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Fabrizio
Frosio
Responsabile Regionale Veneto
fabrizio.frosio@destralibertaria.it

Anna Scapin
Responsabile Comunicazione e Propaganda
Veneto
anna.scapin@destralibertaria.it
 Paolo Spadoni
Responsabile Provinciale
Verona
paolo.spadoni@destralibertaria.it

Cristian Formisani
Responsabile Provinciale
Padova
cristian.formisani@destralibertaria.it

Daniele Zamparo
Responsabile Provinciale Venezia
daniele.zamparo@destralibertaria.it
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Destra
Libertaria di Luciano Buonocore e in particolare la delegazione veneta di
Fabrizio Frosio si avvolgono attorno al cordoglio dell'amico stimato Alberto
Giorgetti e al fratello Massimo Giorgetti per la incolmabile perdita della
moglie Barbara Baraldo nella notte di mercoledi. Un grande e caloroso
abbraccio va anche ai due figli Federico e Matteo e il nostro dolore si
unisce alle nostre preghiere.
"Perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del
Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo
stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo
anche con la sua risurrezione"
Fabrizio Frosio
Mercoledi 26 novembre presso Sala Ater Piazza Pozza, Verona
ore 20. 30
Movimento Culturale
Destra Libertaria Veneto presenta:
Un saggio di
Antonio Carioti
sui giovani
neofascisti: nemici di comunismo e americanismo
Saranno presenti l'autore Antonio Carioti e
Luciano Buonocore Segretario Nazionale Destra Libertaria
È
da qualche anno, ormai, che gli storici si vanno interessando dei giovani, e
spesso giovanissimi, italiani
che dopo l' 8 settembre 1943 scelsero la Repubblica sociale, soprattutto per
un atto di estrema ribellione contro il «tradimento» del re e di Badoglio.
Meno noto è che, nei primi anni del dopoguerra, molti di quei giovani
avrebbero animato un movimento che,
per capacità di mobilitazione e vivacità culturale, può essere addirittura
considerato una specie di «Sessantotto nero». Questa appunto è la
definizione che utilizza Antonio Carioti, in un lavoro di grande interesse
dedicato a un settore minoritario ma certo non irrilevante del mondo
giovanile (Gli orfani di Salò, Mursia, pp. 293, 17). Basti ricordare la sua
capacità di penetrazione nel mondo universitario: nel 1950, ad esempio,
nelle elezioni per le rappresentanze studentesche i neofascisti
conquistarono a Roma il primo posto.
Presto i giovani missini diventano protagonisti delle agitazioni contro l'
aumento delle tasse
universitarie, trovando in questo la collaborazione dei coetanei di estrema
sinistra. Ma la grande questione che permette loro di acquisire consensi
anche nelle scuole medie è quella giuliana: nelle manifestazioni contro Tito
e per il ritorno all' Italia dell' intero Territorio libero di Trieste
trovano la possibilità di intercettare un sentimento patriottico che sembra
ricevere scarsa o nulla attenzione dagli altri partiti. Il ruolo dei giovani
neofascisti si rivela decisivo nell' affermare con l' impiego della forza
fisica il diritto del Msi a scendere in piazza, messo spesso in discussione,
soprattutto nelle città del Nord, dal diretto intervento dei militanti
comunisti. Il libro di Carioti restituisce qui efficacemente il quadro di
un' Italia dominata, ben prima dei cosiddetti «anni di piombo», dallo
scontro violento tra fascisti e comunisti. All' inizio si tratta per i
missini di difendere la possibilità di scendere in piazza; ma su questo si
innesta anche una tendenza a considerare positivamente la violenza,
circondandola magari di un' aura eroica. Ecco come un giovane neofascista di
allora descrive oggi un episodio del settembre 1947, quando Almirante fu
costretto da un gran numero di militanti di sinistra a terminare un comizio
