lunedì 12 gennaio 2009 07.13.57

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Fabrizio Frosio

Responsabile Regionale Veneto

 fabrizio.frosio@destralibertaria.it

 

 

Anna Scapin

Responsabile Comunicazione e Propaganda Veneto

anna.scapin@destralibertaria.it

 

 

Paolo Spadoni

Responsabile Provinciale Verona

paolo.spadoni@destralibertaria.it

 

 

Cristian Formisani

Responsabile Provinciale Padova

cristian.formisani@destralibertaria.it

 

 

Daniele Zamparo

Responsabile Provinciale Venezia

daniele.zamparo@destralibertaria.it

 

Destra Libertaria di Luciano Buonocore e in particolare la delegazione veneta di Fabrizio Frosio si avvolgono attorno al cordoglio dell'amico stimato Alberto Giorgetti e al fratello Massimo Giorgetti per la incolmabile perdita della moglie Barbara Baraldo nella notte di mercoledi. Un grande e caloroso abbraccio va anche ai due figli Federico e Matteo e il nostro dolore si unisce alle nostre preghiere.
"Perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione"
Fabrizio Frosio


              Mercoledi 26 novembre presso Sala Ater Piazza Pozza, Verona ore 20. 30

                      Movimento Culturale Destra Libertaria Veneto presenta:

Un saggio di Antonio Carioti sui giovani neofascisti: nemici di comunismo e americanismo

Saranno presenti l'autore Antonio Carioti e Luciano Buonocore Segretario Nazionale Destra Libertaria
 

È da qualche anno, ormai, che gli storici si vanno interessando dei giovani, e spesso giovanissimi, italiani che dopo l' 8 settembre 1943 scelsero la Repubblica sociale, soprattutto per un atto di estrema ribellione contro il «tradimento» del re e di Badoglio. Meno noto è che, nei primi anni del dopoguerra, molti di quei giovani avrebbero animato un movimento che, per capacità di mobilitazione e vivacità culturale, può essere addirittura considerato una specie di «Sessantotto nero». Questa appunto è la definizione che utilizza Antonio Carioti, in un lavoro di grande interesse dedicato a un settore minoritario ma certo non irrilevante del mondo giovanile (Gli orfani di Salò, Mursia, pp. 293, 17). Basti ricordare la sua capacità di penetrazione nel mondo universitario: nel 1950, ad esempio, nelle elezioni per le rappresentanze studentesche i neofascisti conquistarono a Roma il primo posto.

