesse.

A me non sembra affatto così grave; se guardiamo i dati di questa fiera, 80 milioni di euro annui di fatturato dell’ente, tutto esaurito di prenotazioni per la prossima annata del Vinitaly, e non manca mai il pieno di presenze; e allora, se il mestiere del politico deve essere quello di rapportarsi con la gente, questa è l’occasione migliore, anche perché un buon bicchiere di vino ti apre sicuramente la mente e ti predispone ad accordi e non alle battaglie.

Sta di fatto, che l’opposizione Veneta è andata su tutte le furie, richiedendo l’alcool test per i Consiglieri (cosa che non è stata possibile, in quanto non sono mai rientrati da Verona) e le scuse scritte per l’accaduto. Stupito anche il gruppo della Lega, che invece era presente in Consiglio. La critica al gruppo del PdL è per non averli avvisati, in quanto ai leghisti si sa, un buon bicchiere non si rifiuta mai.

Dopo questo giallo politico-vinicolo Veneto staremo a vedere i risvolti, perché a ragion del vero, Tosi e Galan sembra abbiano parlato in fiera delle Regionali, Giorgetti e Tosi delle candidature; a noi  non è restato che il vino; speriamo nel prossimo giro.

Scherzi a parte, invito tutti gli amici a visitare questo evento mondiale che fa parlare dei Veneti in tutto il mondo.


Verona 02 aprile 2009 di Fabrizio Frosio

 

                   COMUNICATO STAMPA

 

Trovo molto ingiusto e oltraggioso accusare la popolazione italiana, e in particolar modo quella veronese, di razzismo come ha fatto Germani Giancarlo il Segretario del Partito Italiano Rumeni, vorrei ricordargli che sono molteplici i delitti e le aggressioni, gli stupri e le rapine subite dagli italiani e dai veronesi da gruppi organizzati di etnia rumena, ma non per questo si criminalizza il loro  popolo.

Va però  ricordato, senza dubbio, che i fatti sono lampanti; la maggior parte dei rumeni che sono in Italia e non lavorano, sono quelli che troviamo sui giornali di tutti i giorni per aver commesso crimini.

E’ altrettanto vero, che ci sia una buona parte che lavora e non crea problemi, ma difatti non si parla di loro.

Trovo molto grave che lo stesso Germani affermi, che la popolazione rumena sia vittima di provvedimenti discriminatori da parte del Governo nei loro confronti; anzi penso che gli italiani stiano dimostrando un grande “self control”  nel non manifestar il proprio diritto alla sicurezza e al quieto vivere anche con manifestazioni che potrebbero sfuggire di mano.

Interpellando il Presidente Napolitano, Germani ci fa capire chiaramente di classificarci come xenofobi; citando casi come quello di Erba; dove si e’ scoperto che Azouz non è un assassino, ma nemmeno un santo, bensì uno spacciatore incallito.

Non voglio entrare in merito alla vicenda di Villafranca di Verona, che chiariranno le indagini in corso, ma trovo pretestuoso cavalcare l’onda per gettare fango sugli italiani, che a dire il vero, devono sopportare anche troppo; vivere in “bunker” con la continua paura non e’ una situazione che gli Italiani hanno voluto, ma che si sono trovati per colpa di chi ha voluto un’immigrazione insensata e senza controlli, dove i primi ad arrivare sono state le persone allontanate dagli stati da cui provenivano e di certo non perché erano dei santi.

Rifletterei prima di aumentare ancora la già pesante sensazione di insicurezza e paura degli stessi,  perché i casi di intolleranza verso i rumeni non sono dati dall’inospitalità italiana, ma al contrario alla mancanza del rispetto delle leggi e del senso civile di chi viene in un paese e a volte pretende come diritto  ciò che gli altri hanno faticato per ottenere.

Tra i Padani e tra gli italiani sicuramente ci sono anche delle persone poco civili o peggio dei delinquenti, ma proprio perché dobbiamo già pensare a loro  trovo veramente vergognoso doverci occupare anche di chi in Italia viene non per lavorare ma per delinquere.


Verona 31 marzo 2009 di Fabrizio Frosio

La sicurezza: diritto  di ogni uomo

Vent ‘anni fa avevo quindici anni e mi ricordo ancora i miei genitori lasciare porte e finestre aperte anche la notte senza alcun timore abitando in un piccolo centro storico di un piccolo paese vicino a Salò.

Non è passato un secolo ma questa tranquillità e questo “viver quieto” è solo un lontano ricordo. Ora la gente anche li ha paura di uscire la sera se non in gruppo, la malavita di ogni sorte soprattutto extracomunitaria è arrivata anche li. Stessa sorte ha avuto anche il paradiso, dove nessuna sorte di droga era mai comparsa, ora è un “sentir quotidiano” lo spaccio e l’uso di droghe di qualsiasi tipo.