dopo appena dieci minuti dall' inizio: «Eravamo in 42 quel giorno e ci
sentimmo come i 300 delle Termopili». Sembra che, alla ricerca di azioni
clamorose, qualche neofascista progettasse addirittura l' assassinio del
direttore dell' Unità Renato Mieli (padre dell' attuale direttore del
Corriere). Pochi anni dopo alcuni giovani neofascisti avrebbero imboccato
anche la via degli attentati dinamitardi contro le sedi di partiti e
organizzazioni antifasciste. L' intensità e la facilità con cui nei primi
anni del dopoguerra l' estrema destra pratica la violenza non deve far
dimenticare che anche la sinistra comunista non disdegna all' epoca metodi
in parte analoghi. Tra i casi più clamorosi riferiti da Carioti, l'
uccisione di Franco De Agazio, direttore del settimanale neofascista
milanese Il Meridiano d' Italia, nel marzo 1947, o la devastazione della
sede del Msi compiuta dal Pci torinese, che nelle modalità (mobili e
documenti gettati dalle finestre, falò acceso sulla strada) sembra
riprodurre le azioni squadriste del primo dopoguerra. In realtà, l'
atteggiamento del partito di Togliatti nei confronti dei giovani missini è
ambivalente. Da una parte, appunto, il Pci non ostacola le spinte della base
in direzione di un «antifascismo militante», necessariamente violento. Dall'
altra è lo stesso segretario a condividere la strategia dell' attenzione nei
confronti dei reduci di Salò messa in atto soprattutto da Ruggero Zangrandi,
che nel febbraio 1947 riconosce loro «un malinteso e tuttavia non troppo
facilmente discutibile amor di Patria». Qualche anno dopo sarà l' allora
segretario della Fgci Enrico Berlinguer a formulare giudizi analoghi, ma -
come osserva Carioti - con una importante differenza. Se da principio il Pci
mostrava di voler recuperare gli ex fascisti, ora nel 1950 si dichiara
disposto alla collaborazione con i fascisti che continuano a dichiararsi
tali: il giornale dei giovani comunisti Pattuglia, ad esempio, ospita un
articolo di Pino Rauti. Il fatto è che, nel nuovo clima internazionale
determinato dalla guerra di Corea, i giovani missini appaiono ai dirigenti
comunisti come possibili alleati nella lotta all' «imperialismo americano».
La maggioranza dei giovani neofascisti, infatti, è risolutamente
antiamericana: ed è questo uno degli elementi che alimentano il conflitto
continuo che li oppone a una dirigenza del Msi che, sia pure tra mille
cautele, si va orientando ad accettare il Patto atlantico e la scelta
occidentale dell' Italia. Più in generale, una parte cospicua del movimento
giovanile contesta la scelta del partito di aprire alle forze moderate e
conservatrici (monarchici, liberali, in prospettiva la stessa Dc). Quando
alla Camera, nel 1949, Almirante parla di «accettazione integrale» del
metodo democratico, i giovani missini protestano con forza. In particolare,
ad opporsi è la corrente «spiritualista», che ha una forte influenza tra i
giovani di estrema destra. Seguaci di Evola, gli «spiritualisti» considerano
«americanismo» e «bolscevismo» come due facce dello stesso male, contestano
il capitalismo e la società di massa, rifiutano in blocco la modernità in
quanto irrimediabilmente edonistica. Il loro radicalismo, che ripropone
confusamente un ritorno alla tradizione (il Sacro Romano Impero e la civiltà
feudale sarebbero «le due ultime grandi apparizioni tradizionali che l'
Occidente conobbe»), li porta a prendere le distanze perfino da certi
aspetti del fascismo in quanto frutto anch' esso della aborrita modernità.
Il libro di Carioti si arresta al 1951, quando gli «spiritualisti»
conquistano la leadership del movimento giovanile. Ma queste posizioni
avrebbero continuato a condizionare per anni l' estrema destra italiana,
divisa tra inserimento nel sistema democratico e sua radicale contestazione.