Presto i giovani missini diventano protagonisti delle agitazioni contro l' aumento delle tasse universitarie, trovando in questo la collaborazione dei coetanei di estrema sinistra. Ma la grande questione che permette loro di acquisire consensi anche nelle scuole medie è quella giuliana: nelle manifestazioni contro Tito e per il ritorno all' Italia dell' intero Territorio libero di Trieste trovano la possibilità di intercettare un sentimento patriottico che sembra ricevere scarsa o nulla attenzione dagli altri partiti. Il ruolo dei giovani neofascisti si rivela decisivo nell' affermare con l' impiego della forza fisica il diritto del Msi a scendere in piazza, messo spesso in discussione, soprattutto nelle città del Nord, dal diretto intervento dei militanti comunisti. Il libro di Carioti restituisce qui efficacemente il quadro di un' Italia dominata, ben prima dei cosiddetti «anni di piombo», dallo scontro violento tra fascisti e comunisti. All' inizio si tratta per i missini di difendere la possibilità di scendere in piazza; ma su questo si innesta anche una tendenza a considerare positivamente la violenza, circondandola magari di un' aura eroica. Ecco come un giovane neofascista di allora descrive oggi un episodio del settembre 1947, quando Almirante fu costretto da un gran numero di militanti di sinistra a terminare un comizio dopo appena dieci minuti dall' inizio: «Eravamo in 42 quel giorno e ci sentimmo come i 300 delle Termopili». Sembra che, alla ricerca di azioni clamorose, qualche neofascista progettasse addirittura l' assassinio del direttore dell' Unità Renato Mieli (padre dell' attuale direttore del Corriere). Pochi anni dopo alcuni giovani neofascisti avrebbero imboccato anche la via degli attentati dinamitardi contro le sedi di partiti e organizzazioni antifasciste. L' intensità e la facilità con cui nei primi anni del dopoguerra l' estrema destra pratica la violenza non deve far dimenticare che anche la sinistra comunista non disdegna all' epoca metodi in parte analoghi. Tra i casi più clamorosi riferiti da Carioti, l' uccisione di Franco De Agazio, direttore del settimanale neofascista milanese Il Meridiano d' Italia, nel marzo 1947, o la devastazione della sede del Msi compiuta dal Pci torinese, che nelle modalità (mobili e documenti gettati dalle finestre, falò acceso sulla strada) sembra riprodurre le azioni squadriste del primo dopoguerra. In realtà, l' atteggiamento del partito di Togliatti nei confronti dei giovani missini è ambivalente. Da una parte, appunto, il Pci non ostacola le spinte della base in direzione di un «antifascismo militante», necessariamente violento. Dall' altra è lo stesso segretario a condividere la strategia dell' attenzione nei confronti dei reduci di Salò messa in atto soprattutto da Ruggero Zangrandi, che nel febbraio 1947 riconosce loro «un malinteso e tuttavia non troppo facilmente discutibile amor di Patria». Qualche anno dopo sarà l' allora segretario della Fgci Enrico Berlinguer a formulare giudizi analoghi, ma - come osserva Carioti - con una importante differenza. Se da principio il Pci mostrava di voler recuperare gli ex fascisti, ora nel 1950 si dichiara disposto alla collaborazione con i fascisti che continuano a dichiararsi tali: il giornale dei giovani comunisti Pattuglia, ad esempio, ospita un articolo di Pino Rauti. Il fatto è che, nel nuovo clima internazionale determinato dalla guerra di Corea, i giovani missini appaiono ai dirigenti comunisti come possibili alleati nella lotta all' «imperialismo americano». La maggioranza dei giovani neofascisti, infatti, è risolutamente antiamericana: ed è questo uno degli elementi che alimentano il conflitto continuo che li oppone a una dirigenza del Msi che, sia pure tra mille cautele, si va orientando ad accettare il Patto atlantico e la scelta occidentale dell' Italia. Più in generale, una parte cospicua del movimento giovanile contesta la scelta del partito di aprire alle forze moderate e conservatrici (monarchici, liberali, in prospettiva la stessa Dc). Quando alla Camera, nel 1949, Almirante parla di «accettazione integrale» del metodo democratico, i giovani missini protestano con forza. In particolare, ad opporsi è la corrente «spiritualista», che ha una forte influenza tra i giovani di estrema destra. Seguaci di Evola, gli «spiritualisti» considerano «americanismo» e «bolscevismo» come due facce dello stesso male, contestano il capitalismo e la società di massa, rifiutano in blocco la modernità in quanto irrimediabilmente edonistica. Il loro radicalismo, che ripropone confusamente un ritorno alla tradizione (il Sacro Romano Impero e la civiltà feudale sarebbero «le due ultime grandi apparizioni tradizionali che l' Occidente conobbe»), li porta a prendere le distanze perfino da certi aspetti del fascismo in quanto frutto anch' esso della aborrita modernità. Il libro di Carioti si arresta al 1951, quando gli «spiritualisti» conquistano la leadership del movimento giovanile. Ma queste posizioni avrebbero continuato a condizionare per anni l' estrema destra italiana, divisa tra inserimento nel sistema democratico e sua radicale contestazione.