Non vi è dubbio che il sentirsi sicuro nella propria casa, nel proprio paese, è un’esigenza di ogni uomo e ogni donna che vuole tutelare la propria famiglia e i propri figli. Quante volte ho pensato a chi ha fatto grandi investimenti per comprare casa in nuovi quartieri di grandi città e dopo pochi, pochissimi anni si trasformano in quartieri degradati che oltre al valore economico decimato si trasforma in un incubo di vita, dover fare le guardie del corpo ai propri figli, attrezzare le proprie case con sistemi di sicurezza da istituto bancario, vivere sempre con allarme alto e subire furti continui. Come si puo’ vivere cosi? Ecco perche’ la sicurezza è uno dei diritti primari dell’uomo ed è per questo che ritengo necessaria una trasformazione sulle regole vigenti aumentando i controlli anche ripristinando le frontiere, mercati aperti ma frontiere di controllo.

La sicurezza è qualità di  vita è ciò che allunga e migliora il proprio reale bisogno di tranquillità e per questo ritengo che le misure adottate fino ad ora siano insufficienti e che sia necessario portare all’ordine del giorno la difesa del diritto alla sicurezza come bene comune.

Giusto si rispettare il diritto alla vita di ogni uomo, ma se per conseguire questo dobbiamo ledere uno dei diritti più fondamentali della vita umana bisogna credersi se non sia il caso di rimettere al centro la bilancia cercando di stabilire un equilibrio tra diritto e diritto tutelando anche chi vive sul territorio e non ha nessuna intenzione di cambiare.


Verona 31 marzo 2009 di Ufficio Stampa

 

Veronaoggi.it

 

Destra Libertaria è entrata a far parte del PDL

 

Nella giornata di venerdì, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha chiamato sul palco tutti i partiti e movimenti minori, che insieme a Forza Italia e Alleanza Nazionale sono confluiti nel Popolo della Libertà. Tra questi vi era anche la Destra Libertaria di Luciano Buonocore con i suoi due delegati veronesi presenti a testimoniare questo grande passaggio.

Il coordinatore Regionale Veneto Fabrizio Frosio ed il portavoce Provinciale Verona Spadoni Paolo hanno votato, insieme ad altri 6000 delegati Nazionali, Silvio Berlusconi leader del partito unico.

Tutti noi di Destra Libertaria abbiamo partecipato compatti; pur se notte inoltrata, alla votazione degli emendamenti dello statuto, approvato in via definitiva il giorno 29 Marzo all’unanimità nella sala del 1° Congresso Fondativo della Fiera di Roma, gremita di gente.

Entusiasmo ed euforia per i discorsi ben consistenti di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini; altrettanto per gli altri “big” del attuale governo.

Unanime e’ stato l’applauso per il ministro Brunetta, che ha portato dentro la sala un vento di modernità e di fiducia; tanto da portarlo ad emozionarsi lasciandosi sfuggire qualche lacrima, altrettanto caloroso e sentito il sostegno per il Governatore Veneto Giancarlo Galan.

La nostra più totale adesione e acclamazione e’ stata per Alberto Giorgetti alla fine del suo breve ma intenso discorso.

Ora il Popolo della Libertà e’ nato e noi di Destra Libertaria daremo ogni possibile sostegno costruttivo e leale per i lavori e per  la presenza sul territorio Veneto.

 

                                             

                   Popolo della Libertà Veneto

 

 

    

 

                 

 

    

    

  

  


Verona 13 marzo 2009 di Fabrizio Frosio

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il Coordinatore Regionale del Veneto Fabrizio Frosio ed il responsabile  comunale Riva del Garda Carlo Pedretti, saranno presenti con un gruppo di venti persone al convegno di ‘Rete Italia’ che vedrà presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano ed altri  esponenti del PDL, quali porteranno loro contributo nel dibattito sulla crisi economica e i valori nella politica.

Accettiamo con grande entusiasmo l'invito rivoltoci dal coordinatore regionale PdL di Trento; faremo sentire nostra presenza ed il nostro contributo all'interno del più grande partito Italiano di cui saremo parte anche nella regione del Trentino Alto Adige.

 

PDL: CONVEGNO DI 'RETE ITALIA' A RIVA DEL GARDA CON BERLUSCONI

(ACSA) - Roma, 11 mar - La crisi della finanza, l'onnipotenza della scienza, i valori, la politica. Da venerdì a domenica a Riva del Garda (Trento), 'Rete Italia' ha promosso un convegno per cercare di capire quale ruolo potranno rivestire cattolici e laici nel Popolo delle Libertà. Il convegno e' stato presentato questo pomeriggio a Montecitorio dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dal vice presidente della Camera, Maurizio Lupi e dal vice coordinatore nazionale di Forza Italia, Giancarlo Abelli.

''Non e' il raduno di una corrente perché nel Pdl le correnti non esistono, anzi sono vietate - ha subito spiegato Formigoni - vogliamo dare un contributo a quel Pdl che ambisce ad essere il più grande partito della storia politica italiana avendo l'ambizione di riunire tutti i moderati e i riformisti che sono maggioranza nel paese''. Nutrito il parterre dei partecipanti.

Nel corso dei tre giorni di lavori e' previsto l'intervento dei ministri Sacconi, Frattini, Gelmini, Fitto e Alfano.

L'apertura e' affidata al Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, mentre domenica mattina ci sarà l'intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.


CONTINUA

Inizio Pagina

Videoteca
   
Videoteca
domenica 31 gennaio 2010 19.04.46