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Destra Libertaria in Veneto |
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Presentazione a Verona Destra Libertaria, Sala Liston 12
da sinistra: Daniele Ligotti, Segretario Amministrativo DL,
Fabrizio Frosio, Coordinatore Regione Veneto DL, Senatore Enrico
Pianetta di Forza Italia, Luciano Buonocore, Segretario
Nazionale DL, Senatore Maurizio Saia di Alleanza Nazionale,
Paolo Spadoni, Coordinatore Provincia di Verona DL

Gazebo di Destra Libertaria, Piazza Brà, Verona: distribuzione
gratuita di 250 Kg di pane e 200 litri di latte
VENEZIA
— Confcommercio si ribella ai tagli in Finanziaria che
penalizzano la nostra regione. La goccia che fa traboccare il
vaso è la soppressione, da parte del governo, dei promessi 100
milioni di euro di finanziamento per la metropolitana di
superficie. Dopo il no alla detassazione delle tredicesime e il
taglio degli stanziamenti ai Comuni confinanti con le Regioni a
statuto speciale, questa viene percepita come l'ennesima porta
in faccia sbattuta al Veneto, per di più in un grave periodo di
recessione.
«Non capisco come si pensi di far ripartire l'economia tagliando
risorse a servizi indispensabili di una tra le regioni
economicamente più attive d'Italia — sbotta Fernando Zilio,
vicepresidente di Confcommercio Veneto e numero uno di Ascom
Padova —. Faccio appello ai ministri veneti perché si mettano
una mano sulla coscienza e trasmettano ai colleghi il disagio
che stiamo vivendo. Pur comprendendo che siamo in piena
recessione e che VERONA — Ancora una seduta senza risultati
concreti per il «tavolo» che guida il Pdl a Verona. Si doveva
entrare nel merito di scelte importanti (da quella del candidato
alla presidenza della Provincia a quella del vicesindaco a
Palazzo Barbieri), ma ci si è incagliati su di un altro
ostacolo, apparentemente secondario: la designazione dei «tutor
» che dovrebbero accompagnare la nascita del nuovo partito nelle
nove zone in cui è stata suddivisa la provincia.
Nove organismi direttivi, da calibrare in base ai rapporti
interni (e ricordando che a Roma si è deciso di dare il 70% dei
posti a Forza Italia e il 30 ad Alleanza Nazionale). Pare però
che all'interno di Forza Italia non si sia riusciti a trovare
un'intesa tra le diverse «anime» del partito, ragion per cui s'è
rinviato tutto a lunedì prossimo.
Unica decisione concreta presa ieri, dopo il convegno degli
amici di Giovanardi, sabato e domenica, l'inserimento nel
«tavolo» di Agostino dei tagli sono indispensabili, il nostro
territorio non è disposto a fare, inutilmente, da agnello
sacrificale. Vivo queste manovre con un senso di profonda
ingiustizia, come scure brutale nei confronti di una regione che
ha sempre dato molto in termini di Pil e di impegno
imprenditoriale Rossini (designato ufficialmente e per iscritto
dal sottosegretario Carlo Giovanardi) al posto di Brisighella.
Ieri pomeriggio, poi, il commissario straordinario di forza
Italia, Enrico Pianetta, e il vicecoordinatore di An, Stefano
Bertacco, hanno dato il benvenuto nel partito al gruppo di
«Destra libertaria», che già prima delle elezioni aveva detto
addio a La Destra di Francesco Storace per rientrare nel Pdl,
guidato da Luciano Buonocore.
A Verona la nuova formazione sarà capitanata da Paolo
Spadoni, di Castelnuovo, ma non si sa se anche per loro
bisognerà trovare un posto al «tavolo provinciale ».
rinunciarci, se non vogliamo cadere in quell'immobilismo che,
associato alla crisi, porterebbe il Veneto a livelli di
arretratezza mai conosciuti prima. Ci sforziamo di non cadere
nel catastrofismo, ma come si fa a infondere fiducia se anche
tali opere date ormai per scontate non possono procedere, mentre
altrove si usano bel altri pesi? ».
All'amarezza di Confcommercio si contrappone una prima vittoria
di Confesercenti: gli incentivi predisposti, fino al 5 dicembre,
dalla Regione a favore dei negozi dei centri storici. Si tratta
di un contributo del 30% in conto capitale su investimenti di:
riqualificazione dei luoghi di commercio, turismo e tempo
libero, aree mercatali, locali adibiti o da adibire a tali
attività; manifestazioni promozionali, carte fedeltà e alte
iniziative di supporto; sostegno a forme associative e centri
commerciali naturali. Beneficiarie le piccole e medie imprese
del commercio e della somministrazione al pubblico di alimenti e
bevande, Tornando al quale, va detto che ieri ha fuggevolmente
parlato della candidatura alla presidenza della Provincia (dal
Regionale è arrivato l'invito a candidare un «grosso nome»,
invito che ovviamente ciascuno ha interpretato a modo proprio)
mentre non sarebbe neppure stato sfiorato il tema della scelta
del nuovo vicesindaco.