Destra Libertaria in Veneto


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Presentazione a Verona Destra Libertaria, Sala Liston 12
da sinistra: Daniele Ligotti, Segretario Amministrativo DL, Fabrizio Frosio, Coordinatore Regione Veneto DL, Senatore Enrico Pianetta di Forza Italia, Luciano Buonocore, Segretario Nazionale DL, Senatore Maurizio Saia di Alleanza Nazionale, Paolo Spadoni, Coordinatore Provincia di Verona DL

 

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Gazebo di Destra Libertaria, Piazza Brà, Verona: distribuzione gratuita di 250 Kg di pane e 200 litri di latte

VENEZIA — Confcommercio si ribella ai tagli in Finanziaria che penalizzano la nostra regione. La goccia che fa traboccare il vaso è la soppressione, da parte del governo, dei promessi 100 milioni di euro di finanziamento per la metropolitana di superficie. Dopo il no alla detassazione delle tredicesime e il taglio degli stanziamenti ai Comuni confinanti con le Regioni a statuto speciale, questa viene percepita come l'ennesima porta in faccia sbattuta al Veneto, per di più in un grave periodo di recessione.
«Non capisco come si pensi di far ripartire l'economia tagliando risorse a servizi indispensabili di una tra le regioni economicamente più attive d'Italia — sbotta Fernando Zilio, vicepresidente di Confcommercio Veneto e numero uno di Ascom Padova —. Faccio appello ai ministri veneti perché si mettano una mano sulla coscienza e trasmettano ai colleghi il disagio che stiamo vivendo. Pur comprendendo che siamo in piena recessione e che VERONA — Ancora una seduta senza risultati concreti per il «tavolo» che guida il Pdl a Verona. Si doveva entrare nel merito di scelte importanti (da quella del candidato alla presidenza della Provincia a quella del vicesindaco a Palazzo Barbieri), ma ci si è incagliati su di un altro ostacolo, apparentemente secondario: la designazione dei «tutor » che dovrebbero accompagnare la nascita del nuovo partito nelle nove zone in cui è stata suddivisa la provincia.
Nove organismi direttivi, da calibrare in base ai rapporti interni (e ricordando che a Roma si è deciso di dare il 70% dei posti a Forza Italia e il 30 ad Alleanza Nazionale). Pare però che all'interno di Forza Italia non si sia riusciti a trovare un'intesa tra le diverse «anime» del partito, ragion per cui s'è rinviato tutto a lunedì prossimo.
Unica decisione concreta presa ieri, dopo il convegno degli amici di Giovanardi, sabato e domenica, l'inserimento nel «tavolo» di Agostino dei tagli sono indispensabili, il nostro territorio non è disposto a fare, inutilmente, da agnello sacrificale. Vivo queste manovre con un senso di profonda ingiustizia, come scure brutale nei confronti di una regione che ha sempre dato molto in termini di Pil e di impegno imprenditoriale Rossini (designato ufficialmente e per iscritto dal sottosegretario Carlo Giovanardi) al posto di Brisighella.

Ieri pomeriggio, poi, il commissario straordinario di forza Italia, Enrico Pianetta, e il vicecoordinatore di An, Stefano Bertacco, hanno dato il benvenuto nel partito al gruppo di «Destra libertaria», che già prima delle elezioni aveva detto addio a La Destra di Francesco Storace per rientrare nel Pdl, guidato da Luciano Buonocore.
A Verona la nuova formazione sarà capitanata da Paolo Spadoni, di Castelnuovo, ma non si sa se anche per loro bisognerà trovare un posto al «tavolo provinciale ». rinunciarci, se non vogliamo cadere in quell'immobilismo che, associato alla crisi, porterebbe il Veneto a livelli di arretratezza mai conosciuti prima. Ci sforziamo di non cadere nel catastrofismo, ma come si fa a infondere fiducia se anche tali opere date ormai per scontate non possono procedere, mentre altrove si usano bel altri pesi? ».

All'amarezza di Confcommercio si contrappone una prima vittoria di Confesercenti: gli incentivi predisposti, fino al 5 dicembre, dalla Regione a favore dei negozi dei centri storici. Si tratta di un contributo del 30% in conto capitale su investimenti di: riqualificazione dei luoghi di commercio, turismo e tempo libero, aree mercatali, locali adibiti o da adibire a tali attività; manifestazioni promozionali, carte fedeltà e alte iniziative di supporto; sostegno a forme associative e centri commerciali naturali. Beneficiarie le piccole e medie imprese del commercio e della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, Tornando al quale, va detto che ieri ha fuggevolmente parlato della candidatura alla presidenza della Provincia (dal Regionale è arrivato l'invito a candidare un «grosso nome», invito che ovviamente ciascuno ha interpretato a modo proprio) mentre non sarebbe neppure stato sfiorato il tema della scelta del nuovo vicesindaco.
Intanto il tempo comincia a stringere: venerdì prossimo, a Roma, potrebbe essere convocato il congresso nazionale di scioglimento di Forza Italia, in vista del nuovo partito. E Verona dovrà probabilmente «accelerare» per farsi trovare pronta all'appuntamento.
C.V.
a tutto il Paese. Siamo tra le regioni più virtuose d'Italia e ci ritroviamo a essere tra le più penalizzate».
Aggiuge Massimo Albonetti, presidente di Ascom Venezia: «La metropolitana di superficie è tra le infrastrutture più attese, da cittadini e operatori economici e non dobbiamo Riuniti Gli uomini Pdl.

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26 agosto 2008
I Film di Toto' non finiscono mai di Fabrizio Frosio

Carissimi,
Ecco un'altra volta la scenetta di "Toto contro tutti" che va' in atto in una città del nord, la bella Venezia che rossa com'e', non può permettersi un affronto cosi contro l'islam.
In Italia chi rispetta le leggi oramai viene considerato un "imbecille" e di questo se ne e' accorto un buon custode che, per come la penso io, non ha fatto altro che far rispettare le norme vigenti non facendo entrare persone mascherate o a volto coperto nei luoghi pubblici per motivi di sicurezza..
Qual'e' lo scandalo? Perché questo custode si deve prendere le parolacce e i rimproveri da quattro "gioppini" che sono li solo perché trombati da altre poltrone?
Tengo solo a precisare che la legge dovrebbe essere uguale per tutti e che sopratutto dovrebbe essere fatta rispettare a tutti e non ci meravigliamo se poi ci ritroviamo manifestazioni pacifiche con gente armata e a volto coperto perché questo gran casino di situazione di una falsa giustizia interpretata giorno si e giorno no da magistrati e illuminati da non so' quale luce(forse quella dell'idiozia) ce la siamo creata noi continuando a tollerare queste situazioni di stupida ed ipocrita falsa bontà, che a mio parere ci porterà a subire grossi colpi di testa da parte di chi oramai ha capito che siamo in balia dei fantocci mascherati da intellettuali, ma che di intellettuale hanno solo il conto in banca.

Sono veramente incazzato perché penso solo all' incoerenza di queste persone che forse non hanno mai visitato un paese arabo come l'Iran dove una donna che per errore mostra una caviglia in pubblico(non parlo di tette e culi come da noi) e' stata arrestata e condannata e rispedita immediatamente il giorno seguente in Italia (E? capitato ad una mia amica che era lì per lavoro), questo dovrebbe far riflettere e pensare che loro ci stanno pesando per la nostra fantozziana debolezza nel far rispettare le leggi e ciò porta tutti i santi giorni ad innumerevoli sbarchi su quali piangiamo finte lacrime per quelli che non ce la fanno, ma quante lacrime versano le loro nazioni che ben contente si sbarazzano della zavorra a loro scomoda, appioppandola al "Babbo Natale" di tutti, la nazione Italiana.
Caro custode e cari Italiani svegliamoci e ribelliamoci a questi finti Santoni che ci stanno educando al servilismo di correnti intellettuali ipocrite e demenziali che non porteranno altro che immondizia e degrado, ristabiliamo un po' di quell'ordine e autorità che hanno fatto dell'Italia una patria di gloria e quando subiamo queste ingiustizie nei nostri confronti, dobbiamo essere pronti ad urlare IN ALTO QUELLA BANDIERA quella che ha portato i valori della cristianità fino a qui, quella degli insegnamenti di Almirante, quella di Sergio Ramelli e del rogo di Primavalle che per contrassegnare questi valori hanno perso la vita, non rendiamolo un sacrificio inutile donando le redini di questa patria alla stupidità ed incazziamoci se i nostri diritti vengono calpestati per favorire quelli di qualche ospite, grato si, ma sempre se rispettoso delle leggi del nostro stato.
Quanto vorrei congratularmi con questo custode e prendere a calci in culo chi lo vuole perseguire per questo, l'Italia e' veramente la Patria di Toto' ma non quello dei film a me tanto caro, ma quello della incredibile realtà.