Intanto il tempo comincia a stringere: venerdì prossimo, a Roma,
potrebbe essere convocato il congresso nazionale di scioglimento
di Forza Italia, in vista del nuovo partito. E Verona dovrà
probabilmente «accelerare» per farsi trovare pronta
all'appuntamento.
C.V.
a tutto il Paese. Siamo tra le regioni più virtuose d'Italia e
ci ritroviamo a essere tra le più penalizzate».
Aggiuge Massimo Albonetti, presidente di Ascom Venezia: «La
metropolitana di superficie è tra le infrastrutture più attese,
da cittadini e operatori economici e non dobbiamo Riuniti Gli
uomini Pdl.

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26 agosto 2008
I Film di Toto' non finiscono mai
di Fabrizio Frosio
Carissimi,
Ecco un'altra volta la scenetta di "Toto contro tutti" che va' in atto in
una città del nord, la bella Venezia che rossa com'e', non può permettersi
un affronto cosi contro l'islam.
In Italia chi rispetta le leggi oramai viene considerato un "imbecille" e di
questo se ne e' accorto un buon custode che, per come la penso io, non ha
fatto altro che far rispettare le norme vigenti non facendo entrare persone
mascherate o a volto coperto nei luoghi pubblici per motivi di sicurezza..
Qual'e' lo scandalo? Perché questo custode si deve prendere le parolacce e i
rimproveri da quattro "gioppini" che sono li solo perché trombati da altre
poltrone?
Tengo solo a precisare che la legge dovrebbe essere uguale per tutti e che
sopratutto dovrebbe essere fatta rispettare a tutti e non ci meravigliamo se
poi ci ritroviamo manifestazioni pacifiche con gente armata e a volto
coperto perché questo gran casino di situazione di una falsa giustizia
interpretata giorno si e giorno no da magistrati e illuminati da non so'
quale luce(forse quella dell'idiozia) ce la siamo creata noi continuando a
tollerare queste situazioni di stupida ed ipocrita falsa bontà, che a mio
parere ci porterà a subire grossi colpi di testa da parte di chi oramai ha
capito che siamo in balia dei fantocci mascherati da intellettuali, ma che
di intellettuale hanno solo il conto in banca.
Sono veramente incazzato perché penso solo all' incoerenza di queste persone
che forse non hanno mai visitato un paese arabo come l'Iran dove una donna
che per errore mostra una caviglia in pubblico(non parlo di tette e culi
come da noi) e' stata arrestata e condannata e rispedita immediatamente il
giorno seguente in Italia (E? capitato ad una mia amica che era lì per
lavoro), questo dovrebbe far riflettere e pensare che loro ci stanno pesando
per la nostra fantozziana debolezza nel far rispettare le leggi e ciò porta
tutti i santi giorni ad innumerevoli sbarchi su quali piangiamo finte
lacrime per quelli che non ce la fanno, ma quante lacrime versano le loro
nazioni che ben contente si sbarazzano della zavorra a loro scomoda,
appioppandola al "Babbo Natale" di tutti, la nazione Italiana.
Caro custode e cari Italiani svegliamoci e ribelliamoci a questi finti
Santoni che ci stanno educando al servilismo di correnti intellettuali
ipocrite e demenziali che non porteranno altro che immondizia e degrado,
ristabiliamo un po' di quell'ordine e autorità che hanno fatto dell'Italia
una patria di gloria e quando subiamo queste ingiustizie nei nostri
confronti, dobbiamo essere pronti ad urlare IN ALTO QUELLA BANDIERA quella
che ha portato i valori della cristianità fino a qui, quella degli
insegnamenti di Almirante, quella di Sergio Ramelli e del rogo di Primavalle
che per contrassegnare questi valori hanno perso la vita, non rendiamolo un
sacrificio inutile donando le redini di questa patria alla stupidità ed
incazziamoci se i nostri diritti vengono calpestati per favorire quelli di
qualche ospite, grato si, ma sempre se rispettoso delle leggi del nostro
stato.
Quanto vorrei congratularmi con questo custode e prendere a calci in culo
chi lo vuole perseguire per questo, l'Italia e' veramente la Patria di Toto'
ma non quello dei film a me tanto caro, ma quello della incredibile realtà.
Un abbraccio
Fabrizio Frosio
martedì 26 agosto 2008

da

Venezia: turista con velo lasciata fuori dal museo
Venezia - Porta il velo e non può entrare in un museo. È successo a Venezia,
dove a una donna che indossava il niqab, che lascia scoperti solo gli occhi,
è stato impedito di entrare nelle sale di Cà Rezzonico, il palazzo sul Canal
Grande che ospita il museo del settecento veneziano.
Col velo non si entra La donna, accompagnata dal marito e dalla figlia, è
stata fermata dopo avere tranquillamente pagato il biglietto alla cassa.
Quando è salita ai piani superiori per visitare il museo è stata invitata a
togliersi il velo o a restare fuori per motivi di sicurezza.
Le scuse del museo "E stata la libera iniziativa di un guardiano, che ha
commesso un grave errore - ha dichiarato ai quotidiani locali - Prenderemo
provvedimenti", ha detto, prendendo le distanze, il conservatore del museo
Filippo Pedrocco. Per questioni di sicurezza - ha proseguito Pedrocco - a
Carnevale, per esempio, le persone che entrano mascherate vengono invitate a
scoprirsi il volto, ma la regola va interpretata e in questo caso, dice, "la
signora aveva tutto il diritto di visitare il museo".
22 agosto 2008
CORAGGIO E PAURA
di Stefano Cottini
Avete scelto un leader,
eccolo.
L'avete scelto perché non
c'era di meglio; l'avete scelto perché è in perfetta linea coi vostri
interessi, e cioè la fabbrichetta di papà, la vostra, i vostri soldoni, i
vostri “ideali”, il vostro “non pensare”, il vostro “non riflettere”.
“Se gli imprenditori
vanno alla grande allora anche l'operaio va alla grande”.
Questo mi è stato
risposto quando ho chiesto "perché Voti questa destra? "
Eccomi qua, un trentenne
che s'affaccia per l'ennesima volta ad un'esperienza nuova, in una nuova
realtà politica appena nata piena di buone speranze.
Sì, perché in tanti anni
di militanza politica, apolide in mille case, raramente o forse mai mi
capitò di far incontrare alle speranze i fatti.
Normalmente i fatti più
eclatanti e fondatori d'una idea nuova o propulsori di un'idea tradita
arrivano dopo cocenti sconfitte o delusioni.
Questa volta, devo dire
la verità, Destra Libertaria mi ha stupito per la sua tenacia e voglia di
essere parte integrante di un'idea di Bipolarismo.
Mi ha convinto ad essere
compartecipe di questa grande “Speranza – Fatto”
Perché Voti questa
destra? O meglio: perché vuoi fare questa destra?
Per me e non per i voti.
Ma lungi dal non essere
cosciente dell'importanza dell'informazione – comunicazione grande dio di
questi tempi.
Ancora una volta chiedo a
coloro che con le domande, forse sbagliate, ma con la risposta, per fortuna
giusta, ebbero la coscienza di votare “Popolo per la Libertà” di fare la
Cresima; cioè di riconfermare la loro scelta, ascoltando cos'è la destra,
parte integrante del futuro partito in costituzione.
Noi abbiamo questa
presunzione e per fortuna che coraggio e temerarietà non ci mancano e non ci
mancheranno.
Approfitto di questo mio
primo articolo per ringraziare Luciano, nostro Segretario Nazionale; e per
stupirmi della Sua fiducia riposta in un operaio, come me, venuto dalla
campagna con tanti sogni e pochi cassetti per raccoglierli tutti.
Aspettando il futuro,
vivendo la realtà, onorando il passato.
Stefano Cottini
STORICO
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