Un abbraccio
Fabrizio Frosio

martedì 26 agosto 2008

da
Venezia: turista con velo lasciata fuori dal museo
Venezia - Porta il velo e non può entrare in un museo. È successo a Venezia, dove a una donna che indossava il niqab, che lascia scoperti solo gli occhi, è stato impedito di entrare nelle sale di Cà Rezzonico, il palazzo sul Canal Grande che ospita il museo del settecento veneziano.
Col velo non si entra La donna, accompagnata dal marito e dalla figlia, è stata fermata dopo avere tranquillamente pagato il biglietto alla cassa. Quando è salita ai piani superiori per visitare il museo è stata invitata a togliersi il velo o a restare fuori per motivi di sicurezza.
Le scuse del museo "E stata la libera iniziativa di un guardiano, che ha commesso un grave errore - ha dichiarato ai quotidiani locali - Prenderemo provvedimenti", ha detto, prendendo le distanze, il conservatore del museo Filippo Pedrocco. Per questioni di sicurezza - ha proseguito Pedrocco - a Carnevale, per esempio, le persone che entrano mascherate vengono invitate a scoprirsi il volto, ma la regola va interpretata e in questo caso, dice, "la signora aveva tutto il diritto di visitare il museo".


22 agosto 2008
CORAGGIO E PAURA di Stefano Cottini

Avete scelto un leader, eccolo.

L'avete scelto perché non c'era di meglio; l'avete scelto perché è in perfetta linea coi vostri interessi, e cioè la fabbrichetta di papà, la vostra, i vostri soldoni, i vostri “ideali”, il vostro “non pensare”, il vostro “non riflettere”.

“Se gli imprenditori vanno alla grande allora anche l'operaio va alla grande”.

Questo mi è stato risposto quando ho chiesto "perché Voti questa destra? "

Eccomi qua, un trentenne che s'affaccia per l'ennesima volta ad un'esperienza nuova, in una nuova realtà politica appena nata piena di buone speranze.

Sì, perché in tanti anni di militanza politica, apolide in mille case, raramente o forse mai mi capitò di far incontrare alle speranze i fatti.

Normalmente i fatti più eclatanti e fondatori d'una idea nuova o propulsori di un'idea tradita arrivano dopo cocenti sconfitte o delusioni.

Questa volta, devo dire la verità, Destra Libertaria mi ha stupito per la sua tenacia e voglia di essere parte integrante di un'idea di Bipolarismo.

Mi ha convinto ad essere compartecipe di questa grande “Speranza – Fatto”

Perché Voti questa destra? O meglio: perché vuoi fare questa destra?

Per me e non per i voti.

Ma lungi dal non essere cosciente dell'importanza dell'informazione – comunicazione grande dio di questi tempi.

Ancora una volta chiedo a coloro che con le domande, forse sbagliate, ma con la risposta, per fortuna giusta, ebbero la coscienza di votare “Popolo per la Libertà” di fare la Cresima; cioè di riconfermare la loro scelta, ascoltando cos'è la destra, parte integrante del futuro partito in costituzione.

Noi abbiamo questa presunzione e per fortuna che coraggio e temerarietà non ci mancano e non ci mancheranno.

Approfitto di questo mio primo articolo per ringraziare Luciano, nostro Segretario Nazionale; e per stupirmi della Sua fiducia riposta in un operaio, come me, venuto dalla campagna con tanti sogni e pochi cassetti per raccoglierli tutti.

Aspettando il futuro, vivendo la realtà, onorando il passato.

Stefano Cottini


STORICO


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